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Mi chiamo Giupy e sono un neurone in fuga che da poco si fregia del titolo di "dottore". Dopo aver vagato per Italia, Giappone, Francia, Belgio e Colorado, la patria degli orsi volanti, sono approdata nella piovosa Bochum. Il blog racconta storie di Germania, di universita', di corsi di Tedesco, di nostalgia del bidet, della lotta per trovare cibo senza glutine e ovviamente di loro, i pensatori Tedeschi che tanto ho letto (e solo talvolta maledetto) per arrivare qui.
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sabato 26 dicembre 2015

Celiaco e' bello

Avendo recentemente scoperto di aver sta sfiga la celiachia, ho cercato conforto in blog e post di altri celiaci su Internet. Molti sono utili e ti fanno sentire meno sola. Ti ricordano che ora ci sono tanti prodotti per celiaci e che molti ristoranti offrono menu senza glutine.


Ridete poco, questa cosa mi ha salvata da depressione certa


Poi, pero', una donna ti chiede la carita' dicendo che i suoi figli non hanno da mangiare. La Boldrini che vive in te subito le da il cibo che ha nella borsa - dei crackers di riso. La donna se ne va incazzata dicendo "Ma questo non e' vero cibo!" (ma tenendosi i crakers comunque).
Cosi' tu, affamata e presa da cinque minuti di deriva Salviniana, capisci che essere celiaci e' una merda.

Temevo in modo particolare le feste in Italia, perche', ricordiamo, "Il Natale e' il momento piu' spaventoso dell'anno". 
Invece, riflettendoci negli ultimo giorni, ho trovato un sacco di buoni motivi per cui essere celiaci e' BELLO. 
Non ci credete? Vai con l'elenco (17 per portare bene):

1)  Se sei celiaco sei un privilegiato. Come spiegavo nell'altro post, una diagnosi di celiachia equivale a dire "Compliementi! Lei ora e' ufficialmente certificato come ricco, bianco e privilegiato". Prima di mettervi a lamentarvi dicendo "Ma io guadagno 400 euro al mese e vivo nel garage di nonna", pensate ad una cosa: i bimbi nel Biafra hanno la celiachia? I Nordcoreani si mangiano la pasta gluten-free? Gli homeless hanno la celiachia? No (Infatti schifano i miei crackers). La celiachia viene ad Europei ed Americani che hanno accesso a negozi dove si vendono prodotti gluten free e godono di un sistema sanitario nazionale che rende possibile la diagnosi. Un po' come il diabete. Tutti gli altri c'hanno problemi peggiori e se ne fregano della celiachia.
Quindi, se sei celiaco, sei nato nel lato giusto del mondo. Enjoy.
(Che poi, cretinate a parte, pare davvero che gli Asiatici non ce l'abbiano. Giusto giusto quando sto organizzandomi un viaggio a Seul, #mannaggiaagliasiatici)

Devo iniziare a guadagnare di piu'


2) Puoi evitare del cibo orrendo. Poniamo che ti invitino a cena, che so, per la Vigilia di Natale. Poniamo che Zia Cesarina e Zio Goffredo amino fare il panettone gastronomico con i gamberi della Lidl, cuocino la polenta surgelata nel microonde, e si dilettino a carbonizzare le torte salate per poi dirti "ma si, basta evitare i bordi". Fino all'anno scorso era un "MMMMM che buono" con la mano sulla citrosodina. Ma adesso tutto cambia: con la faccina triste del "Sono celiaca, che peccato :(" puoi tirare fuori le delizie da te preparate e mangiarle avidamente sotto gli occhi invidiosi del resto della compagnia.

3) La celiachia e' un ottimo capro espiatorio. Quando Zia Mariuccia e Cugino Leopoldo tirano fuori la loro simpatia dicendoti "Eh ma che brutta cera! Ma perche' sei cosi' magra? Ma non mangi abbastanza?", puoi usare la celiachia come ottima scusa. Queste domande sono atte, oltre a creare attriti e dissapori che a Natale non possono mancare, a sottolineare la tua inadeguatezza come massaia e donna, incapace perfino di far da mangiare a se stessa, e il tuo stupido arrivismo sul lavoro, che ti impedisce di fare pasti regolari. A quel punto puoi fare la faccina triste della celiachia e dire "E' perche' sono celiaca. E' una malattia, non ci posso fare nulla :(". (Da ricordarsi che zia Mariuccia ti ha reso un'adolescente complessata ripetendoti ogni Natale che eri troppo cicciona per il Pandoro. Ora puoi pensare che a te vanno ancora i pantaloni del 1998 e lei e' un comodino, e alzi mentalmente un dito medio)

4) La celiachia riduce i problemi degli expat. Quando vivi fuori dall'Italia e torni a casa per le feste, Prozio Pino e Zia Giovannangela ci terranno a dirti "Eh ma come fai a vivere a (inserire localita' a caso non Italica). Non ti manca la PASTA? E il pane non e' buono, vero?". Non importa se tu sei un manager seduto su una poltrona di pelle umana con schiavi che ti sventagliano tutto il giorno, se sei il braccio destro di Obama e vivi con lui alla Casa Bianca, se tutti i giorni ti magni le ostriche del Mare del Nord, la famiglia ti deve considerare UNO SFIGATO perche' potevi startene a casina a fare la centralinista per Vanna Marchi e avere la PASTA tutti i giorni. Spiegare che nella maggior parte dei supermercati del mondo Barilla e' arrivata (viva viva la globalizzazione) e' ovviamente fiato sprecato perche' Prozio Pino non ci credera' mai. Ma ora puoi fare la faccina triste della celiachia e dire "Oh ma tanto io queste cose non le posso mangiare e basta". E cosi' la smetti con quell'eterno problema da expat che e' trovarti la pizza cotta nel forno a legna all'estero. Io NON MANGIO pizza, t'ho FREGATO!

5) Ti ubriachi con gioia e facilita'. Celiachia vuol dire che spesso non puoi mangiare fuori. Digiunare e' triste, almeno finche' non ti accorgi che il vino e' per definizione senza glutine e difficilmente contaminato. Sicuramente c'e' uno zio Luciano che ha portato un buon Lambrusco a cui tu ti puoi attaccare per dimenticare l'assenza di cibo. In alternativa, puoi iniziare a drogarti di caffe'. A digiuno, ci vuole davvero poco per raggiungere il beato stato di stupore alcolico o la meravigliosa frenesia iperattiva da eccesso di caffe'. I celiaci sono sempre quelli che si divertono di piu' alle feste.

