Informazioni personali

La mia foto
Mi chiamo Giupy e sono un neurone in fuga che da poco si fregia del titolo di "dottore". Dopo aver vagato per Italia, Giappone, Francia, Belgio e Colorado, la patria degli orsi volanti, sono approdata nella piovosa Bochum. Il blog racconta storie di Germania, di universita', di corsi di Tedesco, di nostalgia del bidet, della lotta per trovare cibo senza glutine e ovviamente di loro, i pensatori Tedeschi che tanto ho letto (e solo talvolta maledetto) per arrivare qui.
Visualizzazione post con etichetta concerti. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta concerti. Mostra tutti i post

lunedì 4 novembre 2013

Un po' di pubblicita' in tema Halloween

Ci sono vari step che vanno fatti per integrarsi negli States. La partita di baseball con birra e hot dog. La cena del Ringraziamento con il tacchino. Il brunch con il bacon e le uova. Gli stivali da cowboy alla texana. E immagino molti altri ancora. Sicuramente non sono ancora molto avanti nell'integrazione americana, ma ho gia' fatto dei passi fondamentali. Quali il Pumpkin Carving di Halloween (e questa e' ben la seconda volta)

Salve, sono una zucca e ho dei glitter in faccia

Poi ho fabbricato dei biscotti in tema di Halloween. In realta' in questo ci ho messo tutta la mia nostalgia italica perche' si, lo confesso, il biscotto e' in realta' un Pan di Stelle. Ho trovato su internet le ricette dei biscotti Mulino Bianco e me li faccio da sola. Schiaffo morale all'America che certe cose me le rende difficili da trovare e pure al Signor Guido Barilla. Perche' no, a me la famiglia tradizionale non piace e i tuoi biscotti non li compro, tie'. 

Ciao io sono un biscotto e ti guardo. E non ho assolutamente nulla contro i gay

Poi, mi sono fabbricata un costume. Essendo che io sono una dottoranda, una persona rispettabile, di un certo status intellettuale, ho voluto scegliere qualcosa di consono. Non i soliti costumi che si vedono in giro da sexy poliziotta sexy coniglietta sexy infermiera, qualcosa che mi salvasse dalla dissenteria e dalla tubercolosi coprendomi centimetri di pelle e dandomi dignita'.

Cosi, ho scelto di essere una birra







Ok, e' un costume un po' concettuale. Ma no, non e' una maglietta della champion con su una palla, e' la mia birra preferita Blue Moon! E avevo pure la fascia gialla con il logo, giusto per fare pubblicita'. 

Non contenta per il fatto che nessuno dei miei studenti mi ha vista in giro- spero- oggi ho comprato un cappello H&M con orecchie da gatto per essere sicura di perdere la dignita'. E non per Halloween, e' proprio il cappello che usero' d'ora in poi per girare e scaldarmi le orecchie. Perche' tutto sommato per essere seri c'e' sempre tempo, e poi cosi' risultero' piu' simpatica agli orsi volanti

Ad Halloween ho visto un po' tutto il meglio dell'umanita' la mia sociologa interiore ha pensato che, a poter registrare certe situazioni, sarebbero usciti almeno due paper. Per restare in tema di orsi, ho passato la serata a sgomitare contro un Winnie the Poo ubriaco che non la smetteva di provarci. Il premio Orrore va comunque assegnato a due vecchi vestiti da pseudocinesi. Per descriverli, diro' solo che ho capito chi era la donna solo quando si e' messa a fare twerking. Veramente spaventoso, in tema di Halloween.

Pero', ci sono anche state cose belle, come il concerto dei Paper Bird, una band locale. E qui facciamogli un po' di pubblicita', un po' perche' sono simpatici e un po' perche' mi parlano del Colorado. E sicuramente andare al loro concerto, il cui tema era "cowboys and aliens" mi ha portato uno step piu' avanti nell'integrazione 


