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Mi chiamo Giupy e sono un neurone in fuga che da poco si fregia del titolo di "dottore". Dopo aver vagato per Italia, Giappone, Francia, Belgio e Colorado, la patria degli orsi volanti, sono approdata nella piovosa Bochum. Il blog racconta storie di Germania, di universita', di corsi di Tedesco, di nostalgia del bidet, della lotta per trovare cibo senza glutine e ovviamente di loro, i pensatori Tedeschi che tanto ho letto (e solo talvolta maledetto) per arrivare qui.
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mercoledì 18 dicembre 2013

Il Natale si avvicina..


Sono sopravvissuta a ben due cose che pensavo non superare mai.
La prima cosa sono gli esami, sia miei che dei miei studenti, ma quelli si sa, sembrano spaventosi ma non lo sono mai. Come ogni semestre ho avuto la fase “OMMIODDIONONCELAFARO’MAI”, la fase “procrastination” e la fase “I’m not giving a fuck”. La terza e’ quella che preferisco e arriva in prossimita’ dei giorni di consegna, quando ormai i paper sono fatti e non importa il voto che prendero’, importa solo il sapore della liberta’ che posso assaporare quasi fosse una mela caramellata dei banchetti di Natale. 

Questo video spiega bene il mio atteggiamento degli ultimi giorni.

La seconda cosa e’ la temperatura sottozero. Ma non sottozero in Celsius. Sottozero in Farenhait. Che per inciso e’… freddo. Molto molto freddo. La mia incapacita’ di convertire i gradi Celsius in Fahrheneit e viceversa mi ha un po’ protetta dalla triste realta’ che mi circondava, e guardando il meteo sul cellulare mi autoconvincevo che tutto sommato non mi sarei ibernata. Purtroppo casa mia e’ fatta di palta e materiali di scarto e sostanzialmente non e’ isolata. Avevo i pinguini in salotto. Una mattina ho preso il caffe’ con una foca monaca e un orso polare. La mia coinquilina dormiva con i guanti. Pero’ camera mia, per un fenomeno termodinamico che non comprendo, era caldissima. Per cui non mi lamento e aspetto paziente il disgelo.

Per il resto, io adoro il Natale. E questo perche’ a Natale nel paese degli orsi volanti succedono cose bellissime. Per esempio, gli edifici si tingono di mille pacchianissime tinte.


Le luci di Natale, come le fanno gli Americani, non le fa nessuno.

Poi, una sera giravo placida per il downtown, quando ho trovato un’invasione di Babbi Natali. Uomini, donne, vecchi, giovani, tutti vestiti da Babbo Natale, chi giravano per i pub cantando allegramente. Una signora mi ha anche regalato delle caramelle. Che lo so che non si dovrebbero accettare caramelle dagli sconosciuti, ma se lo sconosciuto e’ Babbo Natale, secondo me si puo’ anche fare un’eccezione. Uno dei Babbi Natali non solo aveva il tradizionale vestito rosso, ma anche un cappello da mucca. Gli ho fatto i complimenti e lui me l’ha regalato. La ricordero’ sempre come una delle mie serate fortunate.
E, leggendo su internet, scopro che il SantaCon e’ un fenomeno dilagante in varie citta’ americane. E’ una cosa meravigliosa che non ha bisogno di alcun commento.


Perche' io non sono tra loro? 

Sono anche stata al concerto di Natale della mia universita’. Che era devo dire molto carino, con gente che suonava, cantava, ballava.. e sul piu’ bello e’ arrivato un povero martire vestito da Ralphie, il bufalo-mascotte, per prendere il posto del direttore d’orchestra. Perche’ a questi Coloradiani proprio non gli va di fare cose senza metterci almeno un bufalo..

Vi lascero’ con un’altra tendenza Americana che mi sento di dover condividere con il resto del mondo (dove, forse, e’ anche gia’ conosciuta). Dopo il Movember, arriva il Decembeaver! Dove ‘beaver’ non e’ solamente un buffo animale dai lunghi denti simbolo del Canada. Esatto ragazze, la campagna consiste nel non depilarsi un altro tipo di baffi.. mi astengo da ogni tipo di commento su questa campagna per non cadere in un livello troppo basso, ma i miei lettori si possono informare qui. Il modo migliore per tenersi al caldo quando ci sono meno venti gradi.. 

