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Mi chiamo Giupy e sono un neurone in fuga che da poco si fregia del titolo di "dottore". Dopo aver vagato per Italia, Giappone, Francia, Belgio e Colorado, la patria degli orsi volanti, sono approdata nella piovosa Bochum. Il blog racconta storie di Germania, di universita', di corsi di Tedesco, di nostalgia del bidet, della lotta per trovare cibo senza glutine e ovviamente di loro, i pensatori Tedeschi che tanto ho letto (e solo talvolta maledetto) per arrivare qui.
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sabato 8 settembre 2012

Il bollettino degli orsi

Pare che ieri nel mio dipartimento sia stato avvistato un orso. NEL MIO DIPARTIMENTO. Oggi ci sono andata per incontrarmi con una proff, bestemmiando perchè era sabato, e non c'era nessuno in giro, e mi sono presa male a pensare che un orso sarebbe potuto uscire dal bosco e sbranarmi e non c'era nemmeno un bidello a cui chiedere aiuto. Ad un certo punto mentre ero ancora chiusa fuori ad aspettare la proff sento un fruscio tra gli alberi, mi giro di soprassalto e vedo una losca figura:
foto.JPG
Ed era un Bambi!!! Come si vede dalla foto. I piu' arguti di voi diranno che la foto fa schifo. Be' dopo essere stata attaccata dai Bambi a Nara in Giappone, non aspettatevi certo che mi avvicini a una di queste bestiacce per fargli una foto decente.

Dopo la parentesi naturalistica, gettiamoci nella famosa rubrica "Mais c'est bizzarre!", le stranezze degli americani.

ORSO CHE PASSIONE
Non so se l'avevate notato, ma io parlo spesso di orsi in questo blog. Il divertente è che non sono l'unica con questa preoccupante ossessione! Oggi sono andata in biblioteca e c'erano dei quadri e delle sculture esposte, e uno era questo:
foto.JPG

Lo riconoscete? Qualche pazzoi...grande artista si è dilettato a fare il ritratto dell'orso che vola!! 
Oltretutto piccola menzione d'onore alla scultura a forma di tazza da te che gli sta davanti.

BRIANZA'S EVERYWHERE
La Brianza è ovunque, specie nei nostri cuori. In America, essa si manifesta facendo si che la gente ceni intorno alle 6 di sera. Ragion per cui tutti i locali fanno Happy Hour dalle 4 alle 6. E qui io pongo una domanda esistenziale: ma se io lavoro/studio/ho cose da fare, come cavolo faccio ad andare ad alcolizzarmi alle 4? L'ora in cui oltretutto sarebbe lecito fare merenda? Faccio poi presente che stare in un pub con la testa che gira, la risata facile, le fauci secche, quattro birre in corpo e tanta voglia di vomitare quando sono LE SETTE di sera è davvero molto triste.

QUEI BEI CLASSICI CLICHE': GLI AMERICANI E L'ALCOL
Ricollegandoci al tema Happy Hour, parliamo di un grande classico: gli Americani e l'alcol. Essendo che qui iniziano a guidare ed andare alle feste a 16 anni ma a bere ufficialmente solo a 21, ed essendo che i poliziotti entrano nelle feste private ad arrestarti se bevi anche in casa tua (della serie mio padre che a 12 anni mi fa assaggiare il vino nell'acqua sarebbe stato un pericoloso criminale), questi passano la loro vita a cercare di alcolizzarsi come dei dannati (ah, il buon vecchio proibizionismo). Cosi' le forze dell'ordine hanno sviluppato una vera e propria paranoia per tutto ciò che è alcolico: se anche sei perfettamente sobrio ma hai DELL'ALCOL in macchina, specie se hai meno di 21 anni, possono fermarti, ritirarti la patente, sbatterti dentro, seviziarti e chi piu' ne ha piu' ne metta. Insomma se siete invitati ad una cena portate del gelato Ben&Gerry.
Oltretutto quando sono uscita con i compagni di dottorato e ho proposto di metterci a bere un drink sulle deliziose panchine ascoltando un concertino in piazza mi hanno guardata come una A)Alcolista B)Pazza scatenata C)Qualcuno che vuole farsi deportare al più presto. Perchè OVVIAMENTE non si può bere in strada (Ah, il buon vecchio proibizionismo).
MA in California ora va tanto la marjuana per uso legale. Quindi si instaura un grande paradosso: se bevi una birra per strada hai più possibilità di essere arrestato/seviziato/ucciso che se ti fai una canna in pubblico.
Peace&Love fratelli.

QUEI BEI CLASSICI CLICHE': GLI AMERICANI E IL CIBO
Commentare la cucina americana è una cosa brutta e cattiva come sparare sulla Croce Rossa, prendere in giro i down  o torturare una lucertola con un accendino. Quindi mi limiterò a dire una cosa: OLIO D'OLIVA SPRAY. Sappiate che se mai vi trovate in casa di un americano e vi chiedere perchè questi mettono il deodorante sull'insalata, guardate bene la bomboletta...
(Ma in fondo hanno inventato Starbucks, e a noi piacciono cosi')

LE ULTIME DALLA BOLLA
Vi ho accennato al fatto che il posto dove vivo è una specie di oasi di tranquillità, rispetto, amore, orsi che volano?
Purtroppo pero' a volte ci sono dei furti. Tipo i due da cui vivo hanno subito il furto del GPS dall'auto!
"Oh mio Dio, ma vi hanno rotto il vetro? Scassinato la portiera?"
"No no, noi non chiudiamo la macchina".

Peace&Love fratelli 

giovedì 19 luglio 2012

Piacere, House.

Alle volte non è facile spiegare alla gente quello che farò come Phd Candidate, e perché mi pagheranno per farlo. Specie in questa terra benedetta dal cielo che è la Brianza.




