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Mi chiamo Giupy e sono un neurone in fuga che da poco si fregia del titolo di "dottore". Dopo aver vagato per Italia, Giappone, Francia, Belgio e Colorado, la patria degli orsi volanti, sono approdata nella piovosa Bochum. Il blog racconta storie di Germania, di universita', di corsi di Tedesco, di nostalgia del bidet, della lotta per trovare cibo senza glutine e ovviamente di loro, i pensatori Tedeschi che tanto ho letto (e solo talvolta maledetto) per arrivare qui.

giovedì 4 luglio 2013

Italia - USA 1-1 (Ovvero: lamentarsi dell'Italia e vivere felici)

Gli Italiani sono un popolo lamentoso. Certo, e' facile parlare per me: se fossi qui in Italia a guadagnare 900 euro al mese per lavorare 60 ore a settimana alle dipendenze di un tizio che ha studiato un terzo di quello che ho fatto io, probabilmente mi lamenterei pure io. Pero' ricordo bene che quando ero piccola e ci credevamo tutti ricchi (ed eravamo cosi' stupidi da pensare che una laurea ci avrebbe garantito un posto di lavoro) noi Italiani eravamo comunque bravi nei piagnistei: il freddo, il caldo, le mezze stagioni, i ristoranti pieni, i ristoranti vuoti, Berlusconi al governo, l'entrata nell'euro, le vene varicose...Ci e' sempre un po' piaciuto puntare il dito contro gli altri o noi stessi. Ma lo facciamo in modo equilibrato, gli Italiani all'estero si lamentano di quanto fa schifo vivere senza bidet, gli Italiani in Italia piagnucolano del fatto che il Belpaese non li merita.
Cosi', tra queste lagne generali, mi e' venuto voglia di lamentarmi un po' (in primis del fatto che sembra novembre, dei fuochi del 4 luglio che non vedro' e un po' pure della gente del paesello che quando cammino mi squadra e so che poi discutera' con i vicini su quello che avevo addosso).


(Foto presa  da 'Boris', telefilm che consiglio a tutti. Non c'entra con il post, ma ricordiamo il video che ci spiega che "L'Italia e' un Paese di canzonette mentre fuori c'e' la morte!")

Per cui, oggi che e' il compleanno dell'America, e il mio blog ha piu' o meno un anno, mi sembra giusto fare un po' di paragoni tra la mia esperienza universitaria USA e quella Italiana. In modo lamentoso e criticando entrambe le realta', ben chiaro, perche' non posso certo rinnegare il mio sangue italico e la mia inclinazione al piagnisteo.

(Appunto per il Popolo di Internet: queste sono le mie impressioni sulle mie esperienze. Non e' che tutte le universita' e tutte le persone siano uguali, sia in Italia che in USA. Se avete altre esperienze, liberissimi di esprimerle- questo blog non e' una democrazia, ma ancora c'e' liberta' di parola )

1) I SOLDI.  In America l'universita' costa TANTO. Ovviamente ci sono le borse di studio, gli sconti per i residenti nello stato, i prestiti per gli studenti, i colpi di culo.. pero' sta di fatto che in USA se l'operaio vuole il figlio dottore e' meglio che inizi con il Superenalotto. Tra i miei graditissimi lettori c'e' chi mi ha gia' dato della comunista,  sara' che credo che l'istruzione debba essere libera e gratuita per tutti. L'Italia non e' perfetta ma se non altro c'e' molta piu' gente che puo' permettersi di studiare; diciamo che conosco poca gente qui nello stivale che affermi candidamente "Oh, io ho fatto 100 000 dollari di debiti per laurearmi!" e lo considera normale. Certo, la mia universita' negli USA ha un campus che e' piu' bello del castello di Hogwards, mentre in Italia la mia aula era un ex cinema infestato da muffa e piccioni.