Ma lo sapete che il glutine e' in TUTTI i cavolo di prodotti? E vogliamo parlare delle tracce di glutine nel riso o nel gelato? 

6) Risparmi un sacco di soldi. Perche', direte voi, non costano tanto i prodotti per celiaci? Certo, ma Mamma Italia ti sgancia 100 eurini al mese per comprare i prodotti (di piu' se sei uomo #mannaggiaalgender). Oltretutto, tutte quelle volte che VORRESTI spendere i tuoi soldini in junk food in giro non puoi farlo. Puoi pero' portarti delle schiscette da casa e risparmiare un sacco di soldi che puoi investire in alcol, scarpe, viaggi, droga.

7) Mangi piu' sano.  Per lo stesso motivo del punto sopra, non puoi piu' comprarti un kebab alle 4 del mattino. Certo, c'e' della tristezza in tutto questo. Ma presente tutte quelle volte che uno si dice "Da oggi mangio meglio"? La celiachia e' quella voce che ti risponde "Si, da oggi lo fai mwahahahaha".

8) Ti fa apprezzare i veri valori della vita. Molta gente, specie in Italia, si sofferma solo sui piaceri piu' bassi come quelli del cibo. Avete mai notato il food porn all'ennesima potenza in periodo feste? Be', la celiachia ti fa capire che oltre al cibo c'e' dell'altro. Tipo sesso e alcol. Vuoi mettere?

9) I medici la smettono di trattarti da psicopatica. Ciao, sono Giupy, e odio i medici. Non e' colpa mia, io ne ho visti tanti, in Italia e all'estero, do sempre una seconda possibilita', ma io i medici li odio. Ho passato anni con medici che mi trattavano da idiota. "Perche' soffro di emicrania?". "Stress. Sono cento euro". "Perche' soffro di dermatite?" "Psicosomatico. Sono cento euro". "Perche' ho mal di pancia?". "Ansia. Sono cento euro". Cosi', oltre a spendere valanghe di palanche per i medici (ma io perche' non ho fatto il neurologo?) ho pure speso altrettanto in psicologi che si arrovellavano per trovare le cause di tutte queste malattie nel mio cervello. Dopo essermi ormai auto-diagnosticata una schozofrenia, ho capito che era tutta celiachia. Meglio celiaca che pazza, dico sempre. Pure il mio amico immaginario, un gigantesco scarafaggio vestito da Sailor Moon, e' d'accordo.

 
Story of my life

10) Puoi vomitare addosso ad un medico. Premesso, a me non e' successo, ma durante la gastroscopia potrebbe capitarti un'ottima occasione di vendicarti di tutti i cento euro dati al tuo gastroenterologo. Non vi parlero' in questa sede della gastroscopia, ma per fare suspance basti sapere che in preda al valium ho detto al medico qualcosa del tipo "Ma lei studia dieci anni per guardare nell'intestino della gente? E' orrendo". O forse non l'ho detto. Non so, il valium e' fenomenale. 
 
10) Puoi far paura ai parenti. Il primo Natale di un celiaco dopo la diagnosi e' un tripudio di "Poraccia che sfiga". "Ce l'avessi io morirei". "Meno male che io non ce l'ho". A quel punto basta guardare Cugina Raffaella dritto negli occhi e dire con una leggera increspatura di labbra "Non ce l'hai? Sai, e' GENETICA. Io un test me lo farei". E poi tornare ad addentare la piadina senza glutine portata da casa, godendoti il silenzio che hai creato. Semina il panico piu' di un'epidemia di peste bubbonica in una citta' medievale. 

11) Puoi boicottare Barilla e Melegatti. Presente quel dilemma per cui tu odi i marchi che promuovono l'omofobia, ma al contempo ti piacciono i loro prodotti? Sarebbe bello boicottare la gente e non consumarli piu', ma e' il caso di rinunciare al pandoro Melegatti? La celiachia ti da la possibilita' di essere sempre integerrima: Pasta Barilla? GIAMMAI!

Per rinfrescarvi la controversia

12) Puoi essere molto amato. Se sei celiaca devi, per forza di cosa, portarti il cibo ovunque. E, se sei almeno un po' generoso, lo dividi con gli altri. La celiachia, quindi, ti trasforma in un nanosecondo dalla sfigata che si presenta alle feste con le birre prese all'ultimo minuto dal Pakistano alla massaia che volevi essere. Quel sogno lontano e remoto di essere una persona che CUCINA PER TUTTI diventa realta' con la diagnosi di celiachia. Cosi' diventi l'ospite che porta spiedini di frutta, tortilla, insalata di riso e brownies ad ogni raduno, e Prozia Caterina che non ti invitava piu' dicendo "che rottura di c*** questi intolleranti alimentari, se li invito alla prossima mi infiltrano un vegano", improvvisamente vorra' averti ad ogni occasione. 

13) Puoi essere molto odiato. La celiachia ti da il diritto di essere un'incredibile rompiballe. Il che puo' essere comodo quando non hai gran voglia di mantenere i rapporti con una persona. Immaginiamo che l'insopportabile Zia Sandrina ci tenga ad invitarti a cena ripetutamente per criticarti, dirti che non stai facendo nulla di utile nella vita e farti vedere come suo figlio Giorgino se la sta cavando meglio di te (pure se tu l'hai visto farsi le canne dietro il portico). Tu non puoi declinare gli inviti, ma puoi renderle la vita impossibile: "Zia Sandrina guarda che dobbiamo rilavare tutti i piatti, ci sono le contaminazioni". "Zia Sandrina ma quel cucchiaio era pulito? Non sei sicura? EEEEH allora quest'insalata me la devi rifare". "Zia Sandrina, ma questo piatto era vicino alle briciole di pane... facciamo che non lo mangio? No non preoccuparti non diro' a nonna che non mi hai fatto nulla da mangiare". Insomma, ottima vendetta. 

