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Mi chiamo Giupy e sono un neurone in fuga che da poco si fregia del titolo di "dottore". Dopo aver vagato per Italia, Giappone, Francia, Belgio e Colorado, la patria degli orsi volanti, sono approdata nella piovosa Bochum. Il blog racconta storie di Germania, di universita', di corsi di Tedesco, di nostalgia del bidet, della lotta per trovare cibo senza glutine e ovviamente di loro, i pensatori Tedeschi che tanto ho letto (e solo talvolta maledetto) per arrivare qui.
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martedì 1 dicembre 2015

Straight White Male

In Colorado ci sono due tipi di persone:
Le persone che amano il Colorado
Le persone che odiano il Colorado.

La prima categoria di persone e', logicamente, piu' vasta. Dico logicamente perche', se non ti piace un posto, che ci vai a vivere a fare? (A meno che non sia Bruxelles, che non piace a nessuno ma ci vivono tutti).
I Colorado Lovers sono pero' PERDUTAMENTE INNAMORATI del Colorado. Si mettono cuffiette con su la bandiera del Colorado, hanno Facebook solo per postare le foto delle montagne e scriverci #nofilter, e amano seguire quello che succede in Utah giusto per commentare che "In Colorado, noi siamo piu' progressisti". C'e' gente che si trasferisce apposta in Colorado solo per stressare il prossimo con quant'e' bello sciare ad Aspen e fare hiking sui Flatirons (e pure per farsi le canne, e io ne ho conosciuti, ve lo giuro)
Pensate mettervi un cappello cosi' con su la Rosa Camuna?


La seconda categoria di persone e' fatta dai miei compagni di dottorato (non tutti, giusto per essere fair). Parlare con queste persone all'inizio mi stupiva: pure se io odio orsi alci montagne neve freddo e posti poco affollati, il Colorado e' OGGETTIVAMENTE BELLO


Foto presa a caso dal web per far vedere che ho ragione

Questa gente odia il Colorado, e Boulder soprattutto, perche' e' tutto bello pulito ordinato, con gente ricca che mangia vegetariano e gluten-free e fa yoga e va a sciare, giri per la strada e pure i barboni hanno l'iphone.
"E che male c'e'?" dice Giupy "Pure gli Orsetti del Cuore vivevano in un mondo cosi' e tutti gli volevamo bene".
A questa gente di solito piacciono posti come Detroit o Buffalo, che non ho mai visto ma mi dicono essere citta' industriali che beh, non sono proprio Parigi
"Non e' meglio Boulder allora?" dice Giupy "Dove la domenica vai a passeggiare in montagna invece che tra le scorie di amianto?"

"Ecco" mi viene risposto con aria di superiorita' "E' perche' tu non riconosci il tuo white privilege".

Chi mi segue regolarmente sa che io parlo spesso di questioni di razza o gender. Vero, scusatemi per la noia e la monotonia. Se lo faccio, pero', e' perche' ne parlano tutte le persone intorno a me. Quando sei in accademia, e studi scienze sociali, ti preoccupi dei problemi della societa', di ingiustizia e di razzismo. Ma, se sei un maschio bianco eterosessuale Newyorkese cristiano a cui papy ha pagato il college e che ha passato l'adolescenza a fare stage nella prestigiosa ditta di zio, nessuno ti prende sul serio. La gente, quindi diventa super complessata.

Faccio un esempio: una serata vado a fare yoga e c'e' un nuovo insegnante. Fa mettere me e un gruppetto di sessantenni (tutte piu' flessibili di me) nell'imbarazzante posizione del cane, e poi ci dice:
"Volevo dirvi che sono un uomo bianco"
(grazie, ce li ho gli occhi, pure se sto messa sottosopra)
"Ve lo dico perche' I want to acknowledge my privilege, visto che voi siete tutte donne"
(grazie, fino ad un minuto fa non ci avevo fatto caso, ma ora che me lo fai notare ti odio. E non solo perche' sono quindici minuti che sto a sedere all'aria)

Lettura consigliata di oggi

Questo complesso di inferiorita' di chi e' privilegiato (che suona un po' come un ossimoro, non trovate?) di solito viene contrastato dal disperato tentativo di sembrare MENO privilegiati.

Facendo dell'universita' l'antitesi del sogno americano

 Del tipo (e sono tutte storie vere, da me testimoniate):

 "Io non sono un privilegiato perche'..."

"...la mia famiglia e' povera! Poverissima! Infatti all'universita' facevo la cassiera!"
(nessuno ti pagava la sorority, cara? Oh no, ho il cuore spezzato)
"...sono gay"
(si, e vivi in uno stato dove non ci sono ne' Salvini ne' il Papa. Guarda che ho visto su FB le foto del tuo matrimonio e ho notato che tua madre ti ha messo un like. )
"...NON sono bianco. Sono nero. Mio padre e' iraniano"
(questo e' il mio braccio. Quello e' il tuo. Se ho preso due giorni di sole sono DECISAMENTE piu' scura di te)
"...Devo festeggiare St Patrick perche' mi sento molto vicina alle mie origini Irlandesi, sento mie la poverta' e la carestia che i miei avi hanno sperimentato"
(Mi ricordi qual e' la capitale dell'Irlanda?)
"...sono musulmana!"
(belli i colpi di sole ai capelli. E buono il bacon con la birra, eh?)
"...sono figlia di immigrati, i miei genitori vengono dalla Svizzera!"
(certo tesoro che devono aver sofferto molto. Sono dovuti scappare da tutto quel cioccolato prima che gli venisse il diabete. Meno male che l'America li ha accolti)

Ovviamente io ho nessuna carta da giocare per far vedere che non sono una privilegiata. Sono bianca, eterosessuale, ho una famiglia che sta bene (pure se ho chiesto a mio padre se mi da i soldi per comprare casa a Parigi- ma casa piccola, un bilocale a Republique, che mo i prezzi scendono - e lui ha detto no). Non sono mormona e non sono Latina. Posso giusto giocare la triste storia della crisi economica e del fatto che sono Italiana, ma l'avere un passaporto Europeo e' sintomo evidente di privilegio. Anzi, una volta una persona ci ha tenuto a ricordarmi di come gli Europei hanno schiavizzato e ucciso i Nativi Americani (si, ma i discendenti di QUEGLI Europei siete voi, mica io). Sono donna ma ehi, lo e' piu' o meno meta' dell'umanita', inclusa Caitlyn Jenner.

Fino ad ora, pero', non ho provato tutto questo schiacciante senso di colpa nell'ammettere il mio white privilege.
Finche' non ho avuto il referto delle mie analisi del sangue.
CELIACHIA

Ordinare un piatto vegetariano E gluten free e' praticamente come girare con scritto in faccia "sono ricca e stronza".
Nessuno e' piu' bianco dei celiaci.