2) LA MERITOCRAZIA (questa sconosciuta). Non so se sia solo una mia impressione, ma mi sembra che in Italia quando il tuo cognome coincide con quello del professore/rettore/industriale benefattore tu sia automaticamente molto piu' bravo e molto piu' svelto a fare carriera. I concorsi esistono, pero' chissa' perche' di solito li vince sempre chi ci aspettavamo vincesse. In questo l'America e' piu' sogno americano, con l'idea che ce la possono fare tutti, e un po' mi sembra sia vero. In Italia ci schiacciamo tutti nella mediocrita', se sei troppo bravo a scuola ti chiamano secchione, se lavori piu' del dovuto ti chiamano stupido. In USA eccellere e' una bella cosa. Certo, poi pero' scopri che i giocatori di football prendono borse di studio piu' alte della tua e si laureano senza studiare, ti fanno il lavaggio del cervello ripetendoti che 'voi dovete essere i migliori', e inizi a pensare che nella prossima vita dovresti essere un bufalo.

3) I PROFESSORI. In Italia mi sono sempre sentita un numero. O meglio, nella mia supponenza ho sempre pensato che qualcuno mi avrebbe notata perche' ero tanto brava e tutti i professori mi avrebbero voluto bene. Poi mi sono laureata in ritardo perche' il mio professore non veniva ai ricevimenti e ho rischiato di non far domanda di PhD in USA perche' i miei ex-professori non avevano tempo/voglia di farmi le lettere di presentazione, oppure non me le scrivevano perche' avevo osato - sciocca io! - laurearmi con uno che a loro non piaceva. Se gli studenti erano considerati, di solito lo erano per essere schiavizzati e/o essere parte di una qualche feudale lotta di potere tra fazioni opposte. Negli Stati Uniti, ho scoperto che i professori sanno anche rispondere alle mail. Che alle volte ti ASCOLTANO, e perfino TI AIUTANO, e questo senza che nulla gli torni in tasca (almeno direttamente). In Italia sei soltanto un numero, fastidioso perche' gli studenti sono perfino troppi. In America mi da' l'impressione che lo studente sia un cliente, o una fonte di denaro, perche' paga profumatamente e ai professori serve che gli studenti siano felici, accuditi, trattati sul palmo di mano anche quando dormono in classe. Io mi sento un po' come un investimento, perche' tra i tanti sorrisi aleggia sempre l'implicito "con tutti i soldi che il dipartimento ha investito su di te, mo' ti aiuto, ma vedi di non diventare una povera fallita".



4) LA GIOVENTU'. L'Italia e' un Paese per vecchi. E direi che la prova schiacciante e' l'anno di nascita del nostro Presidente della Repubblica recentemente eletto. Pero' anche l'Universita' non scherza, in quanto tra le aulee dei maggiori atenei si possono ritrovare cariatidi, highlanders, maledetti dinosauri scampati all'estinzione persone anziane che dovrebbero essere in pensione. Per tutti coloro che si ricordano volti giovani in cattedra, una domanda: erano PROFESSORI, o ricercatori-schiavi che tenevano 14 corsi e il week end arrotondavano come lavapiatti? In America, invece, i professori possono essere GIOVANI. Se sei bravo, c'e' caso pure che ti assumano. Certo, c'e' quel problemino della TENURE, ovvero il miraggio di tutti gli accademici, quello che ti permetto finalmente di smettere di sudare sette camice pubblicando piu' di una scrittrice di Harmony e di aspettarti da un momento all'altro di essere licenziato perche' i tuoi studenti hanno scritto sul loro feedback che tu puzzi. Forse un giorno mi pentiro' di cio' che sto per scrivere, ma io preferisco il sistema americano: se mi fosse dato il potere in Italia, entrerei in tutte le Universita' e deciderei chi licenziare basandomi sulla semplice domanda "QUANTO hai pubblicato negli ultimi dieci anni TUTTO DA SOLO, senza mettere la tua firma su un articolo di un tuo dottorando?".

