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Mi chiamo Giupy e sono un neurone in fuga che da poco si fregia del titolo di "dottore". Dopo aver vagato per Italia, Giappone, Francia, Belgio e Colorado, la patria degli orsi volanti, sono approdata nella piovosa Bochum. Il blog racconta storie di Germania, di universita', di corsi di Tedesco, di nostalgia del bidet, della lotta per trovare cibo senza glutine e ovviamente di loro, i pensatori Tedeschi che tanto ho letto (e solo talvolta maledetto) per arrivare qui.
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lunedì 1 febbraio 2016

Sex and the PhD

A volte chiedo ai miei studenti cosa vorrebbero fare da grandi. E' interessante perche' hanno solo 18 o 19 anni ed e' un'eta' in cui molti non sanno esattamente cosa fare, come spiega pure Mimma qui (oh giuro che l'idea del post l'ho avuta indipendentemente, non volevo copiare).

Pero' in USA e' un po' diverso perche' da noi dopo il liceo tocca scegliere. Ok, c'e' sempre quello che dice "vado a fare il lavapiatti a Londra e poi vedo" (scelta che non critico affatto, anzi, sono stata tentata dal farlo pure io, non avessi la pelle delle mani cosi' da principessa). Pero' la maggior parte dei ragazzi Italiani diciannovenni e' davanti ad una scelta: 1) trovare un lavoro o 2) studiare una cosa ben precisa. Se studi medicina, hai davanti a te l'opportunita' di fare il medico. Se studi giurisprudenza puoi fare l'avvocato o il magistrato. Se studi sociologia puoi fare il disoccupato. Insomma, gia' alla fine delle superiori c'e' bisogno di fare una scelta.

Qui non e' cosi': inizi l'universita' senza avere un major, ma poi decidi via via che vuoi fare. Magari parti con biologia ma ti accorgi che ti fa schifo sezionare le rane e allora vai a fare danza, oppure fai matematica ma decidi che non hai voglia di studiare e quindi vai a fare comunicazione.
Il che a mio avviso non e' un brutto sistema perche' ti permette di avere piu' flessibilita'

(piccola digressione: un Americano ha una volta mostrato perplessita' alla mia descrizione dell'Universita' Italiana perche' gli ho spiegato che quando scegli la facolta' fai solo quello. Se studi storia, per esempio, non hai esami di chimica. Lui sostiene che cosi' diventiamo specializzati in una cosa ma molto ignoranti su tutto il resto. Io non ho osato ribattere che io quando sono andata all'Universita' sapevo cos'era la tavola periodica degli elementi e la Rivoluzione Francese e gia' parlavo l'Inglese, mentre questi a volte arrivano dal liceo con la stessa cultura generale di un tronista della De Filippi - no offense intended).

 
Piu' o meno... 

Quando quindi chiedi a questi giovani che spesso ancora non hanno un major, ma sono generalmente indirizzati verso la poca voglia di studiare mass media e comunicazione, di solito rispondono:

- Boh
- Pubblicitario, perche' e' divertente
- Pubblicitario, per fare soldi
- PR, cosi' vado alle feste e bevo il vino
- Giornalista sportivo cosi' entro gratis al Super Bowl. 
- Lo sportivo! Comunicazione e' solo il mio piano B.

Ora, io capisco che sia difficile avere le idee chiare a 18 anni. Pero' mi sembra che questi abbiano dei sostanziali problemi a comprendere il mondo e a fare delle scelte sensate. Io di solito gli rispondo (in modo piu' gentile, ma la sostanza e' quella):

