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Mi chiamo Giupy e sono un neurone in fuga che da poco si fregia del titolo di "dottore". Dopo aver vagato per Italia, Giappone, Francia, Belgio e Colorado, la patria degli orsi volanti, sono approdata nella piovosa Bochum. Il blog racconta storie di Germania, di universita', di corsi di Tedesco, di nostalgia del bidet, della lotta per trovare cibo senza glutine e ovviamente di loro, i pensatori Tedeschi che tanto ho letto (e solo talvolta maledetto) per arrivare qui.
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martedì 16 dicembre 2014

Mangia che (non) ti passa

Arriva quel momento dell'anno (ormai siamo al terzo) in cui posso iniziare un post dicendo: ho finito gli esami e sono sopravvissuta, ora torno in Italia ad ingozzarmi di pandoro al limoncello. Quest'anno pero' lo posso dire con piu' gusto, perche' ho finito i corsi PER SEMPRE: d'ora in poi mi dedichero' soltanto al mio lavoro, alle mie paranoie e ai miei studenti.
(In realta' ho gia' esultato per la fine delle lezioni nel 2008 con la specialistica, poi pero' ho fatto due corsi di lingua, un master post-laurea, vari trainings e ora dottorato.. quindi non so, ho il vago sospetto che anche in futuro qualcosa mi terra' incollata ai banchi di scuola..)

Dal momento che la fine del semestre mette sempre allegria, parlero' di qualcosa di deprimente, cioe' la mia salute. Avendo io delle emicranie lancinanti che iniziano il venerdi' sera e finiscono con regolarita' la domenica pomeriggio (cogliete l'ironia no?), ed essendo che i farmaci che ingollo contribuiscono solo a farmi venire mal di stomaco, ho deciso di darmi alle cure alternative.

Io avro' un umorismo naive, ma sono questi i meme che mi fanno sempre ridere

Moltissime persone - tra cui anche qualche carinissima lettrice- mi hanno consigliato l'agopuntura. Cosi' mi sono detta, vivo nel posto degli hippie, SICURAMENTE trovero' qualcuno che mi mettera' degli aghetti bel cervello e io guariro' magicamente. Perche' apparentemente funziona in un sacco di casi, navigate il web ed escono tonnellate di roba su gente che aveva la cicciopelosi a placche e via, due aghetti e ora va a cavallo in cima al Monte Bianco senza camicia della salute. Cosi' sono andata bel centro medico dell'Universita', che non ha dentisti, ne' neurologi, ne' dermatologi, ma ovviamente hanno degli agopunturisti. E ho iniziato a farmi curare da una signora deliziosa che ha garantito avrei avuto risultati gia' dalla prima seduta. 

Le prime cinque sedute sono servite ad alleggerire il mio portafoglio e impedirmi di fare shopping o uscire a cena. Dalla sesta c'e' stato un cambiamento: arrivavo alla seduta rilassata e felice, mi facevo mettere gli aghetti belle orecchie con occhi ben chiusi (sono agofobica) e mi veniva un mal di testa tremendo. Cosi' l'ho detto all'agopunturista e lei mi ha detto:
"Non posso curarti perche' nel tuo corpo c'e' una infezione dovuta all'intolleranza al glutine. Smetti di mangiare glutine e tutto andra' meglio".

Ora, non mangiare glutine e' una tortura. E' VERO, molti biscotti e pani gluten-free sono molto buoni, ma vuoi mettere andare da Starbucks e ordinare la galletta di riso soffiato? Alla festa del Dipartimento e mangiare solo insalata? E possiamo parlare della PIZZA?? Tuttavia, essendo io disperata per l'emicrania ho letto un po' di articoli del Journal of American Gastroenterologists (che palesemente non ho capito ma mi davano fiducia) e ho smesso di mangiare glutine per un mese. In questo mese di tremenda sofferenza oltre ad ingozzarmi di quinoa ho scoperto molte cose curiose. 

