Un po' di tempo fa stavo guardando le bacheche dei miei contatti su facebook. Qualcuno aveva postato qualche link tipo questo. Ho letto con attenzione e ho pensato che mi ritrovavo in molte cose. Sto diventando adulta e quindi le mie priorita' stanno cambiando. Ho trent'anni ora, e li sento tutti.
Poi ho guardato l'ora. Erano le sette del mattino. Non stavo andando a lavorare, ma ero appena tornata. Ed ero abbastanza sicura che in un qualche momento della nottata io mi sia ritrovata a cantare canzoni in coro dal fondo di un bus insieme al mio pluridottore moroso.
Cosi', sulle soglie dei trent'anni, mi sembra giusto ammetterlo: io ho la sindrome di Peter Pan. Il fatto che nel mio blog io dichiari diciotto anni mi sembra un chiaro sintomo di questa turba psichica. Ho fatto una veloce ricognizione della mia vita, per rendermi conto della gravita' della mia patologia: tra nove mesi sono disoccupata e a dirla tutta sono ancora ufficialmente studente, la cosa che possiedo di piu' valore e' un MacBookAir, il mio concetto di "metter su famiglia" assomiglia paurosamente a "parlare su Skype", sono ancora convinta che i bambini siano umani solo a partire dai due anni e i soldi che i miei coetanei piu' svegli usano solitamente per un mutuo io li investo in viaggi, scarpe e corsi di ballo. Ho anche comprato un album delle Principesse Disney che coloro per rilassarmi, ma quello si chiama art therapy e ora e' accettato anche nel mondo degli adulti.
A mia parziale discolpa, le persone che frequento sono spesso come me, oppure se postano bambini su Facebook io non li vedo perche' li banno.
(ve l'ho detto no che qui sono tutti adorabili?)
Tutto questo post, tutta questa valanga di parole, in realta' non ha nessuna funzione, se non di dirvi che io tra 4 giorni compio trent'anni e, alla faccia di chi mi dice che dovrei pensare al mutuo, per festeggiare me ne vado ai Caraibi.
Poi ho guardato l'ora. Erano le sette del mattino. Non stavo andando a lavorare, ma ero appena tornata. Ed ero abbastanza sicura che in un qualche momento della nottata io mi sia ritrovata a cantare canzoni in coro dal fondo di un bus insieme al mio pluridottore moroso.
Cosi', sulle soglie dei trent'anni, mi sembra giusto ammetterlo: io ho la sindrome di Peter Pan. Il fatto che nel mio blog io dichiari diciotto anni mi sembra un chiaro sintomo di questa turba psichica. Ho fatto una veloce ricognizione della mia vita, per rendermi conto della gravita' della mia patologia: tra nove mesi sono disoccupata e a dirla tutta sono ancora ufficialmente studente, la cosa che possiedo di piu' valore e' un MacBookAir, il mio concetto di "metter su famiglia" assomiglia paurosamente a "parlare su Skype", sono ancora convinta che i bambini siano umani solo a partire dai due anni e i soldi che i miei coetanei piu' svegli usano solitamente per un mutuo io li investo in viaggi, scarpe e corsi di ballo. Ho anche comprato un album delle Principesse Disney che coloro per rilassarmi, ma quello si chiama art therapy e ora e' accettato anche nel mondo degli adulti.
A mia parziale discolpa, le persone che frequento sono spesso come me, oppure se postano bambini su Facebook io non li vedo perche' li banno.
Capitan Uncino e' il motivo per cui guardavo Once Upon a Time
Ho cosi' iniziato a riflettere sulla cosiddetta "sindrome di Peter Pan" (che, per inciso, non e' che a me Peter Pan stesse simpatico. Il cartone non lo ricordo bene ma so che tutti i bambini mi stavano sul cavolo e tenevo a Uncino, e poi la scena degli Indiani era molto orientalista). Le mie riflessioni mi hanno portata ad una conclusione:
Io non ho particolare paura di crescere, ne' l'ho mai avuta. Ho piuttosto paura di crescere nel modo sbagliato.
Quand'ero adolescente spesso mi preoccupavo per il mio futuro. Il mio piu' grande incubo era Paolo Bianchi. No, non sto infamando nessuno, Paolo Bianchi non esiste: era una persona immaginaria che rappresentava cio' che non volevo essere. Nei miei deliri giovanili avevo come incubo quello di sposare l'ingegner Paolo Bianchi e di fare l'impiegata in provincia di Milano con un sacco di bambini. Che, a ben vedere, e' una vita che a tantissimi piacerebbe, ma a me proprio metteva paura.
