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Mi chiamo Giupy e sono un neurone in fuga che da poco si fregia del titolo di "dottore". Dopo aver vagato per Italia, Giappone, Francia, Belgio e Colorado, la patria degli orsi volanti, sono approdata nella piovosa Bochum. Il blog racconta storie di Germania, di universita', di corsi di Tedesco, di nostalgia del bidet, della lotta per trovare cibo senza glutine e ovviamente di loro, i pensatori Tedeschi che tanto ho letto (e solo talvolta maledetto) per arrivare qui.
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domenica 8 marzo 2015

Yabadabadoo!

Oggi e' la festa della donna. Lo so, cari lettori, che temete vi attacchi un'altra pezza femminista come a volte faccio.
(A dire il vero, in questo periodo sto lavorando come una schiava con il miraggio di una carriera che forse non avro' mai e penso che, sotto sotto, il femminismo un po' ci ha fregate tutte. Io non potrei mai farlo perche' ho sto vizio di attaccarmi ai miei principi, ma quelle amiche che alla mia eta' si mettono comode in poltrona e smettono di sbattersi xche' tanto e' il fidanzato/marito a guadagnarsi la pagnotta, voglio dire, non hanno la vita un tantinello piu' facile della mia che penso da tutto il giorno come fronteggiare il lavandino della cucina otturato?)

Vi parlero' invece di un altro argomento che spesso le donne (ma pure le non-donne direi) hanno a cuore: la dieta. So che parlo spesso di cibo su questo blog. Un po' e' perche' evidentemente non sono una persona molto profonda e filosofica, ma un po' anche perche' vedo che i post sul cibo riscuotono sempre un grandissimo successo. Sara' che dovrei mettermi a fare la food blogger (e poi diventare abbastanza ricca e famosa da avere qualcuno che pensi per me a cose come il lavandino otturato).

Quando pensavo di aver visto tutte le stranezze di Boulder, ho scoperto che al weird non c'e' mai fine: la paleo diet

 Yabadabadoo anche a voi

Praticamente, il principio filosofico della paleo diet e' che devi mangiare come i cavernicoli. Cioe' solo cose che non sono confezionate o preparate. Le uova vanno bene e la carne pure, pero' l'olio no, e neanche il formaggio. Perche' non e' che nelle caverne ci facevano il parmigiano.
La paleo diet mi lascia basita per un consistente numero di ragioni. Se sei allergico al glutine e' giusto mangiare gluten-free, se sei animalista e' giusto essere vegano etc etc. Certo, poi tutte queste persone possono fracassare un sacco i maroni essere molto intransigenti con le loro diete, ma se non altro hanno dei principi e li seguono e tutto questo makes sense (cioe' fa senso). MA, dico io, per quale motivo mangiare come i cavernicoli? Allora per coerenza dovresti pure andare in giro ad ammazzare i dinosauri con la clava e ricavare una ruota dai sassi e vestirti con le pelli di leopardo come unica barriera contro il freddo. (Per la cronaca, lo so che i dinosauri erano gia' estinti quando Fred era in giro, ma considerate che vivo in un posto dove il 60% della popolazione pensa che il mondo abbia 10000 anni). Oltretutto, nei libri di ricette paleo che trovo a pacchi in ogni libreria ho appreso che in realta' esistono ricette paleo per fare le cupcakes o i muffin. Perche', chiaramente, nelle caverne avevano il frosting. Se proprio vuoi fare il cavernicolo fallo bene ed esci a cacciare e raccogliere radici. 
Ma, soprattutto, vi sembra che i Neanderthal fossero belli fighi e sani e vivessero moltissimo? Non sono un'esperta, ma ne dubito. Quindi vale proprio la pena imitarli?

Se devo rinunciare al cioccolato E diventare cosi', no grazie. Poi la ceretta chi la fa?

A pensarci, penso che i Coloradiani si buttino su cose come la paleo diet per contrastare altri eccessi che esistono nelle loro vite. Per esempio, il fatto che molte delle cose che mangiano sembrano colorate con gli Uniposca (e immagino lo siano). Andando da Target ho potuto raccogliere alcune foto emblematiche (perche', per la cronaca, io sono quella persona creepy che si aggira per i supermercati a fare foto e ridere da sola):

 Muffin radioattivi da Safeway

 I gusti del Philadelphia meriterebbero un post a parte, ma non potevo evitare di fotografare quello con il bacon

Perche' la marriage equality parte dai biscotti

 La torta mimetica, da nascondere in ogni momento tra i cespugli. 

 Vorrei far notare che e' in tinta con il mio smalto

 Di questa ovviamente mi piace il nome

La mia consclusione e' che, tra l'estremo della gente che mangia come Fred nelle caverne e quella che si ingozza di cibo pitturato a tempera, io dovrei proprio mettermi a fare la food blogger.

E concludero' con l'aneddoto di una conferenza a cui sono stati serviti dei muffin che erano un colore rosso accesso con decorazioni simil-fluerescenti. Mentre io avevo qualche riserva nel mangiarli, il mio advisor se ne ingozzava felice.
"Ma.. non sono un colore un po' insolito?" ho azzardato io
"Puo' darsi" fa lui "Ma io non ho questi problemi. Sono daltonico"


martedì 16 dicembre 2014

Mangia che (non) ti passa

Arriva quel momento dell'anno (ormai siamo al terzo) in cui posso iniziare un post dicendo: ho finito gli esami e sono sopravvissuta, ora torno in Italia ad ingozzarmi di pandoro al limoncello. Quest'anno pero' lo posso dire con piu' gusto, perche' ho finito i corsi PER SEMPRE: d'ora in poi mi dedichero' soltanto al mio lavoro, alle mie paranoie e ai miei studenti.
(In realta' ho gia' esultato per la fine delle lezioni nel 2008 con la specialistica, poi pero' ho fatto due corsi di lingua, un master post-laurea, vari trainings e ora dottorato.. quindi non so, ho il vago sospetto che anche in futuro qualcosa mi terra' incollata ai banchi di scuola..)

Dal momento che la fine del semestre mette sempre allegria, parlero' di qualcosa di deprimente, cioe' la mia salute. Avendo io delle emicranie lancinanti che iniziano il venerdi' sera e finiscono con regolarita' la domenica pomeriggio (cogliete l'ironia no?), ed essendo che i farmaci che ingollo contribuiscono solo a farmi venire mal di stomaco, ho deciso di darmi alle cure alternative.

Io avro' un umorismo naive, ma sono questi i meme che mi fanno sempre ridere

Moltissime persone - tra cui anche qualche carinissima lettrice- mi hanno consigliato l'agopuntura. Cosi' mi sono detta, vivo nel posto degli hippie, SICURAMENTE trovero' qualcuno che mi mettera' degli aghetti bel cervello e io guariro' magicamente. Perche' apparentemente funziona in un sacco di casi, navigate il web ed escono tonnellate di roba su gente che aveva la cicciopelosi a placche e via, due aghetti e ora va a cavallo in cima al Monte Bianco senza camicia della salute. Cosi' sono andata bel centro medico dell'Universita', che non ha dentisti, ne' neurologi, ne' dermatologi, ma ovviamente hanno degli agopunturisti. E ho iniziato a farmi curare da una signora deliziosa che ha garantito avrei avuto risultati gia' dalla prima seduta. 

Le prime cinque sedute sono servite ad alleggerire il mio portafoglio e impedirmi di fare shopping o uscire a cena. Dalla sesta c'e' stato un cambiamento: arrivavo alla seduta rilassata e felice, mi facevo mettere gli aghetti belle orecchie con occhi ben chiusi (sono agofobica) e mi veniva un mal di testa tremendo. Cosi' l'ho detto all'agopunturista e lei mi ha detto:
"Non posso curarti perche' nel tuo corpo c'e' una infezione dovuta all'intolleranza al glutine. Smetti di mangiare glutine e tutto andra' meglio".

