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Mi chiamo Giupy e sono un neurone in fuga che da poco si fregia del titolo di "dottore". Dopo aver vagato per Italia, Giappone, Francia, Belgio e Colorado, la patria degli orsi volanti, sono approdata nella piovosa Bochum. Il blog racconta storie di Germania, di universita', di corsi di Tedesco, di nostalgia del bidet, della lotta per trovare cibo senza glutine e ovviamente di loro, i pensatori Tedeschi che tanto ho letto (e solo talvolta maledetto) per arrivare qui.
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sabato 21 maggio 2016

Chiudiamo in Bellezza

A me piace insegnare. Mi piace molto. Credo sia un bel modo per collegare la ricerca con il resto del mondo. Pero', alla fine del semestre, tendo ad avere una sensazione che si puo' piu' o meno riassumere come: no no no non voglio piu' entrare in una classe, piuttosto mandatemi in uno zoo che e' la stessa cosa, anzi meglio che gli animali almeno sono teneri.

Per un po', nel prossimo futuro, probabilmente non insegnero'. E sicuramente guardero' indietro e mi mancheranno i miei studenti, specie quelli piu' leccaculo intelligenti che sono venuti a dirmi "thank you for the great semester".
Nei momenti in cui mi manchera' insegnare, potro' rileggermi certi post. Oppure potro' pensare alle perle di quest'anno

(Disclaimer: alcune delle situazioni le ho vissute io, alcune me le hanno raccontate persone di fiducia. Ogni riferimento a fatti, persone, situazioni reali e' puramente casuale. Se sei un mio alunno che ha trovato questo blog ed e' riuscito a tradurlo, complimenti! Tu sei probabilmente uno di quelli intelligenti!)

 
Si, succede sempre che qualcuno si dimentica di mettere il nome sui quiz
 

LE PERLE 

- Studentessa scrive che non puo' venire a lezione. Avrebbe potuto usare una bugia dignitosa, tipo "Sto male", "Mi e' morta la nonna", e cosi' via. Invece lei ha scelto di scrivere un'email che diceva piu' o meno: "mi sono chiusa fuori da casa con solo un asciugamano addosso". e poi ha anche aggiunto: "Non e' che posso venire a lezione solo con un asciugamano". No no, vieni in campus nuda, tanto non fa grande differenza rispetto ai pantaloncini di spugna taglia XXXXS che mettete di solito. Ma soprattutto: questa si e' chiusa fuori casa solo con un asciugamano, e comunque e' riuscita a mandare una mail?

- Studente mi dice che non potra' essere in classe il giorno dell'esame perche' si sposa il cugino. Io con un po' di fatica trovo il modo di fargli fare l'esame in un altro momento. Lui mi scrive, ringraziandomi, che ci teneva proprio al matrimonio dello zio. Io gli ho fatto notare che fino a due giorni prima era il cugino. Lui non ha mai risposto. A meno che questo non faccia parte della famiglia Lannister dove i vincoli famigliari sono un po' particolari, deve decisamente imparare a mentire meglio. 

 
Sicuro ci sono modi per cui un cugino sia pure uno zio... 

- Studente piu' abile nell'arte retorica della bugia scrive che la nonna sta male. In effetti, chi non ha mai fatto morire qualche tenero vecchietto durante gli anni della scuola? Io allora  ho risposto "Mi spiace, spero che stia meglio presto". E lui "No, vabbe', ma ha novant'anni, ha gia' avuto una vita felice". Ma che fortunella questa nonna ad avere quest'adorabile nipote...

- Uno studente, un giorno, e' venuto a dirmi con serieta' che la classe gli piaceva, ma non capiva perche' li facessi sempre lavorare in gruppo. Perche' lui lavora meglio da solo e proprio con gli altri le cose non le vuole fare. Lui odia il lavoro di gruppo. La classe si chiamava "Interazione di Gruppo".

- Una volta che non avevo voglia di preparare la lezione avevo deciso di utilizzare tecnologie multimediali ho fatto vedere un video agli studenti. Era un video che aveva a che fare con la classe che stavamo facendo e gli ho chiesto di prendere appunti, perche' poi se ne potesse discutere. Alla fine del video, ho interpellato una studentessa che, con serieta', ha detto "Non avevo capito che dovevo prendere appunti". Io le ho detto che non importava, poteva comunque condividere con la classe le sue osservazioni sul video. E lei, candidamente: "No, non mi ricordo nulla". E giuro, non era su Facebook mentre il video stava andando, lo stava guardando. Credo siano proprio gli effetti negativi della marijuana sulla memoria a brevissimo termine. 


