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Mi chiamo Giupy e sono un neurone in fuga che da poco si fregia del titolo di "dottore". Dopo aver vagato per Italia, Giappone, Francia, Belgio e Colorado, la patria degli orsi volanti, sono approdata nella piovosa Bochum. Il blog racconta storie di Germania, di universita', di corsi di Tedesco, di nostalgia del bidet, della lotta per trovare cibo senza glutine e ovviamente di loro, i pensatori Tedeschi che tanto ho letto (e solo talvolta maledetto) per arrivare qui.
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sabato 15 novembre 2014

Cronache dal West Selvaggio

Dal momento che il moroso ha recentemente cambiato decina ho deciso di suggellare questo momento portandolo a fare un paio di giorni in un posto che si chiama Garden of the Gods, oltre a dargli il mio supporto incondizionato al farsi crescere i baffi. Voglio dire, voi non vorreste cambiare decina in un posto che si chiama "Giardino degli Dei"? E queste cose io le sento anche un po' poco perche' sono ancora ferma agli- eeeeehmmmm- VENTUNO.

La foto piu' artistica che ci riusciva di scattare

In sostanza, il Garden of the Gods e' uno di quei posti per cui dici "eh cavolo, se non fossi venuta in America io un posto cosi' non l'avrei mai visto. Perche' alla fine sono tre sassetti con nomi buffi (tipo "kissing camels"… nomi che ti fanno pensare che la legalizzazione risalga in realta' a qualche annetto prima del 2013)- pero' sono sassetti che ti fanno stare un po' a bocca aperta.

Il Garden of the Gods oltretutto ha una storia curiosa. I primi due pionieri che ci sono passati (se decidiamo che i Nativi non contano, ovviamente, come spesso la gente ama fare qui) si sono chiesti come chiamarlo. I due pionieri- che per praticita' chiameremo Giuseppino e Pasquale, hanno avuto un dialogo che e' andato piu' o meno cosi':
- Giuseppino ma guarda che figata!
- Proprio bello Pasquale! Che ci facciamo mo' di sti sassi che abbiamo scoperto?
- Bo io ci farei il dehor di una birreria!
- Pasquale ma sei scemo? In sto posto ci si sta da dio, col cavolo l'idea della birreria!
E cosi' si e' chiamato Garden of the Gods. E se non credete a me, credete a Wikipedia
(Giusto per mantenere l'ambiente stupido, ora la gente si diverte un sacco ad appendersi su delle corde e arrampicarsi sulle montagne ALTISSIME. Cosa che a me faceva venire la nausea solo a guardare) 

Quello pero' che credo sia interessante per i miei tre lettori e' quello che circondava questo posto. Da Europea doc, a me sono sempre piaciuti i posti storici, dove si respira il passato, si ascoltano i passi dei grandi uomini che li hanno attraversati secoli prima. Quindi vabbe', stare negli USA e' un po' limitante a volte, se si considera che la casa piu' vecchia di Boulder avra' due anni in piu' di mia nonna. Ma ad andare in posti come Colorado Springs, Manitou Springs o Old Colorado City, oltre a farti capire quanto irrimediabilmente privi di fantasia fossero i prime coraggiosi pionieri, ti riporta un po' a quell'epoca di esplorazioni, di cercatori d'oro, di Lone Rangers e Saloon. Quei tempi magici in cui si poteva colonizzare una terra inesplorata, scoprire nuovi orizzonti, macellare i bufali, sterminare gli indiani che avevano tutto il legittimo diritto di starsene li al posto tuo , fondare nuove citta'. D'altronde ho gia' spiegato che l'idolo indiscusso della mia infanzia, colei che mi insegno' tutto quello che so sul femminismo e la medicine (tanto sul primo, poco sulla seconda), e' la grande Michela Quinn de "La Signora del West".

E quando dico Selvaggio West, intendo che l'atmosfera e' ancora intatta:

Qui si serviva- indovinate cosa? Il bufalo !

Perche' cent'anni fa qui c'erano i treni che si inerpicavano per le montagne e ora non ci sono piu' e io devo sempre prendere il cavolo di bus per Denver?