Compatitemi, non sara' facile la mia vita in accademia. 

Ma che mangi ora Giupy? Carote e lattuga. Fossi un coniglio me la passerei da dio. 







domenica 22 febbraio 2015

America the Beautiful

Anche se vivo in USA da due anni e mezzo non e' che io poi conosca molto di questo Paese piu' grande dell'Europa. L'idea che mi sono fatta e' che sia molto bello, pero' ammetto che questa convinzione possa essere falsata. Perche' abito in Colorado che e' un posto abbastanza strano- ho conosciuto piu' di una persona molto piu' attaccata all'identita' coloradiana che a quella americana, e l'hobby preferito di chiunque abiti qui e' parlare di quanto sia bello abitare qui. (Certo, questo week end c'e' stata una tempesta di neve e io voglio ardentemente essere assunta dall'Universita' di Honolulu, ma voi non ditelo ai Coloradiani che sono tutti eccitati per lo sci).

Oltre al Colorado, tutti i posti che ho visto in USA per vacanza o piacere erano posti belli. Perche' non e' che sono scema, se devo viaggiare vado a New York o San Francisco o sul Grand Canyon.
(Mi viene in mente una ragazza italiana che era andata a El Paso ed era tornata dicendo che l'America fa schifo. Vabbe', e' come se uno venisse in Italia e invece di andare a Firenze andasse a Scampia).

Che poi, per sapere com'e' El Paso basta guardare Breaking Bad, che ci insegna sempre tante cose
 
Da quando sono arrivata in Colorado mi capita spesso di parlare con gente random che mi racconta la sua vita, perche' qui funziona cosi'. La maggior parte della gente non e' nata in Colorado. Alla mia domanda "perche' ti sei trasferito qui?" parrucchiere, estetiste, camerieri e commessi mi guardano strano come se fossi scema.
Perche' il Colorado e' bello.
Mentre i posti da dove vengono loro no.
(Il che io da Italiana attaccata alla mamma un po' mi stupisco.. in realta' questa logica dello spostarsi da un posto brutto ad uno bello e' sensata, pero' non conosco nessun abitante di Abbiategrasso che dice 'vabbe' vado a fare il cameriere a Venezia tanto perche' e' bella'... voi si?).
 
 

Cosi' incuriosita mi sono messa a chiedere alla gente di raccontarmi come sono gli altri posti negli USA. E ho raccolto una carrellata di fatti curiosi. Certo, sono solo racconti quindi prendeteli con le pinze. E se avete da rettificare qualcosa commentate pure.

- In Alaska ci sono dei paesini dove ci sono pochissime macchine. Questo perche' i paesi non sono collegati ad altri paesi o citta' con strade, ma sono tipo in mezzo alla neve e nel nulla. Quindi se vuoi una macchina devi fartela portare li' in aereo. In compenso pero' ci sono tantissime chiese perche' ogni gruppo che arrivava li fondava un paesino e ci metteva una chiesa di denominazione diversa. Quindi anche se la domenica mattina non puoi fare i freni a mano sul ghiaccio ti puoi divertire uguale andando a messa.

- In Illinois c'e' Chicago che e' tanto bella e civile. Pero' la mia amica che ci abita spiega che l'Illinois non e' il massimo: oltre a Chicago, ci sono i Redneck. E basta.

- La Georgia da quanto ne so e' un posto abbastanza bruttarello, perche' qui in Colorado pullula di gente che se n'e' andata perche' non gli piaceva. In piu', ci sono alcuni paesi in Georgia dove non solo PUOI avere un'arma da fuoco, ma DEVI avere un'arma da fuoco in casa. Curioso no? 

- In South Carolina e in generale nel sud hanno quest'abitudine di friggere ogni cosa. Tipo gli Oreo. tipo gli Sneakers. Tipo IL BURRO. No ma seriamente, COME SI FA A FRIGGERE IL BURRO? (lo so che nei ristoranti cinesi in Italia friggono il gelato, ma pure quello non l'ho mai capito ne' condiviso).
 
Questa foto l'ho trovata a caso su Internte. E' sicuramente falsa. Vero? VERO???

- Una volta parlando con un'amica dicevo che qui non vedo molti obesi. Lei mi ha detto solo "Vai in Arkansas".  E ha anche aggiunto che questi ciccioni sono super-religiosi, la domenica non vendono alcol, si sposano a 21 anni. Poi a 24 divorziano e si danno all'alcol, ca va sans dire.

- In Florida ci sono tartarughe giganti e serpenti che vengono su dal gabinetto perche' vivono nelle fogne. (Lo so, leggende metropolitane cosi' c'erano pure su Milano, pero' io quando andro' a Miami terro' comunque la pipi' il piu' a lungo possibile)

- In California noi pensiamo faccia caldo e sole ma nel nord ci sono posti piovosissimi. Li la gente coltiva un sacco di marijuana e i poliziotti tollerano perche' i coltivatori contribuiscono all'economia locale e finanziano le scuole

- International (perche' e' sempre bello sparlare delle   imparare cose nuove sulle altre culture): in Colombia c'e' una cioccolata in tazza buonissima, e i Colombiani ci mettono dentro il FORMAGGIO. Cioe', non tipo gorgonzola, formaggio morbido.. ma comunque, perche'? Poi sempre in Colombia hanno un sistema di reddito a punti, per cui tu a seconda di quanto guadagni hai un numero da 1 a 6. Non e' triste? Cioe', io lo so di guadagnare una miseria, pero' sarebbe un sacco frustrante scoprire di avere un numero che certifichi il fatto che il lavoro intellettuale non vale nulla...

- Lo Utah.. be', lo Utah si spiega cosi':



Insomma, mi piacerebbe avere piu' tempo e imparare molto di piu' su questo mio Paese adottivo. Perche', nonostante tutto, America is Beautiful.

(Alcuni Americani, pero', un po' meno. Ricordiamo che le reazioni a questa pubblicita' qua' sotto sono state soprattutto "Fuck you we're in Ammmmerica and we speak American"!)

 



domenica 11 gennaio 2015

Dolciotti&Zuccherini

Dopo tre settimane di amore, gioia e un sacco di cibo, sono tornata nella terra degli orsi volanti. E' sempre un po' difficile lasciare famiglia e amici per andare dall'altra parte del mondo, pero' io sono una di quelle persone che cerca di vedere il bicchiere mezzo pieno.
Se smetto di mangiare pandoro, magari non esplodero'.