Penny ci mostra qual e' il modo migliore per avere la tenure. Antifemminista e triste ma temo vero XD

5) METODO. Immaginiamo che io voglia fare una tesi, che so, sull'importanza del bidet in Italia (non e' la mia vera tesi. Studio cose stupide ma non COSI' stupide).
In Italia inizierei il mio dottorato con gia' piu' o meno in mente come fare la mia ricerca. Passerei tre anni a fare scartoffie amministrative, lavorare per un docente, tenere i corsi per/assieme a lui, fare gli esami ai suoi studenti, fargli compagnia, ascoltarlo, lavargli il cane, guardargli i nipoti, tagliargli i peli del naso etc etc. Nel tempo libero, leggerei tomi immensi chiamati "La Filosofia del Bidet" e "Modelli Euristici Per Una Bidetologia Comparata" e poi, nell'ultimo mese, scriverei la mia tesi sul bidet.
In America, sceglierei il tema dopo un paio d'anni di dottorato. Prima mi sciropperei tutte le lezioni in ambiti diversi, e supponendo che io gia' sia interessata al bidet, seguirei "Antropologia del Bidet 7090" e "Bidetologia Applicata 6064", ma anche "Storia dei Sanitari da Bagno 7055". Alla fine di ciascun corso farei una tesina sul bidet che tenterei disperatamente di pubblicare o di portare ad una conferenza. Nel frattempo, sarei schiavizzata a rotazione dai professori del dipartimento che mi metterebbero ad insegnare cose il piu' possibile attinenti ai bidet (o forse no). Nel frattempo, farei fare un questionario sul bidet a 7456 italiani, ne intervisterei 107, compilerei con tutti i dati complicate tabelle in SPSS, osserverei l'uso del bidet in 52 case e farei una tabella con i dati GSS. Poi, nell'ultimo mese, scriverei la mia tesi sul bidet.



Come si concludere tutto cio'? Direi che Italia e America sono un po' 1-1. Non c'e' un sistema di istruzione perfetto, e tutto sommato entrambi hanno cose buone e cose negative.
Certo, propendo un po' per far vincere l'America, un po' perche' e' il 4 Luglio e perche' be', Italiana lamentosa si, pero' non sputo nel piatto dove mangio. E soprattutto perche' l'America ha creduto in me, quando l'Italia mi offriva al massimo un posto da promoter nei centri commerciali, per il quale sarei dovuta pure essere grata. Perche' in Italia se hai studiato storia, filosofia, comunicazione, lingue, sociologia, arte, letteratura, antropologia sembra quasi che tu ti debba SCUSARE. Ho avuto la pessima idea di fare qualcosa di UMANISTICO, quindi ora perdonatemi, mandatemi a pulire i gabinetti, perche' questo e' il giusto destino di noi saccenti secchioni che hanno voluto stare tra i libri invece di imparare un mestiere in quest'Italia dove i nostri genitori vivevano meglio di noi.
Perche' noi in Italia abbiamo tutta l'arte e la cultura e la tiriamo sempre fuori nei nostri piagnistei contro l'estero, ma poi consideriamo feccia quelli che non studiano economia ed ingegneria, che non vanno a fare gli idraulici lasciando questi lavori agli immigrati. Perche' l'Italia artisti filosofi e poeti (ma pure ricercatori fisici e biologi) preferisce educarli gratis e poi mandarli via perche' non tornino mai piu', in modo da tenersi ben stretti i piccoli imprenditori usciti dal CEPU che mandano avanti barcollando l'industria famigliare di papa' con la filiale in Cina.

E ora lo prometto che per un po' non mi lamento piu'.

PS: I fumetti sono presi dal molto veritiero sito http://www.phdcomics.com

18 commenti:

  1. ahahaha :) sei fortissima! è vero, siamo un popolo di lamentoni.. snob alla fine perchè nessuno si abbassa a fare lavori diciamo più manuali.. mi piace un sacco la frase su Cepu!!

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  2. L'Italia perde la partita per manifesta inferiorità. Con una laurea con lode e menzione, due pubblicazioni pronte, una manciata di talk, seminari e lezioni tenute, lettere di presentazione da prof. di diversi dipartimenti, mi si dice: "è inutile che provi i dottorati in italia, vai all'estero senza borsa", "e come vivo?".
    Credo che se fossi negli USA (o in qualsiasi altro paese del mondo) non sarei in questa situazione.

