Presente il mio ultimo post, in cui me la tiravo perche’
andavo ai Caraibi? In realta’ credo dovrei smetterla di portarmi sfiga da sola.
Perche’ ci sono state cose che potevano seriamente compromettere la mia
vacanza:
1)
Arrivata alle cinque e mezza del mattino a Miami
dopo un volo di fianco ad un ansioso logorroico che mi faceva vedere le sue
foto a torso nudo su Facebook e mi chiedeva se Parigi fosse in Italia, e una
signorina con luuunghe unghie finte che aveva bisogno di aiuto per compiere QUALSIASI azione, la tizia del B&b non rispondeva al telefono. L’indirizzo che mi aveva
dato sembrava, a dirla tutta, inesistente. Mentre ridendo dalla disperazione ho
pensato “It could be worse, it could be raining!”, ha iniziato a piovere.
Giusto perche' e' un riferimento colto
2)
Pioveva perche’ l’uragano Erika si stava per
abbattere sulla Florida e svariate persone a caso hanno iniziato a dirmi che
si, sicuramente cancellano le crociere ai Caraibi
3)
Mio moroso aveva problemi di visto arrivando
dall’Italia e hanno pensato bene di trattenerlo SEI ORE all’aereoporto in mezzo
ai narcos chiamandomi di tanto in tanto per dirmi che magari lo rispedivano in
Italia.
Nonostante l’inizio diciamo un po’ cosi’ e’ stata una
vacanza bellissima, ho trovato il B&b, l’uragano non ha colpito la Florida
e mio moroso non e’ stato deportato. Ora pero’ ho imparato che a scrivere post
in cui me la tiro mi porto sfiga da sola, quindi non staro’ a postare foto a
caso di spiagge dei Caraibi, ma diro’ le mie impressioni sui posti che ho
brevemente visitato. Ovviamente e’ tutto molto superficiale e ci sono blog piu’
accurati su Miami e dintorni come quello di Lucy,vma il post mi andava di farlo lo stesso.
Ok, non riesco a resistere, pero' posto solo questa.
Miami mi e’ molto piaciuta perche’ ha un clima caldo umido
che si adatta a me e alle iguane, che infatti popolano le varie palme della
citta’. Ho pero’ scoperto il GRANDE DISAGIO dell’aria condizionata. Ora,
essendo io un animale a sangue freddo tendenzialmente non ho mai caldo, pero’
pure mio moroso che ha una circolazione sanguigna piu’ o meno normale si
lamentava del freddo assurdo dentro i negozi e i ristorati. In quale mondo uno
sbalzo di venti gradi e’ sano? E in che modo un’aria condizionata che fa si che
fuori da Zara si formino delle correnti gelate non favorisce la distruzione
dell’ambiente? Chiamatemi scema, ma giuro che girare con una felpa in borsa e
dormire con il piumino ad Agosto in un posto che non e’ Bruxelles mi prende
male.
Miami fa degli ottimi mojito, e cosi’ ne ho preso uno su
Ocean Drive, che e’ un po’ la via dello struscio . Li ho
potuto osservare la gente, ed alcuni erano vestiti in modo un pochino….
vistoso, diciamo. Soprattutto, c’erano ragazze in costume da bagno. Che, per
carita’, la spiaggia e’ li davanti, ma queste avevano delle sorte di costumi da
bagno da sera tutti intrecciati e le scarpe con il tacco, e in piu’ erano le
dieci di sera. Mi chiedo se il costume non sia la digievoluzione del
pantaloncino inguinale a forma di mutanda. Tuttavia non me la sento di
giudicare male questa gente perche’ pure io e mio moroso in fatto di
abbigliamento non eravamo troppo azzeccati. Convinti che Erika l’uragano
sarebbe arrivato (che poi, mi spiegate perche’ gli uragani hanno sempre nomi
carini? Io l'avrei chiamato Salazar, o Tom Riddle...) ci siamo vestiti di tutto punto e abbiamo detto: visitiamo Miami
Beach! In realta’ pero’ ha iniziato a fare caldissimo e nel giro di due minuti
ci siamo fiondati in spiaggia a fare il bagno in mutande, sperando che i
bagnini non notassero l'assenza di costume. Il che e’ comunque piu’ elegante che girare con la
maglietta fosforescente “I’m in Miami bitch”. In tutto questo, kudos per Miami
che mette la crema solare gratis nelle spiagge.
Shakira comunque non sta male. Per chi fosse interessato, la casa di North Beach pare sia in vendita
Poi, ci siamo imbarcati su una nave da crociera. Ora, a me
la crociera non inspirava molto come tipo di vacanza pero’ lo ammetto, costava
molto poco e stare su una nave mi dava un po’ l’idea di essere tipo Johnny Depp
tra i pirati. Idea un po’ scema perche’ la nave e’ un mostro a undici piani che
non ha molto a che fare con la Perla Nera. La nave pero’ e’ un posto
meraviglioso per l’osservazione sociale: da una parte, Italiani in viaggio di
nozze che non sono mai usciti dall’Italia e – inaspettatamente! – si lamentano
di ogni cosa, perche’ si sa che Isla Roatan non sara’ mai bella come Ladispoli.
Dall’altra parte Americani che si dedicano al loro hobby preferito: mangiare.
