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Mi chiamo Giupy e sono un neurone in fuga che da poco si fregia del titolo di "dottore". Dopo aver vagato per Italia, Giappone, Francia, Belgio e Colorado, la patria degli orsi volanti, sono approdata nella piovosa Bochum. Il blog racconta storie di Germania, di universita', di corsi di Tedesco, di nostalgia del bidet, della lotta per trovare cibo senza glutine e ovviamente di loro, i pensatori Tedeschi che tanto ho letto (e solo talvolta maledetto) per arrivare qui.
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venerdì 18 dicembre 2015

Weihnachtsmarkt


Quando fai un colloquio di lavoro, di solito c’e’ sempre la domanda: quali sono I tuoi tre maggiori difetti?

Ovviamente, quando mi e’ capitato, ho sempre risposto sicura “sono troppo precisa, arrive sempre troppo in anticipo e tendo a lavorare troppo”. 


Il che e’ falso. Le mie tre “weaknesses” sono i mercatini di Natale, le caramelle gommose, e i draghi.

Ovvero, queste sono le tre cose da cui sono ossessionata e che fanno passare ogni altro lavoro/cosa da fare in secondo piano.

Fortunatamente, i mercatini di Natale ci sono solo a Natale e quindi non mi fanno perdere piu’ di tanto tempo e soldi, pure se poche cose mi danno gioia e mi rovinano il fegato come il gluwine.

 
Notate la sobrieta' della tazza 



Le caramelle gommose sono un tasto dolente, perche’ mi nutrirei solo di quelle. A volte vado al cinema solo perche’ ho voglia di comprare un chilo di caramelle gommose e succhiarle per due ore. Purtroppo non sono sicura che siano gluten free. Per ora ho trovato delle liquirizie senza glutine (mia vera ossessione), ma non so quante e quali caramelle posso mangiare. Potrei scoprirlo con un click su Google, ma la cosa mi farebbe soffrire cosi’ tanto che preferisco vivere un po’ nel mio limbo di ignoranza.
 
I draghi sono bellissimi e ne vorrei tanto uno. LO SO che molto sostengono che non esistano. Ma io credo nell’esistenza dei draghi cosi’ come nell’eterosessualita’ di Ricky Martin. E, per prepararmi al fatto che un giorno avro’ un drago mio, indosso questa maglietta:



 I have never been nothing. I am the blood of the dragon

Viste le mie tre ossessioni, sono particolarmente attratta dall’Europa del nord. Quindi, visto che ora sono in Europa per un mese e mezzo, perche’ non approfittarne per combinare lavoro e piacere e fare dei giretti nel grigio del nord?



Cosi’, per prima cosa sono andata in Belgio. Proprio nel post lock-down. Io come spesso accenno ho un rapporto contraddittorio con il Belgio. Ci ho vissuto e ne sono scappata, ma ho tanti amici li’, mi piace l’architettura fiamminga, i cuberdon (che sono la versione 2.0 della caramella gommosa) e mi manca un po' stare nel cuore pulsante dell'Europa dove, se sei fortunata, incontri gente del calibro di Iva Zanicchi. Questa volta, pero’, mi aspettavo di trovarmi Bruxelles bloccata e piena di loschi figuri pronti a spararmi addosso.



Invece non ho mai trovato Bruxelles cosi’ bella. Ok, c’erano un manipolo di soldatini in mimetica con il fucile che stridevano un po’ con l’atmosfera di Natale. Ma il centro di Bruxelles e’ stato finalmente chiuso al traffico e ci sono le luci di Natale, I mercatini di Natale, la gente che mangia patatine fritte per strada. Non c’e’ puzza di pipi’. I belgi adorano fare pipi’ negli angoli (c’e’ pure un orinatoio sulla bellissima chiesa di St Cathrine), ma immagino che la presenza di militari in assetto da guerra ti faccia venire voglia di usare un bagno vero. Il centro di Bruxelles (boulevard Anspach, per la precisione) e’ solitamente pieno di loschi figuri che ti approcciano con frasi non esattamente da signorini. Ma, per lo stesso motivo di cui sopra, non ce n’era nessuno.

Con questo non voglio inneggiare allo stato di polizia. Pero’ Bruxelles non era assolutamente sotto assedio, era bella. O almeno questa e’ l’impressione che mi ha dato.



Poi, me ne sono andata in giro per le Fiandre, ad Anversa e Leuven. Anversa e’ una citta’ bella, a partire dalla stazione:

 
Io passerei la vita nella stazione di Anversa.



Leuven e’ una deliziosa cittadina universitaria che, in due anni di vita belga, non avevo mai visitato. E qui direi shame on me, visto che il Belgio e’ grande come un gabinetto e ogni persona che ci abita puo’ visitarlo TUTTO investendo i soldi di una birra in biglietti del treno. A mia parziale discolpa, Bruxelles non pullula di gente che brama ad andare a fare una scampagnata a Leuven, e Leuven e’ adorabile ma non esattamente un polo d’attrazione di vita notturna.