 
Ho parlato del fatto che amo i Minions? 

- Uno dei paper che gli alunni dovevano fare era l'analisi di un film dal punto di vista della comunicazione (perche', ripetiamolo, non e' che fosse una classe difficile). Gli ho dato un elenco di film e telefilm tra cui scegliere motivandolo nel modo seguente: "Potete guardare Game of Thrones, che e' pieno di sesso e violenza. Se vi danno fastidio sesso e violenza, guardate The Rocky Horror Picture Show. Se siete omofobi, guardate Harry Potter. Se pensate che la magia vada contro il Vangelo, guardate Mean Girls. Se vi piace Johnny Depp guardate i Pirati dei Caraibi". Ho ricevuto delle perle da questi papers:
  •  Studentessa che guarda Game of Thrones nonostante il mio accurato trigger warning e commenta: "E' troppo violento. O forse sono solo io che sono debole di stomaco". Dovresti fare la critica cinematografica, davvero..
  • Studentessa che guarda I Pirati dei Caraibi e osserva che i pirati hanno uno stile comunicativo diverso dai soldati Inglesi. E decide di analizzarlo nel seguente modo: "Alla fine sono persone che cercano tesori e sono alcolizzati di rum, che ti aspetti dai pirati?". Arguto.
  • Studente che, per tre pagine di temino, ha consistemente parlato di "Dumbledork" invece che "Dumbledore". Povera, povera JK Rowling...
  • Studenti che usano, piu' e piu' volte, "rolls" invece di "roles". Della serie: "Credo di aver avuto un importante rotolo nello sviluppo del lavoro di gruppo"
- Un giorno stavamo parlando di discriminazione e stereotipi. Una studentessa di origine asiatica, per esempio, ha parlato del fatto che la gente si aspetta che lei sia brava in matematica o che sappia fare il sushi solo per il suo aspetto fisico. Io ho detto che era un esempio molto calzante di stereotipi. Allora un altro studente ha alzato la mano e ha detto "Io sono discriminato perche' tutti mi dicono che assomiglio a Justin Bieber". Io, non sapendo bene come reagire, ho detto "Oh, mi spiace, dev'essere un brutto insulto". Dalla faccia che ha fatto (e da come hanno riso tutti), sospetto invece che lui l'avesse detto per tirarsela e che si aspettasse un "Oooooh e' vero, quanto sei bello e fico, proprio come Justin Bieber..."

 
Comunque si, lo studente era Justin Bieber spiaccicato

- In una riflessione alla fine del semestre, una studentessa leccaculo molto gentile scrive che la classe le e' molto piaciuta, e conclude con "I am very happy I got tricked into signing up for this class!". Qui ci sono due possibilita': 1) Non ha idea di cosa voglia dire "tricked" 2) Si e' iscritta alla classe per sbaglio seguendo qualcuno che cercava di fregarla. Non e' rassicurante, in entrambi i casi. 
(Inglesofili alla lettura, se c'e' un significato di "tricked" che non conosco, ditemelo, per favore...) 

In tutto questo, ricordiamo che l'Universita' del Colorado e' stata fondata quando c'erano ancora indiani&cowboys, ma che le prima persone ci studiavano il Latino. Il Latino, capite? Come siamo finiti da li alla gente che studia comunicazione e scrive "medias" come plurale di "media", ancora mi resta un mistero...  

  (Pero' si, lo ammetto: un pochino mi manchera' tutto questo, e ho passato tanti bei momenti che in uno zoo non avrei passato. Poi, se non altro, non avevo da pulire le gabbie).
 

domenica 16 agosto 2015

E Scaliamo 'sta Montagna!

Il titolo potrebbe, in modo fuorviante, suggerire che ho ritentato di fare hiking. Nulla di piu' falso: questo post parla di insegnamento.