1) Non so se sia cosi' ovunque in America, ma qui c'e' pieno di gente che non mangia glutine. Sono tutti celiaci? Sono tutti in cura dalla mia agopunturista? No. Meta' di loro credono che il glutine faccia ingrassare, quindi fanno torte a piu' strati con burro panna cioccolato e sciroppo d'acero, si ingollano di bacon and eggs e pancakes, pero' usano la farina gluten free. L'altra meta' ha letto un libro che si chiama "Grain Brain" (che ho poi scoperto aver letto anche la mia agopunturista, mannaggia a lei). Questo libro ti spiega che il glutine ti danneggia il cervello e quindi non va mangiato. In realta' non l'ho letto, perche' sono felice che il mio cervello venga danneggiato a colpi di croissant. Pero' fa si che chiunque l'abbia letto giudichi la frase "Io mangio pane e pasta con GLUTINE" come "Io mi strafaccio di acidi e li butto giu' con vodka alla pesca".

Vorrei specificare che l'autore ha un master ma NON un phd

2)L'agopunturista mi ha mandato a comprare roba senza glutine in uno specifico supermercato, in cui non ero mai stata. In piu' gia' che c'era mi ha detto di prendermi vitamine, proteine e un po' di altri integratori random. 
Ascoltiamo Sheldon: ingredients for a very expensive urine

Sono cosi' arrivata in questo posto che assomigliava paurosamente al terzo girone dell'Inferno. Oltre a qualche sporadico vegetale organico e locale, era letteralmente TAPPEZZATO di ogni tipo di integratore, dalle micropillole a forma di orsetto x bambini alla confezione famiglia da cinque chili di non-si-sa-cosa. La verita' e' che noi siamo retrogradi, in Italia. Perche' io ero rimasta al buon vecchio "mangia l'arancia che ha le vitamine", ma qua trovo gente articolatissima nello spiegare che ha una carenza di Vitamina B12 e bel consigliarti animatamente delle specifiche barrette di calcio e magnesio che cureranno ogni tuo male. Dovevo essere distratta quando tutta questa gente si e' laureata in medicina. 


Questi sono TUTTI integratori. L'ho fotografato nel caso qualcuno non mi credesse.

(Piccolo appunto: i supermercati hanno tre quarti dello spazio dedicato a pillole, pero' oggi sono stata in una farmacia e sono uscita con cioccolatini e biglietti d'auguri, perche' vende di tutto tranne che farmaci)

3) La follia attenzione a consumare prodotti gluten-free non si ferma ai cinnamon roll. Infatti, ad un barbecue ho conosciuto una ragazza e - dopo aver fatto attenzione che mangiasse del pane, per evitare gaffe - le ho raccontato le mie perplessita' sul fatto che la gente non mangi glutine. Lei mi ha spiegato di fare la parrucchiera, e che alcune clienti le chiedono se ci sono shampoo gluten free.

Perche', tu di solito lo shampoo te lo mangi? 

Apparentemente si. E non solo: esistono anche i prodotti cosmetici vegan. Lo so, LO SO che probabilmente sono prodotti fatti senza test sugli animali e senza peli di talpa, ma io ho riso comunque mezz'ora a pensare:
- alla vegana che mangia con gusto il suo balsamo perche' tanto e' vegano. 
-Alla ragazza che ordina un hamburger per se e un'insalata per il suo mascara, perche' lui e' vegano. 
(ve l'ho detto che ho un umorismo un po' cosi', no?)

L'ho googlato, e i prodotti gluten-free vegan ESISTONO

Se qualcuno se lo stesse ancora chiedendo, l'agopuntura non ha fatto nessun effetto e nemmeno la dieta gluten-free, quindi ora mi ingozzo di lasagne aspettando che il mio cervello muoia felice. In compenso, e questa e' la parte seria del post, consiglio caldamente ai lettori del mio blog di limitare le pratiche alimentari alternative. Non so se funzionino o no, ma a furia di fissarti con 'ste cose da hippie poi diventi un fricchettone che compra questa stronzata cosa per il suo cane:


