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Mi chiamo Giupy e sono un neurone in fuga che da poco si fregia del titolo di "dottore". Dopo aver vagato per Italia, Giappone, Francia, Belgio e Colorado, la patria degli orsi volanti, sono approdata nella piovosa Bochum. Il blog racconta storie di Germania, di universita', di corsi di Tedesco, di nostalgia del bidet, della lotta per trovare cibo senza glutine e ovviamente di loro, i pensatori Tedeschi che tanto ho letto (e solo talvolta maledetto) per arrivare qui.
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mercoledì 24 settembre 2014

Nostalgia imperante

"Siete tanti, ma non vi preoccupate, meta' di voi lasceranno dopo il primo esame, solo pochi arriveranno alla laurea, e due o tre troveranno un lavoro che abbia a che fare con quello che state studiando"

Grazie ad un amico con cui ne ho passate tante, mi sono ricordata che 10 anni fa (esattamente il 22 di settembre) iniziavo l'universita' - perche' si, ho qualche anno in piu' dei 18 che dichiaro. La frase di apertura del post e' stato il modo incoraggiante ed amichevoli di accoglierci tra i banchi universitari di una professoressa.

La foto sembra poco appropriata, ma vi giuro che un significato c'e' e io lo so bene

Nonostante le premesse, i 5 anni di universita' sono stati i piu' belli della mia vita. Certo, l'universita' in se' non mi ha dato nulla a livello lavorativo e sarebbe probabilmente stato piu' utile passare la mia specialistica a mangiare noccioline e ascoltare Carla Bruni, a giudicare dal niente che ho imparato. Ma sono comunque stati anni importanti. Dove ho conosciuto persone speciali, bevuto un sacco di spritz, ascoltato un sacco di canzoni di cantanti giapponesi, riso un sacco, guardato un sacco di TV trash e drama asiatici. Dove Venezia e' diventata la mia seconda patria e i miei amici sono diventati la mia seconda famiglia, ed e' dagli anni dell'universita' che quando guardo questa pubblicita' piango: 

Maledetta Barilla, quante lacrime mi fai versare

Ma non voglio che questo post diventi TROPPO nostalgico e sentimentale perche' bisogna sempre sdrammatizzare, o altrimenti la vita di un'expat sulla soglia dei trentanni potrebbe condirsi di Xanax.
Il fatto che siano passati dieci anni (e io non sia cambiata di una virgola ne' fuori ne' dentro) mi ha fatto fare un paio di riflessioni.

La prima e' che durante la mia prima settimana mi sono platonicamente innamorata di tutti i miei professori e vedendo i dottorandi, gli assistenti, mi sembrava di avere a che fare con una specie lontanissima da me di uomini e donne baciati dal privilegio dell'intelligenza e dalla fortuna di poter passare tutto il loro tempo con persone ancora piu' intelligenti. "Io da grande faro' la dottoranda!" disse Giupy abbandonando definitivamente il sogno di diventare la nuova Licia Colo'. E ora che sono grande, faccio appunto la dottoranda. Un lavoro per cui non ho ottenuto ne' soldi ne' prestigio sociale, ma che mi da' l'illusione di avere il privilegio dell'intelligenza e la fortuna di stare a contatto con persone ancora piu' intelligenti. Sono cose che e' utile ripetersi quando a mezzanotte stai ancora inserendo i voti dei tuoi studenti nel sito e nel tuo frigo c'e' solo un barattolo mezzo vuoto di burro di arachidi e due mele un po' andate. 


La seconda e' che la mia esperienza e' molto diversa da quella degli studenti qui. Oltre al fatto che loro sono tutti biondi e belli e girano in infradito, e io avevo un imbarazzante tinta di capelli e una giacca di jeans, ci sono delle sostanziali differenze. Come il discorso iniziale fatto dalla mia professoressa, che qui in USA sarebbe IMPENSABILE. Qui il rettore raduna gli studenti del primo anno e gli urla "Voi siete i migliori! Voi siete il futuro !" con un vigore che neanche la mia insegnante di zumba sotto acidi. Parlavo di questa cosa con il mio boss (ovvero il mio advisor, ovvero una di quelle persone intelligenti che, come dottoranda, ho il piacere di avere vicino). Lui e' Marocchino e mi diceva che la cultura mediterranea e' molto diversa da quella anglosassone, noi siamo cresciuti con i genitori e gli insegnanti che ci dicevano "non fare questo! Non fare quell!". Quando avevamo risultati eccellenti voleva dire che avevamo fatto il nostro lavoro, altrimenti eravamo stupidi, pigri e incompetenti. Qui fin da piccoli i bambini vengono incoraggiati, lodati per la loro creativita', per quello che fanno. Non importa se non sanno dov'e' l'Iraq e non sanno pronunciare correttamente Iraq, sono comunque i migliori, il futuro, bisogna investire in loro.