A me insegnare piace molto, e sarebbe bello poterlo fare come lavoro vero da grande quando avro' finito il dottorato (sempre che non mi riesce di diventare gelataia su un'isola calda e piena di gente allegra).
A molti piace insegnare perche' puoi instillare della conoscenza in giovani menti, aprire gli occhi degli studenti alle meraviglie del sapere. Io sono ancora ben lontana da questo momento Professor Keating, ma ho comunque le mie soddisfazioni.
Per esempio, un'alunna in classe interveniva spesso per dare la sua opinione su quello che veniva discusso. Molte volte la sua opinione consisteva in frasi tipo "Si pero' e' vero che gli Arabi sono violenti e terroristi", "E ma i neri spesso non hanno voglia di lavorare" e "Non e' che possiamo far venir qui tutti i Messicani che vogliono venire".
All'esame questa studentessa e' andata molto male, cosi' ha preso D, che e' insufficiente. E' venuta a vedermi subito dopo i risultati a meta' tra il supplicante e l'incazzato, dicendo che se non passava il mio corso non poteva iscriversi al major che voleva lei e le avrei rovinato la carriera per sempre. 
La gioia dell'insegnamento  e' rovinare la carriera di una razzista xenofoba. Vi immaginate quanto ha gongolato la professoressa del Trota nel bocciarlo?

Molto vero Ryan

Questa gioia e' pero' alle volte smorzata quando, invece di startene in Italia a passare il Ferragosto tra spritz e spiagge, la tua Universita' ti richiama oltreoceano per un training che inizia il DODICI AGOSTO.
Tuttavia, anche questo training UTILISSIMO di sei ore spalmate in tre comodi giorni ha i suoi lati positivi: ho raccolto tanti aneddoti da mettere sul blog.

Il primo giorno ci hanno raccontato un po' come sono gli studenti qui. Essendo due anni che faccio da assistente o insegno credo di essermi fatta un'idea di come sono i Ken e le Barbie con cui ho a che fare, pero' ho avuto informazioni interessanti:
- Spesso gli studenti si distraggono e studiano poco se sono atleti, oppure se sono parte della "Greek Presence on Campus". Prima di pensare, come me, "che cattivi a stigmatizzare cosi' la Grecia, vabbe' che l'economia va male e Tsipras sembra un po' confuso, e poi dove sono tutti 'sti Greci che io Sirtaki e feta non ne vedo mai...?", ecco, per "greek" indicano le confraternite. Che si scrivono "sigma" o "gamma" sulle magliette senza sapere che vuol dire. 
- Un altro problema sono i "first-generation students". Che vuol dire? Gli studenti che sono i primi nella loro famiglia ad andare all'Universita'. E questo implica che vengono da famiglie piu' povere e meno disposte a seguirli. Al che ho pensato al fatto che entrambi i miei genitori sono laureati e giro su una panda, mentre i figli di idraulici diventati idraulici a loro volta che stavano con me alle medie hanno un BMW. Lombardia Lombardia.. 
- Un professore ha espresso con onesta' il fatto che per lui e' facile guadagnarsi il rispetto degli studenti, essendo uno straight white male.  (E, aggiungo io, aveva anche la stessa cadenza di quello che parla nei listening del TOFL). Se sei donna, straniera, gay, nero, giallo etc etc, sara' piu' dura. Non so, mi e' piaciuto che qualcuno lo dicesse ad alta voce, non rende meno brutto questo mondo, ma fa pensare che almeno la gente ne e' consapevole. 
- Al momento delle domande, ho chiesto se possiamo impedire agli studenti di venire in classe con pijama, infradito e cappellino da baseball. Sono Italiana, show some respect for my culture.
Mi hanno detto di no. "E' meglio che vengano in pijama, addirittura senza essersi fatti la doccia, piuttosto che non vengano affatto".
Davvero? Io di solito non sento una lancinante mancanza degli studenti che hanno un brutto rapporto con il deodorante. Bocciarli potrebbe darmi una gioia minore a quella del bocciare i razzisti ma comunque consistente. 