Ultimamente ho guardato molte interviste di Oprah (per lavoro eh, che mi ha sempre irritata) e lei spesso chiede alla gente "Che cosa diresti at tuo younger self?"
Quello che direi io, alla me stessa del liceo, e' "Giupy non preoccuparti! Non ci sara' nessun Paolo Bianchi nella tua vita! Al contrario, imparerai tre lingue, viaggerai per il mondo e conoscerai cosi' tante persone interessanti da non ricordartele piu' tutte. Leggerai tantissimi libri e avrai a tratti l'illusione di aver capito Nietzsche e Sartre. A 19 anni sarai a zonzo per il Giappone, a 20 irretirai turisti a Venezia, a 23 sarai in Erasmus a Parigi, a 24 sarai nell'ambasciata Italiana a Tokyo, a 25 avrai un indeterminato a Bruxelles (voglio dire... identerminato! Chi della mia generazione ha mai avuto questa cosa?), a 27 partirai per un dottorato in Colorado e a 29 insegnerai a degli studenti universitari americani che, almeno in faccia, ti chiameranno 'professor'!"
My younger self sarebbe contentissima di sentire tutto cio'. Perche', diciamolo, a 17 anni avevo un sacco di paranoie sociali che andavano dal tipo di scarpe che indossavo al farmi notare da chi mi piaceva; ora non e' che io viva senza piu' paranoie, ma ho finalmente imparato a nasconderle bene.
Lo so che molte persone non considerano la mia vita un gran successo, ma io misuro il successo in base a quello che volevo fare e quello che sono riuscita a fare: e per ora, sono soddisfatta.
Paolo Bianchi me lo immagino cosi'. Giusto perche' i lettori non si offendano: no, non ho nulla contro gli ingegneri.
La mia sindrome di Peter Pan e' quindi piu' che altro una paura del fare le cose che tutti si aspettano che io faccia. Ma non ho paura di crescere in generale, o di diventare adulta . Anzi, per certi aspetti io sono sempre stata trentenne. Solitamente crescere e' associato nei post di BuzzFeed con idee come "controllare se la
colazione e' inclusa prima di prenotare un albergo", "mangiare cibo
buono senno' viene mal di stomaco", "prenotare il volo diretto invece di
mille scali". Io, che sono una piccola principessa, sono sempre
stata cosi'. Certo, come tutti gli adolescenti/universitari pure io sono
stata in ostelli, ho mangiato nei fast food e una volta ho perfino
fatto campeggio, ma questo non vuol dire che mi piacesse. Ho sempre aspettato con gioia il momento in cui finalmente avrei smesso di avere pressioni sociali per uscire il sabato se non ne avevo voglia e farmi abbondanti insalate di Kale al posto di pizza di scarsa qualita'.
Anzi, non vedo l'ora di avere tutti i capelli bianchi, cosi' sara' piu' facile tingermeli di viola, come ho sempre voluto. E quando saro' vecchia non avro' piu' bisogno di fare buona impressione sulle persone ai colloqui di lavoro e immagino che, se non mi saro' sposata e non avro' avuto figli, la mia famiglia smettera' di chiedermelo in modo insistente. A 65 anni avro' finalmente di nuovo gli sconti nei cinema e nei musei. Visto che non sto pagando la pensione lavorero' per sempre, mantenendomi attiva. E, finalmente, potro' dare all'eta' la colpa dei mille acciacchi fisici che mi perseguitano e della mia proverbiale incapacita' di fare qualsiasi sport per piu' di tre secondi.
Messa cosi', invecchiare sembra proprio bello.
L'altro giorno ho incontrato la mia insegnante di salsa che e' una persona simpaticissima e mi ha detto "oh, hai la meta' dei miei anni, io ne ho 60! A 60 anni si ricomincia a vivere. Sei bellissima e hai ancora 60 anni davanti a te, perche' vivrai fino a 90"(ve l'ho detto no che qui sono tutti adorabili?)
Se non faccio i capelli viola un po' vorrei essere cosi' da vecchia. Pero' senza quella cosa dei cani, sono animalista.