Ora, non mangiare glutine e' una tortura. E' VERO, molti biscotti e pani gluten-free sono molto buoni, ma vuoi mettere andare da Starbucks e ordinare la galletta di riso soffiato? Alla festa del Dipartimento e mangiare solo insalata? E possiamo parlare della PIZZA?? Tuttavia, essendo io disperata per l'emicrania ho letto un po' di articoli del Journal of American Gastroenterologists (che palesemente non ho capito ma mi davano fiducia) e ho smesso di mangiare glutine per un mese. In questo mese di tremenda sofferenza oltre ad ingozzarmi di quinoa ho scoperto molte cose curiose. 

1) Non so se sia cosi' ovunque in America, ma qui c'e' pieno di gente che non mangia glutine. Sono tutti celiaci? Sono tutti in cura dalla mia agopunturista? No. Meta' di loro credono che il glutine faccia ingrassare, quindi fanno torte a piu' strati con burro panna cioccolato e sciroppo d'acero, si ingollano di bacon and eggs e pancakes, pero' usano la farina gluten free. L'altra meta' ha letto un libro che si chiama "Grain Brain" (che ho poi scoperto aver letto anche la mia agopunturista, mannaggia a lei). Questo libro ti spiega che il glutine ti danneggia il cervello e quindi non va mangiato. In realta' non l'ho letto, perche' sono felice che il mio cervello venga danneggiato a colpi di croissant. Pero' fa si che chiunque l'abbia letto giudichi la frase "Io mangio pane e pasta con GLUTINE" come "Io mi strafaccio di acidi e li butto giu' con vodka alla pesca".

Vorrei specificare che l'autore ha un master ma NON un phd

2)L'agopunturista mi ha mandato a comprare roba senza glutine in uno specifico supermercato, in cui non ero mai stata. In piu' gia' che c'era mi ha detto di prendermi vitamine, proteine e un po' di altri integratori random. 
Ascoltiamo Sheldon: ingredients for a very expensive urine

Sono cosi' arrivata in questo posto che assomigliava paurosamente al terzo girone dell'Inferno. Oltre a qualche sporadico vegetale organico e locale, era letteralmente TAPPEZZATO di ogni tipo di integratore, dalle micropillole a forma di orsetto x bambini alla confezione famiglia da cinque chili di non-si-sa-cosa. La verita' e' che noi siamo retrogradi, in Italia. Perche' io ero rimasta al buon vecchio "mangia l'arancia che ha le vitamine", ma qua trovo gente articolatissima nello spiegare che ha una carenza di Vitamina B12 e bel consigliarti animatamente delle specifiche barrette di calcio e magnesio che cureranno ogni tuo male. Dovevo essere distratta quando tutta questa gente si e' laureata in medicina. 


Questi sono TUTTI integratori. L'ho fotografato nel caso qualcuno non mi credesse.

(Piccolo appunto: i supermercati hanno tre quarti dello spazio dedicato a pillole, pero' oggi sono stata in una farmacia e sono uscita con cioccolatini e biglietti d'auguri, perche' vende di tutto tranne che farmaci)

3) La follia attenzione a consumare prodotti gluten-free non si ferma ai cinnamon roll. Infatti, ad un barbecue ho conosciuto una ragazza e - dopo aver fatto attenzione che mangiasse del pane, per evitare gaffe - le ho raccontato le mie perplessita' sul fatto che la gente non mangi glutine. Lei mi ha spiegato di fare la parrucchiera, e che alcune clienti le chiedono se ci sono shampoo gluten free.

Perche', tu di solito lo shampoo te lo mangi? 

Apparentemente si. E non solo: esistono anche i prodotti cosmetici vegan. Lo so, LO SO che probabilmente sono prodotti fatti senza test sugli animali e senza peli di talpa, ma io ho riso comunque mezz'ora a pensare:
- alla vegana che mangia con gusto il suo balsamo perche' tanto e' vegano. 
-Alla ragazza che ordina un hamburger per se e un'insalata per il suo mascara, perche' lui e' vegano. 
(ve l'ho detto che ho un umorismo un po' cosi', no?)

L'ho googlato, e i prodotti gluten-free vegan ESISTONO

Se qualcuno se lo stesse ancora chiedendo, l'agopuntura non ha fatto nessun effetto e nemmeno la dieta gluten-free, quindi ora mi ingozzo di lasagne aspettando che il mio cervello muoia felice. In compenso, e questa e' la parte seria del post, consiglio caldamente ai lettori del mio blog di limitare le pratiche alimentari alternative. Non so se funzionino o no, ma a furia di fissarti con 'ste cose da hippie poi diventi un fricchettone che compra questa stronzata cosa per il suo cane:


Concluderei dicendo che vivo in un posto dove la gente ha abbastanza soldi per comprare dei set per fare dei biscotti per cani ORGANICI a forma di scoiattolo MA non abbastanza per comprare il sale e metterlo sulle strade quando gela. Mannaggia a voi, siate maledetti per ogni volta che scivolo.  


martedì 27 maggio 2014

Haute Cuisine

Ci sono due cose che mi impegno a fare da quando vivo negli USA: vestirmi bene e cucinare. Questo perche' credo che le uniche cose serie in Italia siano il cibo e la moda; oltretutto, amo rinforzare gli stereotipi e visto che non so suonare il mandolino e nemmeno ho uno zio siciliano che si chiama Al con lupara e coppola, come immagine cliche' mi rimangono giusto gli spaghetti.

Ammetto che l'inizio di questo post possa essere fuorviante: il fatto che io CUCINI non vuol dire CUCINARE BENE. Vuol dire che posseggo delle pentole e compro dei pomodori e so pure affettarli. Diciamo pero' che in America dire di saper cucinare vuol dire voler vincere facile.
Siamo stati tutti studenti universitari e tutti ci siamo nutriti di pasta con tonno direttamente dal vasetto, per non parlare di piadine con il Galbanino, ma qui in USA la gente (anche adulti, intendiamoci), porta il non cucinare ad un altro livello. Tipo che mangiano queste cose:

Si, una cena intera surgelata da mettere nel microonde. E che costa tipo 1 dollaro in promozione, quindi la carne suppongo sia piccione

Quindi, senza che Giupy sia mai uscita da MasterChief, e' comunque in grado di destare lo stupore dei suoi pari per il fatto che non solo cucina, ma lo fa ben due volte al giorno. Nonostante io stia in un posto di fricchettoni salutisti, la mia dimestichezza con lo scolapasta e il mio non aver mai assaggiato Macaroni and Cheese mi ha portato a vivere delle divertenti avventure.