In conclusione, penso che gli studenti qui siano sfacciatamente fortunati (ok, forse non tutti. Quelli che si riempiono di debiti e si ammazzano di lavoro per pagare le rette universitarie no, ma la maggioranza che hanno tutto pagato da mamma e papa', si). Non sono piu' fortunati di me perche' hanno una piscina a forma di bufalo, dei dormitori che sembrano degli alberghi, una mensa che fa la pizza meglio che la mia mamma, dei TA (cioe' io) che li seguono in ogni minimo problema, dei club ricreativi che gli organizzano la vita sociale. Io non avevo una palestra ma mi sono fatta i muscoli delle gambe sui ponti di Venezia, dividevo una quadrupla in una casa con gli scorpioni ma era una casa bellissima e piena di gioia (ribattezzata Casa dell'Amore), i dottorandi e professori mi ignoravano ma io li veneravo lo stesso. Nonostante tutto cio', non cambierei la mia esperienza con quella di nessuno studente del college americano. Un po' perche' io bevevo alcol legalmente sotto i 21 anni, e un po' perche' la gente che ho incontrato era gente speciale, quello che facevo mi entusiasmava e stavo nel posto piu' bello del mondo. Non e' da tutti studiare in una cartolina.

Gli studenti statunitensi sono piu' fortunati di me perche' hanno qualcuno che crede in loro. Io ero ad un passo dal rassegnarmi a fare la segretaria sottopagata poliglotta con due 110 e lode in tasca perche' nessuno mi aveva mai fatto credere che potessi aspirare a fare piu' di cosi'. E quando ho voluto provare con il dottorato, la professoressa che ci ha fatto il famoso discorso iniziale si e' rifiutata di farmi la lettera di referenze. Io passo la vita a sentirmi constantemente inadeguata, a sentire di dovermi giustificare, di non essere all'altezza delle persone che mi circondano. Quando mi dicono che ho fatto qualcosa bene ho sempre il retropensiero che stiano mentendo. Invece vedo colleghi e amici americani che sono a loro agio nel pavoneggiarsi per le cose che sanno fare, nel ripetere quanto sono bravi, intelligenti. Come si dice qui, si sanno vendere bene. Un'amica mi diceva di essere volontaria in un programma Rotary che insegna agli adolescenti a diventare leader del futuro. E chi mai mi ha fatto pensare che sarei diventata una leader di qualcosa? Da adolescente avevo la percezione di essere una nullita', avevo la massima aspirazione di diventare assistente di volo e sapevo che di Steve Jobs noi non ne avremo mai, quelli nascono solo in USA. Se un adolescente va in giro a dire che sara' un leader, 9 su 10 il primo bullo che passa gli infila la testa nel gabinetto. 



E invece e' bello avere qualcuno che crede in te. Che ti dice di andare avanti, di provarci, che ce la farai. Poi magari non ce la fai lo stesso, ma almeno non devi sempre essere tu a ripetere a te stessa che nonostante il resto del mondo sei in grado di farcela, che hai un cervello e delle lunghe gambe (story of my life). Forse se il mio primo giorno di universita' mi avessero detto che "voi siete i migliori! Voi siete il futuro", mi sarei risparmiata una vagonata di insicurezze, paranoie, tentativi non fatti. 

Ma oltre a questo, non cambierei una virgola della mia esperienza universitaria. Tranne, forse, l'orrenda tinta di capelli e il giubbino di jeans.

Piccolo omaggio a Venezia, dove un giorno tornero' a vivere. 

venerdì 15 febbraio 2013

Che scarpe usano i ciellini?

Potrei postare foto di Boulder con la neve, oppure di me che penzolo come un sacco di patate da una corda mentre faccio arrampicata (triste ma vera storia).

In realta' mi stavo preparando ad un succoso post sul San Valentino, ma devo dire che questa festivita' mi ha un po' delusa. Mi aspettavo un trionfo di pacchianeria, cuoricini e fiorellini, qui nel magico mondo dorato del consumismo. Invece, un po' le solite cose: cioccolatini nei supermercati e un paio di offerte manicure. Nemmeno ci sono i pakistani che cercano di venderti rose quando sei sola e possibilmente depressa di esserlo. (E si, tacciatemi di razzismo, ma forse i pakistani mi piacciono di piu' quando fanno i phd in astrofisica.. )

Ad ogni modo, per una storia che non sto qui a raccontarvi sono andata a sostituire una mia compagna al meeting UGGS. Io sentivo sempre questa ragazza dire che andava al meeting UGGS, e nel mio disinteresse pensavo fosse una fan sfegatata di quei simpatici scarponi pelosi che arrivano dall'Autralia assieme ai canguri e alla Marmite, il cibo piu' cattivo del mondo.


