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Mi chiamo Giupy e sono un neurone in fuga che da poco si fregia del titolo di "dottore". Dopo aver vagato per Italia, Giappone, Francia, Belgio e Colorado, la patria degli orsi volanti, sono approdata nella piovosa Bochum. Il blog racconta storie di Germania, di universita', di corsi di Tedesco, di nostalgia del bidet, della lotta per trovare cibo senza glutine e ovviamente di loro, i pensatori Tedeschi che tanto ho letto (e solo talvolta maledetto) per arrivare qui.

mercoledì 12 febbraio 2014

E ora toglietemi la cittadinanza


Attenzione: questo e' un post controverso ma sono pronta a raccogliere critiche 

Vista la mia tragica relazione con la patente americana, posso gioire del fatto che a Boulder ci sia una cosa importante. Qui mancano molte cose, gli obesi, i musei che non abbiano dentro foto di Bisonti, i negozi che vendano vestiti non da trekking, le persone depresse, ma se non altro c'e' una cosa rara per gli USA: i bus


E qui via un po' di radici brianzole!


Quando sono arrivata in Colorado, la gente mi ha detto con grande orgoglio "Qui i mezzi di trasporto funzionano come in Europa!"
Ho potuto constatare che questa cosa e' vera.
Non proprio come in Europa, pero'. Piu' che altro come in Italia.
Non proprio come in Italia pero'. Piu' che altro come a Roma.

I bus sono abbondanti e molto colorati, alcuni hanno anche delle volpi o degli orsi disegnati sopra. E hanno nomi simpatici come Bolt o Jump. Ci sono bus per Denver, per l'aereoporto o per le cittadine intorno a Boulder.
Peccato pero' che prendere il bus richieda delle doti che si sviluppano probabilmente solo con il conseguimento di un dottorato.
Per esempio, non ci sono delle vere e proprie pensiline. Ci sono dei pali con su delle scritte piccole piccole che dicono il nome del bus. Non c'e' scritta la direzione, la destinazione o gli orari. Quando passa, passa. Certo, noi popolo degli smartphone possiamo sempre guardare gli orari in linea. Ma tanto i bus passano un po' quando ne hanno voglia. Quelli da/per Denver di solito sono piu' in orario. Ma non sempre. Una volta ho aspettato mezz'ora perche' sullo schermo c'era scritto "730" ma si erano dimenticati di precisare che era domenica e quindi quel bus era cancellato.
Grazie alle montagne di soldi che gli undergrad pagano alla mia universita' io ho un pass per cui non pago i bus. E ne sono veramente grata, anche perche' pagare non e' facile. Ci vogliono i soldi GIUSTI. Un giorno scrivero' la triste storia di Giupy appena sbarcata a Denver dopo 20 ore in volo con i 50 dollari profumati di banca a chiedere in giro a degli sconosciuti se avevano da cambiare per poter pagare ESATTAMENTE 13 dollari. 
E c'e' un altro problema: la gente in Colorado non sa prendere il bus. Questa e' una cosa che mi ha fatto notare la mia amica che viene dalla East Coast: non importa che il bus sia pieno di gente stipate come sardine, i passeggeri cercheranno comunque di a) fare amicizia con te e attaccare bottone b) stare in piedi IN MEZZO al bus lasciando il fondo vuoto c) Tenere il loro zaino pieno di scarpe da trekking, tappetini da yoga e bevande al guarana' ben saldo sulle spalle, dandotelo in faccia quando si girano per scendere.

Come ci mostra il sito dei trasporti di Boulder, i bus se non altro sono belli e colorati

Il problema, poi, e' che certi quartieri/ paesi non sono serviti. Per nulla. Oppure, ci sono i bus, ma l'ultima corsa e' ad orari totalmente irragionevoli tipo alle 8 di sera. Tuttavia, non mi posso proprio lamentare: sempre per il fatto che la mia universita' succhia un sacco di soldi e' magnanima, abbiamo un servizio comodissimo di taxi GRATIS che ti portano in giro la sera. Credo sia fatto per evitare che le ragazze in giro in shorts ubriache vengano molestate/ violentate/ squartate. Ovviamente, essendo un servizio gratuito non e' esattamente un taxi, quindi bisogna aspettare un sacco di tempo per prendere la linea e anche un sacco di tempo perche' ti mandino una macchina. Ma va piu' che bene, e' gia' tanto che ci sia. Cio' che mi lascia perplessa e' la flessibilita' mentale di chi ha pensato il servizio.
Io e un'amica abitiamo a pochi blocks di distanza. Allora chiamiamo questo servizio e spieghiamo che dobbiamo andare a casa.
Solo che il centralinista e' perplesso al fatto che ci siano DUE indirizzi.
Noi spieghiamo che abitiamo vicine, quindi possiamo prendere la stessa macchina.
Ma lui continua ad essere perplesso. No no, DUE indirizzi non si puo'. UNA macchina, UNA casa.
Dopo dieci snervanti minuti, ci siamo arrese: io sono andata a casa con la prima macchina, mentre la mia amica ha aspettato mezz'ora che arrivasse la seconda macchina. Mobilitando cosi' due persone diverse. 
E io che mi lamentavo dei Belgi. 

