Informazioni personali

La mia foto
Mi chiamo Giupy e sono un neurone in fuga che da poco si fregia del titolo di "dottore". Dopo aver vagato per Italia, Giappone, Francia, Belgio e Colorado, la patria degli orsi volanti, sono approdata nella piovosa Bochum. Il blog racconta storie di Germania, di universita', di corsi di Tedesco, di nostalgia del bidet, della lotta per trovare cibo senza glutine e ovviamente di loro, i pensatori Tedeschi che tanto ho letto (e solo talvolta maledetto) per arrivare qui.

martedì 2 settembre 2014

Clikka che ti passa

Diverse circostanze - quali l'inizio delle lezioni, il fatto che piove ogni pomeriggio quando io sto per uscire di casa- mi hanno tirata fuori a forza dalla Buffalo Pool e ho ricominciato la mia vita di leggere/pensare/studiare/fare la dottoranda semiseria. Pero' lungi da me il lamentarmi, perche' abbiamo gia' avuto un week end lungo per il Labor Day (perche' farlo il primo di maggio come tutti gli altri Paesi sarebbe stato troppo socialista, immagino) e ho potuto festeggiare il mio compleanno. Cosi' per i miei- ehm, diciamo- ventun anni (o forse qualcuno di piu') ho avuto non una ma bensi' due torte, di cui una rispecchia perfettamente la frase "A moment on your lips, forever on your hips".

In tutto cio', questo semestre faccio da teaching assistant ad un professore, ed essendo io volenterosa di imparare mi sono messa anche a seguire dei workshops che sostanzialmente ti insegnano come diventare una brava professoressa, in vista di quel futuro piu' o meno prossimo in cui saro' capobranco di una classe tutta mia.

Questo mi ha fatto imparare delle cose del tutto inaspettate.
Per esempio: io posso chiedere ai miei studenti di non masticare la gomma in classe, ma non posso chiedergli di non portare in classe la loro pistola.

Perche' si sa, qualcuno potrebbe puntarmi una gomma contro...

Oltretutto, io nella mia ingenuita' ho sempre pensato che per essere un bravo insegnante bastasse conoscere bene la materia. Mi ricordo quand'ero all'universita' in Italia che i professori entravano, si presentavano, e iniziavano a spiegare, senza power point o sessioni interattive con gli studenti, e soprattutto strafregandosene di chi fossi io e di che facessi nel tempo libero. Io, che ho scoperto essere un essere umani riprovevole, ero abbastanza convinta di poter fare lo stesso, e ignorare i miei studenti e le loro necessita'. Invece grazie a questi workshops ho scoperto che bisogna INTERESSARSI agli studenti, imparare i loro nomi, scrivergli delle mail quando non vengono a lezione, rispiegargli le cose se non capiscono. Trattarli insomma come dei perfetti esseri umani a cui vogliamo anche un po' bene. 

Uno dei motivi fondamentali per cui questo succede e' che noi non vogliamo assolutamente che gli studenti si trovino male e abbandonino l'universita', o che falliscano nei test finali. E anche qui la Giupy Cuoredipietra si e' chiesta "ma perche' a me dovrebbe fregare qualcosa?". Sono dei diciottenni, quindi ormai adulti, se hanno voglia di studiare e di capire che si applichino, altrimenti per quanto mi riguarda possono pure andare a fare i baristi in uno dei mille caffe' organici e locali che crescono come funghi a Boulder, o a vendere marijuana in uno dei dispenser ora legali. Ma, ovviamente, nelle mie riflessioni da persona orribile non ho considerato il punto fundamentale: mentre io come studente in Italia ero totalmente inutile e il fatto che mi laureassi o meno fosse indifferente ai piu', qui gli studenti pagano rette di 30 000 dollari. E poi ditemi che i soldi non cambiano tutto..


Che poi magari uno si sbatte per i propri studenti e loro nel tempo libero sono cosi'

Dopo aver scoperto di essere quindi una potenzialmente terribile insegnante, ho deciso di metterci tutta la mia buona volonta' cercando di arrivare in classe ben pettinata vestita sorridente e preparata a rispondere a tutte le domande degli studenti. Come primissima cosa ho fatto cadere TUTTI i syllabi del semestre che dovevo distribuire suscitando un sacco di sguardi di pieta' degli studenti - della serie "ma chi e' sta sfigata?".

Poi, e' arrivato il primo studente a farmi una domanda: "Che versione del clicker devo comprare?". Al che la preparatissima Giupy lo guarda con occhi vuoti e riesce solo a balbettare "Clicker?". Vuoto e balle di fieno che rotolano nella mia mente. 
Cosi'- a mie spese- ho scoperto una nuova cosa sull'universita' americana: gli studenti usano i clickers.
Il clickers e' una cosa che si presenta sotto queste sembianze:



Il clicker e' in realta' una cosa fantastica ed utilissima. Per prima cosa, grazie al clicker tu sai quanti studenti partecipano alla tua lezione e dal momento che la frequenza e' obbligatoria questo ti salva dal dover raccogliere DUECENTO firme su un pezzo di carta che sicuramente perderai. Ma la vera potenzialita' del clicker e' che puoi fare dei sondaggi stile aiuto-del-pubblico di "Chi vuol essere milionario". Infatti ci sono quattro pulsanti e questo permette agli studenti di dare delle risposte a delle domande collettive tipo "Hai visto l'ultimo Star Wars? Quanto ti e' piaciuto?". Ora, mi rendo conto che il clicker dovrebbe essere usato a scopo pedagogico, ma temo che se mai mi trovero' a gestire una classe obblighero' tutti a comprare il clickers e passero' il tempo a fare domande sceme tipo "Ti piace di piu' Johnny Depp o Ryan Gosling?". E tutti mi odieranno perche' il clicker costa QUARANTA dollari, cioe' piu' del manuale per l'esame finale. D'altronde, pero', stiamo parlando di gente che paga trentamila dollari l'anno e per questo motivo pretende che io mi interessi a loro.

