Informazioni personali

La mia foto
Mi chiamo Giupy e sono un neurone in fuga che da poco si fregia del titolo di "dottore". Dopo aver vagato per Italia, Giappone, Francia, Belgio e Colorado, la patria degli orsi volanti, sono approdata nella piovosa Bochum. Il blog racconta storie di Germania, di universita', di corsi di Tedesco, di nostalgia del bidet, della lotta per trovare cibo senza glutine e ovviamente di loro, i pensatori Tedeschi che tanto ho letto (e solo talvolta maledetto) per arrivare qui.
Visualizzazione post con etichetta cheesy. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta cheesy. Mostra tutti i post

venerdì 30 novembre 2012

Runaways

La cosa bella (o ironica, scegliete voi) della mia vita e del mio phd e' che ieri ho passato la mattinata a leggere roba della Frankfurt School, per chi non lo sapesse un gruppo di crucchi che se ne stavano con sandali e calzette in california a sparare merda su tutto cio' che potesse recare divertimento intellettuali europei che criticavano aspramente la pop culture.
Poi sono andata al concerto dei The Killers, perche', come diceva Nietzche, "Dio e' morto, lunga vita al pop-rock".


Il fatto e' che ho scoperto che Brandon Flowers e i suoi amichetti suonavano a dieci minuti da casa mia solo ieri mattina dalla mia compagna di dottorato e, del tutto priva di speranze, ho guardato se c'erano ancora biglietti.
Ce n'erano.
Ho provato un amore cosi' grande e totale per l'America da aver voglia di tatuarmi stelle e striscie su tutti i miei chilometri di gambe (e mo che pare Puerto Rico si unisca agli Yankee abbiamo anche una stella in piu'). E' bello come cio' che piu' mi piaccia di questo Paese, oltre al fatto che mi pagano, e' che la mia band preferita suoni in un sacco di posti e in stadi enormi e non in una sola data- costosissima- a Roma.

(E qui facciamo tutti un cinque minuti di astio contro Twitter. Io sono stata li a farmi l'account APPOSITAMENTE per seguire le band che mi piacciono e guardarmi le foto che posta Johnny Depp di se stesso. Ma se non mi scrivete nemmeno che venite a Broomfield, io che sto li a guardare i tweet a fare? Dobbiamo tornare ai vecchi tempi in cui devo anche star li a perdere tempo a guardare dove e quando fanno i concerti a cui voglio andare?)

Ad ogni modo, non e' che io abbia grande esperienza di grandi concerti negli USA, pero' ci sono delle cose bizzarre che ho notato.
Prima cosa, il biglietto lo compri in internet ma NON lo stampi, arrivi all'entrata e scanni la carta di credito con cui hai pagato, e loro sanno gia' tutto. Questo ha fatto si che io, povera europea abituata ad avere in mano pezzi di carta, fossi convinta fino all'ultimo di aver sbagliato qualcosa e che non mi facessero entrare. Un'altra cosa a cui dovro' abituarmi dopo il grande shock del check-in online.
Poi, c'erano i posti seduti. Proprio con il numerino. Ma non si va nella mischia a pogare nei concerti? Pero' c'e' da dire che io non sono mai stata a San Siro o similia e credo che l'ultimo concerto visto in Italia sia stato quello abusivo dei Modena City Ramblers, quindi magari sbaglio. Pero' la cosa bella e' che c'erano dei PALCHETTI, con divanetti e tutto, e noi siamo finite in uno di quelli grazie alla faccia di merda della mia amica anche se teoricamente il mio biglietto era per un altro posto.
Poi, fuori dal concerto vendono la pasta. Con meatballs, ovviamente.

Il concerto il se e' stato bellissimo.
Per prima cosa hanno suonato due tipe chiamate Tegan e Sara, e che secondo la mia amica fanno un genere chiamato "lesbian rock".
Poi sono arrivati loro, i The Killers, capitanati da Brandon che e' a mio parere l'unico uomo al mondo che si puo' presentare con dei pantaloni aderenti fino a meta' polpaccio ed essere ancora schiacciantemente un figo.
Ho particolarmente apprezzato la scenografia, e il fatto che ci fosse uno schermo alle loro spalle che proiettava:
-immagini dello spazio molto anni 90 tipo salvaschermo di windows
-immagini dei loro video per ricordarti che Brandon e' figo, nonostante tu lo stia vedendo con i tuoi occhi
-immagini della schiena di Brandon dal vivo, perche' altrimenti come fai ad ammirare i suoi perfetti glutei?
Poi, hanno preso a lanciare glitter colorati sul pubblico e fare effetti speciali con il fumo, cosi' che quando e' finito tutto era avvolto nella nebbia e anche dopo averli lavati i miei capelli sanno ancora di bruciato e ganja (prepariamoci alla legalization)
Insomma, li ho adorati tantissimo.
E ho trovato diversi elementi che ho potuto descrivere come 'cheesy', nuova parola che ho imparato in inglese (gia', perche' gli americani per dire che qualcosa e' trash, pacchiano, kitsch dicono che e' 'formaggioso'. Non so come si possa non volergli bene)


Ascoltando le canzoni dei The Killers ho pensato che descrivessero molto bene la mia vita. Anche se, a dire il vero, ho provato lo stesso con Jovanotti. Dovrei smetterla di essere cosi' maledettamente egocentrica. Non tutti i cantanti fanno canzoni su di me.

Per il resto, considerazione di chiusura, giusto per tirarmela un po' e far capire al pubblico che mi merito l'etichetta di 'italiana all'estero': l'ultima volta che ho visto Brandon su un palco era due anni fa  al RazMatazz di Barcellona, e il giorno dopo, combattendo un brutto hangover con i churros, mi sono svegliata per andare a fare da schiava ad un gruppo di medici intensivisti nel tentativo -poi andato a buon fine- di strappare un indeterminato a una ONG della EuroBolla.

Ora, phd in Colorado.

Si accettano scommesse su dove vedro' i The Killers tra due anni ;)