14) La celiachia e' un'ottima scusa. Poniamo che tu non voglia essere interrogato in geografia, ti mangi una pizzetta la sera prima e ZAC! stai male abbastazna da dover stare a casa. Avendo io scoperto la celiachia in eta' piu' avanzata (e non amando stare male) questa cosa su di me non l'ho mai provata. Ma vale comunque come scusa: quando Cugino Ferdinando ti invita a mangiare da McDonald's per parlarti del suo nuovo hobby del collezionismo di Principesse Disney in ceralacca, tu puoi sempre chiamarlo dicendo "NOOOO Ferdie non ti immagini, ma ieri (Inserire nome di persona sgradita ad entrambi) mi ha dato degli involtini dicendomi che erano senza glutine e invece ce l'avevano :(". Per dare piu' enfasi consigliato di tirare lo sciaquone nel corso della telefonata. Raramente la gente chiede piu' dettagli. Nel caso Ferdie sia insistente, c'e' pure la scusa di riserva "Ma ti ricordi come sono stata male dopo gli involtini? Ovvio che non posso andare da McDonald's! E neanche da nessun'altra parte! Mi vuoi morta?"

15) Puoi evitare di baciare il tuo moroso dopo la birra. Non sono sicura del livello di contaminazione del glutine nel cavo orale. Ma sono sicura che quando il tuo moroso ad una festa beve quattro birre, fuma un pacchetto di Marlboro e un sigaro cubano, dire "Non posso baciarti, potresti avere contaminazione da glutine" e' una scusa socialmente accettabilissima. 

16) Poteva andarti peggio. I musulmani? Niente alcol e carne di maiale e tutto strettamente Halal. Gli ebrei? Tassativamente Kosher, per cui i piu' osservanti devono evitare animali che strisciano o che mangiano certi animali o con le zampe fatte in un certo modo (per capirlo bisogna essere biologi o aver letto la Bibbia con scrupolosa attenzione). E poi, avete mai sentito parlare di anti-celiachismo o celiacofobia? Io no. Mi e' andata di lusso.

17) Non muori. E questa, delle 17, e' l'unica ragione VERA e SERIA per cui essere felice. Certo, sara' sfiga avere la celiachia. Non e' una cosa che passa. Ma basta seguire la dieta e vivere la propria vita fino alla fine dei tempi. A Natale i miei parenti hanno snocciolato una fila di malattie che mi ha fatto ardentemente sperare di essere stata adottata. E cos'e' la celiachia di fronte a tutto cio'? 


I meme di Ryan Gosling sono tantissimi e io non mi stanco mai di usarli


 

mercoledì 25 novembre 2015

Quando Indiana Jones Arriva a Denver

Sono recentemente stata ad una grande conferenza di antropologia a Denver. Io non sono un’antropologa ma ehi, quando ci sono conferenze a Denver mi piace andarci. E poi sono sempre stata affascinata dall’antropologia, da questi uomini (e donne) che partono all’avventura e vanno a scoprire cose nuove, all’Indiana Jones.

Peccato che, ultimamente, non ci sia piu’ molto da scoprire. Io pero’ ho esplorato una cosa nuova: il Colorado Convention Center che, in linea con il resto dello stato, ha una passione smodata per gli orsi:

Knock knock, c'e' nessuno?


Non e' inquietante vedersi sto coso fuori da una conferenza?


Questi non sono orsi ma sono inquietanti lo stesso
 


Io un tempo avevo un lavoro vero e organizzavo convegni con 6000 o piu’ persone. Era orrendo. Ora invece ai convegni ci vado e mi piace molto. Provo sempre simpatia per la gente che lavora in centri conferenze perche’ so quanto sia pesante organizzare queste cose. Tuttavia, questa conferenza era organizzata particolarmente male. Appena arrivata mi chiedono se voglio il libro da tremila pagine con il programma, o se voglio l’opzione “go green”. Cosi’ mi hanno dato una borsa con dentro un cubo che mi invogliava a studiare in Germania (e mi ha convinta, ho gia' mandato due application) e un calendario con foto di paesaggi e indigeni amazzonici con l’anello al naso e la faccia pitturata (che, come minimo, vivono a Los Angeles e nella vita di tutti I giorni fanno gli informatici).

Come faccio a sapere dove sono i talk a cui voglio andare? Ho chiesto all’omino della conferenza.
Guarda online, fa lui.
Cosi’ mi connetto e noto che nell’elenco sterminato di presentazioni e panels non ci sono i numeri delle stanze. Lo faccio presente all’omino.
Oh, dice lui, allora mi sa che non potrai mai saperlo.
GRAZIE
(ok, in verita’ pure online c’erano i numeri delle stanze e io non ero abbastanza sveglia da capirlo, ma l’omino stave messo peggio).

Non sono stata a tantissime conferenze, ma ho abbastanza esperienza per sapere una cosa: tu paghi un considerevole numero di palanche per passare quattro giorni chiuso in un posto dall’aria stantia ad ascoltare gente che parla della questione di razza nel medioevo mediorientale, segretamente cercando di connetterti al wi-fi e benedicendo Steve Jobs per l’iphone. In tutto questo, ad orari piu’ o meno intermittenti ti viene servito caffe’ forte e cattivissimo, dolcetti radioattivi e panini fatti con scorie e persone. Queste cose sono FONDAMENTALI per non addormentarsi e avere una botta di zuccheri ogni tanto per riuscire ad applaudire dopo il talk sulle babysitter messicane. Invece in questa conferenza, nonostante le 171 palanche scucite, mancava ogni genere alimentare. Ma e’ possibile? Penso di si, perche’ gli antropologi, come Indiana Jones, sono creature che devono sapersi procurare il cibo da soli. Mi stupisce che nella mia borsa non ci fosse pure un arco stile Hunger Games per andare ad uccidere i procioni.

Meme classico che non si poteva evitare


Il motivo per cui sono andata ad una confrenza di antropologia e’ che l’antropologia e’ un po' l'arte del dire quello che vuoi. Chi di voi e’ fortunello abbastanza da aver fatto il Classico sapra’ che antropologia vuol dire “scienza dell’uomo”. Quindi comprende qualsiasi cosa (tranne, probabilmente, il senso dell’organizzazione)
C’erano quindi persone che parlavano di hipster che bevono caffe’, o di ragazze indonesiane che si mettono il velo ma mostrano le tette. Un tempo c’era questa cosa figa di andarsene in posti lontani a studiare gente che era politicamente corretto chiamare selvaggi. Oggi Levi-Stauss ha lasciato il posto a gente che studia qualsiasi cosa e cerca di non mostrarsi troppo orientalista (nonostante il calendario con su la gente con i gonnellini di paglia)

Una cosa che piace molto agli antropologi e’ l’idea di “go native”, ovvero mischiarsi alla popolazione che si studia. Il che e’ piuttosto arduo se sei un WASP del Kansas e vuoi sapere tutto sui pigmei. Pero’ io ho potuto sfoggiare una cosa che agli antropologi piace un sacco: un tatuaggio all’henne per il Diwali indiano.