In tutto questo, mentre imparo sempre piu' cose e sono sempre piu' convinta che dopo il dottorato dovrei pensare seriamente ad un corso di pasticceria per diventare una cioccolataia, continuo ad immaginare me stessa in veste di insegnante piu' o meno cosi':

Perche' "How I met your mother" ha un finale orrendo ma per il resto mi ha fatto morire dal ridere per svariate stagioni.. 

12 commenti:

  1. una sera, alla fiera, una mia amica ha chiesto una crepe alla nutella, ma non si è accontentata dello strato di nutella che si mette di solito e ne ha chiesta ancora nel momento in cui la crepe viene piegata ulteriormente (quindi prima a metà e poi ancora a metà)... il venditore le ha detto una cosa molto simile a quella che hai scritto te: "un minuto in bocca, un chilo in più sul c**o!" XD la mia amica ha replicato con: "sono molto serena di questa mia scelta"!!! ;)
    cavolate a parte (ma la tua gliela devo mandare)... mi piace sempre leggere di questa tua quotidianità coloradiana (si dice così!??!) davvero un mondo distantissimo dal mio!!!
    alle prossime avventure!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. In realta' massima stima per la tua amica ! Pero' la torta che ho avuto io era proprio... TANTA! Nel senso che l'impasto era fatto tutto di cioccolato, c'era la crema di cioccolato dentro e sopra ricoperta di un frosting fatto con burro cioccolato e zucchero.. una goduria, ma che va bene x una volta ogni tanto!!!

      Elimina
    2. OMG! come hai fatto solo a mandarne giù qualche boccone?? io non ne sarei stata in grado... se non con un ettolitro d'acqua penso!!! ;)

      Elimina
    3. C'e' un motivo x cui gli americani sono cicciotti..

      Elimina
  2. Ma che figata il clicker! E le mail quando manchi a lezione! Gli ammerigani stanno proprio avanti :(

    RispondiElimina
  3. Auguri per i tuoi 18 anni + i 2 non dichiarati!! ^_^

    Le tue avventure mi fanno sempre morire dal ridere, e siccome rido come un'ebete...non ho ancora capito bene a che servo 'sto clicker...e anche questo mi fa ridere, perché più ci penso e più sono sicura che lo userei come te!
    Già mi immagino: "Allora ragazzi, domanda del giorno: Coca o Pepsi? McDonald's o KFC?" oppure "Stasera a cena. Che mi consigliate: cinese o giapponese? pizza o pasta? tiramisù o torta della nonna?".......ti dirò, in effetti il clicker ha un gran potenziale! ;)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Si funziona proprio cosi'! Il professore voleva parlare del film Avatar come metafora di alcuni discorsi culturali e ha usato il clicker per chider "quanti di voi hanno visto avatar?"

      Elimina
  4. Giupi..come collega devo dire che mi e` piaciuto moltissimo questo post. tutto uguale anche alla mia universita`. sono la mamma lontano da casa. Se fanno un test da schifo devi essere li` a proporgli aiuti, sessioni personali durante le office hours, rispondere alle troppe email etc. . uguale alla mia esperienza come studentessa universitaria italiana! vero? poi ieri mia figlia, neostudentessa universitaria a UW Madison mi ha detto che il prof di matematica e` arrivato in classe il primo giorno e ha esordito cosi`: non mi scrivete email, fatemi domande SOLO se il TA non e` riuscito nel suo lavoro, e mi raccomando non fate neanche lo sforzo di presentarvi perche` intanto non mi ricordero` il vostro nome.. ok..anche qui esistono...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Tu sicuramente come insegnate e come mamma capisci molto bene le differenze tra qui e l'Italia... certo, poi i professori menefreghisti e insopportabili sono ovunque, quello non si puo' evitare!

      Elimina
  5. Noi il clinker lo abbiamo usato in corso l'anno scorso ma ce lo dava a lezione la prof.
    Per quanto detto da Claudia credo dipenda molto anche dalle sedi di lezione tipo Compistion 1 da me é un piccolo community college sono max classi di 40 studenti e ogni professore al massimo ha 2/3 corsi ma se vai a Dallas alla UT hanno 3/4 corsi ognuno da 150/200 studenti ovvio che le prospettive cambiano :(

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Si, sicuramente le prospettive cambiano ! Pero' in generale qui ho trovato una teaching philosophy che mi era totalmente aliena.. In Italia durante la specialistica in certi corsi eravamo in 5 ma comunque il professore non ci riconosceva per strada e non si ricordava i nostri nomi..

      Elimina

Mi fa piacere se hai qualcosa da dirmi ! Mi fa anche piacere se leggi il mio blog! Se sei invece un troll molesto sappi che ti ho bloccato come utente e i tuoi commenti finiscono nello spam prima che io li legga, perche' non mi piaci!