Giupy e la torta salata
In occasione del pic-nic di fine anno, ho deciso di preparare qualcosa. La mia scelta e' stata motivata dal forte sospetto che il motivo per cui professori e dottorandi mi apprezzino non sia ne' la mia acutezza accademica, ne' il mio meraviglioso accento italico, ma il mio tiramisu', che mi e' valso tanti inviti a cena. Cosi' ho deciso di lanciarmi in una torta salata, che e' facile e fa scena.
Il primo problema si e' rivelata la sfoglia: perche' in grado di cucinare si, ma nel periodo di finals ed esami vari cio' che volevo era la sfoglia pronta buitoni. Che non esiste. Esistono delle sottospecie di sfoglia Buitoni con dentro lo STRUTTO (Boulder, citta' mia adorata, i tuoi abitanti mi scassano le pallemostrano rammarico se non compro le uova biologiche-cage free- pollo felice, e poi non mi fai la sfoglia vegetariana?). Cosi', facendo fede ai miei principi alimentari, mi sono presa la frozen pie crust che gia' faceva presagire il peggio

Perche' alla tentazione del surgelato soccombo anche io

Il secondo problema e' stata la ricotta. Vado al Safeway, trovo la ricotta che mi sembra piu' mangiabile, la apro, e dentro C'E' LA MUFFA. Proprio SOTTO la pellicola di plastica che e' intatta. Questa cosa, non so per quale strano sbilanciamento emotivo, mi ha causato piu' cultural shock di ogni orso volante. Sono corsa di nuovo al supermercato, ho trovato un ragazzino brufoloso che lavorava li e ho esclamato con pathos:
"Questa ricotta ha la muffa!"
"Ah" fa lui annoiato "Vuoi che te la cambi? Ne vuoi prendere un'altra?"
"No!" dico io sconvolta "Vuol dire che le conservate male! Tutto lo stock va buttato!"
"Ah" dice lui, continuando a non cogliere il mio punto "Vuoi i tuoi soldi indietro?"
"No! " esclamo io "Cioe' si, ma voglio anche accertarmi che non vendiate piu' formaggio con la muffa"
Lui mi smolla quattro dollari in mano, mi guarda come se fossi pazza e mi fa "Si si" poco convinto.
Solo a me sembra cosi' scandaloso che la ricotta sia ammuffita?

La storia ad ogni modo e' finita che per il pic nic ho portato chips con salsa, come tutti gli altri.

Giupy e il pic nic
A dire il vero, non proprio tutti avevano portato chips con salsa. Qualcuno si era lanciato in quelle verdure gia' tagliate da pic nic che vanno tanto. E una ragazza aveva portato una prelibatezza americana che apparentemente fa impazzire tutti: il sedano con il burro di arachidi e uva passa. 

Solo a me l'uvetta da una brutta immagine visiva?

Io amo il sedano. Anche il burro di arachidi. Le uvette un po' meno, e il perche' ve lo spiega il video qui sotto. Ma PERCHE' queste tre cose assieme? Mi sembra l'accoppiata patatine - cozze dei belgi. O ketchup e pizza. Ci sono cose che NON stanno bene assieme. Quando io ho detto che il sedano lo mangio con il formaggio mi hanno tutti guardato storta, in compenso. Cosi' ho assaggiato il sedano con burro di arachidi e uva passa. E no, non era buono, e non solo per le uvette.

Oltre a spiegarvi cio' che penso dell'uvetta, questo video serve per invogliare tutti a vedere Benny and Joon, il mio film preferito.

Giupy e il freezer
Una volta ho avuto una conversazione con un'Americana di quelle che mangiano solo cibo take away, che comprano la frutta gia' tagliata perche' non sanno come si sbuccia una mela e che dichiarano con fierezza di non sapersi fare una pasta. Per spiegarvi, questa ragazza possedeva come uniche stoviglie un piatto, un pentolino da te, una tazza ed un cucchiaio. BASTA.
Vedendomi fare la spesa e approfittare di sconti su frutta e verdura, mi ha chiesto perplessa cosa ne facessi di tutto quel cibo (e l'ha chiesto con il tono che si usa per dire "non senti che la tua vita e' sprecata ai fornelli?").
Io le ho spiegato che normalmente la mangio, ma se non faccio in tempo per qualche motivo prima che vada a male la surgelo, facendone che so, un passato o una zuppa. Lei sembrava molto affascinata dall'idea, tanto da volerla provare a sua volta.
E' venuta felice ad annunciarmi che aveva surgelato gli spinaci. 

Peccato che erano gli spinacini freschi, quelli da insalata. 

Vorrei sottolineare che questo popolo, che non sa nemmeno accendere il forno, sta dominando il mondo. 

Mi sembra giusto concludere il post con la pubblicita' dei Macaroni and Cheese. Anche a voi sembra rivoltante e di cattivo gusto? 


domenica 13 aprile 2014

France does it better

Mi rendo conto che il titolo del post possa sembrare fuorviante. No, non mi trasferisco dai nostri cugini d'oltralpe con cui ho questo intenso e schizofrenico rapporto di odi et ami. E nemmeno parlero' di quel'articolo che ho postato speranzosa su facebook sulla Francia che proibisce le mail di lavoro dopo le 18, e che sotto sotto sa un pochetto di cazzata sembra troppo bello per essere vero.

Gli Americani, come tutti i popoli, sguazzano felici nei loro stereotipi verso gli altri popoli. Tipo, noi siamo mafiosi e chiassosi, i Francesi sono famosi perche' non si lavano. Che, per carita', mai sofferto per la mancanza del bidet come in Francia, ma non e' che gli Stati Uniti abbiano mai scoperto le gioie dell'igiene intima. (Piccola digressione: come tutti gli Italiani all'estero ho questa depressione maniaco- compulsiva che mi porta a sognare il giorno in cui comprero' una casa non come marchio di stabilita' e indipendenza ma per poterci impiantare un bidet. Pero' c'e' un'altra cosa che mi fa impazzire negli States- o almeno in questa parte degli States dove gli orsi volano: perche' in tantissime case i bagni non hanno le finestre? la ventola NON BASTA. Facciamocene una ragione e produciamo dei bagni con le FINESTRE).

Cio' che piu' mi disturba e' che il bidet l'abbiano inventato i francesi e poi abbiano deciso che e' da donne di malaffare. Cosi' io, donna perbene, non posso lavarmi. 

Stereotipi a parte, i Francesi sono in realta' anche stimati dagli Americani, per il fatto che mangiano cibo sano. Cosi', il web pullula di simpatici articoli come questo che spiega come i bambini statunitensi dovrebbero essere tirati su a baguette e lumache come i coetanei gallici.

E' da qualche giorno che  mi imbatto in articoli del genere e non e' la prima volta che sento decantare le grandi virtu' del cibo francese. Per esempio, ricordo una signora americana spiegarmi che gli Americani sono grassi perche' non bevono vino, che invece mantiene magri gli amici Francesi. Insomma, starebbe tutto nella proprieta' dell'uva. Se questa cosa fosse vera, la mia vita sarebbe bellissima e io invece di fare un PhD sarei una modella.

Di fatto, la maggior parte di blog ed articoli vari consiglia di imitare i Francesi nel non dare da bere la coca cola a tuo figlio sei volte al giorno, non fargli mangiare tre chili di pop corn a mezzanotte e non nutrirlo esclusivamente con il menu' happy kid di MacDonald's, che e' piccolo ma ha comunque abbastanza calorie da nutrire il Darfur intero . Il che potevo arrivarci anche io e anche voi senza essere dietologi, ma nulla mi stupisce piu' da quando ho scoperto che esistono interi pasti surgelati ad un dollaro. Da quando ho trovato un depliant nel centro medico che spiega che, per non ingrassare a dismisura all'universita', l'importante in mensa e' mettersi nel piatto tanti colori diversi. Perche' sono i COLORI che fanno dimagrire.

Io li amo con tutto il mio cuore, ma siamo sicuri che il popolo che ha inventato il croissant vada lodato per la morigeratezza alimentare ? Il mio fegato nuota ancora nel burro di quelli che mangiavo quotidianamente anni fa...

