Alle volte non è facile spiegare alla gente quello che farò come Phd Candidate, e perché mi pagheranno per farlo. Specie in questa terra benedetta dal cielo che è la Brianza.

Sfido il caldo estivo brianzolo per uscire con un’amica a
prendere un gelato. Ci sediamo sulle panchine a parlare di come tutte le
ragazze sono terribilmente in tiro e noi no.
Arrivano due tizi. Metterei subito in chiaro che siamo
morosate ma poi ci penso e mi dico che è sociologicamente interessante parlare
con gente che non passa da italiano a francese a inglese solo per tirarsela e
che riesce a non mettere la parola “policy” in ogni discorso. Insomma, dopo
Bruxelles mi serve conoscere gente normale, con vite normali e senza papà
diplomatico e madre genio della finanza. Mi serve di conoscere persone vere,
che sono quelli che mandano avanti l’Italia e il nostro amato Nord-Est.
“Ragazze sapete dov’è lo Spazio, figa?” dice quello più
spigliato dei due, che evidentemente è pure Mr Finezza.
“Lo spazio cioè quella discoteca orrenda dove andavamo al
liceo? Credo abbia chiuso”
Lui brontola tra sé un paio di bestemmie che non riporto per
pudore. Lui si che sa conquistare una donna.
“No perché c’avevo uno per un lavoro…”. L’amico fa si si con
la testa in modo meccanico, si vede che non capisce bene e che ci mette un po’
ad afferrare i concetti, allora fa parlare l’amico intelligente.
“Cioè, io faccio l’elettricista, e sono in proprio, ho fatto
un sacco di lavori pure in Bicocca, c’ho i miei operai, che non lavorano un
cazzo ma mi spalmano la crema solare ah ah” torna all’attacco “Mi chiamo
Davide e ho 26 anni”.
Forse lui si aspettava che noi ci meravigliassimo per il suo essere un
piccolo imprenditore, figura di sommo spicco in Brianza, invece mi ha solo
fatto riflettere sul fatto che quest’uomo ha 26 anni e un’attività sua, mentre
io arriverò a 40 anni prima di avere un lavoro e comunque non guadagnerò mai
come un piccolo imprenditore.
“Cosa fate?” chiede. Lascio parlare la mia amica e glisso,
non mi va di stare a dire che sto per iniziare un dottorato. Dico che non
faccio nulla, che poi è un po’ lo stesso.
Ci chiedono un di
noi. Diciamo che siamo gemelle e ci credono subito.
Diciamo che abbiamo studiato a Venezia e non ci credono, non
gli sembra possibile (e non è che gli ho raccontato che sto per andare a vivere
in un posto dove gli orsi volano)
Diciamo che a Venezia ci sono i segnali sui canali per le
gondole e loro ridono sguaiati pensando che li prendiamo per il culo.
“Dai diteci una parola in Veneziano!” questa strana lingua
esotica.
“Be… ‘vai in mona’?”
“No ma quello è Bergamasco!” e poi qualcuno dice ancora che
in Italia non è vero che non sappiamo le lingue.
Il piccolo e geniale imprenditore torna all’attacco con me e
chiede: “Ma se hai studiato perché non trovi lavoro?”
Questa è una domanda che si potrebbe rivolgere a metà dei
laureati a pieni voti italiani e scatenerebbe scene di pianto.
“In realtà a settembre inizio a studiare”
“Studiare?? Come studiare? A 27 anni? Ma già l’hai fatta
l’univeristà no?”
“Si, ma faccio un dottorato”
“Ah, come Dottor Aus”
“No no io non sono un medico, studio e basta”
“Quindi fai la mantenuta?” curioso modo di vedere gli
studenti, condiviso da molti italiani temo.
“No mi pagano”
“Che???? Ti pagano per studiare??? Ma io quando studiavo ero
io che pagavo!”
“Ma io sono molto intelligente”
“Ma cazzo che sei, Ainstain? Ma le fai le operazioni
chirurgiche?”
“No no ma io non sono un medico”
“E che fai tutto il giorno?”
“Penso”
“Ma anche io penso! Anche il mio amico pensa ma nessuno ci
paga per farlo!”
“Ma io sono molto intelligente”
“E pensi e basta?”
“Leggo libri, scrivo articoli…”
“Cioè leggi un libro e ci fai un articolo?”
“Non un libro solo, leggo per esempio venti libri e poi li
sintetizzo in un libro” lasciamo stare ricerche qualitative e quantitative va.
“VENTI LIBRI? In un giorno? Ma che sei?”
“No no non in un giorno”
“Si ma venti libri sono un sacco! Devi proprio essere
intelligente! Devi essere una che si ricorda tutto! Adesso ti faccio un test
per vedere se sei intelligente! Come mi chiamo io?”
“Davide”
“Si giusto.. e il mio amico?”
“Non si è presentato”
“Ah non te lo ricordi vedi!”
“Veramente non mi sono presentato” dice l’amico, che ha lo
stesso sguardo astuto di un pesce rosso ed è ancora li a chiedersi se io e la
mia amica siamo gemelle.
“Allora ti faccio un altro test” continua Piccolo
Imprenditore “ti dico una parola difficile e tu te la devi ricordare fino a domani”
“Va bene”
“La parola difficile è….(rullo di tamburi) MOZZICONE!”.
Sarebbe meraviglioso se gli esami di dottorato consistessero nell’imparare
parole cosi’ difficili. E io che mi sono dovuta fare il GRE.
“Va bene”
“Domani mi devi mandare un sms con questa parola”
“Ok”
“Ti lascio il mio numero”
“Non c’è bisogno. Io sono cosi’ intelligente che già lo so.
Domani a quest’ora avrai il tuo sms”.
Per un secondo Piccolo Imprenditore sembra cascarci. L’amico
ci crede ciecamente e si complimenta per quanto sono intelligente.
Se ne vanno augurandomi buona fortuna a fare Greis Anatomi.
Chissà se, quando mi troverò a parlare con un Orso, lui capirà che non sono un medico.

L'orso sicuramente afferrerà molti più concetti di lui, sarà meno fastidioso e non userà la parola "figa" come intercalare.
RispondiEliminaIl contraltare però, è che se non gli sei simpatica finirai nel suo stomaco in men che non si dica. Ma questi sono dettagli......