Poi, ci sono degli aspetti indubbiamente positivi nel Colorado. Tutti sono schifosamente gentili e carini. Per esempio, stamattina in preda al jet lag e alla fame sono uscita di casa alle 7. Il mondo alle 7 e' bruttissimo, freddo, buio, e pieno di gente strana- motivo per cui io non mi sveglio mai prima delle 9. Cosi' sono arrivata da Starbucks e la barista non solo mi ha salutato con un sorriso a 32 denti nonostante stesse facendo il turno di domenica mattina, ma mi ha anche dato il bicchiere in mano trillando "white chocolate mocha for LOVELY Julia!". Voglio dire, presente da noi gli autogrill di domenica mattina?
L'anno scorso nel mio road trip per il West mi sono accorta di essere arrivata nel Colorful Colorado quando la commessa di un negozio mi ha salutato dicendo "oh che bei capelli che hai!"

Non sono mai stata in Minnesota, ma pare sia un po' tipo il Colorado…

Quando sono qui ho sempre queste iniezioni di autostima perche' tutti mi sorridono e mi trattano bene e notano come sono vestita elegante (cioe' non mi metto infradito bucate e maglie sudate fatte di un sacco di Juta). Certo, ovviamente molta gente e' cosi' gentile perche' deve vendere, vuole la mancia, o la obbliga il capo. Pero' il Colorado e' indubbiamente un posto di gente dolcissima e  molto amichevole che muore dalla voglia di raccontarti i cazzi propri. Giuro che so tutto del mio cassiere di fiducia cello Sprout Farmers' Market. 

In Italia persone nella stessa posizione (commessi, camerieri…) spesso ti trattano a pesci in faccia, specie nella ridente Brianza. Per carita', lungi da me il condannarli. Molti di loro fanno un lavoro gran brutto e nemmeno io sarei felice di affrontare il mondo orribile delle 7 del mattino per andare a vendere mutande- e ho fatto lavori merdosetti all'universita' quindi un po' capisco. Pero' tra le mille cause di questa situazione infelice- poverta', mancanza di accesso all'educazione, sfiga, crisi economica, dislessia, mancanza di amici giusti, societa' capitalista, rettiliani- io sono quasi sicura di non figurare. Mi spiace davvero tanto che fai la hostess di terra a Linate e ti obbligano a vestirti con il tailleur piu' brutto del mondo, ma io che c'entro? Perche' mi devi maltrattare, che t'ho fatto?

Questo meme e' tanto tanto triste..

I Coloradiani passano invece la loro vita a renderti felice. Certe volte e' perfino un po' irritante, tipo quando ti inseguono da Target e ti gridano dietro "have you found everything you needed?" (no cazzo, sono arrivata da un minuto, e lasciami guardare…). Pero' mi sono successe  delle cose abbastanza curiose. 

Per esempio, una volta ho preso una macchina a noleggio. Quando sono arrivata mi hanno fatto aspettare un po' perche' non era pronta. Non solo l'omino dell'autonoleggio mi ha offerto acqua, caffe' e le sue eterne scuse, ma il giorno dopo mi ha telefonato per sapere come andava. E scusarsi ancora. Che poi a me non e' che fregasse poi tanto di sta macchina, ma lui era talmente accorato che ho finito per garantirgli il mio eterno perdono.

Oppure, durante le vacanze di Natale mi e' successa una cosa spiacevole, ovvero mi hanno bloccato la carta di credito. Questo perche' non ho avvertito la banca che andavo in Italia e loro hanno pensato che un mafioso doveva aver trovato l'accesso al mio vastissimo conto in banca. Cosi' ho chiamato l'omino della mia banca per dirglielo. La chiamata intercontinentale costava come un mio rene al minuto. Lui, ascoltato il problema, prende a chiedere:
"Ma sei in Italia quindi?"
"Si"
"Ma dove?"
"In Lombardia, ho prelevato a Milano, e Brescia, e poi sono stata anche a Bologna"
"Oh interessante, e dove altro in Lombardia?"
Io assumo che lui voglia sapere i miei spostamenti, cosi' prendo a spiegare dove e come ho usato la carta.
Lui invece prende a dire "Oh ma e' bellissimo! Io l'anno scorso sono stato nella Valle del Po ed e' bellissima, cioe', l'Italia e' il mio Paese preferito!"
Mentre i miei preziosissimi minuti di credito telefonico scorrevano, lui ci ha tenuto ad essere carino e dolciotto facendomi sapere che l'Italia gli piace e descrivendo con minuzie le sue ultimo vacanze.

Un'altra persona che mi racconta regolarmente della sua vita e che e' molto zelante e' la mia estetista. Probabilmente perche' teme che la gente si dimentichi dell'appuntamento, chiama per un reminder il giorno prima, e manda anche un messaggio. 
Un lunedi' la chiamo. "Ciao, hai un buco domani?"
"Certo, vieni alle tre!".
Metto giu' il telefono. Lavoro un paio d'ore. Qualcuno mi chiama.
"Ciao sono la tua estetista! Ti voglio ricordare che hai un appuntamento domani!" 
Mentre io un po' sbalordita facevo notare che il mio Alzaimer non e' cosi' sviluppato da dimenticarmi le cose in due ore, ho notato che mi aveva pure scritto un messaggio.

Non c'entra molto, ma Don't Trust the B- fa sempre ridere

I Coloradiani non solo ti attaccano bottone sul luogo di lavoro, ma si sentono in dovere di parlare con te e fare amicizia in ogni situazione. Per esempio quando sali sul bus che dall'aereoporto ti porta a casa e sono 22 ore che non dormi. Posi la tua testolina sul sedile e il ragazzo di fianco a te inizia a descriverti le sue attivita' di rock climbing (perche' i Coloradiani sono pure banali). Alla fine mi ha aggiunta su Facebook e anche se mi ha impedito di dormire mi ha dato +100 punti autostima: la gente vuole il mio contatto pure se puzzo di Delta Airlines, non mi lavo i denti da almeno quattro pasti e il sonno mi fa rispondere alle domande solo una sorta di "gnaaaaaaaa!"

In generale, i Coloradiani esprimono sempre molto amore, devozione e carineria. Certe volte vorresti odiarli per una lunghissima lista di motivi, ma non puoi, perche' sono adorabili. Un po' come gli alieni dell'anime Excel Saga (che consiglio a tutti). Per cui, lasciare l'Italia e' difficile. Ma sara' piu' dura tornarci, quando nessuna commessa mi dira' che ho delle belle scarpe e nessuna barista mi raccontera' del suo viaggio studio a Roma elogiando l'Italia. 


Se i Coloradiani fossero bellicosi, sarebbero come i Puchu. 


venerdì 12 luglio 2013

Wikipedia, fonte di ogni conoscenza

L'estate prosegue, vedo gente, faccio cose, e nel cazzeggiare mollemente godendomi le mie lunghe vacanze  studiare con alacrita' per produrre brillanti pubblicazioni mi e' capitato di imbattermi in preziose perle sul web. D'altronde ci vuole un po' di leggerezza per stemperare i piagnistei del post precedente.