Tuttavia, voglio rendere giustizia alla citta' che mi ospita e che, come dico spesso, e' un trionfo di salutismo e cibo organico e locale. E qui ho una piccola confessione da fare: nel mio io ho un piccolo lato hippie che si diverte a comprare cose desuete che in Italia non mi sognavo nemmeno lontanamente (poi magari ci sono pure in Italia, nel caso segnalatemelo prima che quest'estate vada in astinenza)

- Chia: sono dei semini molto hippie che si mettono nell'acqua o nelle bevande e diventano viscidi. Il mio ragazzo nel provarli ha dichiarato che "riescono ad essere disgustosi non solo nella consistenza, ma anche nel sapore". Pero' hanno un sacco di proprieta' stupende, tipo che idratano, bruciano i grassi, danno omega 3.. insomma, manca giusto che facciano il caffe'. E poi danno energia, utilissimo per quei tre minuti di attivita' fisica che faccio al giorno

- Boba: sono delle palline rotonde di tapioca, anch'esse viscide. Una mia amica sostiene che assomigliano a girini, a me sembrano anche cose ben peggiori. Si mettono nel te o nel succo e si succhiano con una larga cannuccia. Anche questi pare abbiano un sacco di belle proprieta', e in piu' un Taiwanese mi ha spiegato che da loro 'boba' vuol dire 'tette'. Non so che problemi abbiano gli orientali, ma so che sono gravi.

Don't judge a book by its cover

- Patate: mi sono sempre chiesta che avessero le patate americane piu' delle nostre. Be', sono dolci, e colorate, che come ci insegna il depliant del centro medico e' una cosa che fa bene. Ci sono gialle, arancioni, viola.. l'insalata di patate viola e' un po' una di quelle cose per cui e' bello vivere.

- Granola: non so esattamente che cosa sia la granola. E' tipo cereali da mettere nel latte con dei semini ed altre cose non identificate, tra cui droga, perche' quando l'assaggi poi diventi dipendente. 

- Kefir: bevanda che pare sia da paura nel Caucaso che sta un po' a meta' tra il latte e lo yogurt. E' buonissimo ma fa molta paura leggere l'etichetta e scoprire che lui continua a fermentare nel frigo dopo che l'hai aperto, cosi' come nel tuo stomaco. Questa cosa pare sia bella.. o forse no. Non e' specificato.

- Caramelle di zenzero: ho scoperto che la legalizzazione della marijuana non mi fa nulla, ma le caramelle di zenzero, quelle si, sono necessarie perche' io continui a mantenere le mie dipendenze. Lo zenzero e' buonissimo, ma le caramelle di zenzero fanno pure molta paura perche' sulla confezione c'e' una radice di zenzero che sembra un incrocio tra il Bau Bau di Nightmare Before Christmas e la regina Elisabetta senza cappello

Ditemi se non ho ragione

In tutto questo, spero di aver reso un po' di giustizia ai miei compatrioti adottivi spiegando come non solo i Francesi, ma anche gli Americani a volte hanno cose sane da mangiare. Forse, piu' che sane sono cose weird, ma voi non ditemelo perche' ormai sono parte della mia dieta quotidiana e iniziero' a portarle in Italia di contrabbando. 

La speranza nel popolo americano, pero', e' svanita quando un compagno di corso mi ha chesto: "Ma e' vero che la pizza e' basata su una specie di torta che avete in Italia, che ha influenzato i pizzaioli di New York che l'hanno inventata?".
Non ho detto nulla, ma l'avrei volentieri mandato a raccogliere dello zenzero

Siamo fuori stagione, ma visto che si parlava di zenzero..

domenica 26 gennaio 2014

Internet arriva pure agli Italiani all'Estero


La foto non ha nulla a che vedere con il post. Pero' l'ho messa perche' mi faceva ridere come avvertimento- DAVVERO pensate che mi metta a saltare nel ruscello da una liana stile Tarzan?

L'altro giorno stavo pigramente cazzeggiando sul web facendo delle importanti ricerche sui social media quando la mia attenzione si e' soffermata su un articolo del Fatto Quotidiano che qualcuno dei miei contatti aveva postato su Facebook.

Il mio primo pensiero e' che io non sono mai riuscita a diventare una giornalista e probabilmente non lo diventero' mai perche' mi manca il necessario talento. Pero'  il mondo e' pieno di gente con le mie stesse lacune  che SCRIVE LO STESSO.

Nonostante io mi svegli ogni mattina recitando il mantra 'internet e' pieno di monnezza', continuo imperterrita a leggere articoli sul web che mi fanno innervosire e mi viene una gran voglia di rispondere. Cosa che faro' qui con l'articolo in questione sugli Italiani all'Estero. Perche' ci sono molte cose che non so fare e molte cose che non saro' mai, ma con brevi esperienze da studentessa a Tokyo e Parigi, due anni da lavoratrice a Bruxelles e ora quattro anni di PhD in USA, credo di potermi definire un'Italiana all'Estero. Come dice un sito che adoro, "I am the adult version of my Erasmus self".

Nell'articolo, l'autore parla di amici suoi che vivono probabilmente a Londra e allarga la loro esperienza a tutti gli Italiani all'Estero. Il che immagino sia una cosa invitante, ma bisogna ricordarsi che non tutti sono uguali. Ebbene si, incredibile da dirsi, ma NON SIAMO una massa di pecore che fanno tutte la stessa cosa. Ne' in Italia, ne' fuori dall'Italia. Quindi le mie esperienza magari non sono le stesse degli amici dell'autore dell'articolo. Magari le mie esperienze non sono nemmeno le stesse dell'Italiano che vive a due blocks da casa mia qui nel Paese degli Orsi Volanti. L'autore dell'articolo stilla una lista di cose che gli Italiani all'Estero farebbero. Ci metto qualche commento tratto dalla mia personalissima esperienza:

1. Girano solo con altri italiani. Sì, avete capito bene, se ne sono andati perché “basta degli italiani non ne posso più” e girano solo con italiani (i sardi poi girano solo coi sardi) E' vero che spesso gli Italiani fanno congrega con altri Italiani, perche', difficile a credersi,  di solito e' piu' facile fare amicizia con chi condivide la tua lingua e cultura oltre alla passione smodata per il bidet. Nelle mie avventure all'estero ho sempre avuto piu' o meno un 50% di amici italiani e un 50% di amici da altre parti. Cio' che ho notato e' che e' sempre piu' difficile avere amici autoctoni: in Belgio giravo con un sacco di Francesi, ma in Francia pullulavo di amici Belgi (i Francesi comunque parlavano SEMPRE male dei Belgi, sia in patria che fuori). Qui ho trovato amici Americani, quindi gia' mi sembra un grande passo avanti. Solo che gli amici Italiani li chiamo alle 9 per incontrarci alle 9 e 5, mentre gli Americani li devo prenotare due settimane prima.

2. Sanno tutto dell’Italia, in particolare di Berlusconi e della sua vita sessuale. Se ne sono andati per non sentirne più parlare e poi evidentemente gli è venuta nostalgia. Mi piace tenermi informata, e sapere cosa succede in Italia. Questo, il piu' delle volte, equivale a venire a sapere di dettagli minuziosi sulla vita sessuale del nostro ex Premier (grazie, Repubblica.it. Specie per la tua colonnina destra). Ogni volta che leggo qualcosa,  i sentimenti che provo non sono propriamente di nostalgia (inizio normalmente con il riso isterico e finisco con la letargia depressiva)

3. Hanno freddo. Vivono in paesi in cui spesso non sorge nemmeno il sole. Stanno morendo di freddo, ma non lo ammetteranno mai. Mai. In Belgio morivo di freddo e lo ammettevo SEMPRE. Anche a Boulder quando ci sono - 20 gradi ho freddo. Pero' dove sto io il sole c'e' SEMPRE. gne gne gne. E poi, e' cosi' importante il clima? (Disse colei che a Bruxelles si faceva di vitamina D come fosse metanfetamina in una discoteca di Riccione per contrastare la mancanza di sole).