domenica 1 dicembre 2013

Il centro del mondo

Come preannunciato nell'ultimo post, ho appena fatto una breve vacanzina a New York. Come forse i piu' affezionati lettori avranno notato, a me piacciono tutti i posti in cui vado. Un po' perche' di solito viaggio a San Francisco, o a Stoccolma, o nel Grand Canyon, ed evito le vacanze a Busto Arsizio ed Abbiategrasso. Un po' perche' io sono una persona entusiasta di natura, e quindi mi piace tutto quello che vedo/sento/faccio.
Con New York ho pero' un rapporto un po' particolare, visto che ci ho passato un anno della mia vita. Anno di cui pero' ricordo soltanto la statua di Alice a Central Park e il negozio di giocattoli Fao Shwarz, visto che avevo 4 anni. Ho anche qualche vago ricordo di quando ci sono state le elezioni di Giuliani - Dinkins e io, per affinita' di nome, ero fervente nel supportare Giuliani. Ricordo anche all'asilo di aver partecipato alle elezioni dei biscotti e di aver difeso strenuamente la campagna dei cookies al cioccolato contro quella dei cookies all'uvetta (Non so oltertutto bene come io abbia fatto, essendo che non parlavo inglese. O forse si, ma poi l'ho dimenticato e mi sono dovuta fare il mazzo di nuovo alle superiori). Oltre a queste cose avrei potuto passare il mio quarto anno di vita un po' ovunque nel mondo, per quello che mi ricordo. Fa comunque un certo stile dire con nonchalance "be' si, New York, ci ho passato un anno di scuola materna ".

Oltre a ritrovamenti nostalgici, ho fatto un po' le solite cose che fanno tutti a New York: Empire State Building, foto alla Statua della Liberta', giro a Brooklyn, Musical a Broadway e tappa al pub McGee che ha inspirato "How I met your mother" (perche' si sa, non e' che io possa evitare queste tappe culturali). Non staro' a tediarvi con i-filmatini-delle-mie-vacanze (o la loro versione digitale) ma mi limitero' ad un paio di considerazioni molto triviali su tempo e cibo.

La prima e' che New York e' FREDDA. A parte Budapest, non ricordo di aver mai girato un posto cosi' FREDDO. Sara' che io ho un po' sempre questa sciocca idea che il Colorado, essendo in montagna, sia piu' freddo degli altri posti degli Stati Uniti. Cosi' ho lasciato Denver con 15 gradi e sono arrivata a New York con meno 10. Se non altro, ci sono stati dei giorni di sole. Che mi hanno costretta a questo look:

Lo so, lo so, il momento in cui l'autrice del blog si svela in una foto e' sempre emozionante

Non so assolutamente perche', ma quando mi sono presentata cosi' al memorial del 9/11 mi hanno guardata strana. Bizzarri Americani.

La seconda cosa e' il cibo. New York mi e' piaciuta molto perche', a differenza di altre citta' americane, ci sono dei quartieri dove hai il "bar sotto casa" all'europea. Noi stavamo in un piccolo appartamento nell'East Village e la mia gioia mattutina era quello di trovare dei bar che sembrassero dei bar. Mi rendo conto che questo possa sembrare strano a chi non vive in America, ma il fatto di sedersi ad un tavolo e avere qualcuno che ti porta il caffe' in una tazzina VERA con un cucchiaino VERO e' emozionante. (Non vi tediero' con il mio dolore quotidiano nel mischiare il caffe' al bar dell'universita' con un BASTONCINO DI LEGNO, ma vi assicuro che la mancanza di cucchiaini in molti posti mi sta provando). Cosi' i miei pasti newyorkesi sono state piu' che altro colazioni, che forse altre persone avrebbero chiamato pranzi o merende, ma per me erano sempre colazioni. Tuttavia mi era stato fortemente consigliato di provare la New York Style pizza, che pare sia "buonissima!".
Non lo e'. E' una pizza vagamente simile a quella italiana, pero' ci sono delle differenze. Tipo che la mozzarella non e' mozzarella e il pomodoro ha un sapore strano ed e' DOLCIASTRA. Un po' un'altra colazione. Certo, non che io abbia provato tutte le pizzerie di New York. Se qualcuno ha avuto altre esperienze, liberissimo di condividerle.

Sono stata a New York anche per il Thanksgiving. Ora, io ho un sacco di cose per cui essere thankful ma questa festa sinceramente non e' che mi dica molto, tanto piu' che sono vegetariana e quindi il tacchino non lo mangio. Ho pensato pero' di fare una cosa bella e americana, cioe' andare alla parata di Macy. Che e' molto pacchiana, e a me le cose pacchiane american-kitsch piacciono molto. C'e' pero' quel problema per cui, se ti svegli alle 10, vai ad ingozzarti di pancakes e poi ci metti due ore ad arrivare sul luogo della parata, probabilmente farai in tempo a vedere solo la slitta di Babbo Natale. Ma voi non ditelo a nessuno, la versione ufficiale e' che mi sono svegliata alle 6 e alle 7 ero gia' li con la macchina fotografica pronta.

Per il resto, New York mi ha dato un po' l'impressione di Capitale dell'Impero. Con i suoi grattacieli, con i suoi edifici imponenti, le bandiere.. e' un po' il posto dove succedono le cose, dove tutto inizia. Mentre il Colorado, quello si, da un po' l'idea di periferia- far west. Pero', Capitale dell'Impero o no, ci sono delle cose che si trovano ovunque negli States, e che mi fanno sentire sempre a casa:

Orsi davanti al Metropolitan Museum. Chissa' se pure loro volano.. 

In tutto questo, non c'entra nulla con New York ma ho visto il film Sharknado, dove una mente malata un brillante regista ha immaginato un'invasione di squali volanti. Almeno io mi devo preoccupare solo degli orsi!