 
Ok e' sfuocata, ma carina, no?



Il mio secondo viaggio e’ stato a Colonia, con una capatina a Bochum. Di Bochum ho visto solo questo:


 
E sono morta di paura

Non ero mai stata a Colonia, e non avevo particolari aspettative. Non perche’ pensassi fosse brutta, semplicemente non avevo mai pensato nulla di Colonia. Invece, a sorpresa, l’ho trovata molto bella. All’areoporto ho subito addocchiato un negozio di Haribo che ha fatto piangere il mio cuore di gioia.

(Per la cronaca, mentre le persone si disperano quando muoiono i cantanti, io ho provato sincere dolore quando e’ morto il signor Haribo)

 
Il paradiso secondo Giupy. Quelle sono tutte caramelle




Poi, i mercatini di Natale di Colonia sono un nuovo livello di mercatini di Natale. Il passaggio dal mercatino tipico della citta’ italiana a quello di Colonia e’ un po’ come vedere il Rocky Horror Picture Show in teatro dopo averlo visto solo a casa. E’ come vedere la Tour Eiffel dal vivo dopo averla vista riprodotta a Las Vegas. E’ come mangiare il sushi a Tokyo dopo averlo mangiato nei ristoranti cinesi di Milano. E potrei continuare, eh.

 
Presepe, lugubre ma bello 

 
Gnomi sulla funivia. Come non amarli? 



A Colonia c’e’ anche una Cattedrale che mi e’ piaciuta molto. L'ho apprezzata perche’ e’ imponente e ti fa sentire piccolo e insignificante. A guardarla ho subito pensato che tutti dobbiamo morire. E’ il concetto di “valar morghulis” fatto edificio. E questo e’ un po’ quello che dovrebbe fare la religione, secondo me: darti questo sentimento di impotenza. Che non e’ un sentiment brutto, e’ piu’ che altro di accettazione.E poi soddisfa il mio lato piu' dark.

All men must die

 
Porta Santa della Cattedrale 



A quel punto, la cosa perfetta sarebbe stato se dalla Cattedrale fosse uscito un drago.


 
La mancanza di draghi era resa piu' tollerabile da questo bellissimo edificio. Di cui ignoro la funzione







 (Per inciso, il titolo del post l'ho preso da googletranslator, quindi sia mai che e' in realta' una bestemmia...)




AGGIUNTINA AL POST : Vi segnalo un blog che mi piace molto, quello di Minerva, e che ha deciso di fare un giveaway di libri: http://orbettiniandco.blogspot.it/2015/12/giveaway-ciascuno-il-proprio-libro.html










giovedì 25 dicembre 2014

Ci vuole il post di Natale, o no?

Non sono molto brava a scrivere post di Natale, perche' in genere il Natale non mi suscita grandi sentimenti di bonta', gioia e felicita'. Certo, sono contenta di essere in Italia e di mangiare il pandoro con la crema al mascarpone, ma io in generale non do' al Natale una particular importanza. Ho una filosofia inclusivista con le feste: fosse per me le farei un po' tutte, Thanksgiving, Eid- al - Adha, Hanukkah, Solstizio d'Estate e cosi' via. Possibilmente mangerei pandoro con mascarpone a tutte queste occasioni- non ho mai capito perche' il rispetto reciproco non puo' portare piu' feste e piu' cibo.

Quest'anno pero' ho ricevuto una bella sorpresa: l'anno scorso avevo scritto una lettera aperta a Babbo Natale chiedendgli un drago, e quest'anno sono stata esaudita:

Non e' adorabile? 

Per il resto, i vari cenoni e pranzi sono trascorsi tranquillamente. Di solito in casa mia c'e' il tavolo degli anziani, quello dei bambini (con genitori annessi) e quello dei reietti. Essendo io non sposata, sto in quello dei reietti, ben in vista cosi' che i parenti possano lanciarmi occhiate di commiserazione e farmi notare che sono troppo magra e ho una brutta cera. Se unite a questo il fatto che sono vegetariana e che abito in un posto che nessuno ha nemmeno mai sentito - il Colorado - potete immaginare quanto sia infimo il mio ruolo nella famiglia. Pero' quest'anno ho avuto la bella idea di mettermi delle scarpe con il tacco molto alto, cosi' tutti invece di chiedermi dov'era il mio ragazzo in modo morboso hanno focalizzato l'attenzione sulla mia altezza, complimentandomi per la mia abilita' a camminare sul tacco 12. Perche' sono gli stiletti le vere difficolta' della vita, altro che gli esami del dottorato.