Il cibo infatti e’ gratis sulla nave, e ad ogni ora ci sono persone che ti
preparato hamburger, pizza e gelato chimico. L’unica cosa non inclusa sono le
bibite, per cui intere famiglie si imbarcavano con casse di Coca Cola e Dr
Peppers, sia mai che il ketchup e le cheesecake non siano abbastanza per
mantenere il livello di zucchero nel sangue. Ho anche visto gente farsi dare la
doggy bag dal ristorante della nave e portarsi gli avanzi in camera, immagino
per paura di non trovare cibo in quella finestra di quattro ore notturne in cui
il pizzaiolo dormiva.
Le persone, manco a dirlo, erano GROSSE. Alcuni erano dei
super-ciccioni, e questo non mi ha troppo sorpresa, anche se preoccupata un po’
si, perche’ occupano un sacco di posto sulle scialuppe di salvataggio. E,
soprattutto, in caso di naufragio sicuramente io morirei prima di loro e non
gradirei mangiassero pure me. Altre persone pero’ erano proprio grosse nel
senso di “gonfie”, o con muscoli che francamente un essere umano non puo’
avere, oppure con misure di reggiseno che ho visto solo nella Barbie e nelle
mucche ma in nessun essere vivente con statura bipede. Misteri della chirurgia.
In tutto questo gonfiore la gente aveva dei tatuaggi BELLISSIMI, come
l’Italo-Americano che aveva la bandiera italiana e quella Americana intrecciate
sul fianco, con la cartina dell’Italia a colori, o il palestrato con la scritta
“Sturm und Drang”. Che poi chissa’, mi sembra di capire che in USA i sedicenti
intellettuali di sinistra si coprono di tatuaggi, magari era un dottorando in
letteratura tedesca.
Uno dei temi della nave e’ il divertimento. Ogni giorno la
voce odiosissima del cruise manager- da noi ribattezzatto Mozzo Zozzo in onore
di un film terribilmente volgare che io, che sono una principessa, non ho mai
guardato – ci ricordava che dovevamo divertirci. Per implementare questa cosa c’erano
un sacco di attivita’, come il karaoke, il bingo, gli spettacoli, i film e i
camerieri obbligati a ballare Gangnam Style con dei costume ridicoli nel mezzo
della cena (si, gli ho lasciato una lauta mancia). Purtroppo, quando la gente
mi dice di divertirmi io divento subito robbosa e non lo faccio. Inizio ad
odiare il karaoke che di solito amo e a fare dei complessi discorsi noiosissimi
sullo sfruttamento dei lavoratori. Quando volevano cantarmi la
canzoncina per il compleanno io li ho pure implorati di non farlo. Pero’ ero l’unica, perche’ molti degli altri
crocieranti giravano con magliette con su scritto “Cruise addicted” o “A
drinking group with cruising problems”.
Video che non c'entra nulla, ma era giusto far conoscere questo video al mio popolo di lettori
La crociera costa molto poco per un motivo preciso: che poi
devi pagare le escursioni. Dal momento che il mio io ribelle odia quando mi si
dice che fare, e visto che sono una studentessa sfigata, ho deciso di non farne
nessuna. E si, e’ stato un po’ faticoso e stressante fare cose come noleggiare
un’auto in Messico fingendo di parlare Spagnolo, pero’ sono stata proprio
contenta di organizzare le mie giornate come volevo. Ho potuto ammirare le
rovine Maya sotto l’acqua a Tulum, vedere l’isola deliziosa di Caye Kaulker,
fare il miglior snorkeling della mia vita a Isla Roatan in Honduras e vedere la
Cemetery Beach delle Cayman, che e’ un posto che mi ha rovinato la vita. Ora
nessuna spiaggia reggera’ mai piu’ il paragone con questa. Purtroppo avevamo
solo poche ore per ogni posto, ma abbiamo comunque cercato di importunare la
gente locale per cercare di capire qualcosa sui luoghi che vedevamo. Al di la’
del fatto che tutti cercavano di fregarci e venderci gioielli made in Milano,
ho scoperto che Belize City non e’ piu’ la capitale del Belize ma ha ancora dei
resti di colonialismo inglese, come le uniformi alla marinara degli studenti.
Uniformi che nelle scuole pubbliche in Honduras sono bianche e blu, e in posti
come Isla Roatan le scuole sono in Inglese perche’ era la lingua degli schiavi
ed e’ rimasta. Che io dico: ma con 6000 gradi non e’ un po’ cattivello mandarli
in giro con le calzette al ginocchio? In tutto questo le escursioni della crociera
oltre a costare un sacco portavano la gente nelle spiaggie standard con
lettini-cocktail-pranzo incluso. Vuoi mettere l’arrivare nella spiaggia libera
delle Cayman dove oltre a te ci sono solo polli (si, polli) e
bere il latte di cocco fresco e fare il bagno insieme ai barracuda? Per la
cronaca, di barracuda ce n’era uno solo e pare non sia pericoloso, io pero’ un
pochetto di fifa l’ho avuta lo stesso perche’ e’ un pesce enorme che ti guarda
male. In compenso ho un nuovo animale preferito, il coati.
Say hi to my coati friend
Detto cio’, sono sempre piu’ sicura di voler diventare ricca
e farmi un giro dei Caraibi come dico io, visitando le isolette del Belize e
mangiando il vero cibo che mi offrono.Troppa sfiga che mo' i pirati stanno solo in Somalia. Hoist the colors!

