Informazioni personali

La mia foto
Mi chiamo Giupy e sono un neurone in fuga che da poco si fregia del titolo di "dottore". Dopo aver vagato per Italia, Giappone, Francia, Belgio e Colorado, la patria degli orsi volanti, sono approdata nella piovosa Bochum. Il blog racconta storie di Germania, di universita', di corsi di Tedesco, di nostalgia del bidet, della lotta per trovare cibo senza glutine e ovviamente di loro, i pensatori Tedeschi che tanto ho letto (e solo talvolta maledetto) per arrivare qui.
Visualizzazione post con etichetta feste. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta feste. Mostra tutti i post

domenica 13 settembre 2015

Call me baby

Da quando vivo nel posto degli Orsi sono attratta dalle esperienze americane che fino ad ora avevo solo visto nei film. Oggi ne ho fatta un'altra: sono andata ad un baby-shower. Che non e' una doccia-bambino, ma quella festa che si fa quando una e' incinta un paio di mesi prima che il pupo nasca. Un po' come festa di battesimo ma anticipata e senza preti.

La coppia in questione e' davvero carinissima, in piu' lei e' indonesiana e questo vuol dire un sacco di meraviglioso cibo sud-asiatico, il mio preferito. Pero' lo ammetto, il baby shower mi spaventava. Perche' in effetti io sono abbastanza impacciata quando ci sono dei bambini/bisogna parlare di bambini. Un po' come i cani, i bambini sentono la mia paura e ogni volta che mi avvicino a loro piangono disperati, se la fanno addosso o sputano. E oltretutto non avendo fratelli o amiche che hanno avuto bebe' non so molto di bambini e dico sempre cose sceme (tipo "ma sa gia' usare il gabinetto da solo?" "no, ha due mesi non e' un gatto").
Lasciando stare quella volta che ho parlato a lungo con una ragazza incinta senza capire che lo fosse e leggevo i suoi riferimenti ai bambini come un desiderio di perdere dei chili. 

A me sembra minaccioso


Ho iniziato la festa abbastanza nervosa. Una mia amica e' passata a prendermi dicendo "sai doveva venire pure mio marito ma vuole guardarsi la partita e l'ultimo baby shower a cui siamo andati e' durato SEI ore". Bene. Ricordiamoci che ad un baby shower non c'e' alcol, e questo rende tutto ancora piu' difficile.

Oltre a mangiare TANTO, la prima attivita' del baby shower e' stato quello di compilare delle carte pre-fatte: una ti chiedeva di scrivere dei consigli alla neo-mamma per questo periodo (Io? io dare consigli a qualcuno su come essere madre? Io che manco so tenere il basilico?) e una aveva delle frasi da completare per il bambino. Per esempio, c'era scritto "I wish you will laugh...." o "I wish you will understand...".
Visto che a volte faccio figure un po' cosi' ma so trattenermi, ho sfoggiato la peggio banalita' scrivendo "I wish you will have a lot of love" e "I wish you will smile every day", il tutto condito da amore e cuoricini. Adoro queste cose un po' cheesy in fondo.

Pero' la festa era popolata soprattutto da accademici e ho visto pure gente creativa uscirsene con "I wish you will understand that meat is overrated", "I wish you will laugh at your parents" o "I wish you will never go to grad school". I riferimenti alla velata speranza che il pupo non faccia un PhD erano la grande maggioranza, il che e' bello sapendo che e' quello che fanno entrambi i genitori e la maggioranza degli invitati.

Mi chiedo Foucault che scriveva sulle baby-shower cards

Poi ci sono stati dei giochi. la pinata che e' bella perche' piena di caramelle. Poi, una versione del gioco "attacca la coda all'asino" che era pero' "metti il ciuccio in bocca al bambino". Devo dire che e' stato divertente, ma solo da guardare, perche' io stavo bevendo un sacco di succo di mirtilli che pensavo fosse alcolico. Invece era solo succo di mirtilli.