Concluderei dicendo che vivo in un posto dove la gente ha abbastanza soldi per comprare dei set per fare dei biscotti per cani ORGANICI a forma di scoiattolo MA non abbastanza per comprare il sale e metterlo sulle strade quando gela. Mannaggia a voi, siate maledetti per ogni volta che scivolo.  


venerdì 4 luglio 2014

vie de merde

(attenzione: post pesante e lamentoso)

Di solito gli expat tornano in Italia per le vacanze e tutto e' meraviglioso, si ingozzano di pasta e pizza al sole e si lamentano della cattiva cattiva crisi economica che li ha mandati via. Di solito era cosi' anche per me e questa cosa mi piaceva tantissimo perche', come scrissi piu' volte, lamentarsi e' lo sport preferito di tutti noi e di conseguenza anche il mio.

Pero' quest'anno le cose stanno andando un po' diversamente.
Per prima cosa, la mia hometown mi ha ricordato con arroganza e prepotenza di essere definita a buon diritto il "pisciatoio d'Italia" e sono due mesi che io giro con maglione e calzette, ombrello e impermeabile, e sottili squamette sulla pelle. Non male se fosse novembre. Poi, il meteo si e' in qualche modo sintonizzato sulle mie onde cerebrali, cosicche' ogni volta che io accenno a pensare "ma potrei andare al mare/lago/piscina", l'ira di Zeus abbatte i suoi lampi in versione nuvoletta di Fantozzi su di me.
Poi, ho scoperto di essere intollerante a qualsiasi cosa. Io che ho sempre mangiato di tutto, ora non posso piu' mangiare latticini o lieviti o qualsiasi cibo appetitoso senza stare malissimo e l'unica spiegazione che mi sanno dare i medici e' "boh".

Ma tutto cio' sarebbe secondario se la neurologa non mi avesse dato un nuovo farmaco. Questa pastiglietta che prendo due volte al giorno e potenzialmente prendero' per sempre si chiama Topamax ma vorrei proporre alla casa farmaceutica di chiamarlo "Pillola del Dissennatore", perche', oltre alle normali controindicazioni che danno tutti gli altri farmaci (rischio di ictus, richio di infarto, morte), ti succhia la felicita' e la gioia di vivere. Mi sveglio la mattina e mi chiedo "Ma io, perche' ero felice?" e mi sforzo di pensare per quali motivi un tempo ero una persona piena di gioia. Guardo le pozzanghere e mi viene da piangere. Guardo gli uccelli migratori e lo trovo irresistibilmente triste. Non vi dico che pessime reazioni ho nel seguire Breaking Bad. Oltretutto mi toglie l'appetito, cosa che per la neurologa e' una cosa bella, "cosi' perderai qualche chilo !" (della serie "cicciona, dimagrisci!"). Ogni pasto e' diventato un masticare a fatica i maccheroni e chiedermi malinconica perche' noi esseri umani mangiamo e perche' non possiamo nutrirci solo dei tristi pensieri della Frankfurt School. Mi da gioia solo visitare ripetutamente il mio nuovo sito preferito

Harry, come ti capisco ora

Date queste premesse, mi sembra perfettamente normale che inizi a provare fastidio per le-solite-osservazioni-che-la-gente-ti-fa-quando-torni-in-Italia. Del tipo:

- Ma quando finisci il dottorato poi tornerai in Italia? Ma avrai possibilita' qui? Ma non vuoi piu' tornare? Ora, calcolando che la depressione e' sorella gemella dell'ansia e io tra due anni o poco piu' saro' disoccupata, e' davvero il caso di iniziare a farmi pensare ADESSO a quello che faro' tra due anni? E poi, diciamoci la verita': quando mai qualcuno nella mia generazione ha avuto la possibilita' di scegliere qualcosa di piu' complesso del colore della maglietta in saldo H&M? Certo, potevo scegliere se restare e fare la centralinista o partire e fare la dottoranda. E allo stesso modo non ho una gran scelta per il dopo dottorato. Se qualcuno mi vorra' in Usa staro' la'. Se non mi vorranno il mio visto scadra' miseramente e io me ne tornero' a Bruxelles a succhiare soldi all'Europa, o andro' a Caracas a fare la pianista in un bordello, o a fare la surfista tra gli squali a Maui beach. Ma la verita' vera non e' questa. La verita' e' che talvolta la gente SEMBRA interessata sinceramente alla tua vita. INVECE NO. La venita' e' che la gente NON SA FARSI I CAZZI SUOI. Io me le vedo, le persone, che se ne tornano a casa e si chiedono "ma quella quando se lo trova un lavoro?" e che aspettano con gioia che tu scriva su facebook che qualcosa ti e' andato storto perche' cosi' possono glorificarsi con gli ex compagni delle elementari del fatto che loro sono stati piu' furbi. Stanno li a cercare di capire dove sta la falla di quella che se n'e' andata in America, perche' in questa generazione dove a tutti va di sfiga non puo' essercene una a cui semplicemente e' andata di culo, e aspettano come mantidi che il moroso ti molli, che perdi il lavoro, che te ne torni con la coda tra le gambe. 
Per questo su facebook metto solo le foto dei viaggi belli che mi faccio.

- Guarda, a me l'America non piace proprio per nulla, non mi ispira proprio niente. Ora, tendenzialmente l'America deve piacere a me e non a te perche' fino a prova contraria ci vivo io e nessuno ha mai chiesto a te di viverci. Ma, oltre alla sopraccitata massima che l'Italiano non sa farsi i cazzi suoi, ci sono due grandi verita' da obiettare a questa frase: la prima e' che e' un po' difficile giudicare gli Stati Uniti nella sua totale e globale interezza senza averci vissuto ANNI, aver visto TUTTI gli Stati e aver conosciuto MOLTI Statunitensi. La seconda e' che se tu abitassi in un posto MOLTO BELLO, facendo un lavoro MOLTO FIGO, avresti il diritto di giudicare tutto e tutti. Ma quando vivi a Busto Arsizio, ad Abbiategrasso, a Gallarate, e stai otto ore della tua squallida giornata chiuso in un ufficio grigio a fare "click" su una tastiera, te la senti davvero di dire che non vorresti mai vivere a New York? 

Perche' alla fine abbiamo un po' tutti una vita di merda

- Alla fine tu non vivi in America, tu vivi a Boulder, non puoi dire che stai vivendo l'America. Questa e' una cosa che mi viene spesso detta dagli Statunitensi che ho incontrato in questi due anni di PhD. Perche' se gli Italiani mi irritano, mi irritano anche persone da altre parti del mondo, sia chiaro. Sono molto democratica nel mio essere acida. Io posso capire che Boulder sia un'oasi di hippie e free marijuana e ex fricchettoni, ma qualcuno potrebbe spiegarmi qual e' la vera America? Dovrei forse andare nel profondo Texas? A New York stile film di Woody Allen? a Los Angeles tra le palme? Perche' io sinceramente allora non ho capito com'e' l'America e come dovrebbe essere la mia "vera esperienza americana". Forse dovrei comprarmi una pistola, girare in infradito, iniziare ad ingozzarmi di hamburger e passare i miei week end da Walmart, e stare i miei 4 di Luglio a fare i fuochi d'artificio in modo molto patriottico invece che stare in Italia sotto la pioggia battente a fare post lamentosi. Fatto sta che Boulder mi piace e per me QUELLA e' l'America, se qualcuno ha qualcosa da ridire MI SPIACE, finche' la geografia e il visto sul mio passaporto non saranno un'opinione mi sembra che si, anche Boulder e' in America ed e' la MIA esperienza americana.

Detto cio', mi scuso con i lettori che hanno seguito fin qui per l'acidita' dirompente del post, ma se continuero' a prendere la Pillola del Dissennatore potrebbero esserci nuovi bellissimi sviluppi, visto che tra gli effetti collaterali ci sono anche l'aumento dell'aggressivita' e le allucinazioni visive. Magari a quel punto potrei davvero vedere gli orsi volare...

I Francesi sono proprio maestri nel descrivere la vie de merde, di questo bisogna dargli credito..