Il nostro albergo era anch'esso un edificio storico, un trionfo di pacchianeria Vittoriana. Della serie "Voglio un po' di Europa bel West e quindi faccio delle torrette". E apparentemente c'era anche un fantasma! Io giuro di averlo sentito tossire, non cercate di dissuadermi dicendo che era un altro avventore…

L'albergo

Come ho gia' spiegato in altri luoghi, dentro di me dimora una scienziata sociale che desidera ardentemente scrivere un articolo accademico ogni volta che vede un tipo strano. Ed essendo il Colorado un posto alquanto bizzarro, capirete come il mio povero neurone giri senza sosta. E osservare gli autoctoni di Colorado Springs e dintorni e' stato molto affascinante. Perche' da un lato sono un po' hippie come tutti i Coloradiani, ma dall'altro sono piu' conservatori, un po' tendente al Redneck (di cui parlo qui)

Lato hippie: il negozio di cose alla canapa

Lato Redneck: la "Redneck Jar" (giuro che si chiama cosi' davvero), il bicchiere a forma di barattolo 

Ovviamente, i pregi di vivere nella natura sconfinata e selvaggia sono tanti. Il cielo blu che cosi' blu si era visto solo in photoshop, la maestosita' delle montagne, l'odore di aria pulita e il silenzio incontaminato. C'e' pero' anche qualche svantaggio, tipo:

Ci tengo a precisare che non parliamo di vipere ma di SERPENTI A SONAGLI. Quelli brutti brutti e cattivi cattivi. Non mi ci e' voluto molto a convincermi a non fare un pic nic…

E, in onore del titolo del blog e dell'animale che piu' mi piace da queste parti (cogliete l'ironia please), non poteva mancare lui:

Tra cappello nei denti, fucile e giubba mimetica sulla zampa, quest'orso riesce a rappresentare tantissimi stereotipi statunitensi tutti assieme. Chissa' se vola…

E questa e' una papera. Che c'entra con il Selvaggio West? Boh, ma mi piaceva ed e' molto piu' tenera degli orsi che ti divorano sui monti. Quack

In conclusione, anche se le vostre agenzie di viaggio quando andate a prenotare i vostri tour coast-to-coast, West Selvaggio-con-tappa-a-La Vegas vi diranno di ignorare il Colorado, voi non fatelo. Oltre alla marijuana legale e tanta birra buona troverete anche tante cose belle da vedere. 

Certo, non si puo' negare che, talvolta, l'abuso di stupefacenti renda gli autoctoni confusi:


Perche' mi sembra giusto chiamare un pub "ancient mariner" in un posto a 1500 metri di altitudine







mercoledì 12 febbraio 2014

E ora toglietemi la cittadinanza


Attenzione: questo e' un post controverso ma sono pronta a raccogliere critiche 

Vista la mia tragica relazione con la patente americana, posso gioire del fatto che a Boulder ci sia una cosa importante. Qui mancano molte cose, gli obesi, i musei che non abbiano dentro foto di Bisonti, i negozi che vendano vestiti non da trekking, le persone depresse, ma se non altro c'e' una cosa rara per gli USA: i bus


E qui via un po' di radici brianzole!


Quando sono arrivata in Colorado, la gente mi ha detto con grande orgoglio "Qui i mezzi di trasporto funzionano come in Europa!"
Ho potuto constatare che questa cosa e' vera.
Non proprio come in Europa, pero'. Piu' che altro come in Italia.
Non proprio come in Italia pero'. Piu' che altro come a Roma.

I bus sono abbondanti e molto colorati, alcuni hanno anche delle volpi o degli orsi disegnati sopra. E hanno nomi simpatici come Bolt o Jump. Ci sono bus per Denver, per l'aereoporto o per le cittadine intorno a Boulder.
Peccato pero' che prendere il bus richieda delle doti che si sviluppano probabilmente solo con il conseguimento di un dottorato.
Per esempio, non ci sono delle vere e proprie pensiline. Ci sono dei pali con su delle scritte piccole piccole che dicono il nome del bus. Non c'e' scritta la direzione, la destinazione o gli orari. Quando passa, passa. Certo, noi popolo degli smartphone possiamo sempre guardare gli orari in linea. Ma tanto i bus passano un po' quando ne hanno voglia. Quelli da/per Denver di solito sono piu' in orario. Ma non sempre. Una volta ho aspettato mezz'ora perche' sullo schermo c'era scritto "730" ma si erano dimenticati di precisare che era domenica e quindi quel bus era cancellato.
Grazie alle montagne di soldi che gli undergrad pagano alla mia universita' io ho un pass per cui non pago i bus. E ne sono veramente grata, anche perche' pagare non e' facile. Ci vogliono i soldi GIUSTI. Un giorno scrivero' la triste storia di Giupy appena sbarcata a Denver dopo 20 ore in volo con i 50 dollari profumati di banca a chiedere in giro a degli sconosciuti se avevano da cambiare per poter pagare ESATTAMENTE 13 dollari. 
E c'e' un altro problema: la gente in Colorado non sa prendere il bus. Questa e' una cosa che mi ha fatto notare la mia amica che viene dalla East Coast: non importa che il bus sia pieno di gente stipate come sardine, i passeggeri cercheranno comunque di a) fare amicizia con te e attaccare bottone b) stare in piedi IN MEZZO al bus lasciando il fondo vuoto c) Tenere il loro zaino pieno di scarpe da trekking, tappetini da yoga e bevande al guarana' ben saldo sulle spalle, dandotelo in faccia quando si girano per scendere.