4. Mangiano da schifo. Pesce affumicato, wurstel, orsetti gommosi, patate fritte. I più fortunati trovano un asporto cinese o un kebabbaro. Cercano disperatamente una pizza decente, alcuni giurano anche di averla trovata. Ma stanno mentendoPunto primo: gli orsetti gommosi sono BUONI. Mangerei solo orsetti gommosi se potessi e quando il signor Haribo e' morto mi veniva da piangere. Punto secondo: ovunque nel mondo (almeno nel mondo dove sono stata io) c'e' un pizzaiolo napoletano, e la pasta si trova in tutti i supermercati. Certo, noi Italiani siamo viziati e abbiamo una delle cucine migliori del mondo, in quanto il cibo e la moda sono le uniche cose serie che ci rimangono. Comunque, in Giappone passavo le mie giornate a contribuire allo sterminio del tonno rosso ingozzandomi del sushi piu' delizioso ed economico del mondo, quindi...

5. Fanno lavori del cavolo che in Italia non avrebbero mai fatto. Se ne sono andati al grido di “Non posso stare in Italia a pulire dei cessi, ho una laurea io!” e ora puliscono cessi a Nantes. Che vuoi mettere un cesso di Nantes contro un cesso di San Lazzaro di Savena!? Forse pulire cessi a Nantes e' comunque un'esperienza piu' interessante perche' impari un'altra lingua e conosci gente stimolante, e magari guadagni pure di piu'. Io comunque qui faccio un dottorato retribuito e a Bruxelles mi occupavo di europrogettazione. In Italia invece.. nulla, non ho mai lavorato in Italia. Tranne quando mi mettevo addosso una tenda e abbindolavo i turisti vendendo biglietti per uno spettacolo brutto, ma quello lo raccontero' in un altro blog.

6. Fregano. Sì, proprio come gli italiani qua, non pagano il biglietto del tram, passano con il rosso, cercano in ogni modo di evadere le tasse. E si credono ancora più furbi perché anche se sono in un paese “serio” e “europeo” riescono a farla franca. Mi avranno pure bocciata alla patente, ma io non passo MAI con il rosso. Anzi, io sono una di quelle persone disperatamente sceme oneste che tornano indietro a restituire soldi ad un negozio se il commesso ha sbagliato a darmi il resto. Sia in Italia che all'estero. Non sono l'unica, vero? Ditemi di no, vi prego...

7. La nota più dolente. Non possono più tornare in Italia senza un senso di fastidio. Non tanto per il fatto di essere in un paese allo sbando, ma perché non potrebbero mai ammettere di aver scoperto di essere anche loro solo degli italianiA me quando torno in Italia viene piu' che altro un senso di frustrazione. Tristezza. Rabbia. Perche' e' l'Italia che mi ha mandata via e CERTO che me ne starei a Venezia a fare un dottorato, passeggiare tra le calli piu' belle del mondo sentendomi in un quadro con il mio spritz in mano. Parlando la mia lingua e con i miei amici, la mia famiglia e i miei gatti. Se non lo faccio forse c'e' un motivo. Che non e' la mia passione per gli orsi volanti.

Conclusione del tutto? Non so perche' la gente senta il bisogno di scrivere articoli sugli Italiani all'Estero (disse colei che ha appena passato la serata a scrivere un post per commentarlo). Credo che molti, come me, se ne siano andati un po' per caso. Senza essere i paladini di una societa' piu' giusta o spinti da qualche causa matafisica. Per molti in Italia non c'era spazio mentre all'estero la vita sembrava un po' migliore.
Altri Italiani all'Estero liberissimi di commentare.

In tutto cio', sdrammatizziamo con un video bellissimo:


Perche' si, tra gli Italiani all'estero, spiccano anche quelli che NON hanno grande talento per le lingue.. 









sabato 19 ottobre 2013

Ben foderato di bacon

Dopo essere stata diversi mesi in America, al mio ritorno a casa la famiglia mi guardava sospettosa. Scavava, con gli occhi, sotto i miei vestiti alla ricerca di quei rotolini di adipe marchiati McDonald's che la societa' vorrebbe tutti avessero negli Stati Uniti.
"Ma come, vivi negli USA e non sei ingrassata?"
"Ma dai, che li usano il grasso al posto dell'olio!"
"Ma sono tutti superobesi che pesano 200 kg e non si muovono dal letto?"

No. Come ho scritto piu' volte, io vivo in un paradiso di Barbie e Ken molto Radical Chic dove tutti si ingozzano con morigeratezza di cibo biologico e hanno la gym card della palestra sempre a fianco del cuore. 
Un posto dove io, vegetariana da anni e da anni insultata da tutti perche' non mangio la carbonara, mi sono sentita in colpa perche' 
"Ma come, tu mangi le UOVA?"
" E ogni tanto il SUSHI?????Ma che persona sei?? Assassina!"
 "Non dirmi che mangi la SOJA.. ma non lo sai che e' tutto OGM?"
 "No la quinoa NO.. sta portando alla distruzione delle fattorie in Sud America..."
"Ma quella zucchina sei sicura che sia ORGANICA e LOCALE?"
"Vai da Starbucks? Nooooo.. e' troppo grasso e commerciale, uccide le identita' locali" 
Un posto dove se vai due volte alla settimana in palestra sei ridicolo, ci devi andare almeno una volta al giorno e possibilmente arrampicarti, fare canoa, bicicletta e un hiking a settimana. Meglio se vivi su una montagna e arrivi in universita' direttamente sciando. 
Qui un articolo che spiega bene questa mentalita'.

In tutto questo, pero', l'essere irresistibilmente bobo coloradiano si scontra con alcune subculture statunitensi . Infatti in un negozio ho trovato questo

Si, e' proprio del bacon che serve per decorare le vostre torte.

Cosi disgustata incuriosita ho deciso di capire meglio che cosa la cultura del bacon offrisse al popolo mio ospitante. E ho scoperto un mondo che non sono sicura volessi scoprire






Gia', perche' avere l'alito che sa di bacon e' bellissimo. Voi non vorreste baciare subito un uomo che ha le fauci profumate di suino? Allora tutti con le mentine, il dentifricio e il filo interdentale al bacon














Ovviamente a questo punto non si puo' piu' fare a meno degli stuzzicadenti e del burrocacao al bacon. Perche' altrimenti si rovinerebbe l'ottimo lavoro fatto dal dentifricio

Ho sentito di persone che hanno fatto INTERE CENE a base solo di bacon, compreso il dolce. Il bacon va nei frullati, nei lecca lecca e nei biscotti, riuscendo cosi' ad essere l'alimento piu' malsano del mondo, che unisce zuccheri, grassi e sale. Tuttavia, il culto del bacon non si ferma al palato, ma si tramuta in divertenti gadgets

La action figure di Mr Bacon

Lo schiaffo morale a tutti i vegetariani del mondo, Mr Bacon vs Mr Tofu. (Il Tofu ha pero' molto piu' stile}


E con Halloween alle porte, non vogliamo vestirci da bacon? Disponibile per lui, per lei e pure per il pargolo! 

Insomma, solo scrivere queste righe mi ha fatto alzare il colesterolo. Perche' si, vivo nel posto piu' fit e slim degli Stati Uniti, ma un po' di sana cultura del Junk Food c'e' anche qui. Per cui ho deciso di condividere con voi, affezionati lettori, un po' di questa miriade di calorie. E, nel caso vogliate precipitarvi a comprare le action figures di Mr Bacon, sappiate che tutte le foto sono prese da Amazon.