- Pubblicitario? Divertente? Ma proprio Mad Men non ti ha insegnato nulla eh? Cioe', qui hanno prodotto UN INTERO SHOW sul fatto che i pubblicitari sono miserabili alcolisti e sfasciafamiglie e tu ancora pensi che sia divertente?
- Forse un pubblicitario guadagna bene. Ma se il tuo scopo era fare soldi perche' non sei entrato in una business school? (Di solito la risposta e' che non sono molto intelligenti, ma non entriamo in questi dettagli)
- Lo sai che tutti odiano i PR? E lo sai che i PR sono quelli che bevono vino 364 giorni l'anno e poi puf! Una petroliera si schianta al largo del Messico distruggendo l'ecosistema di un intero golfo e indovina? Tu sarai usato come capro espiatorio del tutto. Una sorta di Benjamin Maloussene meglio vestito (E se non cogliete la citazione, SUBITO a leggere Pennac)
- Basandomi sul numero di persone che vogliono fare i giornalisti sportivi, c'e' da immaginare che inizierai la tua carriera seguendo il curling. Sara' bellissimo avere biglietti gratis per le partite di curling (dove di solito c'e' sempre la ressa per entrare, eh)
- All'ultima commento cosi':


 Detto cio', io non ho ovviamente nulla contro pubblicitari, PR, giornalisti sportivi e atleti. Credo sia molto bello fare questi lavori se si hanno le giuste motivazioni, e mi sembra che molti studenti provino a farli solo perche' non hanno grandi alternative in mente e perche' sembrano divertenti. Ovvio che fa piu' fashion fare il pubblicitario che il commesso da Mc Donald's, tanto per dire.

E voi direte, tu Giupy che tanto te la tiri e giudichi gli altri, che volevi fare a 19 anni?
Be', io a 19 anni volevo fare la dottoranda.
Ok, ok, non e' un lavoro. Pero' quando ho iniziato l'universita' ho visto dei dottorandi fare lezione e ho pensato wow, questo e' quello che voglio fare da grande. Pensare. Fare lezione. Bere gli spritz.
(perche', ovviamente, io volevo fare il dottorato a Venezia. Insomma, chi dopo aver vissuto a Venezia vorrebbe spostarsi altrove? Purtroppo c'ho avuto sta idea di merda di laurearmi con la crisi e boh, di assegni di dottorato non ne ho mai visti. E poi ho litigato con il relatore e CIAO, ho dovuto spostarmi oltreoceano, ma questa e' un'altra storia).

Detto cio', comprendo che il dottorato per una persona normale non sia appetibile. E' che, in generale, nessuno ti fa sembrare i dottorandi delle persone fashion e di successo. Quanti personaggi di Sex&the City fanno un dottorato? Nessuno. Sono una PR, una pseudo-giornalista e una che cura le mostre d'arte, ovvero i lavori che vogliono fare i miei alunni. E nessuna di loro e' laureata. C'e' giusto l'avvocatessa che infatti e' quella che non ha mai tempo di andare a fare shopping.
(Che poi, qualcuno me lo spiega come faceva Carrie a scrivere un trafiletto idiota sulle sue scopat  relazioni sentimentali a settimana e fare tutti quei soldi?)

 
E anche, perche' sembrano tutte cosi' giovani? Ditemi che e' photoshop

A guardare programmi TV e film, gli uomini di successo sono medici, avvocati, giornalisti, atleti. Le donne di successo giornaliste, PR, modelle, fashion designers. L'unico programma che mi viene in mente che parla di accademici e' The Big Beng Theory e infatti beh, non che ci faccia proprio venire una voglia matta di essere come Sheldon Cooper. Ho delle speranze in Jane the Virgin ma ancora non ho visto la seconda stagione, quindi no spoilers.

Per dire
 
Ora, io riconosco che i dottorandi magari non si presentano benissimo. Conosco un paio che potrebbero beneficiare di un bucato in piu' la settimana o di un taglio di capelli che non sia fai-da-te, cosi' come decisamente ho trovato dei dottorandi con spiccati problemi sociali (si, perche' le universita' sono quei posti dove puoi funzionare bene anche se odi la specie umana). Pero' non capisco perche' solo certe professioni devono essere enfatizzate come belle. Che poi i miei alunni si fissano che basta essere carina e andare a lavorare in pubblicita' e il successo arrivera' nonostante l'intelligenza bassina e la poca voglia di studiare. Non e' cosi'. La vita non e' un film e non tutti dovremmo prendere come modello Samantha Johnson, pure se era vestita bene. Anche io mi vesto bene E faccio un dottorato, le due cose possono essere conciliate.