La verita' e' che ho fatto una profonda riflessione. Come tutti, ho passato la mia vita a lamentarmi dei trasporti italiani. Zerocalcare, la voce della mia generazione, spiega molto bene quali sono i sentimenti popolari verso Trenitalia. Sono sempre stati anche i miei. 
Pero' c'e' un qualcosa che si arrovella nel mio cervello, che ho il coraggio di dire solo qui. Lo so, ogni viaggio in treno mi obbliga ad ipotecare un rene, a meno che io non voglia viaggiare con zecche grandi come cani e cani grandi come punkabbestia. Conosco a memoria tutte le banchine delle squallide stazioni in mezzo al nulla per tutte le volte che i treni hanno fatto ritardo/ mi hanno scaricato in un posto dove Dio era evidentemente gia' sceso. Se devo andare in qualsiasi posto che non sia Roma o Milano mi tocca fare 52 cambi di cui uno a dorso di cammello.
MA, almeno in Italia ci sono i treni. Ci sono i bus. Ci sono pure le metropolitane in qualche citta'. 
Si, LO SO che in America tutti hanno la macchina e la benzina costa poco etc etc. Ecco, io pero' sono una sfigata straniera PhD student che non riesce a passare la patente e e non ha la macchina e per me E' BELLO sedersi su un treno e magari lavorare o dormire o guardare fuori dal finestrino. SENZA dover passare tre ore in solitudine a guidare su una strada dritta e desolata senza nemmeno mucche a tenerti compagnia. L'interrail che non ho mai fatto, i viaggi in treno con i compagni di uni per tornare a casa il week end, le  persone che ho conosciuto per caso nei tragitti piu' improbabili.
Lo dico a bassa voce, ma a me i treni piacciono.

Solo che qui ho un problema, un grande imbarazzo: come si fa a dire alla gente che non dovrebbe lamentarsi di Trenitalia perche' in certi stati della ricca America le ferrovie non esistono piu' dai tempi del West? Non si puo'. Perche' la nostra e' una Repubblica fondata sul lavoro, sulla pasta della mamma e sul lamentarci di Trenitalia. Se dici che tutto sommato almeno Trenitalia ESISTE, la gente ti guarda storta. Ti sorride come si sorride alle bionde e poi quando ti volti da' gomitate al proprio vicino lanciandogli quello sguardo che vuol dire 'poraccia, a furia di vivere con gli orsi che volano e' un pochetto uscita di testa'. Ecco cosa dicono.
Se vuoi continuare ad essere cittadina italiana a tutti gli effetti, devi uscire e gridare a tutti quanto odi trenitalia. A tutti.


Eccolo, l'idolo della mia infanzia



E ora vado a gioire del fatto che, a furia di camminare ovunque ed andare in bicicletta, mi stanno venendo le gambe di Pantani. E no, non e' una cosa bella. 



12 commenti:

  1. ahahaha :) ma si alla fine mi sa che ti rendi conto anche tu che tutto il mondo è paese . Alla fine qui c'è una cosa che non va, la un'altra che va meglio e viceversa....
    http://www.raccontidiviaggioenonsolo.com/

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  2. Si infatti!!! Bello il blog comunque, lo metto tra i preferiti...

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  3. ahaha! Stessa cosa qui a Seattle dove dicono i bus funzionino a meraviglia…proprio come a Roma (o peggio) ma soprattutto qui il bus lo prende solo chi è povero e io! Io mi sento come te, odio guidare e amo viaggiare sui mezzi quando funzionano bene, sogno una metropoli dove questo sia possibile…ah no wait esiste! Berlino :) Comunque stamattina ho superato il test di teoria della patente con 0 errori purtroppo so per certo che non sarà lo stesso per la pratica :(

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    1. Complimenti per la patente! Tranquilla che l'esame e' VERAMENTE facile, anche la pratica, sono io che sono sfigata! Comunque credo che in diverse grandi citta' si possa viaggiare bene sui mezzi, tipo anche New York da quello che ho visto.. qui i poveri non ci sono, ma la gente prende il bus perche' e' Hippie/ alternativa..

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  4. La situazione dei mezzi pubblici e dei treni negli USA è decisamente fastidiosa. Il prossimo mese sarò in Texas per un convegno e volendo andarmene da Houston a New York con i mezzi pubblici - ma senza aereo - proprio per guardare fuori dal finestrino e parlare con gli sconosciuti sto passando le giornate tra orari di treni che passano una volta ogni tre giorni (e se perdo la coincidenza che fo?) e compagnie di bus come la Greyhound che non servono città universitarie da centomila abitanti...

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    1. Non ho mai preso i Greyhound ma ho sentito delle storie bellissime e spaventose a riguardo... temo purtroppo che l'aereo sia la scelta piu' comoda.. :(

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    2. Beh, qualche anno fa mi ero fatto New York - Niagara Falls andata e ritorno con la Greyhound e non l'avevo trovato brutto, anzi... tutto sommato un bel ricordo. C'era anche il WiFi sul bus.
      Ho appena prenotato un Houston - New York, 39 ore filate con una cambio di tre ore ad Atlanta. Se sopravvivo è una cosa che racconterò ai nipoti.

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  5. giuuupy dal momento che ho letto da cima a fonda questo e l'altro blog sul belgio ti volevo chiedere se potessi linkarmi il blog francese(mi sembra di aver capito che ne avessi scritto uno). l'anno prossimo sarò a tours in erasmus e mi farebbe piacere leggere strane storie sulla tua vita parigina. grazie

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  6. ah ah ah giupy! io adoro i treni, la metro e i pullman...amo guardare fuori dai finestrini rilassarmi in attesa di arrivare, e soprattutto leggere! ah quanto ho letto quando facevo la vita da pendolare! :-) vuoi mettere le ore in macchina da soli?
    per la bici ok! dai tutta salute ;-)) un abbraccio.

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    1. Vero! anche io ho letto tantissimi libri sui mezzi pubblici..

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