Premessa: io adoro internet, perche' amplia la nostra conoscenza con un sacco di aneddoti scemi. Potrei dilungarmi in tutte quelle teorie per cui con i social media si e' abbassata la nostra soglia di attenzione, che non ci ricordiamo piu' le informazioni appena lette e blah blah blah (a questo punto immagino che voi abbiate perso attenzione per questo post e vi siate dimenticati chi sono),

MA preferisco invece tessere le lodi di Wikipedia, che con il 5 per mille che io non gli devolvero' riesce sempre a rinverdire la nostra conoscenza. E, soprattutto, a farmi conoscere la List of Colorado State Symbols, che mi da una ragione in piu' per amare il Colorado in modo sconfinato.

Ora, io non sapevo nemmeno che gli stati avessero dei simboli. O almeno, lo sospettavo ma mi immaginavo che ne avessere uno a testa, come l'orso per la California, il bufalo per il Colorado o il Texano con il fucile e lo scalpo di un Messicano per il Texas. Invece no! Ce ne sono diversi e svariati e alcuni sono stupidi insensati frutto della mente di qualcuno che aveva ancora meno da lavorare di me molto interessanti. Vediamoli assieme:

L'erba: e qui, prima di pensare, come me, che si intendesse erba di altro tipo, sappiate che c'e' proprio un tipo di 'grass', la Blue Grama, che e' il simbolo del Colorado. E qui impariamo che no, l'erba non si distingue solo in quella da calpestare e quella da coltivare, ma ci sono delle specie e addirittura esse possono diventare simbolo di uno stato !

Il mammifero: grande delusione! Ero sicurissima che il simbolo del Colorado fosse l'orso volante oppure il bufalo Ralphie, ma invece e' il Rocky Mountain Bighorn Sheep. Sempre secondo Wikipedia, questo animale non ha neppure la dignita' di un nome in italiano, ma viene chiamato 'bighorn', perche' in effetti, come si vede dalla foto, ha delle grosse corna. Mi chiedo come abbia fatto il Colorado a lasciarsi scappare il bufalo..


Il rettile: dopo un invontro ravvicinato, ero convinta che il rettile del Colorado fosse il viscido biscione che si annida nelle aiuole della Mall, invece e' la Western Painted Turtle! Che non e' la tartaruga pitturata nel West, ma la testuggine palustre dipinta.

Il fossile: questo mi perplime. Perche' si, una volta esauriti gli animali vivi, attacchiamo quelli scomparsi! Cosi' scopriamo che il fossile del Colorado e' lo stegosauro. E Giupy scopre pure, dopo che sono passati una decina d'anni dalla terza elementare e dall'uscita di Jurassic Park, che lo stegosauro NON e' fatto come un brontosauro con il collo lungo ma e' fatto cosi:
La danza: pare che il ballo tipico del Colorado sia la Square Dance. E io stolta ho perso tempo con balli alieni quali la salsa e la bachata.. giuro che da settembre mi metto in pista con la Square Dance, che non so cosa sia ma nella mia mente e' un ballo che si fa vestiti da cowboys cavalcando una mucca.

Canzoni: Il Colorado non ha una, ma ben DUE canzoni ufficiali che voi, gentili lettori coraggiosi abbastanza da leggere fin qui (e confessatelo che eravate attratti dallo stegosauro!) , vi sciropperete.

La prima e' praticamente 'Quel mazzolin di fiori' ma in versione cantata dai giovani boy scouts, e parla un po' di tutti gli animali, lupi, aquile, cervi, bisonti. Stranamente non c'e' menzione di bighorn, tartaruga dipinta e nemmeno stegosauri, nonostante la canzone sia del 1915


La seconda invece e' cantata da un tizio che si chiama John Denver, e gia' questo mi sembra bellissimo. E' come se io mi chiamassi Giupy Roma e pertanto facessi una canzone sull'Italia. Dalla mia esegesi della canzone risulta che sia la storia di uno che arriva in Colorado, sale in montagna, si ammazza di canne (diventando 'high', da cui il titolo 'Rocky Mountain High') e a quel punto vede cose strane tipo pioggia infuocata e parla con Dio (ma Dio lo malcaga). Ditemi voi se ci vedete altro.. 


Poi, la cosa che mi piace di piu' in assoluto degli stati degli USA sono i motto degli stati. Quello del Colorado per esempio e' 'nil sin numine' perche' pare che agli Yankee piaccia molto usare il Latino. Nel tentativo cosi' di glorificare il mio aver frequentato un liceo classico, mi sono andata a guardare la lista degli states mottos. Anche qui ho trovato delle perle, come:

California: 'Eureka! I have found it! " : oh my gosh, era dai tempi di Archimede Pitagorico che non la sentivo questa.. 
Indiana: the Crossroads of America:  un modo come un altro per spiegare in modo gentile che in Indiana si passa giusto via per andare altrove
Kansas: ad astra per aspera questa e' bella. E vi prego di non leggere ironia perche' stavolta lo penso davvero.. 
Maryland: fatti maschil parole femine e gia', perche' quando ci si stanca del latino, c'e' pur sempre l'Italiano antico..
Montana: oro y plata multilingual con lo spagnolo! Significato del motto: vogliamo gli schei..
Texas: friendship si vede che non avevano voglia di pensarci troppo..
Utah: industry questi ci hanno pensato ma maluccio.. non potevano usare 'mormons' come motto?
West Virginia: montani semper liberi e la sottile polemica verso i paludari di pianura che stanno in catene.. 

Per concludere in modo degno questo post pregno di significati, cultura e in grado di innalzare la conoscenza, postero' la foto del tartan del Colorado. Affinche' possiate tutti farvi un kilt. 



lunedì 1 aprile 2013

La' dove guidare e' divertente

La grande tristezza della mia vita e' che, per quel problema che hanno gli americani con le ovette di cioccolato, ho dovuto passare una Pasqua senza uovo. Ma ho comunque avuto una settimana di vacanza e ho scoperto alcune cose meravigliose del Colorado, di quelle che ti fanno dimenticare che a Pasquetta hai lezione.

Prima cosa, guidare in America e' BELLO. O almeno lo e' guidare qui. Le strade sono immense, i parcheggi fanno si che pure un'impedita cronica  una ragazza poco usa all'auto possa entrare con un solo elegante colpo di servosterzo e, in linea con la cultura hippy-adorabile del luogo le macchine ti fanno passare pure quando la precedenza ce l'hanno loro (specie dall'alto delle loro jeep tamarre a dieci portiere, la cui ruota e' piu' alta di te, mentre guardano con pieta' e simpatia la Silver Honda a due posti semielettrica con cambio manuale che hai noleggiato con il tuo misero stipendio da dottoranda).
Poi, il Colorado e' GRANDE. Puoi girare per delle intere mezz'ore e non incontrare nessuno, non vedere niente, solo questo


Qualcosa insomma che c'azzecca poco con quel grumo di paesuncoli strade ipercoop ed edicole con fuori 'La Padania' che caratterizza uguali tratti di strada nella mia amata Brianza tra Como e Milano.
Qui e' il posto perfetto per vivere se odi il resto degli esseri umani.