Ad Halloween qui non e' vacanza, quindi dopo i festeggiamenti mi sono dovuta trascinare recare gioiosa in universita' a fare da schiava assistente per una lezione dove gli studenti stavano pure messi peggio di me mostravano enorme gioia di essere li'. Pero' c'e' stato un guest speaker da un'agenzia di publicita' che si e' messo a fare uno di quei discorsi molto americani da "se una cosa la volete davvero, ce la farete". E ha detto una cosa che mi e' piaciuta, e quindi la condividero' con il Popolo di Internet.
Ha detto che e' inutile studiare per trovare un lavoro. Bisogna studiare quello che ti piace. Perche' tanto non saprai come andranno le cose, o comunque poi quello che contera' sara' quello che sai fare. Di studiare per te stesso, e non per i voti.
Lo so, LO SO, che la' fuori e' pieno di gente pronta a prendere i forconi per difendere la sacrosanta idea che uno studente di filosofia in Italia si merita un posto in un call center. Ma credo sia vero. Quello che mi sento di dire a chi e' un po' piu' giovane dei miei 21 anni, e' di studiare sempre e solo quello che piace. Perche' con la crisi la politica e i reality show, in questa vita, non abbiamo granche' certezze. Rischi comunque di finire a scaldare la sedia di un qualche squallido ufficio. Pero' almeno fallo sapendo che prima hai passato degli anni solo per te, a fare quello che ti piaceva, ad imparare cose che non serviranno al tuo CV ma serviranno al tuo cervello. Nessuno dovrebbe mai andare in universita' scontento, o ha sbagliato qualcosa.
Almeno, io per 7 anni ho studiato cose totalmente inutili ma che mi appassionavano, e fino ad ora me la sono sempre cavata.

E con questa perla, vi lascio ad un buon Halloween in ritardo! 


venerdì 30 novembre 2012

Runaways

La cosa bella (o ironica, scegliete voi) della mia vita e del mio phd e' che ieri ho passato la mattinata a leggere roba della Frankfurt School, per chi non lo sapesse un gruppo di crucchi che se ne stavano con sandali e calzette in california a sparare merda su tutto cio' che potesse recare divertimento intellettuali europei che criticavano aspramente la pop culture.
Poi sono andata al concerto dei The Killers, perche', come diceva Nietzche, "Dio e' morto, lunga vita al pop-rock".


Il fatto e' che ho scoperto che Brandon Flowers e i suoi amichetti suonavano a dieci minuti da casa mia solo ieri mattina dalla mia compagna di dottorato e, del tutto priva di speranze, ho guardato se c'erano ancora biglietti.
Ce n'erano.
Ho provato un amore cosi' grande e totale per l'America da aver voglia di tatuarmi stelle e striscie su tutti i miei chilometri di gambe (e mo che pare Puerto Rico si unisca agli Yankee abbiamo anche una stella in piu'). E' bello come cio' che piu' mi piaccia di questo Paese, oltre al fatto che mi pagano, e' che la mia band preferita suoni in un sacco di posti e in stadi enormi e non in una sola data- costosissima- a Roma.

(E qui facciamo tutti un cinque minuti di astio contro Twitter. Io sono stata li a farmi l'account APPOSITAMENTE per seguire le band che mi piacciono e guardarmi le foto che posta Johnny Depp di se stesso. Ma se non mi scrivete nemmeno che venite a Broomfield, io che sto li a guardare i tweet a fare? Dobbiamo tornare ai vecchi tempi in cui devo anche star li a perdere tempo a guardare dove e quando fanno i concerti a cui voglio andare?)

Ad ogni modo, non e' che io abbia grande esperienza di grandi concerti negli USA, pero' ci sono delle cose bizzarre che ho notato.
Prima cosa, il biglietto lo compri in internet ma NON lo stampi, arrivi all'entrata e scanni la carta di credito con cui hai pagato, e loro sanno gia' tutto. Questo ha fatto si che io, povera europea abituata ad avere in mano pezzi di carta, fossi convinta fino all'ultimo di aver sbagliato qualcosa e che non mi facessero entrare. Un'altra cosa a cui dovro' abituarmi dopo il grande shock del check-in online.
Poi, c'erano i posti seduti. Proprio con il numerino. Ma non si va nella mischia a pogare nei concerti? Pero' c'e' da dire che io non sono mai stata a San Siro o similia e credo che l'ultimo concerto visto in Italia sia stato quello abusivo dei Modena City Ramblers, quindi magari sbaglio. Pero' la cosa bella e' che c'erano dei PALCHETTI, con divanetti e tutto, e noi siamo finite in uno di quelli grazie alla faccia di merda della mia amica anche se teoricamente il mio biglietto era per un altro posto.
Poi, fuori dal concerto vendono la pasta. Con meatballs, ovviamente.