Dal sito ufficiale UGGS

Invece, pare che UGGS sia il governo dei graduate student. Partecipare a uno dei loro meeting e' stata una divertente esperienza che mi ha fatto pensare a come certe cose qui siano diverse dall'Italia.
Non so come funzioni in tutte le universita' del Belpaese, ma nella mia non ho mai capito chi fossero i rappresentanti degli studenti. Anzi, a dire il vero nessuno votava pero' poi saltavano fuori i ciellini e ti dicevano "Ehi sono il tuo rappresentate!". E comunque non ho mai capito che facessero. Pero' alla fine erano gli unici che trovavano lavoro. 

(Oltretutto, a me non piace troppo insultare la gente gratuitamente. So che ci sono un sacco di stereotipi sui ciellini, tipo che invece di fare sesso infilano noci dove non batte.. ma io mi mostrero' superiore e non daro' adito a queste infamie...alla fine siamo liberi di infilarci tutti quello che vogliamo dove vogliamo. Anche se la frutta secca e' piu' sana in altri posti).

Questo meeting UGGS e' stato molto bello. Per prima cosa c'era il cibo, perche' in America il cibo c'e' sempre. E visto che siamo a Boulder non mancava ovviamente il panino fricchettone al tempeh. Essendo che erano le 5, non ho ben capito se quello fosse il mio pranzo o la mia cena.

Si sono messi tutti in cerchio tipo alcolisti anonimi a dire "Ciao io sono Phil di Fisica" o "Io sono Caroline di Psicologia", visto che ogni dipartimento ne mandava uno. 
Per prima cosa, pare che questi sguazzino nei soldi e ci sono un sacco di eventi che potrebbero essere finanziati. Abbiamo tutti votato per dove destinare i nostri fondi.
Io non pensavo che il mio voto fosse valido e cosi' ho detto NO al progetto di scienze nelle scuole medie, ma SI alla serata di poesie recitate in Latino. In realta' il mio voto valeva.
(Voglio dire, tanto le facolta' scientifiche hanno sempre fondi.. invece sono sicura che l'International Festival, che mi vedra' nei panni di Italiana Stereotipata, no).

Poi, ci si e' messi a discutere di cio' che e' VERAMENTE importante per gli studenti, ovvero:
-La settimana prossima Happy Hour offerto da UGGS per tutti i Graduate Students. Si potrebbe fare alle 5, ma iniziamo alle 4 e 30 cosi' beviamo di piu!
-Ci sara' un grande meeting UGGS, pensiamo a qualcosa di DIVERTENTE. Per esempio, dei giochi per conoscerci o degli ice-breaker che sono molto funny (specie quando fai le elementari, ma vediamo di risvegliare il nostro bambino interiore)
-Fanno un super meeting di tutti i grad student in America a San Diego e visto che abbiamo soldi da buttare mandiamo la' 4 di noi ad ubriacarsi e scambiare fluidi con gente from all over the Country. (Ho cercato di offrirmi come volontaria, ma mi sono accorta che non sono parte di UGGS. Peccato. Almeno ho scroccato i panini al tempeh).

C'e' da dire che i grad students fanno proprio una vita grama..

In ultimo, c'era da eleggere un signor qualcuno per non so piu' che posizione. Al che si alza in piedi uno e dice "Ciao io sono Caio del dipartimento di Scorpioni e Ragnatele, in piu' sono volontario del Club Poum Poum Trallalla', e lavoro al BlahBlah Store, sono bello figo e intelligente, votate me!". Poi si alza una sua amica che dice entusiasta "Si si votate Caio che e' bravissimo, come fa lui le ragnatele non le fa nessuno, e' er meglio". 
Fanno uscire Caio e si procede con le votazioni.
"Bene chi votiamo per questa posizione?"
Silenzio.
Si alza una mano timida e tremante "Ciao sono Sgrbt di Astrobiologia Molecolare della media Atmosfera Applicata, e mi chiedevo.. ma oltre a Caio chi si presenta?"
Silenzio.
"C'e' solo Caio".
Silenzio.
"Allora si elegge Caio! Siamo tutti d'accordo? Bravo Caio, facciamolo rientrare, applauso, applauso !".

Voglio sempre piu' bene agli americani. Mi chiedo se questa gente sia un po' la versione yankee dei ciellini, o se invece siano qualcosa di originale. 

Ad ogni modo, niente stivali UGGS. Pero' poteva andare molto peggio: pare che la ridente citta' in cui vivo sia famosa nientemeno che per la fabbrica CROCS, l'anticoncezionale piu' sicuro mai scoperto nella storia dell'umanita'.




E io che sono ancora qui a chiedermi perche' mi sembrano tutti vestiti male in questo posto..