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    1. Ero nella tua stessa situazione.. infatti ora sono negli USA!

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  3. Giupy, per lo meno un po'di sana oggettività!! Brava! Anche io rientro nella benemerita categoria degli italiani lamentoni, ma non posso fare a meno di ammettere che all'estero non sia tutto rose e fiori come tanti credono. Ahimè rientro pure io nella maltrattatissima categoria degli 'umanisti', ma non è che all'estero un laureato in storia diventi amministratore delegato a 30 anni, se hai il pezzo di carta in legge, per esempio, qualcosina di più la vali sempre...

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    1. No, all'estero non sono tutte rose e fiori di certo, pero' mi e' capitato da umanista di avere fuori dall'Italia lavori che in Italia mi sognavo.. e se non altro non dovevo sentirmi in colpa per non essere un avvocato..

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  4. "Perche' noi in Italia abbiamo tutta l'arte e la cultura e la tiriamo sempre fuori nei nostri piagnistei contro l'estero, ma poi consideriamo feccia quelli che non studiano economia ed ingegneria, che non vanno a fare gli idraulici lasciando questi lavori agli immigrati. "
    E' vero, in Italia abbiamo tutta l'arte e la cultura, ma non l'abbiamo fatta noi, l'hanno fatta gli italiani di un tempo; quelli di oggi non danno il minimo peso alla cultura, anzi, stupida te che ci perdi tempo, e la tirano in ballo solo quando devono "difendersi" e dire che gli italiani sono i migliori del mondo. Ma è troppo comodo vantarsi di cose fatte dagli altri ^^;;;
    Vorrei tantissimo, da ottobre, potermi dedicare all'università fulltime in modo da laurearmi in fretta e cercare di fare altro, ma non mi sembra il caso di abbandonare un lavoro per l'università, a 29 anni e con un affitto da pagare :( in pratica dovrò farmi un misete tanto mentre lavoro XD

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    1. Concordo in pieno.. vantarsi per cose fatte da gente 1000 anni fa e' triste e stupido..

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  5. Cara Giupy,
    Mi dispiace sapere che hai lasciato gli USA (ma torni?)
    Negli Stati Uniti si vive bene dopo la crisi che abbiamo avuto e che non si è sentita neppure tanto, le cose funzionano e vanno sempre meglio.
    In Italia temo di no!
    Mi sa che da voi le cose sono appena all'inizio e che andranno sempre peggio!
    Avete dei politici che sono allucinanti e pensano solo ai loro tornaconti!
    Immagino che prima o poi il popolo Italiano perderà la pazienza...o siete dei Santi?
    Giupy però tu hai una via d'uscita, l'unico modo che hai per restare in US è sposare un americano, fallo! perché se torni in Italia mi sa che qui non ce la farai più a tornare, se non da turista!

    In bocca al lupo
    Un tuo fan

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    1. Ciao Steve! Un mio fan mi sembra un po' eccessiva come cosa ! Certo che torno negli USA, ormai io vivo li e il visto ce l'ho (non c'e' bisogno di sposare un americano quindi, cosa che il fidanzato italiano peraltro non gradirebbe), ma e' bello tornare in Italia in vacanza ! in realta' io credo che sia in Italia che in America ci siano molte cose che funzionano male e cose che funzionano meglio. Il posto perfetto non esiste, per quello che voglio fare io gli USA mi danno piu' opportunita' e quindi mi ci sono trasferita.. poi si vedra'! Hai perfettamente ragione sui nostri politici, ma pure voi avete la Palin XD
      Una curiosita': come mai parli cosi' bene l'italiano?

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  6. Ma Giupy tu hai solo un visto!
    Prima o poi scadrà e non avendo una GC sarai costretta a tornartene a casa!
    Purtroppo non è facile venire a vivere in US se non sei americana.
    Si noi avevamo la Pallin, ma meglio un politico di passaggio marcio , che 700 politici marci che restano per 100 anni!
    Ho vissuto tanti anni in Italia, ma poi disgustato dal vostro paese me ne sono tornato in US.