Poi, esistono dei paesini del Colorado che se Calvino li avesse visitati avrebbe fatto di sicuro un secondo tomo delle 'Citta' Invisibili'. Per esempio:

Golden e' il paese tipico del west, con le case di legno da Dr Quinn, il museo di Buffalo Bill e la sua tomba, case che ti ricordano i ranch. Hanno pure gli hamburger al bufalo. Infatti all'entrata della citta' c''e la scritta 'Welcome to golden, where the west lives!". Come quasi tutto il Colorado, Golden ha delle belle statue (che spesso celebrano la- obesa - fauna locale)

Sono un orso stanco. Non rompetemi le balle. 


il Buffalo Bill Museum ci spiega pero' che l'amore smodato per gli orsi e il buon gusto hanno radici lontane nel tempo qui. Ecco che si teneva in casa il buon Bill (e prima di insultare gli Americani, sappiate che e' fabbricato in Svizzera e l'ha comprato in Italia):

Mi chiedo perche'non ne ho uno anche io.. 

Black Hawk e Central City sono posti che immagino essere nati per soddisfare i bisogni del sabato sera dei mandriani della corsa all'oro. Black Hawk e' un tamarro agglomerato di casino'. Central City, invece, oltre ad avere un nome fantasioso, ha delle casine dell'ottocento che danno l'impressione di essere un grazioso paesino. Anche se, quando sono entrata in un bar per un bagno e un caffe', ho scoperto che dentro era tappezzato di slot machines e sporadici vecchi che si giocavano la pensione puzzando di birra. Ho provato un altro bar. Poi un altro. Ho capito che non c'era molto altro a Central City. E' una citta' interamente fatta di casino'.

Loveland e' la citta' dell'amore, quella dove la gente spedisce le cartoline di San Valentino perche' vengano rispedite con il suo timbro. Un trionfo insomma di quel kitsch americano che noi tutti adoriamo.


Pronti per l'elezione di Miss Valentine.. 

Pure i pompieri hanno un cuore in questo posto 

Pero', Loveland e' pure la citta' dell'arte, e ha un parco pieno di statue bellissime. Non basterebbero 5 blog per postarle tutte, ma faro' una selezione di quelle piu' significative:

L'alce che mostra il suo lato migliore

See u later alligator! (and see u later pure ai bambini, se ce la fanno..)

Legalizazion.. 

Bambino e dinosauro, natura morta 

Oink?

Fort Collins invece e' la citta' della birra, con molti pub che ti imbottigliano le creazioni locali. Il che e' un po' l'ideale quando non ti piace la birra e devi guidare. Pero' e' anche la citta' del toffee, e quello e' una delizia per il palato! (non per i denti. Credo di dover aspettare la dentiera per togliermelo dai molari). Anche Fort Collins ha comunque una vibrante comunita' artistica:

Quando l'ippica incontra i Piatti Blu di Danimarca

Per concludere in bellezza, vediamo assieme alcuni dei divieti che sono scritti in un cartello nella piazza di Fort Collins (che, inaspettatamente per una citta' americana, ha una piazza):

No bathing, swimming, dishwashing, or otherwise using the water features of the Plaza Oh no! E io dove lavo i miei piatti sporchi se non nell'acqua della fontana pubblica? Dove sguazzo quando voglio fare 'la Dolce Vita' dei poracci?
No climbing, sitting or standing on any sculpture In effetti, visto che belle sono, e' giusto preservare le statue. Anche se un'arrampicata sul cavallo di qui sopra mi tentava..
No depositing of any bodily wastes on the Plaza except in receptacle designed and intended for such use ma fatemi capire una cosa.. questi receptacle disegnati per accogliere rifiuti organici sono forse quelli che noi mortali chiamiamo GABINETTI?

In tutto cio', continuo a considerare impossibile non voler bene a questo posto e i suoi abitanti. Rinuncerei anche alle uova di Pasqua. 



venerdì 17 agosto 2012

Viviamo con gli orsi, ma in fondo siamo squali


E cosi’, dopo un’estate stupenda, arriva il momento di partire per davvero.

E si fa avanti il pensiero strisciante che sarebbe bello essere felice come le altre persone. Mi rendo conto che la frase possa dare un’idea sbagliata: io non sono meno felice delle altre persone, semplicemente sono felice in modo diverso.
Avere un lavoro fisso in ufficio, andare in vacanza due settimane l’anno a Parigi o in Grecia, fare un mutuo con il proprio ragazzo, andare a scegliere i divani immaginandosi tutti i piccoli e meravigliosi bambini che si cresceranno sopra di essi e magari sognare ad occhi aperti il momento in cui proverai l’abito bianco. Purtroppo temo di non essere cosi’, e il mio ragazzo neppure.
Io voglio passare la mia vita a studiare cose inutili che non interessano a nessuno. E dopo che sono fissile come un mollusco in un posto per troppo tempo, mi stufo.

E cosi’ mi condanno ad essere un’Italiana all’estero, un cervello (o meglio, neurone) in fuga. La chiamo condanna perché noi che viviamo fuori dal Belpaese siamo costantemente in bilico tra l’amore e l’odio, tra la voglia di tornare e la consapevolezza di non poterlo fare. Ci chiamano coraggiosi, ma non lo siamo per nulla, almeno io non lo sono. Io sono solamente scappata. Mi condanno alla perenne nostalgia di un’Italia che vedrò nella sua fulgida bellezza tra le spiagge d’estate e la neve di Natale, e che rimpiangerò dentro di me ogni giorno che passerò in terra straniera. Ma, allo stesso tempo, so che in Italia non potrei vivere, non adesso almeno, non se le cose non cambiano. E non lo dico soltanto per una questione di opportunità, ma per la mancanza di fiducia nei giovani, per il poco rispetto nello studio, nel lavoro e nell’impegno, per la chiusura di mente, il razzismo, l’omofobia. Per la depressione e la rassegnazione che si respira nel parlare con la gente, tra bar estivi semivuoti e negozi perennemente in saldo. Avrei potuto rimanere e lottare contro questa crisi che nessuno vede ma che impregna tutti come una sostanza viscosa, ma la verità è che non ho il coraggio di farlo, e ho scelto di scappare e rimpiangere la pizza da lontano.
Forse, una volta che sei diventato italiano all’estero, la tua condanna sarà un limbo perpetuo di gioia e dolore, la consapevolezza di non essere più come gli altri, e il morire dalla voglia di essere proprio come loro.