 Io tutta affascinata e pronta a sentire delle perle di spiritualita' ho chiesto: ma che significato ha? Nessuno, pare

Gia’, perche’ nonostante io non sappia nulla di India e di Diwali, sto in un’universita’ dove ci sono un sacco di Indiani. E quindi OVVIAMENTE se organizzano una festa in cui le ragazze sfoggiano I loro sari e preparano lassi mango, chi sono io per dire di no? E non direi mai di no a uno di questi tatuaggi gratis (che, per inciso, e' gia' andato via) che mi fanno sentire cosi' vicino ad un'altra cultura. Niente ti rende un antropologo piu' figo di un tatuaggio indiano.

La parte piu' bella della conferenza, che compensava parzialmente per l'assenza di cibo, era pero' il fatto che nel Convention Center oltre agli orsi c'era un intero piano dedicato a dei mercatini di Natale. Io ci sono subito entrata attratta da questo:

Perche', a voi non sembra bellissimo?

 In realta' dopo essermi infilata nei mercatini di Natale (di cui tutt'ora ignoro lo scopo e il perche' fossero a Novembre in un Convention Center), ho scoperto che ci voleva un biglietto per entrare. Questa cosa mi e' gia' successa diverse volte in diversi musei, e cosi' sono abituata a sfoggiare una certa nonchalance: mi sono messa a gironzolare a testa alta, pronta a dire "Io, entrata senza pagare il biglietto? NOOOOOO e' che sono un'ANTROPOLOGA, sono qui per studiare il Natale"

Un peccato, non essere un'antropologa per davvero.
Ora che ci penso, Indiana Jones era un archeologo. Ecco perche’. Mi sembrava assurdo che una serie di film su avventure mozzafiato avesse per protagonista un antropologo. Un film su un antropologo farebbe vedere un nerd con occhiali e un po’ di pancia seduto per tre ore in una stazione di servizio del Midwest a prendere appunti. 



giovedì 25 dicembre 2014

Ci vuole il post di Natale, o no?

Non sono molto brava a scrivere post di Natale, perche' in genere il Natale non mi suscita grandi sentimenti di bonta', gioia e felicita'. Certo, sono contenta di essere in Italia e di mangiare il pandoro con la crema al mascarpone, ma io in generale non do' al Natale una particular importanza. Ho una filosofia inclusivista con le feste: fosse per me le farei un po' tutte, Thanksgiving, Eid- al - Adha, Hanukkah, Solstizio d'Estate e cosi' via. Possibilmente mangerei pandoro con mascarpone a tutte queste occasioni- non ho mai capito perche' il rispetto reciproco non puo' portare piu' feste e piu' cibo.

Quest'anno pero' ho ricevuto una bella sorpresa: l'anno scorso avevo scritto una lettera aperta a Babbo Natale chiedendgli un drago, e quest'anno sono stata esaudita:

Non e' adorabile? 

Per il resto, i vari cenoni e pranzi sono trascorsi tranquillamente. Di solito in casa mia c'e' il tavolo degli anziani, quello dei bambini (con genitori annessi) e quello dei reietti. Essendo io non sposata, sto in quello dei reietti, ben in vista cosi' che i parenti possano lanciarmi occhiate di commiserazione e farmi notare che sono troppo magra e ho una brutta cera. Se unite a questo il fatto che sono vegetariana e che abito in un posto che nessuno ha nemmeno mai sentito - il Colorado - potete immaginare quanto sia infimo il mio ruolo nella famiglia. Pero' quest'anno ho avuto la bella idea di mettermi delle scarpe con il tacco molto alto, cosi' tutti invece di chiedermi dov'era il mio ragazzo in modo morboso hanno focalizzato l'attenzione sulla mia altezza, complimentandomi per la mia abilita' a camminare sul tacco 12. Perche' sono gli stiletti le vere difficolta' della vita, altro che gli esami del dottorato.

Dal momento quindi che il mio Natale non e' molto eccitante (o meglio, il giocare alla Wii dei miei cugini lo e', e questo solo perche' noi reietti sappiamo comunque divertirci), mi concentrero' sul Natale made in USA.

Io non ho mai passato un Natale americano, ma ho potuto vedere molto bene le decorazioni per le feste, che sono IMBATTIBILI. Se non ci credete, guardate questo video:

Giusto per precisazione: questa casa si trova in Utah, e non e' che ci sia molto da fare in Utah, nemmeno ci si puo' ubriacare. O si rovesciano le mucche nei campi, oppure si creano delle luci di Natale cosi'… 

In generale, ho riscontrato delle differenze tra il loro Natale e il nostro Natale, e non solo che loro sono piu' bravi. Per esempio, perche' mettere delle luci a forma di luci di Natale come noi tutti poveri bifolchi quando potremmo mettere delle luci a forma di peperoncino piccante? (per tutti i fan di Anthony Kiedis, questi sono i red hot chili peppers…)


Oppure, perche' mettere delle luci a forma di luci di Natale come noi tutti poveri bifolchi quando potremmo mettere delle luci a forma di proiettile di fucile?


(Che poi, io sono naive, ma Natale non era a proposito del vogliamoci bene etc etc? Ad ogni modo Giupy-la-pacifista non aveva manco capito cosa fossero. Ora che me l'hanno spiegato non capisco comunque il PERCHE')

In genere, a Natale e' anche bello decorare l'albero con gli oggetti della nostra vita quotidiana.


Perche', voi non avete la pizza, i panini, i maritozzi alla panna, i baba' al rhum, il cibo del cane sull'albero? Mi state dicendo che voi mettete palle colorate e ghirlande? Noiosi…

Vorrei focalizzare l'attenzione sul piccolo soldato nazionalista:


E anche sul fatto che la bandiera americana non va MAI dimenticata nemmeno il Santo Natale (ma vi immaginate a fare un albedo rosso bianco e verde che monnezza verrebbe?)