L'altro giorno una mia alunna pero' e' venuta a parlarmi dopo la lezione, e mi ha detto: "Ma tu sei una dottoranda vero? Perche' ci sto pensando anche io".
E' stato bellissimo.
Per un attimo, mi sono sentita un po' in Sex&the City pure io. 

(Detto cio', io da grande-per-davvero voglio fare la professoressa, e l'unico film in cui c'e' una professoressa e' quello dove lei si ammala di Alzheimer ed io ho pianto tutto il tempo, oltre a convincermi di avere l'Alzheimer. E voi, che volete fare da grandi?) 

 

venerdì 12 ottobre 2012

Fashion victims


Vorrei iniziare questo post ricollegandomi al post precedente 'Google mon amour': ho appena scoperto che digitando sui motori di ricerca 'la mia vita e' cosi perfettamente figa' (si si lo so, sono in preda ad attacchi di megalomania ogni tanto, ma almeno non digito cose come 'stupidi orsi selvaggi') escono solo siti deprimenti di gente che dice 'la mia vita e' una merda' o di citazioni di Fabio Volo. Con questo scopriamo che il popolo di internet e' una mandria di depressi con gusti letterari discutibili.
Ora con un po' di fortuna uscira' il mio blog.
Finche' non arriveranno i midterm exams e iniziero' a scrivere in modo insistente che sono una perdente e che la mia vita e' miserabile.

Quindi, o tu lettore che sei arrivato su questo blog cercando forse risposte esistenziali sulla vita, sappi che non le troverai, ma puoi rendere la tua vita un po' piu' allegra leggendo cio' che succede quando si iniziano a guardare i vestiti degli americani.

Questa e' la storia della Piccola Europea che sbarca in America, con 25 kg di vestiti estivi e un non pesabile carico di preconcetti, tra cui quello che oltreoceano le ragazze sono tutte cosi':


Ignorando il fatto che le ragazze sopra hanno l'eta' di mia mamma ma dimostrano la mia, io, Piccola Europea, decido di impacchettare pronti per essere spedite le migliori scarpe di Carnaby Street e i migliori abitini del Marais a Parigi, sperando di non fare la figura della sfigata che viene da un posto arretrato e cade dai tacchi troppo alti.

Arrivo nel campus e scopro che le ragazze sono tutte cosi:


E comunque mi fanno fare la figura della sfigata, perche' io faro' anche shopping a Milano (da Zara, ma pur sempre a San Babila e'..) ma loro sono biondissime, super atletiche, passano la vita a correre e se ne sbattono di come si vestono. Della serie bellezza naturale che ti fa sembrare figa anche con addosso la maglietta di Ralphie, il cappello a forma di orso e i calzettoni di spugna anti-sesso. Sto completamente rivedendo il mio concetto di autostima, io mi sento poco a mio agio solo ad uscire con lo smalto sul mignolo smangiucchiato.

(Che poi, dov'e' la varieta' etnica di questa bella America? Com'e' che ai college ci vanno solo quelli di pura razza caucasica? E le ragazze brutte al college dove vanno?)

Loro sono talmente naturali che vestite cosi' ci vanno anche a lezione, mentre io mi sono portata dietro i miegliori completi giacca-pantalone da policy officer wannabe Brussels style. Perche' mi sono detta, insomma, sto qui a fare un phd, dovro' vestirmi un po' bene. E dovro' pure ammortizzare tutti quei soldi buttati via nel vano tentativo di sembrare abbastanza professionale da meritare un filo di piu' dello stipendio minimo. 

