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Mi chiamo Giupy e sono un neurone in fuga che da poco si fregia del titolo di "dottore". Dopo aver vagato per Italia, Giappone, Francia, Belgio e Colorado, la patria degli orsi volanti, sono approdata nella piovosa Bochum. Il blog racconta storie di Germania, di universita', di corsi di Tedesco, di nostalgia del bidet, della lotta per trovare cibo senza glutine e ovviamente di loro, i pensatori Tedeschi che tanto ho letto (e solo talvolta maledetto) per arrivare qui.
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venerdì 12 ottobre 2012

Fashion victims


Vorrei iniziare questo post ricollegandomi al post precedente 'Google mon amour': ho appena scoperto che digitando sui motori di ricerca 'la mia vita e' cosi perfettamente figa' (si si lo so, sono in preda ad attacchi di megalomania ogni tanto, ma almeno non digito cose come 'stupidi orsi selvaggi') escono solo siti deprimenti di gente che dice 'la mia vita e' una merda' o di citazioni di Fabio Volo. Con questo scopriamo che il popolo di internet e' una mandria di depressi con gusti letterari discutibili.
Ora con un po' di fortuna uscira' il mio blog.
Finche' non arriveranno i midterm exams e iniziero' a scrivere in modo insistente che sono una perdente e che la mia vita e' miserabile.

Quindi, o tu lettore che sei arrivato su questo blog cercando forse risposte esistenziali sulla vita, sappi che non le troverai, ma puoi rendere la tua vita un po' piu' allegra leggendo cio' che succede quando si iniziano a guardare i vestiti degli americani.

Questa e' la storia della Piccola Europea che sbarca in America, con 25 kg di vestiti estivi e un non pesabile carico di preconcetti, tra cui quello che oltreoceano le ragazze sono tutte cosi':


Ignorando il fatto che le ragazze sopra hanno l'eta' di mia mamma ma dimostrano la mia, io, Piccola Europea, decido di impacchettare pronti per essere spedite le migliori scarpe di Carnaby Street e i migliori abitini del Marais a Parigi, sperando di non fare la figura della sfigata che viene da un posto arretrato e cade dai tacchi troppo alti.

Arrivo nel campus e scopro che le ragazze sono tutte cosi:


E comunque mi fanno fare la figura della sfigata, perche' io faro' anche shopping a Milano (da Zara, ma pur sempre a San Babila e'..) ma loro sono biondissime, super atletiche, passano la vita a correre e se ne sbattono di come si vestono. Della serie bellezza naturale che ti fa sembrare figa anche con addosso la maglietta di Ralphie, il cappello a forma di orso e i calzettoni di spugna anti-sesso. Sto completamente rivedendo il mio concetto di autostima, io mi sento poco a mio agio solo ad uscire con lo smalto sul mignolo smangiucchiato.

(Che poi, dov'e' la varieta' etnica di questa bella America? Com'e' che ai college ci vanno solo quelli di pura razza caucasica? E le ragazze brutte al college dove vanno?)

Loro sono talmente naturali che vestite cosi' ci vanno anche a lezione, mentre io mi sono portata dietro i miegliori completi giacca-pantalone da policy officer wannabe Brussels style. Perche' mi sono detta, insomma, sto qui a fare un phd, dovro' vestirmi un po' bene. E dovro' pure ammortizzare tutti quei soldi buttati via nel vano tentativo di sembrare abbastanza professionale da meritare un filo di piu' dello stipendio minimo. 

Poi vado in palestra a fare zumba (dovro' pure competere con i sederi di marmo di queste Barbie versione carne ed ossa, no?) e scopro che manca una cosa.
Gli spogliatoi.
Mi guardo attorno, cerco, riguardo.. ci sono solo gli spogliatoi delle piscine.
Perche' ovviamente loro arrivano in pantaloncini, nonostante ci siamo meno quindici gradi e una tempesta di ghiaccio da risvegliare gli orsi polari. E non hanno la pelle d'oca.
Invece io che ho stivali, calze,  leggings, vestito, maglione, maglione, maglione, sciarpa, cappello, guanti, cappotto, mi infilo nel cubicolo che e' il bagno per togliermi di dosso in contorcimenti stile kamasutra ogni tipo di indumento e infilarmi cose adatte a fare sport.
Dopo la lezione io, grondante di sudore, con il mascara sul mento, i capelli da far invidia a Crudelia, mi rinfilo addosso tutti i vestiti che ho e corro a casa ad infilarmi sotto una doccia infinita.
Loro invece hanno un viso perfetto, i capelli liscissimi sulle spalle, l'incarnato di pesca, non sudano, non puzzano. Ed elegantemente, con i loro pantaloncini, vanno a lezione.
Un po' mi stanno sulle palle.

Poi un'altra cosa che qui le ragazze (e i ragazzi pure, alle volte) adorano sono le infradito. Non so perche' ma io sono sempre stata convinta che le infradito fossero quelle cose da mettere al mare o in piscina oppure se sei molto ricco e vuoi sfoggiare qualcosa di trandy e firmato Calvin Klain sulla tua barca. Invece qui se le mettono ad ogni temperatura, ad ogni occasione, con ogni outfit. Che poi cosi' possono fare un'altra cosa che gli piace un sacco, ovvero mettere i piedi nudi sulle sedie e massaggiarseli a lezione.
Non avro' mai tutta questa autostima, nemmeno con il loro sedere e la loro faccia.

Alcuni dipartimenti hanno deciso che l'eleganza e' un valore da insegnare agli undergraduate, e hanno proibito di andare con il cappello a lezione. Invece la banca del campus si e' spinta addirittura piu' in la', esponendo il cartello " PLEASE SHIRT AND SHOES". Ora, popolo americano, io vi adoro, ma vi sembra il caso di andare SCALZI e a TORSO NUDO in banca? Ma come ti viene? lungi da me il pretendere un noioso conformismo alle regole, ma che ci dobbiamo aspettare ancora? Gente nei musei senza pantaloni? In chiesa senza mutande? 

D'altronde io non sono una persona rilassata e easy going. Amo le scarpe che fanno male e i pantaloni che strongono. Una volta mi hanno detto che sono proprio raffinata ed europea (con un implicito 'e pure un po' snob') perche' mangio la pizza con la forchetta e il coltello. Che poi voglio dire, se non ci metteste su ogni possibile tipo di formaggio plasticoso e di vegetale in scatola la potrei mangiare con le mani pure io, ma ancora non ho la tecnica necessaria per ingurgitare questa pizza alta 5 cm senza sbrodolarmi orrendamente. 

A dire il vero quando ho scritto che tutti qui sono biondi e belli mentivo. Ci sono anche i phd candidates, che sono cosi'



Una volta arrivati al Phd sono tutti bruni e con gli occhiali. Non so se gli undergraduate piu' intelligenti subiscono una metamorfosi per cui perdono diottrie e si scuriscono i capelli, o se forse questa e' una forma di selezione naturale che fa si che i brutti siano almeno intelligenti (scusate amici Creazionisti se ho offeso la vostra fede con la parola 'evoluzione').

Non ho ancora capito esattamente in quale delle due categorie di persone mi finiro' per inserire.
Diciamo che finche' posso, mentiro' ad amici e parenti a casa dicendo che in America sono tutti cosi:

Perche' mentire e' bello e conservare gli stereotipi pure.
E continuero' a fare zumba, che questa e' la skinniest city in the US, ma l'altro giorno ho comprato dei collant che non erano LUNGHI, ma erano LARGHI. LARGHI. Ed erano una M. 
Qualcuno mi salvi dai frappuccini e da muffin..