E io, lo confesso, il bacon non l'ho nemmeno mai assaggiato.. 

venerdì 2 agosto 2013

Anche i dottorandi vanno in vacanza

Ho deciso di sfuggire all'estate in Brianza con un viaggetto in Croazia, provvidenziale anche per evitarmi la settimana di totonome dei TG italiani per il Royal Baby- che, per inciso, e' uno degli argomenti che mi interessa meno al mondo. Mi sarei tenuta informata solo nel caso ci fosse la possibilita' si chiamasse Dumbledore I o Geoffrey Lannister I. Ma dal momento che non e' questo il caso, ho tagliato i ponti con internet e Repubblica.it per passare una settimana a sguazzare in acqua e prendere il sole.

(Per chi di voi si chiede 'Ma Giupy passa la sua vita ad andare in giro e divertirsi ?' la risposta e' 'Si, faccio il lavoro piu' bello del mondo')

Dal momento che sono stata in terra croata, i miei lettori mi perdoneranno se questo post vertera' sulle abitudini che ho potuto riscontrare la' e mettera' un attimo da parte gli orsi volanti.
Per quanto, pure ai Croati apparentemente gli orsi piacciono: la loro marca di gelati, Ledo, che e' un po' la nostra Algida, ha come simbolo proprio un orso

Non so voi ma quest'orso mi terrorizza. Mi immagino mentre salta fuori da una scatola da sotto il mio letto di notte e mi sbrana con il suo malefico sorriso. Pero' sono anche stata vittima di una specie di fascinazione e continuavo a mangiare i suoi chimici e non-organici gelati

I CROATI E IL CIBO
Giupy e' di per se' curiosa e vuole sempre provare le specialita' locali. Niente pizza in vacanza ! E niente ristoranti-trappole per turisti,  l'imperativo e' provare quello che mangiano i locali!
Cosi' la prima sera sono andata in un ristorante che mi sembrava molto tipico e ho ordinato sul menu la 'salsa dalmatia' che dal nome sembrava la cosa piu' local.
Era molto, MOLTO simile a degli gnocchi con il sugo di pomodoro.
Per il resto della vacanza, presa dallo stesso spirito d'avventura, mi sono imbattuta in spaghetti allo scoglio, maccheroni, diversi tipi di risotto compreso quello con il nero di seppia .. temo che la dominazione veneziana abbia lasciato un po' troppo il segno, oppure sono io che sono una cretina e sono capitata in posti per italiani ogni sera. Ho anche preso uno spritz una volta. 

C'erano delle bellissime spiagge di sassi e roccia circondate da baretti proprio carini. Pero' questi bar non tenevano nessun tipo di cibo, tranne uno, che proponeva il tipico menu leggero che si ha voglia di gustare sotto il sole cocente al mare: cheeseburger, patatine fritte, altre cose fritte e i tipici Cevapi (che sono un po' tipo un kebab), il tutto inondato da una quantita' di salsine da non farmi certo rimpiangere l'America. Sulla spiaggia io, da brava Italiana, mi aspettavo di trovare il classico 'Cocco Bello!' urlato a squarciagola con tanto di trombette e cori da stadio (cosa gradita in particolare quando si fa la siesta). Invece vendevano pannocchie bollite e bomboloni di tutti i tipi. Ovviamente Giupy non puo' farsi mancare la quotidiana overdose di zuccheri e calorie, per cui ha deciso di iniziare ogni giornata con una colazione al bombolone. Ma qui un altro problema croato: i venditori di bomboloni non si facevano vedere troppo in giro la mattina ed iniziavano ad uscire omertosi il primo pomeriggio, aggirandosi guardinghi tra i bagnanti stesi al sole e sussurrando 'bombolone?' quasi ti offrissero droga. Quando li cercavi non c'erano mai. Poi verso le sette di sera, quando Giupy aveva voglia di salato per l'aperitivo, i venditori di bomboloni raggiungevano il loro picco di vendite e improvvisamente li trovavi ovunque.
A volte la vita e' dura perfino in vacanza...

DIOCLEZIANO, GRANDE IMPERATORE
Diocleziano non era stupido, e quindi ha deciso che, invece di passare la sua vecchiaia a Roma e aspettare di farsi accoltellare dal primo venuto, se ne andava a Spalato a fare la bella vita. Ovviamente il signorino aveva gusti sofisticati e quindi si e' costruito un palazzo gigantesco e lussuosissimo che ora costituisce il centro di Spalato.
Come si vede da questa foto presa da Wikipedia, Diocleziano era un bel pischello 

Tuttavia la vita di Diocleziano e' caratterizzata da una grande ironia. Questo perche' il simpatico imperatore, venuta a noia la caccia all'orso e i banchetti a base di cevapi, decise di dedicarsi ad un nuovo hobby: uccidere i Cristiani. E si vede che a lui i Cristiani gli stavano proprio sulle palle, perche' ha escogitato fantasiosi e truci modi per eliminarli, tipo legare macine al collo e farli affogare (e no, le macine non erano quelle del Mulino Bianco deliziose nel latte caldo). Ha pure seccato Santa Lucia, quella che porta regali ai bambini il 13 dicembre e che ha terrorizzato la mia infanzia con le storie della cieca che lanciava la cenere negli occhi di chi la guardava.
L'ironia di Diocleziano e' che lui si e' tanto prodigato con metodo per annientare i Cristiani ma, dopo la sua morte, il centro del suo palazzo e' stato trasformato in una chiesa e alcune tra le persone che lui aveva eliminato sono diventati santi e in quella stessa chiesa ci sono le lore reliquie. Oltretutto, a Spalato sono tutti presi benissimo per Giovanni Paolo II (si vede che Bergoglio deve ancora scoprire le gioie delle vacanze in Croazia) e hanno santini ovunque, gli hanno pure dedicato una spiaggia. Per cui Diocleziano si e' tanto impegnato nell'estirpare questa nuova religione, e ha ottenuto esattamente l'effetto opposto. Isn't it ironic?


In conclusione, l'unico problema che mi ha portato questa vacanza e' che ora ho un aspetto abbronzato e sano, avendo definitivamente- dopo un anno- estirpato il verde ramarro che Bruxelles mi aveva regalato. Cosi' ho fatto una foto da mettere sul sito della mia universita', una foto decente dove sembro una persona normale, non pallida cadaverica, senza occhi cerchiati di nero, occhiali spessi un fondo di bottiglia e capelli unti. Il problema e' che nessuno credera' mai che sono davvero una dottoranda, con un colorito sano e abbronzato. 

domenica 14 aprile 2013

L' importanza di essere politicamente scorretti

Recentemente la mia Universita' ha deciso di impiegare i soldi spillati agli undergraduate non solo per permettermi di gozzovigliare tutti i mesi con il mio stipendio pretendendo di essere su facebook per via della mia ricerca sui social network  di diventare in futuro una brillante accademica, ma anche per organizzare un divertente Festival Internazionale.

Immagine politicamente scorretta trovata su google su come gli Americani vedono gli altri popoli


Il Festival Internazionale e' la dove la popstoria incontra la popgeografia, in un brulicare di costumi tipici che nessuno a casa propria metterebbe mai, di false amicizie laddove la gente si odia e cibi tipici tutti rigorosamente fatti da cuochi americani e, quindi, cattivi. Lo stand italiano aveva il peggior risotto di sempre, peggiore pure di quello che ho lasciato sul fuoco un'ora perche' mi ero addormentata. Avremmo fatto piu' bella figura con una pizza Pepperoni di Pizza Hut (nefandezza sulla quale, forse, un giorno faro'un post).