Detto cio', mi sento in vena di confessioni: lo ammetto, io che mi ergo a purista del buongusto, a nemica del kitsch, a paladina della sobrieta', L'HO COMPRATO:


Perche' il Babbo Natale boscaiolo, che funge anche da schiaccianoci grazie ad un inquietante buco sotto la barba, parte di una serie che contempla Babbo Natale alle Hawaii e Babbo Natale in tuta mimetica, non si poteva non comprare. La mia mira e' stare in USA abbastanza da averli tutti. 

In tutto cio', voglio augurare Buon Natale a tutti i miei fedeli lettori con l'annuale video dei The Killers, una delle mie band preferite (che mi danno sempre buone idee per gli auguri di Natale). La canzone di quest'anno secondo alcuni parla della storia di Gesu'. Dal momento che si chiama "Joel la palla di carbone" io faccio fatica a trovarci grande spiritualita', ma se voi volete vederci Gesu', chi sono io per giudicare?


Che poi il cantante, Brandon Flowers, perche' ha quella faccia cosi' triste? Gli spiace per Joel o e' affranto per la bruttezza del suo maglione? 





mercoledì 25 dicembre 2013

Caro Babbo...

Caro Babbo Natale,

Il rapporto tra noi non e' mai stato facilissimo.
Ricordo come fosse ieri quando ti chiesi un pony e tu mi scrivesti una lettera- con grafia sorprendentemente simile a quella di mio padre- dicendo che non potevo tenere un pony in salotto. Ricevetti la pista delle macchinine che voleva mio padre.
Un altro Natale ti chiesi come mai portassi sempre un sacco di regali ai bambini ricchi, e quasi nessuno a quelli poveri. In Africa i bambini neri morivano di fame e stenti e tu stavi li a riempire di Game Boy e Barbie Malibu i miei compagni di classe. Non ricevetti nessuna risposta.

Mi rendo anche conto di non starti molto simpatica, forse.
Ho passato gran parte della mia vita a sputtanarti in giro svelando alla gente che tu sei un'invenzione di marketing della Coca Cola, e spiegando che il Natale era in origine una festa pagana.

Non scherzo, il caro Babbo e' davvero il prodotto della pubblicita'

Poi, non sono molto buona. Mi fingo adorabile ma sotto sotto sono egoista e penso piu' alle mie unghie che agli altri. Non mi piacciono i bambini e li traumatizzo sempre trattandoli come se fossero adulti perche' non sono capace di mettermi li a fare versetti e faccine carine, e li odio quando sbavano. Preferisco di gran lunga i gatti, specie quelli neri. Ho sovente sfottuto e deriso i miei alunni con amici vari. Lo ammetto, probabilmente non mi merito nulla.

Tuttavia, tu sei la creatura piu' simile a Dio alla quale io abbia mai creduto- ho anzi a lungo pensato che tu fossi Gesu' Bambino invecchiato, oltre al marito della Befana e allo zio della Fatina dei Denti- quindi ti rivolgo lo stesso una preghiera.
Quest'anno non voglio nulla per me, ma per tutto il mio Paese:
Fai ti prego che Daenerys Targaryen sbarchi in Sicilia con i suoi draghi e conquisti il Parlamento e cacci tutta la classe politica e la classe dirigente di questo Paese per sostituirla con una monarchia assoluta.

Sappiate comunque che il casting del telefilm di Game of Thrones secondo me non e' fatto per nulla bene

Questo, caro Babbo, porterebbe un sacco di risultati positivi.
Per esempio, nessuno piu' mi considererebbe una nerd all'ultimo stadio perche' e' da Settembre che invece di leggere romanzi veri mi drogo di Game of Thrones.
Poi, sono sicura che i Targaryen porterebbero grande prosperita' economica. Gli italiani ricomincerebbero a lavorare, e - MAGIA!- nessuno si lamenterebbe piu'. Gli Italiani in Italia si alzerebbero la mattina con il sorriso e gli Italiani all'estero la smetterebbero di piangere l'assenza del bidet ma ne costruirebbero di nuovi. 
L'Italia rimarrebbe tale e quale ma ai dolci regionali si affiancherebbero i cinnamon roll, i muffin e i donuts, e assieme ai tradizionali bar ci sarebbe uno Starbucks in ogni piazza. I treni inizierebbero ad essere in orario e camerieri e commessi, oltre ad impiegati pubblici, sarebbero felici del proprio lavoro e non mi maltratterebbero piu'. Tutti avrebbero un sorriso come la gente in Colorado. 
I Targaryen investirebbero grandi risorse sull'educazione e improvvisamente i dottorati in Italia diventerebbero ben quotati e giustamente remunerati. Gli Americani farebbero a botte per essere ammessi alla Sapienza o alla Bicocca e sarebbero LORO a dover prendere un minimo di 107 all'equivalente italiano del TOEFL per essere ammessi. Le materie umanistiche inizierebbero ad essere le piu' apprezzate e tutti rispetterebbero i filosofi, i sociologi e gli antropologi. La frase "sono una dottoranda" susciterebbe "ooooh" di meraviglia e stupore. Gli ingegneri troveranno si lavoro, ma solo mostrando una perfetta padronanza dell'Inglese e della corretta ortografia italiana e comunque sarebbero sempre considerati un po' piu' sotto di chi studia scienze della comunicazione. Conoscere le lingue, la storia dell'arte e il pensiero di Foucault sarebbe considerato molto piu' importante che avere una piccola impresa e fare i soldi. 
Dal linguaggio comune verrebbero bandite le frasi come "Ti vedo dimagrita, ma mangi?", "E ma che freddo" "E ma che caldo" "E ma al governo sono tutti ladri" "Ma come fai a stare lontana dal tuo ragazzo?" "Ma lasci i tuoi genitori da soli?", "Io lo SO che in America sono stupidi" e "certo che qui da noi si sta meglio".
La gente imparerebbe il rispetto per idee diverse e non succederebbe che una vegetariana passi il cenone della vigilia a pane, burro e zuppa di cipolle. Per il ventesimo anno consegutivo.
Soprattutto, gli Italiani, essendo piu' felici, la smetterebbero con il loro hobby nazionale, il criticare gli altri e il giudicare le vite altrui, ma inizierebbero a farsi dei gran tegamini di cazzi propri. Vuoi sposarti e avere bambini? Buon per te! Vuoi lavorare in un call center e drogarti il sabato? Ma ben venga! Vuoi andare in America a fare un dottorato? Fallo! 
Non ci sarebbero piu' persone con un chiwawa nella borsa di Luis Vuitton. I draghi li mangerebbero tutti.
Possibilmente, sarebbe carino se i razzisti diventassero tutti neri, gli omofobi tutti gay, e i rompipalle tutti muti. E i maschilisti tutte e tre le cose assieme. 
Allora si, tornerei a vivere in Italia e sarei felice. E moltissima gente sarebbe felice con me! 