Dal momento quindi che il mio Natale non e' molto eccitante (o meglio, il giocare alla Wii dei miei cugini lo e', e questo solo perche' noi reietti sappiamo comunque divertirci), mi concentrero' sul Natale made in USA.

Io non ho mai passato un Natale americano, ma ho potuto vedere molto bene le decorazioni per le feste, che sono IMBATTIBILI. Se non ci credete, guardate questo video:

Giusto per precisazione: questa casa si trova in Utah, e non e' che ci sia molto da fare in Utah, nemmeno ci si puo' ubriacare. O si rovesciano le mucche nei campi, oppure si creano delle luci di Natale cosi'… 

In generale, ho riscontrato delle differenze tra il loro Natale e il nostro Natale, e non solo che loro sono piu' bravi. Per esempio, perche' mettere delle luci a forma di luci di Natale come noi tutti poveri bifolchi quando potremmo mettere delle luci a forma di peperoncino piccante? (per tutti i fan di Anthony Kiedis, questi sono i red hot chili peppers…)


Oppure, perche' mettere delle luci a forma di luci di Natale come noi tutti poveri bifolchi quando potremmo mettere delle luci a forma di proiettile di fucile?


(Che poi, io sono naive, ma Natale non era a proposito del vogliamoci bene etc etc? Ad ogni modo Giupy-la-pacifista non aveva manco capito cosa fossero. Ora che me l'hanno spiegato non capisco comunque il PERCHE')

In genere, a Natale e' anche bello decorare l'albero con gli oggetti della nostra vita quotidiana.


Perche', voi non avete la pizza, i panini, i maritozzi alla panna, i baba' al rhum, il cibo del cane sull'albero? Mi state dicendo che voi mettete palle colorate e ghirlande? Noiosi…

Vorrei focalizzare l'attenzione sul piccolo soldato nazionalista:


E anche sul fatto che la bandiera americana non va MAI dimenticata nemmeno il Santo Natale (ma vi immaginate a fare un albedo rosso bianco e verde che monnezza verrebbe?)


Detto cio', mi sento in vena di confessioni: lo ammetto, io che mi ergo a purista del buongusto, a nemica del kitsch, a paladina della sobrieta', L'HO COMPRATO:


Perche' il Babbo Natale boscaiolo, che funge anche da schiaccianoci grazie ad un inquietante buco sotto la barba, parte di una serie che contempla Babbo Natale alle Hawaii e Babbo Natale in tuta mimetica, non si poteva non comprare. La mia mira e' stare in USA abbastanza da averli tutti. 

In tutto cio', voglio augurare Buon Natale a tutti i miei fedeli lettori con l'annuale video dei The Killers, una delle mie band preferite (che mi danno sempre buone idee per gli auguri di Natale). La canzone di quest'anno secondo alcuni parla della storia di Gesu'. Dal momento che si chiama "Joel la palla di carbone" io faccio fatica a trovarci grande spiritualita', ma se voi volete vederci Gesu', chi sono io per giudicare?


Che poi il cantante, Brandon Flowers, perche' ha quella faccia cosi' triste? Gli spiace per Joel o e' affranto per la bruttezza del suo maglione? 





mercoledì 25 dicembre 2013

Caro Babbo...

Caro Babbo Natale,

Il rapporto tra noi non e' mai stato facilissimo.
Ricordo come fosse ieri quando ti chiesi un pony e tu mi scrivesti una lettera- con grafia sorprendentemente simile a quella di mio padre- dicendo che non potevo tenere un pony in salotto. Ricevetti la pista delle macchinine che voleva mio padre.
Un altro Natale ti chiesi come mai portassi sempre un sacco di regali ai bambini ricchi, e quasi nessuno a quelli poveri. In Africa i bambini neri morivano di fame e stenti e tu stavi li a riempire di Game Boy e Barbie Malibu i miei compagni di classe. Non ricevetti nessuna risposta.

Mi rendo anche conto di non starti molto simpatica, forse.
Ho passato gran parte della mia vita a sputtanarti in giro svelando alla gente che tu sei un'invenzione di marketing della Coca Cola, e spiegando che il Natale era in origine una festa pagana.

Non scherzo, il caro Babbo e' davvero il prodotto della pubblicita'

Poi, non sono molto buona. Mi fingo adorabile ma sotto sotto sono egoista e penso piu' alle mie unghie che agli altri. Non mi piacciono i bambini e li traumatizzo sempre trattandoli come se fossero adulti perche' non sono capace di mettermi li a fare versetti e faccine carine, e li odio quando sbavano. Preferisco di gran lunga i gatti, specie quelli neri. Ho sovente sfottuto e deriso i miei alunni con amici vari. Lo ammetto, probabilmente non mi merito nulla.