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  7. Cara Giupy,
    purtroppo non basta la volontà di trasferirsi in un paese, per poterci stare per sempre!
    Tu hai un visto che presto scadrà, il rinnovo sarà legato solo al fatto che qualcuno ti offra un lavoro negli USA (ma alquanto improbabile, se non hai un lavoro "particolare").
    Mi spiego meglio:
    Se il tuo lavoro è un lavoro che può tranquillamente fare un americano, non troverai mai nessuna azienda o università o quant'altro che ti possa offrire un lavoro.
    Se invece il tuo è un lavoro particolare (esempio ricercatrice in campo scientifico o altre cose particolari) allora avrai parecchie opportunità di poter lavorare negli USA.
    Sempre però legato il tutto all'eventuale lavoro che farai: se ti licenziano, dovrai per forza di cose tornare in Italia.

    Ma da quello che ho letto nei tuoi post, il tuo è un lavoro molto comune ed il tuo eventuale datore di lavoro, non avrà difficoltà a trovare un americano che svolge il medesimo lavoro (magari ho letto male io però).

    Perciò finito il tuo PhD, dovrai tornare in Italia e fare i conti con la dura realtà italiana: zero lavoro, zero soddisfazioni, paga minima, ecc....

    Un bravo ragazzo americano può essere l'alternativa :)...pensaci!

    P.S. Quel "bravo ragazzo americano" non sono io, ti prego non fraintendermi, io sono già sposato con figli!

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    1. Caro Marc1958/DavideGallo/ Steve G,
      Grazie per il tuo interessamento, ma non credo che sposare un americano sia comunque un'opzione che terrei in considerazione per il visto :). Mi piace molto viaggiare e ho gia' vissuto in diversi paesi e continenti, e credo comunque dopo il PhD di tornare in Europa. Io non lavoro, e sono una ricercatrice. Quindi in teoria si, finito il PhD potrei trovare lavoro li, visto che sono molto specializzata. Ma si vedra'!

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  8. Ho sentito diverse persone dire che chi parte "ha preso la via piu' facile". Io credo invece sia il contrario: abbiamo preso tutto il coraggio possibile e ce ne siamo andati all'estero, forse pensando di essere anche credibili, appollaiandoci sulla "fama italiana" in arte e cultura, come dicevi anche tu. Che bello invece essere presi per il sedere per: "Berlusconi, Monti, pizza e mandolino, gli spaghetti fanno ingrassare, Berlusconi e le sue amiche, l'Italia e i PIGS, Berlusconi e' un mafioso" ecc...

    Tutto questo per farti i complimenti, leggo sempre il tuo blog con piacere e mi ritrovo molto bene in quel che scrivi, anche se vivo in un posto un po' diverso, la Romania, che non ci crederai ma certe cose funzionano meglio qui che nell'amato BELPAESE!

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    1. Ciao Valentina! Grazie per il commento.. hai centrato perfettamente come mi sento anche io da 'Italiana all'estero'! In bocca al lupo in Romania!

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  9. Grazie della tua obiettività! (Anche se mi permetto di obiettare che anche negli Usa chi ha una laurea umanistica non è proprio considerato indispensabile...)

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    1. Hai assolutamente ragione Silvia.. la vita degli umanisti e' dura ovunque, pero' almeno qui nessuno mi ride in faccia per quello che ho studiato e studio come facevano a volte in Italia..

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  10. leggo solo oggi, mi ero persa questa meraviglia di verità!
    quanto hai raggggione giupy cara!
    quanto siamo stanchi di tutto questo, soprattutto mi riferisco all'ultimo paragrafo del tuo post...
    ops mi sto lamentando ;-)

    GIUPY for president :-)

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    1. Grazie del commento!!! Be', lamentarsi UN PO' fa bene.. purtroppo ci sono cosi' tante cose da cambiare!! Ma ce la faremo!

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