Tutto questo post, tutta questa valanga di parole, in realta' non ha nessuna funzione, se non di dirvi che io tra 4 giorni compio trent'anni e, alla faccia di chi mi dice che dovrei pensare al mutuo, per festeggiare me ne vado ai Caraibi.
CIAO SFIGATI!
Ve lo saluto se lo vedo, eh


:)
RispondiEliminaBrava!!!
RispondiEliminaLo sai che anch'io ho vissuto un periodo in cui avevo l'ansia di sposare un Paolo Bianchi di turno e ritrovarmi a vivere una vita monotona e priva di stimoli, ecco perché anch'io sono finita in giro per il mondo, certo se mi concentravo meglio forse finivo in un posto un po' migliore, ma non si può avere troppo dalla vita!!!
Tanti auguri, tra quattro giorni!!!!!
Grazie! Be' quando uno decide per una vita all'avventura non sa mai dove finisce.. Però sempre meglio che a Busto Arsizio con Paolo Bianchi no?
EliminaA me mi salvo' un fidanzato un po speciale. L'incubo di ogni genitori, ricordo Che andammo un week in costa azzurra e vicino a noi c'era un gruppo di 50 enni credo super professionisti. Io li guardai e poi mi girai e gli dissi : tu mi hai salvato da quel futuro. Sempre Lui mi regalo il libro di Coelho Veronica decide di morire per la frase del libro " il Vero io e' quello Che sei e non quello che ti hanno fatto credere di essere' . Avevo 27 anni , per Lui Mollai il fidanzato per tutti Perfetto un sig. Bianchi. Quella storia fu importante. Lasciai la professione di Avvocato Ed entrai in una azienda e Sopratutto mi Sono concessa il lusso di non programmare nulla. Fare un mucchio di cose. Dai 28 ai 35 per me e' stata magia . Riuscire a fare Davvero quello Che senti e non quello Che si aspettano gli altri non e' facile . Poi a 36 anni Ho incontrato Mio Marito e Ho fatto una scelta Che comunque ha deluso I miei e destato critiche. Mollare il lavoro, fare la mamma h24 e Ora cosa gravissima non fare un Secondo figlio Anche se Ho 42 anni e non lavoro . Insomma Sono una continua delusione per Le aspettative altrui. Anche se nel frattempo Ho fatto cose per me importanti. Ormai avrei compiuto 30 anni e a me pare Che tu di cose grandiose ne abbia fatte tante piu di quello Che fanno tante persone in una vita sola . Ragazza auguri chissa Che mi combini e fammi un favore canta una canzone in fondo Al bus pure per me .
RispondiEliminaTi voglio bene come al solito!
EliminaConcordo su tutto. Tanti auguri e benvenuta negli "enta"!
RispondiEliminaGrazie mille!
EliminaGiupy! Auguri!
RispondiEliminaGuarda che i trent'anni sono bellissimi!
Intanto, io tutte quelle cose di BuzzFeed le ho vissute con molto sollievo, pensando "oh, ho trent'anni, ebbasta rompere il c***o"!
Poi, io sono sempre stata più che trentenne, settantenne dentro.
Detto questo: auguri!
Festeggia alla grande! Bevi, balla, mangia... ma non troppo.
Che a trent'anni siamo più sagge.
Disoccupate, ma sagge ;)
Vero.. La disoccupazione da comunque saggezza...
RispondiEliminaCiao Giupy!! sono Francesco ed ho iniziato a seguirti oggi :) mentre ti inividio per il soggiorno ai Caraibi vorrei chiederti in privato (ma non so come xD), un consiglio per un PhD negli USA.. Thanks
RispondiEliminaCiao Francesco! Scrivi pure a paolettabianchi22@gmail.com... e grazie per il messaggio!
EliminaBuon compleanno! :)
RispondiEliminaCondivido pienamente tutto e... sai una cosa? ^_^
Ho fatto il salto anch'io!
Da pochi giorni sto "dall'altra parte dello stagno"... ho ritardato di un anno, ma alla fine l'importante è saltare, no?
Ciao!
Ma complimenti! Stai in Canada? Quando vuoi passare a fare un giro a Boulder fammi un fischio virtuale...
RispondiEliminaSììì... ^_^ ^_^ ^_^
EliminaAuguri :)
RispondiEliminaIo di anni ne ho trentatré ma mi pare di averne cento.
Goditela!
Grazie! Io temo i trentatre' come il fuoco non tanto per l'eta', ma perche' ho la "erre" moscia..
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