Tuttavia, tu sei la creatura piu' simile a Dio alla quale io abbia mai creduto- ho anzi a lungo pensato che tu fossi Gesu' Bambino invecchiato, oltre al marito della Befana e allo zio della Fatina dei Denti- quindi ti rivolgo lo stesso una preghiera.
Quest'anno non voglio nulla per me, ma per tutto il mio Paese:
Fai ti prego che Daenerys Targaryen sbarchi in Sicilia con i suoi draghi e conquisti il Parlamento e cacci tutta la classe politica e la classe dirigente di questo Paese per sostituirla con una monarchia assoluta.

Sappiate comunque che il casting del telefilm di Game of Thrones secondo me non e' fatto per nulla bene

Questo, caro Babbo, porterebbe un sacco di risultati positivi.
Per esempio, nessuno piu' mi considererebbe una nerd all'ultimo stadio perche' e' da Settembre che invece di leggere romanzi veri mi drogo di Game of Thrones.
Poi, sono sicura che i Targaryen porterebbero grande prosperita' economica. Gli italiani ricomincerebbero a lavorare, e - MAGIA!- nessuno si lamenterebbe piu'. Gli Italiani in Italia si alzerebbero la mattina con il sorriso e gli Italiani all'estero la smetterebbero di piangere l'assenza del bidet ma ne costruirebbero di nuovi. 
L'Italia rimarrebbe tale e quale ma ai dolci regionali si affiancherebbero i cinnamon roll, i muffin e i donuts, e assieme ai tradizionali bar ci sarebbe uno Starbucks in ogni piazza. I treni inizierebbero ad essere in orario e camerieri e commessi, oltre ad impiegati pubblici, sarebbero felici del proprio lavoro e non mi maltratterebbero piu'. Tutti avrebbero un sorriso come la gente in Colorado. 
I Targaryen investirebbero grandi risorse sull'educazione e improvvisamente i dottorati in Italia diventerebbero ben quotati e giustamente remunerati. Gli Americani farebbero a botte per essere ammessi alla Sapienza o alla Bicocca e sarebbero LORO a dover prendere un minimo di 107 all'equivalente italiano del TOEFL per essere ammessi. Le materie umanistiche inizierebbero ad essere le piu' apprezzate e tutti rispetterebbero i filosofi, i sociologi e gli antropologi. La frase "sono una dottoranda" susciterebbe "ooooh" di meraviglia e stupore. Gli ingegneri troveranno si lavoro, ma solo mostrando una perfetta padronanza dell'Inglese e della corretta ortografia italiana e comunque sarebbero sempre considerati un po' piu' sotto di chi studia scienze della comunicazione. Conoscere le lingue, la storia dell'arte e il pensiero di Foucault sarebbe considerato molto piu' importante che avere una piccola impresa e fare i soldi. 
Dal linguaggio comune verrebbero bandite le frasi come "Ti vedo dimagrita, ma mangi?", "E ma che freddo" "E ma che caldo" "E ma al governo sono tutti ladri" "Ma come fai a stare lontana dal tuo ragazzo?" "Ma lasci i tuoi genitori da soli?", "Io lo SO che in America sono stupidi" e "certo che qui da noi si sta meglio".
La gente imparerebbe il rispetto per idee diverse e non succederebbe che una vegetariana passi il cenone della vigilia a pane, burro e zuppa di cipolle. Per il ventesimo anno consegutivo.
Soprattutto, gli Italiani, essendo piu' felici, la smetterebbero con il loro hobby nazionale, il criticare gli altri e il giudicare le vite altrui, ma inizierebbero a farsi dei gran tegamini di cazzi propri. Vuoi sposarti e avere bambini? Buon per te! Vuoi lavorare in un call center e drogarti il sabato? Ma ben venga! Vuoi andare in America a fare un dottorato? Fallo! 
Non ci sarebbero piu' persone con un chiwawa nella borsa di Luis Vuitton. I draghi li mangerebbero tutti.
Possibilmente, sarebbe carino se i razzisti diventassero tutti neri, gli omofobi tutti gay, e i rompipalle tutti muti. E i maschilisti tutte e tre le cose assieme. 
Allora si, tornerei a vivere in Italia e sarei felice. E moltissima gente sarebbe felice con me! 

Caro Babbo, mi rendo conto che forse ti ho chiesto un po' troppo. Se proprio non riesci ad accontentarmi con tutto questo, ti chiedo solo una cosa:
un drago

Questa alla fine e' una cosa semplice ma che mi permetterebbe di andare in giro dicendo "I am the blood of the dragon", Babbo

In tutto questo auguro Buon Natale ai miei lettori, mentre io cerco di ricordarmi con difficolta' PERCHE' ho deciso di tornare in Italia a stare sotto la pioggia della Brianza quando con gli stessi soldi sarei potuta essere a Cancun con un Mohito in mano.