In ultimo, l'apertura dei regali. Al contrario di come si fa spesso da noi, erano cose utili, non quei braccialetti d'oro che vanno bene ad un Lilipuziano. O almeno, a me e' toccato questo quando sono nata 18 anni fa e sono attualmente una persona molto povera ma con un sacco di mini-gioielli. Quindi la futura mamma e consorte si sono messi ad aprire tutti i regali e ringraziare a profusione "un passeggino, wow!", "Grazie, bellissimo cuscino per allattare!", "Oh, un contenitore per contenere i pannolini usati". 

Andare a comprare il regalo mi ha insegnato molto sui bambini. Per esempio che i pannolini costano TANTISSIMO. Perche'? E' un diritto di ogni famiglia averli! Cio' e' sbagliato! Cosi' una delle mie amiche ha fatto una torta di pannolini commentando in modo azzeccatp "I'm spending 40$ on some other person's poo!!!".
Io invece ho preso delle tutine. Davvero belle, perche' io avro' problemi con i neonati ma i vestiti taglia micro sono adorabili. Pero' se uno fa un dottorato come il mio, pure comprare le tutine neonato diventa un problema: no rosa o azzurro, nulla che caratterizzi il genere del bambino. Perche' il gender e' un'espressione della nostra societa' patriarcale e bisognerebbe crescere i bambini senza enfatizzare le differenze, perche' capiscano da soli il loro orientamento sessuale e pure il loro gender.
Tutto molto bello, ma io adoro le tutine viola piene di fronzoli. Non ditelo al mio feminist self.

Se mai avro' un bambino lo vestiro' cosi'. Qualunque sia il suo gender

In questo non c'e' stato, ma mi dicono che a volte durante un baby shower si cerca di indovinare il nome del bimbo. Che a pensarci e' un gioco divertente. Soprattutto qui, perche' gli Americani raramente hanno dei nomi da Cristiani.
Ho conosciuto donne (e con "donne" intendo professioniste affermate di una certa eta' ed importanza sociale) usare in occasioni ufficiali nomignoli che noi diamo di solito ai nostri animali domestici come Susy Dolly Lin Molly Kimmy
Poi, persone che hanno dei nomi che sembrano cognomi (o che, alle volte, sono il cognome della madre): McKenzie, Madison... un po' come chiamare  il proprio figlio "Fumagalli Brambilla"
Ho anche conosciuto gente che aveva nomi unisex, come Morgan o Tyler. Il che e' confusionario ma gender neutral.
O, in generale, nomi... curiosi. Tate (che sei, un museo?), Teira, Armani (e D&G no?), Tamarra, Fabbiana (perche' la madre era stata a Roma), Hunter, Shoshanna.
Il che mi sembra un po' l'equivalente dei nostri Braian e Maicol. 

Il resoconto del baby shower e' che e' stato molto divertente, in realta'. E non e' assolutamente durato sei ore. Amerei dire che mi e' passata un po' la paura dei bimbi, ma dopo aver sentito la mia amica dire "ogni volta che mangio poi spinge con i piedi contro lo stomaco", ho pensato che prima la stimavo per la sua intelligenza e simpatia, ora la stimo enormemente di piu' per questa prova che sta affrontando. Nove mesi senza tiramisu, wow.

Continuo pero' a pensare che sia giusto ripopolare il mondo ed educare nuovi esseri umani. Il mio progetto e' di adottare un bambino russo e, dopo avergli infilato la tutina di cui sopra, farlo diventare un ballerino. Dico che lo voglio Russo perche' poi si sentira' piu' a suo agio quando lo spediro' al Bolshoi.

                                              
Me lo immagino un po' cosi', mio figlio

 (Rileggendo questo post, mi accorgo che spesso mi dipingo come una disagiata. Lo sono, un pochino, ma voi vogliatemi bene lo stesso)


domenica 8 febbraio 2015

Pizza, tartarughe e la mia bella casa in Louisiana

Una delle cose di cui e' bello lamentarsi da expat e' la pizza. Ovviamente NOI Italiani sappiamo come farla e questi Americani che PENSANO di averla inventata SBAGLIANO TUTTO. Altro ch eNew York style. Perche' in Italia solo due cose serie ci sono rimaste: il cibo e la moda. Quindi non mettete in dubbio la nostra autorita' in questi due campi fondamentali.