Sfido il caldo estivo brianzolo per uscire con un’amica a prendere un gelato. Ci sediamo sulle panchine a parlare di come tutte le ragazze sono terribilmente in tiro e noi no.

Arrivano due tizi. Metterei subito in chiaro che siamo morosate ma poi ci penso e mi dico che è sociologicamente interessante parlare con gente che non passa da italiano a francese a inglese solo per tirarsela e che riesce a non mettere la parola “policy” in ogni discorso. Insomma, dopo Bruxelles mi serve conoscere gente normale, con vite normali e senza papà diplomatico e madre genio della finanza. Mi serve di conoscere persone vere, che sono quelli che mandano avanti l’Italia e il nostro amato Nord-Est.

“Ragazze sapete dov’è lo Spazio, figa?” dice quello più spigliato dei due, che evidentemente è pure Mr Finezza.
“Lo spazio cioè quella discoteca orrenda dove andavamo al liceo? Credo abbia chiuso”
Lui brontola tra sé un paio di bestemmie che non riporto per pudore. Lui si che sa conquistare una donna.
“No perché c’avevo uno per un lavoro…”. L’amico fa si si con la testa in modo meccanico, si vede che non capisce bene e che ci mette un po’ ad afferrare i concetti, allora fa parlare l’amico intelligente.
“Cioè, io faccio l’elettricista, e sono in proprio, ho fatto un sacco di lavori pure in Bicocca, c’ho i miei operai, che non lavorano un cazzo ma mi spalmano la crema solare ah ah” torna all’attacco “Mi chiamo Davide e ho 26 anni”.
Forse lui si aspettava che noi ci meravigliassimo per il suo essere un piccolo imprenditore, figura di sommo spicco in Brianza, invece mi ha solo fatto riflettere sul fatto che quest’uomo ha 26 anni e un’attività sua, mentre io arriverò a 40 anni prima di avere un lavoro e comunque non guadagnerò mai come un piccolo imprenditore.
“Cosa fate?” chiede. Lascio parlare la mia amica e glisso, non mi va di stare a dire che sto per iniziare un dottorato. Dico che non faccio nulla, che poi è un po’ lo stesso.
Ci chiedono un  di noi. Diciamo che siamo gemelle e ci credono subito.
Diciamo che abbiamo studiato a Venezia e non ci credono, non gli sembra possibile (e non è che gli ho raccontato che sto per andare a vivere in un posto dove gli orsi volano)
Diciamo che a Venezia ci sono i segnali sui canali per le gondole e loro ridono sguaiati pensando che li prendiamo per il culo.
“Dai diteci una parola in Veneziano!” questa strana lingua esotica.
“Be… ‘vai in mona’?”
“No ma quello è Bergamasco!” e poi qualcuno dice ancora che in Italia non è vero che non sappiamo le lingue.
Il piccolo e geniale imprenditore torna all’attacco con me e chiede: “Ma se hai studiato perché non trovi lavoro?”
Questa è una domanda che si potrebbe rivolgere a metà dei laureati a pieni voti italiani e scatenerebbe scene di pianto.
“In realtà a settembre inizio a studiare”
“Studiare?? Come studiare? A 27 anni? Ma già l’hai fatta l’univeristà no?”
“Si, ma faccio un dottorato”
“Ah, come Dottor Aus”
“No no io non sono un medico, studio e basta”
“Quindi fai la mantenuta?” curioso modo di vedere gli studenti, condiviso da molti italiani temo.
“No mi pagano”
“Che???? Ti pagano per studiare??? Ma io quando studiavo ero io che pagavo!”
“Ma io sono molto intelligente”
“Ma cazzo che sei, Ainstain? Ma le fai le operazioni chirurgiche?”
“No no ma io non sono un medico”
“E che fai tutto il giorno?”
“Penso”
“Ma anche io penso! Anche il mio amico pensa ma nessuno ci paga per farlo!”
“Ma io sono molto intelligente”
“E pensi e basta?”
“Leggo libri, scrivo articoli…”
“Cioè leggi un libro e ci fai un articolo?”
“Non un libro solo, leggo per esempio venti libri e poi li sintetizzo in un libro” lasciamo stare ricerche qualitative e quantitative va.
“VENTI LIBRI? In un giorno? Ma che sei?”
“No no non in un giorno”
“Si ma venti libri sono un sacco! Devi proprio essere intelligente! Devi essere una che si ricorda tutto! Adesso ti faccio un test per vedere se sei intelligente! Come mi chiamo io?”
“Davide”
“Si giusto.. e il mio amico?”
“Non si è presentato”
“Ah non te lo ricordi vedi!”
“Veramente non mi sono presentato” dice l’amico, che ha lo stesso sguardo astuto di un pesce rosso ed è ancora li a chiedersi se io e la mia amica siamo gemelle.
“Allora ti faccio un altro test” continua Piccolo Imprenditore “ti dico una parola difficile e tu te la devi ricordare fino a domani”
“Va bene”
“La parola difficile è….(rullo di tamburi) MOZZICONE!”. Sarebbe meraviglioso se gli esami di dottorato consistessero nell’imparare parole cosi’ difficili. E io che mi sono dovuta fare il GRE.
“Va bene”
“Domani mi devi mandare un sms con questa parola”
“Ok”
“Ti lascio il mio numero”
“Non c’è bisogno. Io sono cosi’ intelligente che già lo so. Domani a quest’ora avrai il tuo sms”.
Per un secondo Piccolo Imprenditore sembra cascarci. L’amico ci crede ciecamente e si complimenta per quanto sono intelligente.

Se ne vanno augurandomi buona fortuna a fare Greis Anatomi.



Chissà se, quando mi troverò a parlare con un Orso, lui capirà che non sono un medico.