Caro Babbo, mi rendo conto che forse ti ho chiesto un po' troppo. Se proprio non riesci ad accontentarmi con tutto questo, ti chiedo solo una cosa:
un drago

Questa alla fine e' una cosa semplice ma che mi permetterebbe di andare in giro dicendo "I am the blood of the dragon", Babbo

In tutto questo auguro Buon Natale ai miei lettori, mentre io cerco di ricordarmi con difficolta' PERCHE' ho deciso di tornare in Italia a stare sotto la pioggia della Brianza quando con gli stessi soldi sarei potuta essere a Cancun con un Mohito in mano. 

mercoledì 18 dicembre 2013

Il Natale si avvicina..


Sono sopravvissuta a ben due cose che pensavo non superare mai.
La prima cosa sono gli esami, sia miei che dei miei studenti, ma quelli si sa, sembrano spaventosi ma non lo sono mai. Come ogni semestre ho avuto la fase “OMMIODDIONONCELAFARO’MAI”, la fase “procrastination” e la fase “I’m not giving a fuck”. La terza e’ quella che preferisco e arriva in prossimita’ dei giorni di consegna, quando ormai i paper sono fatti e non importa il voto che prendero’, importa solo il sapore della liberta’ che posso assaporare quasi fosse una mela caramellata dei banchetti di Natale. 

Questo video spiega bene il mio atteggiamento degli ultimi giorni.

La seconda cosa e’ la temperatura sottozero. Ma non sottozero in Celsius. Sottozero in Farenhait. Che per inciso e’… freddo. Molto molto freddo. La mia incapacita’ di convertire i gradi Celsius in Fahrheneit e viceversa mi ha un po’ protetta dalla triste realta’ che mi circondava, e guardando il meteo sul cellulare mi autoconvincevo che tutto sommato non mi sarei ibernata. Purtroppo casa mia e’ fatta di palta e materiali di scarto e sostanzialmente non e’ isolata. Avevo i pinguini in salotto. Una mattina ho preso il caffe’ con una foca monaca e un orso polare. La mia coinquilina dormiva con i guanti. Pero’ camera mia, per un fenomeno termodinamico che non comprendo, era caldissima. Per cui non mi lamento e aspetto paziente il disgelo.

Per il resto, io adoro il Natale. E questo perche’ a Natale nel paese degli orsi volanti succedono cose bellissime. Per esempio, gli edifici si tingono di mille pacchianissime tinte.


Le luci di Natale, come le fanno gli Americani, non le fa nessuno.

Poi, una sera giravo placida per il downtown, quando ho trovato un’invasione di Babbi Natali. Uomini, donne, vecchi, giovani, tutti vestiti da Babbo Natale, chi giravano per i pub cantando allegramente. Una signora mi ha anche regalato delle caramelle. Che lo so che non si dovrebbero accettare caramelle dagli sconosciuti, ma se lo sconosciuto e’ Babbo Natale, secondo me si puo’ anche fare un’eccezione. Uno dei Babbi Natali non solo aveva il tradizionale vestito rosso, ma anche un cappello da mucca. Gli ho fatto i complimenti e lui me l’ha regalato. La ricordero’ sempre come una delle mie serate fortunate.
E, leggendo su internet, scopro che il SantaCon e’ un fenomeno dilagante in varie citta’ americane. E’ una cosa meravigliosa che non ha bisogno di alcun commento.


Perche' io non sono tra loro? 

Sono anche stata al concerto di Natale della mia universita’. Che era devo dire molto carino, con gente che suonava, cantava, ballava.. e sul piu’ bello e’ arrivato un povero martire vestito da Ralphie, il bufalo-mascotte, per prendere il posto del direttore d’orchestra. Perche’ a questi Coloradiani proprio non gli va di fare cose senza metterci almeno un bufalo..

Vi lascero’ con un’altra tendenza Americana che mi sento di dover condividere con il resto del mondo (dove, forse, e’ anche gia’ conosciuta). Dopo il Movember, arriva il Decembeaver! Dove ‘beaver’ non e’ solamente un buffo animale dai lunghi denti simbolo del Canada. Esatto ragazze, la campagna consiste nel non depilarsi un altro tipo di baffi.. mi astengo da ogni tipo di commento su questa campagna per non cadere in un livello troppo basso, ma i miei lettori si possono informare qui. Il modo migliore per tenersi al caldo quando ci sono meno venti gradi.. 

martedì 25 dicembre 2012

Xmas google

I lettori del mio blog mi ricordano con enfasi che oggi e' Natale. Infatti negli ultimi giorni un sacco di gente e' arrivata sul mio blog digitando "auguri di natale disney" o "buon natale disney". Con immensa delusione, immagino, visto che io sono una persona molto poco Natalizia. Sara' comunque rimasta piu' delusa quella persona che cercava riferimenti al sesso orale. O di quella che cercava immagini porno di donne che si infilano insetti non dico (e non oso immaginare) dove.

Potrei perdermi nel descrivere il mio Natale ma Zero Calcare l'ha gia' fatto per me. (Sempre sia lodato)
Quindi ricominciamo con l'eccitante rubrica sulle frasi che VOI, lettori miei, digitate per trovare il mio blog.

GOOGLE MON AMOUR

Film porno con ciccioni gay anziani ma grandi orsi: e qui facciamo tutti un po' di cultura generale con Giupy. Pare che gli orsi siano gay grassi e pelosi (e non lo dico io ma il Grande Assoluto Sapere Universale, cioe' wikipedia). Appresa questa cosa, rimane un velo di perplessita' sulla mia faccia: o amico amante del porno, perche' ti piacciono gli uomini grassi vecchi e pelosi? Guarda che piuttosto che vederti un porno cosi' e' meglio leggere il mio blog. Te lo giuro.

Ad halloween mi vesto da cazzo organo sessuale maschile cosi' tutte le troie donne dai facili costumi si attaccheranno a me: questa frase e' stata da me censurata in alcune sue parti per poter salvaguardare la decenza e l'alta moralita' di questo blog. Volgarita' a parte, non credo che un uomo vestito da pene attiri particolarmente le donne. Ma magari mi sbaglio io eh.. nel caso fatemelo sapere.