Me ne sto per andare dall’altra parte del mondo a seppellirmi tra montagne di libri, a dire addio alla mia vita sociale per poter, tra quattro anni, aggiungere un “Doctor” alla firma delle mie email. Non vado nell’America da fashion victim di Sex and the City, ma mi preparo ad ingobbirmi, vedermi flaccida e fare discorsi da nerd come The Big Beng Theory. Mangerò solo cinese take away, farò battute che nel mondo saranno comprese solo dai miei quattro compagni di dottorato, mi incastrerò sul naso degli occhiali da fondo di bottiglia e passero’ la maggior parte delle mie giornate senza sapere che tempo fa fuori. Vivrò una relazione sentimentale più che altro con Skype. Tutto questo per evitare che la gente si aspetti da me che torni a casa la sera a rammendare calzini e far da mangiare guardando l'Eredità. 

Forse perché tutto sommato sono un po’ come gli squali. Se non continuo a muovermi, non riesco a respirare. 


E il prossimo post, sarà dal Colorado per davvero. 

giovedì 16 agosto 2012

Due mele, un chilo di patate, e un mitra, prego.

Inizia la terribile ansia pre-partenza, quella che si somma ai kili di troppo del bagaglio da stiva Alitalia e che ti fa vivere male quello che leggi sul posto dove andrai.
Per esempio, è confortante leggere su Internazionale che in Colorado l'acquisto delle armi da fuoco è aumentato del 43% dopo la strage nel cinema.
E già, perchè se questi sciocchi non fossero stati cosi' naive da andare a vedere Batman disarmati si sarebbero potuti difendere. Mai girare senza una pistola.
Ricordiamo che anche Columbine sta in Colorado. Altro posto dove si è commesso un grave errore: non mandiamo i nostri figli a scuola senza almeno un coltellino o un piccolo fucile!! Altrimenti come possono difendersi dai compagni?

Oggi mi arriva una mail che dice che la policy dell'univesità è cambiata: niente più armi da fuoco in casa, neppure se legali! Ciò vale anche per esplosivi, coltelli e altre parole inglesi che non so tradurre e che ho un po' paura a cercare.
Oh no, mi dispero, e se io voglio andare a vedere l'ultimo film di Johnny Depp, che faccio? Sono obbligata a guardarmelo in streaming?

MA, c'è una postilla all'email:
Family Housing residents may still store weapons at the University of Colorado Police Department on campus, which is open and available for drop off and pick up of weapons, twenty four hours a day, seven days a week.   

Meno male! Ora so che posso passare a prendere la mia pistola quando voglio e cosi posso andare al cinema, fare dei picnic, perfino fare shopping sapendo che posso difendermi rispondendo a colpi di arma da fuoco da qualsiasi nemico di Batman o orsacchiotto pazzerello. Devo solo evitare di spararmi in un piede.

L'idea che io vivrò in questo contesto mi fa ridere, ma giusto perchè mi riservo di piangere più in la.

martedì 31 luglio 2012

Vi prego gettatemi in un'arena piena di orsi a digiuno

Io non mi sono mai reputata una persona molto coraggiosa, però so affrontare le cose.

So che me la caverò a Boulder anche dopo 20 ore di volo, 8 ore di fuso, molto junk food da aereo e l'emicrania che mi accompagna da sempre. So che anche senza una casa sopravviverò ed evitero' di diventare una homeless, soprattutto visto che a Boulder sono tutti SQUISITAMENTE GENTILI.

So che posso vivere bene anche senza andare mai al cinema e non mi farò prendere dalla paura di essere divorata dal mio coinquilino. Sono già preparata a fare la spesa ogni giorno ai futuri roommates in modo che non abbiano fami improvvise.

So che posso evitare di accendere fuochi e magari anche trovare l'uscita di emergenza (mettendo il fazzoletto umido davanti alla bocca) in caso di incendio, e poi ricordiamo che ho un manichino a forma di Voldemort con cui ho imparato a fare respirazione bocca a bocca.

So anche che posso sopravvivere agli orsi togliendo miele e burro d'arachidi dalla mia dieta, in modo da essere meno appetitosa. Posso pure imparare a correre veloce. Farò tutti i giorni un po' di palestra (no jogging perchè poi gli orsi mi attaccherebbero)

Insomma posso resistere a molte cose. Maltrattatemi, sfottetemi per il mio accento, portatemi a mangiare da McDonald's, fatemi vedere reality show, mettetemi addosso scarpe orrende e vestiti da salsiccia in microfibra, io sopravviverò a tutto e non ne ho paura.

Ma vi prego, NON FATEMI FARE LE VACCINAZIONI MORBILLO ROSOLIA E ORECCHIONI!!!!!!!!



Non vengo da un Paese del terzo mondo (almeno non ancora), non ho mai frequentato gente sporca, prometto che non ho malattie, lo prometto e lo prometto, è la mia mamma che non mi ha fatto fare le vaccinazioni perchè era cattiva, e poi la rosolia non serve che tanto non rimarrò mai incinta, almeno la rosolia abbuonatemela...

La parte più difficile di tutto questo Phd sarà farmi infilare un ago nel braccio. Maledetta, maledetta fobia degli aghi..

sabato 7 luglio 2012

Orsi e Piromani


Uno dei piaceri indiscussi dello stare in Italia è quello di cercare affannosamente ogni venerdi’ un’edicola di provincia che tenga Internazionale, e poi leggerlo lentamente fino ad arrivare all’oroscopo di Rob Brezsny, che è poi l’unica cosa in cui ho ferma fede al momento.
Ieri ho comprato con gioia il mio internazionale e che trovo a pagina due? Il doppio paginone di foto dall’alto di un quartiere distrutto dal fuoco con il titolo “Terra Bruciata”. Indoviniamo un po’ dove c’è stata tutta questa devastazione morte e terrore?

Colorado.


Ora, a me vanno bene gli orsi. Non che proprio sia una fan sfegatata di Yogi e Bubu come vicini di casa, ma tutto sommato do per scontato che un orso mangi una persona alla volta e magari con un po’ di fortuna quella persona non sarò io. Ma gli INCENDI??? Io, quella persona che ha vertigini e nausea sulla scala antincendio, agile come un sacco di patate lanciato in un fiume, coraggiosa come un roditore in un laboratorio, perché IO devo finire in questo luogo? (La risposta alla fine dell'articolo, per chi ha voglia di leggere).