Come ci mostra il sito dei trasporti di Boulder, i bus se non altro sono belli e colorati

Il problema, poi, e' che certi quartieri/ paesi non sono serviti. Per nulla. Oppure, ci sono i bus, ma l'ultima corsa e' ad orari totalmente irragionevoli tipo alle 8 di sera. Tuttavia, non mi posso proprio lamentare: sempre per il fatto che la mia universita' succhia un sacco di soldi e' magnanima, abbiamo un servizio comodissimo di taxi GRATIS che ti portano in giro la sera. Credo sia fatto per evitare che le ragazze in giro in shorts ubriache vengano molestate/ violentate/ squartate. Ovviamente, essendo un servizio gratuito non e' esattamente un taxi, quindi bisogna aspettare un sacco di tempo per prendere la linea e anche un sacco di tempo perche' ti mandino una macchina. Ma va piu' che bene, e' gia' tanto che ci sia. Cio' che mi lascia perplessa e' la flessibilita' mentale di chi ha pensato il servizio.
Io e un'amica abitiamo a pochi blocks di distanza. Allora chiamiamo questo servizio e spieghiamo che dobbiamo andare a casa.
Solo che il centralinista e' perplesso al fatto che ci siano DUE indirizzi.
Noi spieghiamo che abitiamo vicine, quindi possiamo prendere la stessa macchina.
Ma lui continua ad essere perplesso. No no, DUE indirizzi non si puo'. UNA macchina, UNA casa.
Dopo dieci snervanti minuti, ci siamo arrese: io sono andata a casa con la prima macchina, mentre la mia amica ha aspettato mezz'ora che arrivasse la seconda macchina. Mobilitando cosi' due persone diverse. 
E io che mi lamentavo dei Belgi

La verita' e' che ho fatto una profonda riflessione. Come tutti, ho passato la mia vita a lamentarmi dei trasporti italiani. Zerocalcare, la voce della mia generazione, spiega molto bene quali sono i sentimenti popolari verso Trenitalia. Sono sempre stati anche i miei. 
Pero' c'e' un qualcosa che si arrovella nel mio cervello, che ho il coraggio di dire solo qui. Lo so, ogni viaggio in treno mi obbliga ad ipotecare un rene, a meno che io non voglia viaggiare con zecche grandi come cani e cani grandi come punkabbestia. Conosco a memoria tutte le banchine delle squallide stazioni in mezzo al nulla per tutte le volte che i treni hanno fatto ritardo/ mi hanno scaricato in un posto dove Dio era evidentemente gia' sceso. Se devo andare in qualsiasi posto che non sia Roma o Milano mi tocca fare 52 cambi di cui uno a dorso di cammello.
MA, almeno in Italia ci sono i treni. Ci sono i bus. Ci sono pure le metropolitane in qualche citta'. 
Si, LO SO che in America tutti hanno la macchina e la benzina costa poco etc etc. Ecco, io pero' sono una sfigata straniera PhD student che non riesce a passare la patente e e non ha la macchina e per me E' BELLO sedersi su un treno e magari lavorare o dormire o guardare fuori dal finestrino. SENZA dover passare tre ore in solitudine a guidare su una strada dritta e desolata senza nemmeno mucche a tenerti compagnia. L'interrail che non ho mai fatto, i viaggi in treno con i compagni di uni per tornare a casa il week end, le  persone che ho conosciuto per caso nei tragitti piu' improbabili.
Lo dico a bassa voce, ma a me i treni piacciono.

Solo che qui ho un problema, un grande imbarazzo: come si fa a dire alla gente che non dovrebbe lamentarsi di Trenitalia perche' in certi stati della ricca America le ferrovie non esistono piu' dai tempi del West? Non si puo'. Perche' la nostra e' una Repubblica fondata sul lavoro, sulla pasta della mamma e sul lamentarci di Trenitalia. Se dici che tutto sommato almeno Trenitalia ESISTE, la gente ti guarda storta. Ti sorride come si sorride alle bionde e poi quando ti volti da' gomitate al proprio vicino lanciandogli quello sguardo che vuol dire 'poraccia, a furia di vivere con gli orsi che volano e' un pochetto uscita di testa'. Ecco cosa dicono.
Se vuoi continuare ad essere cittadina italiana a tutti gli effetti, devi uscire e gridare a tutti quanto odi trenitalia. A tutti.


Eccolo, l'idolo della mia infanzia



E ora vado a gioire del fatto che, a furia di camminare ovunque ed andare in bicicletta, mi stanno venendo le gambe di Pantani. E no, non e' una cosa bella.