Poi vado in palestra a fare zumba (dovro' pure competere con i sederi di marmo di queste Barbie versione carne ed ossa, no?) e scopro che manca una cosa.
Gli spogliatoi.
Mi guardo attorno, cerco, riguardo.. ci sono solo gli spogliatoi delle piscine.
Perche' ovviamente loro arrivano in pantaloncini, nonostante ci siamo meno quindici gradi e una tempesta di ghiaccio da risvegliare gli orsi polari. E non hanno la pelle d'oca.
Invece io che ho stivali, calze,  leggings, vestito, maglione, maglione, maglione, sciarpa, cappello, guanti, cappotto, mi infilo nel cubicolo che e' il bagno per togliermi di dosso in contorcimenti stile kamasutra ogni tipo di indumento e infilarmi cose adatte a fare sport.
Dopo la lezione io, grondante di sudore, con il mascara sul mento, i capelli da far invidia a Crudelia, mi rinfilo addosso tutti i vestiti che ho e corro a casa ad infilarmi sotto una doccia infinita.
Loro invece hanno un viso perfetto, i capelli liscissimi sulle spalle, l'incarnato di pesca, non sudano, non puzzano. Ed elegantemente, con i loro pantaloncini, vanno a lezione.
Un po' mi stanno sulle palle.

Poi un'altra cosa che qui le ragazze (e i ragazzi pure, alle volte) adorano sono le infradito. Non so perche' ma io sono sempre stata convinta che le infradito fossero quelle cose da mettere al mare o in piscina oppure se sei molto ricco e vuoi sfoggiare qualcosa di trandy e firmato Calvin Klain sulla tua barca. Invece qui se le mettono ad ogni temperatura, ad ogni occasione, con ogni outfit. Che poi cosi' possono fare un'altra cosa che gli piace un sacco, ovvero mettere i piedi nudi sulle sedie e massaggiarseli a lezione.
Non avro' mai tutta questa autostima, nemmeno con il loro sedere e la loro faccia.

Alcuni dipartimenti hanno deciso che l'eleganza e' un valore da insegnare agli undergraduate, e hanno proibito di andare con il cappello a lezione. Invece la banca del campus si e' spinta addirittura piu' in la', esponendo il cartello " PLEASE SHIRT AND SHOES". Ora, popolo americano, io vi adoro, ma vi sembra il caso di andare SCALZI e a TORSO NUDO in banca? Ma come ti viene? lungi da me il pretendere un noioso conformismo alle regole, ma che ci dobbiamo aspettare ancora? Gente nei musei senza pantaloni? In chiesa senza mutande? 

D'altronde io non sono una persona rilassata e easy going. Amo le scarpe che fanno male e i pantaloni che strongono. Una volta mi hanno detto che sono proprio raffinata ed europea (con un implicito 'e pure un po' snob') perche' mangio la pizza con la forchetta e il coltello. Che poi voglio dire, se non ci metteste su ogni possibile tipo di formaggio plasticoso e di vegetale in scatola la potrei mangiare con le mani pure io, ma ancora non ho la tecnica necessaria per ingurgitare questa pizza alta 5 cm senza sbrodolarmi orrendamente. 

A dire il vero quando ho scritto che tutti qui sono biondi e belli mentivo. Ci sono anche i phd candidates, che sono cosi'



Una volta arrivati al Phd sono tutti bruni e con gli occhiali. Non so se gli undergraduate piu' intelligenti subiscono una metamorfosi per cui perdono diottrie e si scuriscono i capelli, o se forse questa e' una forma di selezione naturale che fa si che i brutti siano almeno intelligenti (scusate amici Creazionisti se ho offeso la vostra fede con la parola 'evoluzione').

Non ho ancora capito esattamente in quale delle due categorie di persone mi finiro' per inserire.
Diciamo che finche' posso, mentiro' ad amici e parenti a casa dicendo che in America sono tutti cosi:

Perche' mentire e' bello e conservare gli stereotipi pure.
E continuero' a fare zumba, che questa e' la skinniest city in the US, ma l'altro giorno ho comprato dei collant che non erano LUNGHI, ma erano LARGHI. LARGHI. Ed erano una M. 
Qualcuno mi salvi dai frappuccini e da muffin..