Soffermiamoci poi sulla divertente email che mi manda l’Università che mi offre quest’opportuntà di andare a vivere in un posto benedetto dalla natura: Zero-tolerrance for firework violations!”
All’inizio il Neurone non aveva subito fatto la connessione fuochi d’artificio- incendi. Pensavo che Boulder fosse un po’ tipo Napoli dove a Capodanno i ragazzini perdono sempre una manina o un occhio con un petardo illegale ma nonostante ciò continuano a preferire la piromania ad abitudini più sane come la droga o l’alcol.
Non solo quindi io mi ritrovero’ dall’altro capo dell’oceano in un luogo ad alto rischio incendio, non solo orsi ed altri animali selvaggi mi attaccheranno, non solo sarò circondata da Americani, ma quando per rilassarmi un po’ decidero’ di accendere un fuoco abusivo o fabbricare un petardo nemmeno lo potro’ fare per via della policy Zero-tolerrance for firework violations!” e degli studenti piromani che hanno obbligato l'Università a metterla in atto. La vita è ingiusta.


Invece, come ci spiega la CNN , l’idea di bandire i fuochi viene proprio dal fatto che fuochi d’artifcio= rischio d’incendio! Ci ho messo un po’ ma alla fine l’ho capito anche io. Questo vuol dire che è pure toccato rinunciare ai festeggiamenti del 4 luglio, anniversario dell’Indipendenza molto sentito in America (lo so, starete pensando che già so un sacco di cose sugli usi e costumi degli Stati Uniti. Invece è solo che ho visto quel film con Cruise dove lui è nato il 4 luglio e poi finisce tutto malissimo). Mi chiedo solo che fine hanno fatto gli orsi che vivono nelle foreste con tutti questi incendi, ma forse ora che ci penso è meglio non chiedermelo, perché non so sinceramente in che risposta sperare (*brivido di freddo lungo la schiena, accompagnato da immagini apocalittiche di orsi incendiati, orsi piromani, orsi che spaventati dal fuoco attaccano me*)


In realtà una spiegazione c'è. Nonostante io creda solo nel succitato oroscopo di Internazionale, dentro di me so bene che esiste qualcuno lassù che si prende la briga di decidere del nostro destino. Per una mia serie di trascorsi passati e per il mio vizietto a voler scrivere cose che Lassù non piacciono, immagino che Lui o Chi Per Esso sopra una nuvoletta sia li a sfregarsi le mani sogghignando e dicendosi tra se “Lo volevi un Phd in Religion and Media eh? Bene bene,inizia a goderti gli orsi e gli incendi, MWAHAHAHAHAHA.” Mi aspetto al mio arrivo un’invasione di locuste, uno tsunami formatosi nel Fiume Colorado, lo sbarco degli alieni e televisioni che passano per 24 ore solamente gli ultimi reality show con Paris Hilton. Scusate, abitanti del Colorado, temo sia colpa mia. Per farmi perdonare prometto non accenderò mai un solo petardo. 

martedì 26 giugno 2012

Poteva andare peggio. Potevano essere squali.



Cosa spinge una fanciulla in tempo di crisi con un lavoro più o meno dignitoso e soprattutto a tempo indeterminato a mollare tutto e fare un PHD, ovvero condannarsi alla povertà e alla schiavitù accademica perpetua, aspettando con un filo di speranza che un professore venga sradicato dal suo scranno per osare chiedere un posto fisso?

La stupidità, insinueranno i miei piccoli lettori.

Invece no. La verità è che il dottorato è un ottimo modo per non lavorare, e mi pare che siano tutti d’accordo sul fatto che non lavorare sia meglio che lavorare, specie se ti pagano lo stesso.

Più nel dettaglio, mi sono ritrovata un po’ di mesi fa in un momento un po’ down della mia vita, uno di quelli in cui si trovano tutti più o meno dalla laurea fino ai 40-45 anni (molta gente si ostina a chiamare questo periodo grigio “età adulta”).
Uno di quei momenti insomma dove mia madre immaginava fossi il braccio destro di Barroso, lasciavo credere agli amici- tramite gli status di facebook- di adorare ogni centimetro della mia scoppiettante vita nel cuore dell’Europa fatta di viaggi e cibo gratis, ma le cose erano un po’ diverse. 
Non vedevo il sole da un anno, e il mio colorito era quello verde e malato delle lucertole o dei cantanti rock drogati;
prendevo uno stipendio minimo lavorando per dei medici che oltre ad aumentare la mia ipocondria mi facevano sentire utile ed intelligente come un ciuffo di muschio, e si facevano amare cosi’ tanto che sputavo nei loro caffè;
vivevo in una casa infestata dai topi e da francesi, in una zona in centro talmente pittoresca da assomigliare a Tortuga, un po' per i tagliagole e un po' per gli alcolisti;
le mie colleghe avevano la stessa vitalità dei tizi in coma per cui teoricamente facevo lobby e la gente random che incontravo negli aperitivi dopolavoro si dilettava a parlarmi dei tre argomenti più noiosi della terra: il lavoro del policy officer, il lavoro del project officer, e quanto erano bravi nel fare questi lavori;
 il mio moroso era lontano, e gli amici che trovavo dopo un po’ di mesi se ne andavano a fare i policy officer in posti fighissimi che avrebbero volentieri usato il mio CV come carta per asciugare l’umidità filtrata dai muri (non dico cartigenica per mantenere la mia dignità).
Ciò che mi tirava su il morale, se non altro, erano i Belgi.

Ho messo cosi’ il mio Neurone al lavoro per trovare delle soluzioni e migliorare la mia vita. Lui ha suggerito:

-          Imparare a suonare il piano e diventare una pianista in un bordello di Caracas
-          Fondare una nuova religione dove io sono la Dea Suprema e dominare uno stuolo di fedeli che berrebbero volentieri succo d’arancia avvelenato per me
-          Sfruttare le mie abilità di pasticcere e il mio amore per Johnny Depp per diventare la nuova Willy Wonka
-          Utilizzare le doti qui sopra per sposare Johnny Depp, installarmi nel sud della Francia e comprare dei regalini al mio moroso per farmi perdonare
-          Trovare qualcuno interessato a pubblicare e leggere le mie storie con cantanti Visual come protagonisti e diventare il nuovo idolo delle folle grazie all’invenzione della J-letteratura
-          Andarmene in California a fare un Phd e passare le mie giornate a fare surf
-          Scoprire che il mio nonno trovatello era in realtà figlio di una famiglia molto ricca, riesumare la salma, fare un esame del DNA e impossessarmi della villa sul lago che mi spetta
-          Farmi assumere come Pirate Cultural Advisor dall’Unione Europea (sappiate che questa posizione esiste davvero) e andare a fare amicizia con quei simpatici Pirati Somali- ARRRR!
-          Scappare in Giappone, mettermi una mascherina per rendermi irriconoscibile e combattere i nemici della Luna con lo pseudonimo di SuperGiupy
-          Tornare in Italia e cercare lavoro (ahahaha questa era proprio stupida!)

A parte l’ultimo, molti di questi progetti mi sembravano sensati ed equilibrati. D’altronde, ognuno richiedeva un certo impegno e un po’ di fatica, cosi’ ho deciso di tentarne uno solo.