Il concerto il se e' stato bellissimo.
Per prima cosa hanno suonato due tipe chiamate Tegan e Sara, e che secondo la mia amica fanno un genere chiamato "lesbian rock".
Poi sono arrivati loro, i The Killers, capitanati da Brandon che e' a mio parere l'unico uomo al mondo che si puo' presentare con dei pantaloni aderenti fino a meta' polpaccio ed essere ancora schiacciantemente un figo.
Ho particolarmente apprezzato la scenografia, e il fatto che ci fosse uno schermo alle loro spalle che proiettava:
-immagini dello spazio molto anni 90 tipo salvaschermo di windows
-immagini dei loro video per ricordarti che Brandon e' figo, nonostante tu lo stia vedendo con i tuoi occhi
-immagini della schiena di Brandon dal vivo, perche' altrimenti come fai ad ammirare i suoi perfetti glutei?
Poi, hanno preso a lanciare glitter colorati sul pubblico e fare effetti speciali con il fumo, cosi' che quando e' finito tutto era avvolto nella nebbia e anche dopo averli lavati i miei capelli sanno ancora di bruciato e ganja (prepariamoci alla legalization)
Insomma, li ho adorati tantissimo.
E ho trovato diversi elementi che ho potuto descrivere come 'cheesy', nuova parola che ho imparato in inglese (gia', perche' gli americani per dire che qualcosa e' trash, pacchiano, kitsch dicono che e' 'formaggioso'. Non so come si possa non volergli bene)


Ascoltando le canzoni dei The Killers ho pensato che descrivessero molto bene la mia vita. Anche se, a dire il vero, ho provato lo stesso con Jovanotti. Dovrei smetterla di essere cosi' maledettamente egocentrica. Non tutti i cantanti fanno canzoni su di me.

Per il resto, considerazione di chiusura, giusto per tirarmela un po' e far capire al pubblico che mi merito l'etichetta di 'italiana all'estero': l'ultima volta che ho visto Brandon su un palco era due anni fa  al RazMatazz di Barcellona, e il giorno dopo, combattendo un brutto hangover con i churros, mi sono svegliata per andare a fare da schiava ad un gruppo di medici intensivisti nel tentativo -poi andato a buon fine- di strappare un indeterminato a una ONG della EuroBolla.

Ora, phd in Colorado.

Si accettano scommesse su dove vedro' i The Killers tra due anni ;)

lunedì 15 ottobre 2012

Ragazza Fortunata

Sono appena stata a sentire Richard Dawkins, nella mia universita', e questo mi ha messo di buon umore, tanto che non ho voglia di sputare la mia abituale dose di veleno contro il popolo che mi ospita e mi da da mangiare. Scrivero' magari un post a parte su questo, ma ora concentriamoci invece su qualcosa di molto italiano:


Ebbene si, presa da un eccesso di italianita', pizza e mandolini, sono andata al concerto di Jovanotti a Denver.
Non so se qualcuno dei miei lettori sia fan di Jovanotti e sia andato a sentirlo in Italia, ma quello che posso assicurare e' che ieri sembrava un incontro tra pochi intimi piuttosto che un concerto. Ho come l'impressione che al Filaforum di Assago non ti capita di stare cosi' vicino a Jovanotti da potergli toccare le scarpe (e, se fossi scurrile e perversa, potrei pure scrivere 'guardargli il pacco').
Sicuramente non succede di poter chiedere a Jovanotti di cantare le canzoni che tu vuoi e di avere un dialogo con lui sul caffe' americano da sotto al palco. Ci mancava poco che venisse alla nostra spaghettata del dopoconcerto. 

Ad ogni modo, alcune delle persone cattive e orribili che conosco (che chiameremo Franco, giusto per mantenere l'anonimato) mi hanno sfottuta, ma mi sono davvero divertita!
E' stato un po' come tornare alle medie perche' ha fatto un sacco di canzoni vecchie, e senza troppo pensare a tutti gli anni che sono passati (e che sembrano passati solo per me e non per lui e questo non me lo spiego molto), mi sono trovata a pensare che 'Ragazzo Fortunato' e' proprio una canzone che parla di me. Perche' tutto sommato non e' che mi sia riuscito bene proprio tutto quello che ho cominciato ma ho avuto un bel numero di botte di culo nella vita.

