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Mi chiamo Giupy e sono un neurone in fuga che da poco si fregia del titolo di "dottore". Dopo aver vagato per Italia, Giappone, Francia, Belgio e Colorado, la patria degli orsi volanti, sono approdata nella piovosa Bochum. Il blog racconta storie di Germania, di universita', di corsi di Tedesco, di nostalgia del bidet, della lotta per trovare cibo senza glutine e ovviamente di loro, i pensatori Tedeschi che tanto ho letto (e solo talvolta maledetto) per arrivare qui.

venerdì 15 giugno 2012

Quest'orso potrei essere io


PARTE PRIMA- Oh, un orso che vola!

Una mattina, una studentessa della University of Colorado a Boulder si sveglia e decide di fare un po’ di jogging. Ad un certo punto, qualcosa su un albero attira la sua attenzione. Che sarà mai? Un piccione? Uno scoiattolo? No, un ORSO.
L’orso è stato anestetizzato, è caduto dall’albero ed è stato salvato grazie ad un tappeto elastico. Non solo: l’Orso Volante è stato immortalato in un video dove compare anche la ragazza che l’ha trovato.

La ragazza si mostra rilassata e contenta: “Oh che bello, non capita tutti I giorni di vedere un orso! E poi ho anche potuto toccarlo!”. Tesoro, come fai ad aver appena visto UN ORSO fuori da casa tua e avere la pelle fresca di una rosa, una canottierina all’ultima moda per nulla sudata-  ricordiamo che faceva jogging- e il sorriso fotogenico della pubblicità della Benetton? Sei sicura di non essere una FIGURANTE?
 Sono convinta che la VERA ragazza fosse in quel momento in un angolo impegnata a collassare e a scusarsi con uno stuolo di divinità per le bestemmie tirate, e cosi’ qualche genio della facoltà di comunicazione si è detto “Dai su, prendiamo una passante carina che dica quanto è bello l’orso, e in più prendiamola afro-americana, che ci facciamo pure un figurone come università che rispetta le quote etniche!” (infatti se notate il ragazzo che compare successivamente è asiatico. Ci mancava un Nativo Americano ma mi sa che li avevano finiti).

Ovviamente non ho prove per sostenerlo, ma penso che la storia sia un’altra. Tutti si preoccupano dell’orso sull’albero e di come non fargli male, ma preoccupiamoci un po’ della ragazza. La ragazza si alza una mattina e si dice oh, siamo quasi agli esami di fine anno e io sono tre mesi che sto china sui libri a non vedere la luce del sole, la mia vita sociale fa schifo quindi cerchiamo almeno di non diventare una cicciabomba. Cosi’ la ragazza si fa forza, si infila le scarpe prese in una Mall sei mesi prima in saldo e con ancora l’etichetta, mette la tuta che normalmente usava per stare sul divano a guardare Sex and the City ingozzandosi di M&M’s e striscia fuori dalla sua stanza, chiedendosi tra se “chi me l’ha fatto fare?”. Fa partire “Fuck You” di Lily Allen sull’Ipod per motivarsi e prende a correre, fa due passi, già sente che le fa male la milza, si convince di avere la pressione bassa, corre un altro dieci metri e inizia a pensare che potrebbe tornare a fare colaz…

E a quel punto vede un ORSO. Ovvero una bestia che pesa 200 pounds e che fino a prova contraria ha degli artiglietti che potrebbero fare salsicce del tuo grasso in eccesso. Certo, gli orsi non attaccano l’uomo e basta fingersi morti per scamparla e rimanere calmi, Piero Angela (o Peter Angel, essendo che siamo negli USA) l’hanno visto tutti, ma come cazzo si fa ad essere sicuri che anche l’orso lo sappia? E se lui decidesse di avere me come colazione? Soprattutto, COSA FAI QUANDO VEDI UN ORSO? Scappi? Preghi? Piangi? Lo convince con un discorso be argomentato che la foresta è meglio del campus? Ti chiedi chi te l’ha fatto fare di andare all’Università quando potevi startene tranquilla a fare panini da Mc Donalds’?

Io in questa storia penso alla ragazza.
QUESTA RAGAZZA POTREI ESSERE IO

PARTE SECONDA- Oh, un orso che fa l’autostop

L’Orso è stato addormentato, salvato tra la gioia generale e liberato nei suoi boschi con una piastrina fashion al collo. Purtroppo, l’Orso Volante ormai si era affezionato al Campus di Boulder, sarà che aveva sete di conoscenza, era positivamente stupito dalla varietà etnica dell’università, magari aveva scoperto degli sconti in mensa, questo non si sa. Fatto sta che ci riprova.

E qui purtroppo inizia la parte tragica della vicenda. L’Orso viene tirato sotto da una macchina, e muore. Una bella storia con un finale lacrimoso, dove tutti si rattristano per questo bell’animale ucciso su una superstrada.

Tutti si preoccupano dell’Orso e della sua triste morte, ma preoccupiamoci del guidatore. In questo caso non abbiamo nessuna testimonianza perchè probabilmente I figuranti erano finiti, ma cerchiamo di immaginare la storia. Il guidatore si alza una mattina e dice dai, è proprio il caso di fare un giretto a Denver a vedere che c’è, ancora non ci sono mai andato e dicono che sia una città bellissima. No, non stiamo a prendere il bus che ci mette un sacco, prendiamo la macchina, è vero che io non sono proprio Shumacher, ma qui guidare è più facile, c’è il cambio automatico e poi le autostrade non sono mai trafficate.

Cosi’ il guidatore esce dal suo garage e inizia a guidare fischiettando “Fuck You” di Lily Allen, quasi fosse una premonizione. E’ li che pensa ai vestiti da portare in lavanderia e a cosa mangiare per cena, e poi si chiede se è il caso di andare a quella festa sabato che sembra noiosa ma sem..

E a quel punto vede un ORSO. Ovvero una bestia che pesa 200 pounds e tutto ciò detto prima.
Il punto qui è che I consigli delle Giovani Marmotte non servono a molto, quando sei al volante. Hai un bel fingerti morto o restare calmo quando il tuo piede è pigiato sull’accelleratore e il tuo cervello è talmente paralizzato dalla paura da essersi dimenticato dell’esistenza del freno a mano. COSA FAI A QUEL PUNTO? Piangi? Preghi? Cerchi di fare il più spettacolare testacoda di tutti I tempi? Suoni il clacson sperando che si accorga di non essere sulle strisce? Cerchi forsennato nel cruscotto i documenti per la constatazione amichevole maledicendo il premio dell’assicurazione che salirà alle stelle?
No. Vai addosso a questa stolta montagna di carne e speri solo che lui si faccia più male di te. E cosi’ succede, e tu diventi da Guidatore a Assassino di Orsi in meno di un secondo.

Io in questa storia penso al guidatore.
QUESTO GUIDATORE POTREI ESSERE IO

Cosi’ inizia il mio nuovo blog: la storia di come una brianzola si ritrova a fare un dottorato a Boulder, University of Colorado

3 commenti:

  1. Potresti pure fare la scrittrice . Questo post è davvero bello :D
    marion

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  2. Questo blog me pias. Peccato che l'ho scoperto solo ora, di questo passo mi sa che farò notte a leggermelo tutto.

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    1. Contenta ti piaccia! Peró secondo me non vale la pena sprecarci la notte.. gli orsi ci sono anche domani!

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