Cosi', quando la mia compagna di dottorato mi ha detto che stava organizzando a casa di un amico un pizza- party-contest, ho subito accettato con entusiasmo, pavoneggiandomi in modo arrogante "Ah! Mo' vi faccio vedere io, Americani, come si fa la pizza!".

Poi pero' mi sono resa conto che io la pizza non la so fare. Voglio dire, in Italia e' tanto bello andare in pizzeria e qui non so gli ingredienti, quindi quando mi va una margherita metto all'asta i miei organi interni e vado da Pizzeria Locale - che mi fa pure lo spritz - o da Laudisio al Farmer's Market. Cosi' sono andata al supermercato e ho iniziato a fare domande imbarazzanti, tipo "Ma ce l'avete la farina 00? E il lievito?". Con il fatto che qui sono gentilissimi, come spiegavo in altri post, si sono tutti sbattuti ad andare a chiedere ad altri colleghi e perfino all'omino della bakery che farina potevo volere, il tutto facendomi girare per mezz'ora come una trottola da un reparto all'altro. Poi visto che volevo fare pomodorini e rucola gli ho chiesto la rocket salad, e mi hanno guardato come se avessi chiesto della polvere di corno di unicorno da spargere sull'arcobaleno. 

Parte del divertimento pre-festa e' stato postare sulla pagine facebook dei meme sulla pizza. Perche' si sa che noi dottorandi abbiamo molto da fare

Allora ho fatto quello che una brava expat deve fare: ho chiesto consiglio alle Amiche di Fuso, e in particolare Valentina. Grazie ai loro suggerimenti ho creato l'impasto che non era nemmeno troppo male e sono arrivata alla festa con il mio pomodoro, la mia mozzarella e il mio basilico.

La prima cosa che mi ha sorpreso e' stato vedere come tutti avessero preparato delle salse da pizza. E al che mi si e' svelato il mistero del perche' qui anche la margherita piu' classica ha un retrogusto dubbio: la salsa non e' normale pomodoro ma una cosa precotta con dentro spezie, zucchero, persone tritate e altre cose che non so identificare. Visto che sono pignola ma non troppo ho sorvolato sul fatto che cuocessero il basilico invece di metterlo fresco alla fine.

Cosi', ognuno degli invitati ha fatto la sua pizza. La mia non e' venuta per nulla male, non il massimo la cottura ma quello era decisamente il forno. Dal momento che bisognava votare la pizza piu' buona, sono state tutte allineate sul tavolo. Solo che ne venivano pronte due alla volta e io ho suggerito che potevamo iniziare a mangiarle.
"Hai molto fame?"
"No, e' che la pizza fredda non e' molto buona" (specie se gia' il formaggio e' cattivo di suo, ma questo non l'ho detto).
Mi hanno guardata un po' strana, poi uno ha detto "Vero, la pizza fredda e' per la colazione".
PIZZA, FREDDA e COLAZIONE.. non so, per me queste tre parole nella stessa frase stanno malissimo. Gliel'ho fatto notare.
Uno dei padroni di casa mi ha detto "Ovviamente domani mattina ci svegliamo e mangiamo gli avanzi di pizza fredda, siamo quattro uomini single"
Non sapevo che gli uomini single perdessero l'uso delle papille gustative.
Oltretutto, metti che io fossi interessata ad uno di loro. L'idea di uscire con un uomo che la mattina ti sveglia e ti dice "Amore, ti ho portato la colazione a letto!"
"Cappuccio e brioches?"
"Noooo, croste di pizza di ieri fredde!!!!"

Immagino che quando capiro' cos'e' la liberta' accettero' anche la pizza a colazione


Poi abbiamo tutti fatto una votazione per la pizza piu' buona.