I miei orsetti porno: immagino che pure questo si riferisca agli orsi gay qui sopra. Ma mi chiedo se per caso non sia un qualche feticista di quegli orsetti colorati che vivevano sull'arcobaleno e che mi guardavo da piccola.. ma non mi sovviene fossero porno (come del resto non ricordavo che Oscar e Andre' facessero sesso o che Sailor Uranus stesse assieme a Sailor Neptuno, ma io ero una bimba candida e innocente).

Giupy trans: giuro che sono una donna. Logiurologiurologiuro....(e detto cio' corro a depilarmi)

La principessa sul pisello porno: dai questa e' scontatina.. "la principessa sul pisello" e' uno di quei doppisensi cosi' facile che fa ridere solo prima dei 13 anni.. un po' come dire "sono nata alla fine di agosto quindi sono vergine" e sentire la gente che sghignazza..

Come trovare i pervertiti: ma vieni sul mio blog!!! Spazio per TUTTI i pervertiti del mondo!

Alfano che si fa le canne: ma magari se le facesse, cosi' magari sparerebbe meno cazzate direbbe cose piu' assennate..

Fiaba di una porno principessa bionda: questa un po' mi piace.. se scrivessi un libro tipo "50 sfumature di grigio" probabilmente lo intitolerei cosi'. A pensarci dovrei farlo e guadagnare un sacco di soldi, altro che phd e phd...

Auguri natalizi gay hard porno e sexy: non credo che troverai nulla di utile nel mio blog. Ma forse e' piu' facile trovare materiale per auguri gay hard porno e sexy piuttosto che per auguri disney...

Tutte le canzoni di Gesu': anche in questo caso, mi sento piu' vicina agli auguri gay hard porno e sexy che alle canzoni di Gesu'.. forse che dovrei iniziare a rivedere i contenuti del blog? O rivedere i contenuti della mia vita in generale?

Annunci in bruxelles di donne che cercano uomini: o mio lettore, ma ti sembra il caso di cercare donne su internet a BRUXELLES? Comprati una giacca, vai a plux un giovedi' sera, parla per due ore del fatto che fai il policy officer nella prestigiosa lobby Poum Poum Trallalla', e vedrai che alla terza Chimay una l'hai trovata (citazione di 'Puom Poum Trallalla' liberamente inspirata da Eurobubble)

Down su un albero: O_O

E con questa.. probabilmente a voi lettori del mio blog Babbo Natale non portera' nulla. Io vi auguro pero' di trovare tutti i ciccioni gay, i film porno e soprattutto le immagini disney che servono per rendere felici voi piccoli feticisti strani e creepy pervertiti. Vi voglio bene.



lunedì 10 dicembre 2012

Bufali&Biscotti

Visto che a giorni- se sopravvivo agli esami-  me ne torno nella vecchia Europa e piu' in particolare nella bella Italia, eccovi un paio di altre chicche made in Colorado, della serie
MAIS C'EST BIZZARRE!

ORSI O BUFALI?
Iniziamo subito con una foto:

Che cos'e' questa cosa? Un premio a chi indovina...

Ok ok, non ho voglia di distribuire premi quindi lo scrivero': e' una delle DECORAZIONI DEL MURO DEL GABINETTO dell'edificio dell'universita' dove stavo stasera alla festa del mio dipartimento.
(Perche' Giupy, quando c'e' cibo gratis e alcol a profusione da scolarsi con i compagni di doctorate possibilita' di fare networking con alunni e professori, e' sempre presente!) 

Ora, amici di Boulder, ma quanto vi piacciono i bufali? Ma quanto state fissati? Non ce la fate a fare pipi' senza che un bufalo vi guardi?

Oltretutto pare che pure i bufali siano giganti e potenzialmente cattivi. Ma in sto posto animali flaffosi e carini proprio no?

Alla festa poi c'era del formaggio. Bene, io amo il formaggio. Ma era VIOLA e VERDE. Colori che in natura non si sono MAI visti. Il sapore era quello della plastica. Certo, il formaggio viola si intonava con il mio vestito, ma alle volte questo Paese mi lascia perplessa. 



MUSICAL CHE PASSIONE!
L'America ama i musical, e io pure. Sono felice che io e l'America abbiamo una cosa in comune. Cosi' ieri sono andata a vedermi "Le Roi Soleil" fatto dagli studenti di francese.
Ora, il musical era carino, giusto questa pronuncia un po'.. americana. Presente che i francesi quando parlano altre lingue sono adorabili con il loro accento? Gli americani invece soon.. americani. Interessante, comunque. 
 Ma facciamo due considerazioni:
1) Perche' quando io ero una povera studentessa di lingue a fine semestre FACEVO GLI ESAMI, e questi invece SI METTONO SU UN PALCO E BALLANO E CANTANO? Cioe', sicuramente loro si divertono piu' di quanto mi divertivo io, ma lo scopo di un corso di Francese dovrebbe essere quello di parlare la lingua di Moliere o VESTIRSI DA MOLIERE e darsi alla recitazione?
Poi, in preda agli spasmi dell'invidia, penso che io non ho pagato 120mila dollari per la mia educazione e mi passa la voglia di mettermi a ballare su un palco. Anzi, che con i soldi che i miei NON hanno pagato di tasse mi hanno mandato in Erasmus a Parigi che scusate se e' poco. 
2) Come spiegato in un altro mio post, agli americani piace mettere le ragazzine semisvestite a ballare sul palco. Infatti anche qui ad un certo punto scena random di tre tipe in reggiseno e shorts che sculettano! Non so esattamente se questo ci fosse anche nel musical originale, ma giuro che non c'entrava proprio una mazza con la trama e ovviamente mentre queste agitavano i fianchi NON parlavano francese, quindi non ci vedo nessun fine didattico. Pero' ho apprezzato il fatto che dopo le tizie semibiotte ci fossero i maschioni a torso nudo. Evviva la parita' dei sessi americana! Ad ogni modo  , mi rendo conto che il ruolo di moralista non mi si addice, quindi non posso che dire che il musical era carino e mi sono divertita. 