Perche' in Italia di serio ormai c'e' solo cibo e moda

La seconda parte del training consisteva nell'imparare cio' che dovremo insegnare a questi giovani studenti. Ci sono varie classi che noi dottorandi possiamo insegnare: una si chiama ISIS, nome che denota una grande capacita' di comunicazione. 
"What are you taking this semester bro?"
"MMMM thinking about joining ISIS..."
(Cara CIA: vorrei subito precisare che non c'e' nessun collegamento con QUEL ISIS - e nemmeno con la Dea Egiziana - e che oltretutto pare pure che il nome del corso venga cambiato).

Io pero' non insegnero' ISIS. Il mio corso si chiama "interazione di gruppo" ed e' una cosa di cui non so assolutamente nulla. Non avevo idea nemmeno di che disciplina potesse offrire un corso del genere. Perche' fare un corso per interagire in gruppo? Non possiamo semplicemente lasciare che questi ragazzini vadano al pub a 18 anni e interagiscano la'? Io che non so dare ordini neanche ai miei capelli dovrei insegnare leadership alla gente?

Una parte importante di questo corso e' una simulazione che abbiamo fatto per prepararci. E' una sorta di video-game in cui devi scalare l'Everest con altri e cercare di arrivare alla vetta senza morire. 
In questa simulazione io ero il fotografo, che mi e' sembrato il ruolo di quello che muore subito, tipo il poliziotto nero. Ho pensato che io non scalerei mai l'Everest, chi me lo fa fare? Perche' dovrei fare questa cosa quando potrei starmene a casa a fare foto ai gattini?
Il mio personaggio in effetti non voleva scalare l'Everest, ma solo fare delle foto alla montagna dalla base, secondo il suo profilo . Ok, andate avanti voi, ho detto, io sto qui. Questo mi ha subito etichettata come una pessima persona nel lavoro di squadra perche' pensavo solo ai cazzi miei. Cosi' ho fatto scalare l'Everest al mio personaggio nonostante lui non volesse, al che e' impazzito e gli sono venuti i geloni, pero' non e' morto. In compenso sono morti il maratoneta e l'ambientalista (a ben vedere, l'ambientalista era un personaggio ancora piu' di merda del fotografo). 

Proprio cosi'...

La simulazione del monte Everest sarebbe pure divertente SE non fosse l'esame di meta' semestre degli studenti. Cioe', loro verranno valutati per le decisioni che faranno prendere al fotografo, l'ambientalista e cosi' via...pirla noi che stiamo ancora a studiare libri, in Italia. Infatti non impariamo la leadership e l'economia va a rotoli.
A sto punto, non era meglio farli giocare a D&D invece che farli andare al college?  
 
Momento anti-educazione americana a parte, sara' bello insegnare di nuovo. Chissa' a quanti razzisti potro' rovinare la vita quest'anno. Sicuramente, al razzista della classe assegnero' il ruolo dell'ambientalista. 
 

martedì 2 settembre 2014

Clikka che ti passa

Diverse circostanze - quali l'inizio delle lezioni, il fatto che piove ogni pomeriggio quando io sto per uscire di casa- mi hanno tirata fuori a forza dalla Buffalo Pool e ho ricominciato la mia vita di leggere/pensare/studiare/fare la dottoranda semiseria. Pero' lungi da me il lamentarmi, perche' abbiamo gia' avuto un week end lungo per il Labor Day (perche' farlo il primo di maggio come tutti gli altri Paesi sarebbe stato troppo socialista, immagino) e ho potuto festeggiare il mio compleanno. Cosi' per i miei- ehm, diciamo- ventun anni (o forse qualcuno di piu') ho avuto non una ma bensi' due torte, di cui una rispecchia perfettamente la frase "A moment on your lips, forever on your hips".

In tutto cio', questo semestre faccio da teaching assistant ad un professore, ed essendo io volenterosa di imparare mi sono messa anche a seguire dei workshops che sostanzialmente ti insegnano come diventare una brava professoressa, in vista di quel futuro piu' o meno prossimo in cui saro' capobranco di una classe tutta mia.

Questo mi ha fatto imparare delle cose del tutto inaspettate.
Per esempio: io posso chiedere ai miei studenti di non masticare la gomma in classe, ma non posso chiedergli di non portare in classe la loro pistola.

Perche' si sa, qualcuno potrebbe puntarmi una gomma contro...