Ovviamente il Festival Internazionale e' un'occasione che una persona come me, sempre pronta a sfottere gli altri popoli deridendone usi e costumi , fine sociologa aperta al multiculturalismo, non poteva perdersi.
(Piccolo appunto: so per esperienza che il Popolo di Internet non ha senso dell'umorismo, ma ha un mucchio di tempo da buttare via- quasi piú di me- per rompere le palle alla gente che non conosce, possibilmente con un'identitá fittizia. Ora, se anche voi fate parte del Popolo di Internet e bruciate dalla voglia di scrivermi messaggi minatori e insulti personali perché non sono rispettosa nei confronti di Americani, Belgi, Arabi, Uzbeki o quantaltro, sappiate che il mio blog é IRONICO. Non sono ASSOLUTAMENTE razzista e penso che tutti i popoli abbiano uguale dignitá, cosí come penso che in ogni Paese ci siano cose brutte e lati belli. Tranne in Belgio, dove proprio non c'é nulla di buono.. )

Fatta questa premessa, passiamo al Festival. C' erano banchetti un po'di ogni Paese fatti da studenti sparsi in due sale, e palchetti dove la gente si esibiva suonando il Mariachi o accennando due mosse alla Karate Kid. Qualcuno ha pure straziato una qualche canzone in qualche lingua incomprensibile. In tutto ció, ogni banchetto aveva un cibo tipico. I Native American (che, BTW, non sarebbero proprio INTERNAZIONALI, ma piuttosto molto local... ) avevano per esempio lo stufato di Bufalo, nel caso ci si chiedesse che fine ha fatto l'ultimo Ralphie. Gli iraniani avevano un'insalata iraniana, gli Indiani delle palle dolci e appiccicose, i Centramericani una sbobba dolciastra non ben identificata, i Sauditi il Saudi Champagne, rigorosamente analcolico perche' si sa, nel campus ci si puo' esibire con delle sciabole, ma per favore non servite alcol. Perfino gli Inglesi avevano del cibo, che non ho provato perché chiamare cibo ció che mangiano oltremanica mi sembra offensivo nei confronti del cibo vero perché ero sfortunatamente piena.

In questo mondo di pace gioia e cibo c'erano peró diverse POLITICAL ISSUES che i piú non hanno notato ma io, con l'occhio attenta di chi per un po' ha finto di essere esperta di Scienze Politiche, ho argutamente osservato.
La disposizione dei banchetti era quantomai curiosa.
In un angolo stava Israele.
In un altro angolo, l'Iran.
La Turchia stava in un'altra stanza.
Arabia Saudita e tutti gli altri Arabi nell'angolo piu' remoto e piú lontano da Israele. Vicino alla Cina e alla Russia. Pare proprio che volessero mettere in chiaro chi sono i Bad Guys. (Cosa sottolineata dalla grande assenza di entrambe le Coree, da cui e' giusto proteggersi: una potrebbe bombardarci e l'altra potrebbe produrre un secondo video di PSY).

Tra i grandi assenti pure Taiwan. La coerente politica estera USA.
Il Canada non c'era, ma non ditelo agli Americani. Loro sono ancora convinti che i Canadesi siano MOLTO DIVERSI, e scoprire che sono cosi' uguali da non essere nemmeno international sarebbe un colpo basso.
Poi, l'Iran esibiva con orgoglio sia la bandiera attuale che quella della Persia.
L'Africa aveva un unico banchetto con una vaga distinzione tra est e ovest. Giusto per aumentare gli stereotipi. Gia'che c'erano potevano scrivere 'Continente Nero' e ballare tutti assieme l'AlliGalli.
Pure gli Scandinavi erano tutti assieme. Here lives Santa.

Istraele non aveva nessun accenno di Palestina nel suo banchetto. E fin qui ok, probabilmente i Palestinesi hanno giá i problemi loro e non stanno a venir qui in America a veder gli orsi volare. MA questi, giusto per mettere le cose in chiaro, hanno esposto le magliette di Birthright Istrael. L'attivista che e'in me voleva farsi prestare una kefiah dai Sauditi e passare davanti canticchiando lo slogan 'Palestina libera'.
Poi peró ho deciso di boicottarli in maniera sottile, ovvero prendendo cibo da TUTTI i banchetti MA NON quello di Israele. Sono convinta che gli Israeliani se ne siano accorti e, addolorati, stiano meditando sulle proprie scelte politiche. Cosí come sono convintissima che il mio non comprare avocadi prodotti da Isreaele per piú di un anno abbia dato un contributo sostanziale alla causa palestinese.

Ma la vergogna massima, il premio 'Shame on You' della giornata é stato da me attribuito agli Spagnoli, che hanno messo su il banchetto della CATALOGNA, non della Spagna. Festival Internazionale o Festival del Provincialismo? Noi stiamo andando verso una GRANDE EUROPA, e voi vi fate la vostra regione e basta?
Pure noi eravamo tutti Lombardi, ma non abbiamo fatto il banchetto della PADANIA. (E, politica a parte, quanto triste sarebbe stato uno stand senza foto prodotti e brochures di tutto ció che sta sotto il Po? Quanto sarebbe triste un banchetto con la faccia di Bossi?).

Insomma, una cosa ingiusta e sbagliata un po' come la tizia che mi ha raccontato di essere andata in vacanza in Italia e la cosa che piú l'ha colpita sono state le donnine che si spogliano sulla TV nazionale (e qui vi giuro che NON SO di che programma stesse parlando, o se era drogata di acidi).
Meno male che i Giapponesi hanno tirato su tutto facendo un balletto da Boy Band molto simile a questo:


La Yamatologa che é in me, dopo essersi chiesta come mai questo popolo non é ancora estinto, ha ringraziato le divinitá Izanagi e Izanami per aver creato il Giappone. E ci fossero stati i Coreani, avremmo visto di molto meglio....

In conclusione, é stata una giornata molto carina all'insegna del multiculturalismo e ho apprezzato poter vedere quanti popoli diversi studiano nella mia Universitá e poter imparare cose nuove sulle diverse culture.
Potevo scrivere questa cosa all'inizio del post e farlo tutto con questo tono, ma se fosse stato politicamente corretto avrebbe fatto molto meno ridere e non saresti stati a leggere fin qui. True story.


lunedì 8 aprile 2013

Gay or European?

Dopo una Pasqua in maglietta, pare che ora torni la neve. Ed e'- immagino - tutta colpa della sottoscritta, che dopo MESI in cui diceva di volersi dare allo sport (provocando crisi di riso in tutti i suoi amici), e dopo l'acquisto di un paio di pantaloncini da Target, ha FINALMENTE deciso di fare davvero jogging. Non lo faro'mai piu', promesso. Non voglio scatenare altre bufere di neve.

Partiamo dalle bizzarrie del tempo per arrivare alle bizzarrie del nostro (mio) popolo preferito.

Mais c'est bizzarre! Le stranezze degli americani

GLI AMERICANI E LA NOUVELLE CUISINE
Mi sono lamentata tantissimo del non poter avere un uovo di Pasqua, almeno finche' mia madre impietosita non mi ha spedito una colomba. Me ne sono lamentata non solo su questo blog ma anche con amici americani che - dopo essersi pentiti di avermi invitato a cena per Pasqua - mi hanno spiegato che qui HANNO dei surrogati di uovo. Pero' invece di avere dentro la sorpresina sono interamente pieni di qualcosa che, dalla descrizione, ho dedotto essere una sottospecie di marzapane (leggero e salutare , suppongo). Quando ho timidamente detto che sarebbe bello assaggiarne una, sono stata zittita con un 'ma non e'cioccolato buono, come il cioccolato Kinder! I miei amici Europei dicono che sa di pesce'
(Chiedo scusa alla Ferrero per tutte le volte che ho denigrato il cioccolato dei suoi ovetti, preferendo la Lindt...)