LEGA- LEGALIZATION
Pare che nel dipartimento di storia della mia universita' abbiano fatto una festa per la fine del semestre. E fin qui nulla di strano. Degli studenti hanno portato dei cookies (e non dei biscuit, perche' i biscuit sono salati e si mangiano a colazione, mentre i cookies sono quelli che noi chiamiamo "biscotti" e che contengono cioccolato e burro a tonnellate. Una di quelle cose che ho imparato sulla magica lingua inglese).
Solo che in questi cookies ci hanno messo della marjuana. E qui qualcuno si chiedera' "Ma Giupy, non era quello che suggerivi tu nel tuo scorso post?"
Si esatto, ma io SCHERZAVO, invece questi cerebrolesi  studenti undergrad l'hanno fatto davvero, cosi' che la proff e 5 compagni sono finiti all'ospedale (che poi dico, ma quanta marjuana ci hanno messo dentro per farli stare cosi' male? Io sinceramente non spenderei tutti questi soldi per vedere la mia proff addormentarsi sulla cattedra o i miei compagni ridere ad ogni mia battuta...).
E oltretutto ancora la marjuana non e' legale, ma lo sara' pare dal 2013. 
Chissa' che combineranno gli adorati undergrad quando potranno comprarla ovunque e senza problemi XD.
La cosa piu' ilare e' che ne abbiamo parlato oggi in classe mentre mangiavamo dei cookies portati da una compagna. Non so che ci avesse messo dentro, ma e' tutto il giorno che sono contenta e ho fame.. 
Sara' il formaggio verde. 


(E leggete qui se non ci credete: http://www.denverpost.com/news/ci_22161790/pot-brownie-attack-cu-boulder) 

martedì 4 dicembre 2012

Where is Xmas?

Teoricamente, finito Halloween tutto dovrebbe farsi prendere dalla frenesia del Natale, qui nella terra dorata del consumismo.

In effetti e' cosi'. Ci sono i negozi strapieni di Babbi Natali che si arrampicano (o che fanno bouldering, come si dice qui), Starbucks ha riproposto l'Eggnogg Latte e ci sono tutte le lucine di Natale.

Manca solo una cosa: l'atmosfera natalizia.
Gia', perche' ci sono tipo 17 gradi e un sole perenne
("Ma come Giupy, non avevi detto che nevicava qualche post fa?" "Si ma ora c'e' caldo, alla faccia di tutti quelli che vogliono andare a sciare"- gongola colei che NON ha fatto lo ski pass).

Poi, qui manca un'altra cosa fondamentale: i mercatini di Natale! quelli con la ruota panormanica e la pista del ghiaccio! E soprattutto con il VIN CHAUD!
Certo, c'e' una mini pista di pattinaggio nel Downtown a Boulder. Anche dei mercatini tedescheggianti a Denver. MA con il fatto che qui NON si puo' bere per strada, niente VIN CHAUD. E a questo punto che senso ha il Natale? Che senso ha la vita? Tanto vale sputtanare il budget per i regali di Natale in concerti dei The Killers, borse e alcol (da consumare rigorosamente nei locali, o a casa).

Pero' ciononostante ho fatto un'esperienza molto Natalizia e molto americana andando da una famiglia per una pre-festa di Natale.
Prima di descriverla, cerchero' di spiegare com'era l'ambiente.

Loro erano piu' o meno cosi


Io invece ero piu' o meno cosi'

(Questo perche' avevo scritto per due ore un articolo quando il mio Mac- nonostante costi quanto i miei reni- si e' impallato e non mi ha salvato nulla. Voi come sareste stati al mio posto? Avreste avuto voglia di rendere omaggio a Gesu' Bambino che presto nasce oppure sareste stati ad un passo da assassinare una renna a morsi?)

La festa e' stata deliziosa.
Per prima cosa abbiamo cantato. Mi hanno messo in mano un libretto con le carole di Natale e mi hanno chiesto se le conoscevo. Il mio impulso e' stato rispondere che da piccola mio padre mi cantava "Addio Lugano Bella/o dolce terra mia/scacciati senza colpa/gli anarchici van via", ma poi ho avuto il buon senso di mentire e dire che ne conoscevo alcune. 
Non so perche' la gente pensa che essendo io Italiana debba conoscere il tedesco (O_O) e quindi si aspettavano che intonassi o tannenbaum con perfetto accento berlinese.
Poi mi hanno chiesto che faccio io a Natale. Ci ho pensato brevemente. Di solito mi sfondo di cibo, rubo la wii ai miei cugini piu' piccoli e poi gioco i miei risparmi a pocker con i cugini piu' grandi, e di solito quando le persone vanno a messa mi guardo Nightmere Before Christmas o qualche film con Johnny Depp, che e' un po' l'unica cosa in cui credo. Ho avuto il buon senso di mentire e dire che festeggiamo in famiglia.

E' andato tutto bene, ho cantato allegramente e con convinzione. Almeno finche' non ho scoperto che stavo sulla pagina sbagliata e stavo cantando una canzone diversa da tutti gli altri.

Poi, abbiamo mangiato i biscotti che gli invitati avevano portato. Avete presente quando, essendo incapaci di fare dei biscotti, li comprate gia' fatti e solo dopo averli portati vi accorgete che hanno un vago retrogusto di alcol e che probabilmente sono fatti con qualche surrogato del Rum? Bene, credo mi abbiano additata tutti come un'alcolista che porta biscotti al rum in una festa con anziani e bambini. La verita' pero' e' che per un fugace momento ho pensato che avrei potuto portare dei brownies alla marjuana: sapete che divertimento cantare a quel punto? La gente si sarebbe messa si ad intonare i canti anarchici!

Poi e' arrivato il momento dei quiz e ho scoperto una grande verita': lo sceneggiatore di Desperate Housewives probabilmente era spesso invitato a feste del genere e, come me, ha pensato che dietro tutta questa bonta', amore, e bei sentimenti ci si dovra' pur nascondere qualcosa. Ho iniziato a pensare a scene apocalittiche tipo cadaveri nascosti in bagno o figlie segrete relegate in soffitta. Mi sa che devo smetterla con i biscottini alcolici.

Ho pero' guadagnato mille punti autostima quando una signora mi ha chiesto se frequento la high school. Poi ho realizzato che sono passati DIECI anni da quando avevo l'eta' per frequentare una high school in America e cosi', seppur sentendomi giovanile, sono andata ad addentare un altro biscotto.

Consoliamoci con una bella canzone di Natale