Ha vinto la pizza CAVOLINI DI BRUXELLES e CIPOLLA.

(Il che mi ha particolarmente sconvolto perche' io mangio TUTTE le verdure ma i cavolini di Bruxelles proprio li trovo insulti - quando abitavo per l'appunto a Bruxelles per far onore alla mia citta' adottiva una volta ne ho comprato un chilo e dopo averli cucinati in TUTTI i modi possibili ancora non mi convincevano. Invece ieri questi Americani che mangiano come unico vegetale la lattuga dell'hamburger erano li a dire che sono un sacco buoni... boh, misteri. Magari ne compro un altro chilo e provo a cucinarli)

Comunque, la pizza con i cavolini di Bruxelles non esiste, mi confermate? Cosi' come neanche quella philadelphia bacon e mais, vero?

Io pensando ai cavolini di Bruxelles

Ad ogni modo, mi sono ripresa dalla sconfitta spiegando che, essendo io Italiana, sono la vincitrice morale indiscussa della serata, perche' SOLO IO so com'e' la pizza vera che si fa a Napoli.
Al che arriva un invitato e ho con lui questo surreale dialogo:

Lui: "Ma cosa intendi che sei Italiana? Tipo che tuo bisnonno e' arrivato qui dall'Italia e hai il cognome italiano? No perche' non vale cosi'"
Io: "Ma no, sono Italiana al 100%, ho vissuto in Italia 25 anni, ci vive tutta la mia famiglia, sono solo due anni che sono qui"
Lui: "davvero?"
Amica mia: "Ma si, non senti il suo accento?"
Lui: "Ah ma questo accento e' Italiano? Pensavo venissi dalla Lousiana!".

Ora, io non sono mai stata in Louisiana e l'unica cosa che so e' che una ragazza che ho conosciuto ad una conferenza veniva da li e mi ha raccontato che si metteva a mollo nel bayou e sparava alle oche. E poi ho visto La Principessa e il Ranocchio. Quindi si, sono pronta ad inventarmi una vita parallela in cui dico che vengo dalla Louisiana ogni volta che la gente fastidiosissimamente mi chiede se sono Argentina. 

O forse pensano che io sia della Louisiana perche' sono verde e con le squame

Per la cronaca, il tipo per convincersi mi ha detto di dire qualcosa in Italiano, e poi ha suggerito che tutto sommato sembrava Spagnolo quindi magari ero Argentina. 

La serata si e' conclusa con una serie di attivita' tematiche Ninja Turtle, che come sappiamo noi che eravamo bimbi nei magici anni 90' amano la pizza. Il tutto e' stato preparato dalla mia amica che e' un GENIO ASSOLUTO, e non solo ha portato i tatuaggi lavabili delle Tartarughe Ninja e le maschere delle Tartarughe Ninja, ma ha pure fatto una pinata a forma di Tartaruga Ninja

Era proprio cosi..

Insomma, presente quando nei film ci sono i bambini che colpiscono con forza la pinata e ne escono un sacco di dolci? E' proprio quello che abbiamo fatto, e io ho vinto un lecca lecca e un braccialetto viola che funziona anche da lipstick. Peccato che fossimo tutti trentenni con elevati titoli di studio e delle carriere piu' o meno promettenti. Ci tengo a sottolineare che avevamo la scusa dell'alcol, e poi per rimediare alla full immersion Ninja Turtle mi sono messa a parlare di linguistica applicata con quello che si mangia la pizza fredda la mattina. Perche' bisogna sempre bilanciare gli slanci infantili.
(Anche se, sottolineiamolo, io ho un bracciale viola che e' anche un lipstick e voi no, ahahaha, perdenti!)

Ad ogni modo mi sono divertita un sacco e cavoletti di Bruxelles o no devo dire che 
amo gli Americani. Perche' e' inutile volere che siano come noi: loro sono fatti cosi' ed e' giusto che esistano. 

 Ma poi, non facevano un po' senso queste Tartarughe Ninja? Che stavano nelle fogne comandate da un ratto gigante?