Ora potrei continuare su questa linea e raccontare di com'era vestito Jovanotti, cos'ha detto, cos'ha cantato, chi c'era nella sua band, quanto mi sono commossa ad ascoltare 'bella' etc etc, ma la verita' e' che poi questo blog diventerebbe troppo serio e non voglio ritrovarmi spammata di commenti di gente che dice 'a me piace' 'a me no' 'a me piaceva quando cantava la canzone sulla moto'. Insomma se siete fan di Jovanotti andate a vederlo, possibilmente in America, se non siete fan vi vorro' bene uguale. 

Parlero' invece di un'altra cosa: Diego Garcia.
Conoscete Diego Garcia? No? Be' la cosa non mi stupisce tantissimo. Immagino che una persona molto famosa non venga chiamata a fare da spalla in un teatro da 200 persone ad un artista straniero sconosciuto ai locali.

Potrei lanciarmi in una costruttiva critica sulla musica e la voce di Diego Garcia, ma sinceramente preferisco fare commenti sulla sua immagine e sulla sua pettinatura. Mi sembra molto piu' maturo.

Diego si e' presentato sul palco con un ciuffo anni ottanta che ricordava molto Beverly Hills. Ma quando dico molto immagino che Brandon abbia una causa in tribunale per il diritto d'autore.
Diego oltretutto aveva dei pantaloni anni settanta molto aderenti. E quando dico aderenti intendo molto. Moltissimo. Secondo me Diego non avra' mai dei figli. Non so perche' Diego non cantasse in falsetto.

Diego si e' presentato con una chitarra e con un tipo che lo accompagnava con un'altra chitarra. Visto il nome latineggiante mi aspettavo un po' di movida, invece la musica di Diego era un po' quella che mettono alle 4 di notte nelle discoteche per farti andare a casa e iniziare a tirar su cocci di vetro e vomito. Il povero Diego deve essersi accorto che noi eravamo tutti li per Jovanotti e non per lui, quindi ha iniziato con una leccata di culo:

"Io adoro l'Italia!! Forza Italia!!!" (E li un attimo di risentimento. Credo che tutte le schiene presenti siano state attraversate da un brivido nel pensare a quel periodo storico in cui Jovanotti cantava 'Serenata Rap' e 'Forza Italia' non era solo lo slogan dei mondiali. Lasciaci dimenticare, Diego, siamo tutti emigrati per un motivo...)

Poi Diego entusiasta si mette a spiegare che fara' delle canzoni nuove. Non che sarebbe cambiato molto, ma cerchiamo di dargli supporto. Diego e' felicissimo e commenta.

"It is like having sex for the first time"
pausa
"Drunk"
pausa
"With a tree"
....

Vista l'assenza di commenti e le nostre espressioni (O_O) Diego ha deciso di fare amicizia con una bionda in prima fila. Ha iniziato a ciacolare con lei e a chiederle come si chiamava e da dove veniva.

"Aviano, Pordenone" risponde questa.

Diego e' disorientato. Si aspettava probabilmente Roma o Milano, e ha passato dei preziosi secondi della sua esistenza a frugare nel suo cervello per cercare qualcosa da dire su Aviano, Pordenone. Si e' fortunatamente risparmiato altre battute molto imbarazzanti sulle sue abitudini alcolico-florofile. 
Cosi', desolato nei suoi pantaloni strettissimi, e' tornato al microfono a cantare una canzone che 'A Jovanotti piace tantissimo'. Tutti a sentire la parola 'Jovanotti' si sono elettrizzati e anche Diego e' stato contento. 

Insomma, e' stato proprio un bel concerto. 
Tornando in macchina con amici di amici ho scoperto che questi da quando stanno a Boulder hanno visto tantissimi orsi, ma non sono pericolosi, non preoccupiamoci, spaventiamoci piuttosto per i Mountain Lions e i Rattlesnakes.
Speriamo che la mia proverbiale fortuna mi aiuti anche in questa situazione, per quanto Dawkins mi abbia appena insegnato a non credere al destino o alla sfiga.

Pensiamo positivo.