Poi, ho assistito ad un gruppo di Americani che sostenevano QUANTO faccia schifo una certa cosa che i Canadesi mettono nei panini. Purtroppo ho afferrato solo dopo mezz'ora di discussione che si trattasse di maionese (si, ci sono certe parole che non capiro' MAI. Grazie accento yankee. Meno male che non sono qui a studiare cucina). L'unico Canadese presente ha spiegato che loro hanno delle catene di fast food che fanno SOLO patatine fritte con mille diversi tipi di maionese. Gli Americani ne erano disgustati.
Gia', perche' una salsa fatta solo di uova e olio potrebbe essere considerata, che so, SANA. Inondiamo tutto di Ketchup e delle altre sostanze-non-identificate fatte probabilmente con scorie radioattive che gli Yankee amano tanto.
Poi, il discorso si e'spostato su QUANTO FACCIA SCHIFO E SIA MALSANO usare uova crude. Al che ho spudoratamente mentito sugli ingredienti del mio Tiramisu e ho iniziato a chiedermi perche', nonostante il Salame di Cioccolato sia stato alla base della mia alimentazione per circa vent 'anni, io non sia ancora morta di febbre aviaria. Sara'che mi lavo le mani.

GLI AMERICANI E L'ORIENTAMENTO SESSUALE
Oltre a lamentarmi per la mancanza di ovetti Kinder, mi sono spesso lamentata per la mancanza di stile nel vestire degli Americani. Meno male che ci sono gli Italiani a mettersi eleganti !
Questo finche'ad una festa una tizia americana ha fatto presente che accessori tipo SCIARPA, GIACCA, PANTALONCINI ANCHE SOLO UN PO'SOPRA IL GINOCCHIO sono chiaramente segno di omosessualita'. Agli Italiani presenti ha fatto notare che un americano non si metterebbe camicie, o maglioni anche solo vagamente aderenti, ma piuttosto felpe XXXL, pantaloni fino a meta'polpaccio XXXL e possibilmente cappellino da basket.
Se non credete a me, credete a questo video (la canzone inizia intorno al minuto 2 40).


La ragazza pero', per consolare i presenti (che iniziavano a gettare con discrezione le sciarpe nel cestino), ha spiegato che un Europeo di solito sembra gay solo al primo impatto. Una volta che l'Americano capisce che il suo interlocutore e'nato oltreoceano di solito smette di considerarlo gay ma solo 'esotico '.
Prima che il mio moroso potesse bruciare tutti i suoi vestiti e sostituirli con camicie oversize da hipster-boscaiolo, un tizio che evidentemente non era europeo l'ha approcciato dicendogli ' nice blouse! '.
Il prezzo da pagare per l'eleganza...

GLI AMERICANI E LE ARMI
Vivo in un campus dove non si puo'ASSOLUTAMENTE bere. Se hai piu'di 21 anni e hai una birra in mano mentre passeggi per l'universita' ti possono arrestare / deportare / fare altre cose che non vogliamo sapere. MA possedere un 'arma da fuoco e'legale anche nel campus (ti uccidero' con il mio Spritz, marrano! )
Oltretutto, in questo Paese non sei abbastanza maturo da bere fino ai 21 anni, ma non ci sono veramente limiti di eta' per il possesso di armi da fuoco. O comunque, nessuno vieta ad un padre di far maneggiare la pistola al figlioletto quando, per esempio, vanno a caccia di daini. E ricordiamo che la gente si indigna perche' vogliono rendere illegali le armi automatiche.
Il che ci lascia con una domanda: quanti cavolo di colpi servono per uccidere un alce? probabilmente uno, ma moooooolti di piu' se vogliamo uccidere una scolaresca.

Gli Americani e le loro contraddizioni... come ha commentato la mia compagna di classe, 'I would be pissed off if they shoot me on campus'
Non dirlo a me.

sabato 26 gennaio 2013

La' dove sparano agli alci

Sono piuttosto presa da un trasloco, e dall'aver scoperto che possiedo 10 borse, 12 paia di scarpe e 9 smalti per unghie tutti uguali. Senza contare scarpe borse e smalti che ho in Italia, ovviamente. Probabilmente sono un millepiedi.

Tuttavia, trovo il tempo di scrivere per condividere alcune importanti stranezze del popolo che gentilmente mi ospita,  e che ogni volta mi sorprende piu' di quanto non credessi possibile:

GLI AMERICANI E IL CIBO

Ieri ho avuto un dialogo con la mia compagna di corso, che si lamentava di non avere tempo di fare colazione quando abbiamo lezione alle 9 (motivo per cui, tra l'altro, le lezioni alle 9 sono SBAGLIATE. E non ditemi che la gente normale va in ufficio alle 8, perche' quello appartiene alla mia vita passata).
Comunque, lei si e' molto stupita quando le ho detto che io faccio colazione a caffe' e biscotti, perche' lei si fa eggs and bacon. E qui ok, io non lo mangerei ma rispettiamo le altre culture, ognuno faccia un po' cio' che vuole. Ognuno e' libero di scegliersi il colesterolo che preferisce.
Poi mi dice che alle volte mangia PIZZA FREDDA a colazione.
O_O
Io le faccio notare che questa cosa dovrebbe essere illegale in ogni stato civile. Un po' come i sandali con le calze e i poster degli One Direction.
Lei mi risponde "ma no, perche'? Metti che ordini una pizza la sera e te ne avanza un po'"
Al che io, forte della mia apertura mentale, dell'accettare usi e costumi diversi, della mia capacita' di adattamento, mormoro "ma almeno non la puoi scaldare?"
"No, fredda e' piu' buona!"

Questo popolo governa il mondo. Asciughiamoci le lacrime.



ALCI O ORSI?

Notizia di qualche giorno fa: dal momento che Boulder e' un posto di hippie pacifisti e onesti, dove la gente lascia la porta di casa aperta e le carte di credito nei locali e portano muffin ai vicini, la polizia non sa che fare.
Quindi come organizza il proprio tempo?
Sparando agli alci!
Ora, io vi invito caldamente a leggere l'articolo. Premesso che io voglio molto bene agli alci (in realta' elk non e' proprio alce, ma non so che animale sia in Italiano), sono particolarmente colpita dai toni complottistici con cui questi poliziotti hanno architettato l'uccisione dell'alce, mascotte del vicinato, e hanno cercato di insabbiare le prove. E lo sdegno dei Boulderiani che la definiscono una cosa "Abhorrent. Deplorable. Inexcusable."
Un po' insomma come quegli psicopatici che fanno le stragi nelle scuole.
Forse forse, la prossima volta dovremmo dare un'arma anche all'alce, cosi' potra' difendersi da questi annoiatissimi poliziotti che volevano chiaramente una testa di Rudolph in salotto.
Oppure si potrebbe organizzare qualche furtarello qua e la, un piccolo scippo, un accoltellamento, in modo che i poliziotti abbiano qualcosa da fare. O magari giusto insegnargli a giocare a Risiko. 

Ma soprattutto, perche' cavolo quest'alce viveva in citta'? Non ci bastano orsi, leoni di montagna, procioni assassini e scoiattoli con la rabbia? (By colei che e' terrorizzata dai bambi. Voi pensate che siano animali carini, ma sono cattivi e aggressivi).


Tiriamoci su con una stranezza appena appresa sui popoli del mondo: i Malesiani non hanno un cognome ma si chiamano "Nome-figlio di - Nome del padre". D'ora in poi per favore chiamatemi Giupy Figliadiluigi.