Oltretutto, io nella mia ingenuita' ho sempre pensato che per essere un bravo insegnante bastasse conoscere bene la materia. Mi ricordo quand'ero all'universita' in Italia che i professori entravano, si presentavano, e iniziavano a spiegare, senza power point o sessioni interattive con gli studenti, e soprattutto strafregandosene di chi fossi io e di che facessi nel tempo libero. Io, che ho scoperto essere un essere umani riprovevole, ero abbastanza convinta di poter fare lo stesso, e ignorare i miei studenti e le loro necessita'. Invece grazie a questi workshops ho scoperto che bisogna INTERESSARSI agli studenti, imparare i loro nomi, scrivergli delle mail quando non vengono a lezione, rispiegargli le cose se non capiscono. Trattarli insomma come dei perfetti esseri umani a cui vogliamo anche un po' bene. 

Uno dei motivi fondamentali per cui questo succede e' che noi non vogliamo assolutamente che gli studenti si trovino male e abbandonino l'universita', o che falliscano nei test finali. E anche qui la Giupy Cuoredipietra si e' chiesta "ma perche' a me dovrebbe fregare qualcosa?". Sono dei diciottenni, quindi ormai adulti, se hanno voglia di studiare e di capire che si applichino, altrimenti per quanto mi riguarda possono pure andare a fare i baristi in uno dei mille caffe' organici e locali che crescono come funghi a Boulder, o a vendere marijuana in uno dei dispenser ora legali. Ma, ovviamente, nelle mie riflessioni da persona orribile non ho considerato il punto fundamentale: mentre io come studente in Italia ero totalmente inutile e il fatto che mi laureassi o meno fosse indifferente ai piu', qui gli studenti pagano rette di 30 000 dollari. E poi ditemi che i soldi non cambiano tutto..


Che poi magari uno si sbatte per i propri studenti e loro nel tempo libero sono cosi'

Dopo aver scoperto di essere quindi una potenzialmente terribile insegnante, ho deciso di metterci tutta la mia buona volonta' cercando di arrivare in classe ben pettinata vestita sorridente e preparata a rispondere a tutte le domande degli studenti. Come primissima cosa ho fatto cadere TUTTI i syllabi del semestre che dovevo distribuire suscitando un sacco di sguardi di pieta' degli studenti - della serie "ma chi e' sta sfigata?".

Poi, e' arrivato il primo studente a farmi una domanda: "Che versione del clicker devo comprare?". Al che la preparatissima Giupy lo guarda con occhi vuoti e riesce solo a balbettare "Clicker?". Vuoto e balle di fieno che rotolano nella mia mente. 
Cosi'- a mie spese- ho scoperto una nuova cosa sull'universita' americana: gli studenti usano i clickers.
Il clickers e' una cosa che si presenta sotto queste sembianze:



Il clicker e' in realta' una cosa fantastica ed utilissima. Per prima cosa, grazie al clicker tu sai quanti studenti partecipano alla tua lezione e dal momento che la frequenza e' obbligatoria questo ti salva dal dover raccogliere DUECENTO firme su un pezzo di carta che sicuramente perderai. Ma la vera potenzialita' del clicker e' che puoi fare dei sondaggi stile aiuto-del-pubblico di "Chi vuol essere milionario". Infatti ci sono quattro pulsanti e questo permette agli studenti di dare delle risposte a delle domande collettive tipo "Hai visto l'ultimo Star Wars? Quanto ti e' piaciuto?". Ora, mi rendo conto che il clicker dovrebbe essere usato a scopo pedagogico, ma temo che se mai mi trovero' a gestire una classe obblighero' tutti a comprare il clickers e passero' il tempo a fare domande sceme tipo "Ti piace di piu' Johnny Depp o Ryan Gosling?". E tutti mi odieranno perche' il clicker costa QUARANTA dollari, cioe' piu' del manuale per l'esame finale. D'altronde, pero', stiamo parlando di gente che paga trentamila dollari l'anno e per questo motivo pretende che io mi interessi a loro.

In tutto questo, mentre imparo sempre piu' cose e sono sempre piu' convinta che dopo il dottorato dovrei pensare seriamente ad un corso di pasticceria per diventare una cioccolataia, continuo ad immaginare me stessa in veste di insegnante piu' o meno cosi':

Perche' "How I met your mother" ha un finale orrendo ma per il resto mi ha fatto morire dal ridere per svariate stagioni..