Ha vinto l’opzione Phd in California.

Poi pero’ mi hanno preso in Colorado, quindi invece che passare le giornate a fare surf e sfuggire agli squali, probabilmente le passero’ a sfuggire dagli orsi. C’est la vie. 

venerdì 15 giugno 2012

Quest'orso potrei essere io


PARTE PRIMA- Oh, un orso che vola!

Una mattina, una studentessa della University of Colorado a Boulder si sveglia e decide di fare un po’ di jogging. Ad un certo punto, qualcosa su un albero attira la sua attenzione. Che sarà mai? Un piccione? Uno scoiattolo? No, un ORSO.
L’orso è stato anestetizzato, è caduto dall’albero ed è stato salvato grazie ad un tappeto elastico. Non solo: l’Orso Volante è stato immortalato in un video dove compare anche la ragazza che l’ha trovato.

La ragazza si mostra rilassata e contenta: “Oh che bello, non capita tutti I giorni di vedere un orso! E poi ho anche potuto toccarlo!”. Tesoro, come fai ad aver appena visto UN ORSO fuori da casa tua e avere la pelle fresca di una rosa, una canottierina all’ultima moda per nulla sudata-  ricordiamo che faceva jogging- e il sorriso fotogenico della pubblicità della Benetton? Sei sicura di non essere una FIGURANTE?
 Sono convinta che la VERA ragazza fosse in quel momento in un angolo impegnata a collassare e a scusarsi con uno stuolo di divinità per le bestemmie tirate, e cosi’ qualche genio della facoltà di comunicazione si è detto “Dai su, prendiamo una passante carina che dica quanto è bello l’orso, e in più prendiamola afro-americana, che ci facciamo pure un figurone come università che rispetta le quote etniche!” (infatti se notate il ragazzo che compare successivamente è asiatico. Ci mancava un Nativo Americano ma mi sa che li avevano finiti).

Ovviamente non ho prove per sostenerlo, ma penso che la storia sia un’altra. Tutti si preoccupano dell’orso sull’albero e di come non fargli male, ma preoccupiamoci un po’ della ragazza. La ragazza si alza una mattina e si dice oh, siamo quasi agli esami di fine anno e io sono tre mesi che sto china sui libri a non vedere la luce del sole, la mia vita sociale fa schifo quindi cerchiamo almeno di non diventare una cicciabomba. Cosi’ la ragazza si fa forza, si infila le scarpe prese in una Mall sei mesi prima in saldo e con ancora l’etichetta, mette la tuta che normalmente usava per stare sul divano a guardare Sex and the City ingozzandosi di M&M’s e striscia fuori dalla sua stanza, chiedendosi tra se “chi me l’ha fatto fare?”. Fa partire “Fuck You” di Lily Allen sull’Ipod per motivarsi e prende a correre, fa due passi, già sente che le fa male la milza, si convince di avere la pressione bassa, corre un altro dieci metri e inizia a pensare che potrebbe tornare a fare colaz…

E a quel punto vede un ORSO. Ovvero una bestia che pesa 200 pounds e che fino a prova contraria ha degli artiglietti che potrebbero fare salsicce del tuo grasso in eccesso. Certo, gli orsi non attaccano l’uomo e basta fingersi morti per scamparla e rimanere calmi, Piero Angela (o Peter Angel, essendo che siamo negli USA) l’hanno visto tutti, ma come cazzo si fa ad essere sicuri che anche l’orso lo sappia? E se lui decidesse di avere me come colazione? Soprattutto, COSA FAI QUANDO VEDI UN ORSO? Scappi? Preghi? Piangi? Lo convince con un discorso be argomentato che la foresta è meglio del campus? Ti chiedi chi te l’ha fatto fare di andare all’Università quando potevi startene tranquilla a fare panini da Mc Donalds’?

Io in questa storia penso alla ragazza.
QUESTA RAGAZZA POTREI ESSERE IO

PARTE SECONDA- Oh, un orso che fa l’autostop

L’Orso è stato addormentato, salvato tra la gioia generale e liberato nei suoi boschi con una piastrina fashion al collo. Purtroppo, l’Orso Volante ormai si era affezionato al Campus di Boulder, sarà che aveva sete di conoscenza, era positivamente stupito dalla varietà etnica dell’università, magari aveva scoperto degli sconti in mensa, questo non si sa. Fatto sta che ci riprova.

E qui purtroppo inizia la parte tragica della vicenda. L’Orso viene tirato sotto da una macchina, e muore. Una bella storia con un finale lacrimoso, dove tutti si rattristano per questo bell’animale ucciso su una superstrada.

Tutti si preoccupano dell’Orso e della sua triste morte, ma preoccupiamoci del guidatore. In questo caso non abbiamo nessuna testimonianza perchè probabilmente I figuranti erano finiti, ma cerchiamo di immaginare la storia. Il guidatore si alza una mattina e dice dai, è proprio il caso di fare un giretto a Denver a vedere che c’è, ancora non ci sono mai andato e dicono che sia una città bellissima. No, non stiamo a prendere il bus che ci mette un sacco, prendiamo la macchina, è vero che io non sono proprio Shumacher, ma qui guidare è più facile, c’è il cambio automatico e poi le autostrade non sono mai trafficate.

Cosi’ il guidatore esce dal suo garage e inizia a guidare fischiettando “Fuck You” di Lily Allen, quasi fosse una premonizione. E’ li che pensa ai vestiti da portare in lavanderia e a cosa mangiare per cena, e poi si chiede se è il caso di andare a quella festa sabato che sembra noiosa ma sem..

E a quel punto vede un ORSO. Ovvero una bestia che pesa 200 pounds e tutto ciò detto prima.
Il punto qui è che I consigli delle Giovani Marmotte non servono a molto, quando sei al volante. Hai un bel fingerti morto o restare calmo quando il tuo piede è pigiato sull’accelleratore e il tuo cervello è talmente paralizzato dalla paura da essersi dimenticato dell’esistenza del freno a mano. COSA FAI A QUEL PUNTO? Piangi? Preghi? Cerchi di fare il più spettacolare testacoda di tutti I tempi? Suoni il clacson sperando che si accorga di non essere sulle strisce? Cerchi forsennato nel cruscotto i documenti per la constatazione amichevole maledicendo il premio dell’assicurazione che salirà alle stelle?
No. Vai addosso a questa stolta montagna di carne e speri solo che lui si faccia più male di te. E cosi’ succede, e tu diventi da Guidatore a Assassino di Orsi in meno di un secondo.

Io in questa storia penso al guidatore.
QUESTO GUIDATORE POTREI ESSERE IO

Cosi’ inizia il mio nuovo blog: la storia di come una brianzola si ritrova a fare un dottorato a Boulder, University of Colorado