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Mi chiamo Giupy e sono un neurone in fuga che da poco si fregia del titolo di "dottore". Dopo aver vagato per Italia, Giappone, Francia, Belgio e Colorado, la patria degli orsi volanti, sono approdata nella piovosa Bochum. Il blog racconta storie di Germania, di universita', di corsi di Tedesco, di nostalgia del bidet, della lotta per trovare cibo senza glutine e ovviamente di loro, i pensatori Tedeschi che tanto ho letto (e solo talvolta maledetto) per arrivare qui.
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mercoledì 8 maggio 2013

C'era una volta a Chiwawa

Vi ricordate quando il 5 Maggio a scuola ci facevano tutti alzare in piedi e recitare 'ei fu siccome immobile dato il mortal sospiro stette la spoglia immemore orba di tanto spiro'? Si esatto, proprio quella poesia LUNGHISSIMA sulla morte di Napoleone di cui tutti si ricordano solo la prima strofa.

Per cui, dalla tenera eta' di 10 anni ogni volta che e' il 5 Maggio mi vien da pensare a quel buontempone di Napoleone (che poi, manco mi stesse granche' simpatico). Quest'anno, il 5 maggio sono andata a Denver per entrare a sbafo nei musei visto che un week end al mese sono gratis fare il pieno di cultura visitando esposizioni di arte contemporanea. Tuttavia, sono stata risucchiata da una moltitudine di ispanici festanti, cosi' mi sono chiesta se tutti avessero cosi' a cuore Napoleone.

Invece no, era il Cinco de Mayo. Wikipedia - fonte di ogni conoscenza- ci spiega che i Francesi in realta' qualcosa c'entrano, visto che questa ricorrenza festeggia la battaglia di Puebla contro i Francesi nel 1862. Si lo so, in Messico ci stavano i Francesi, e io non ne avevo idea. Un attimo di silenzio per la mia ignoranza (ma almeno so cosa sono la Cecoslovacchia e la Cecenia..).
In sostanza, da quello che ho capito, i Messicani in Messico se ne sbattono di questa ricorrenza ma diventa una grande festa del Mexican Pride negli Stati Uniti. Cosi' Giupy, che da nove mesi vive in una bolla dove tutti hanno il colore delle Galatine e la forma fisica di Barbie e Ken, ha mandato a quel paese il museo posticipato l'incontro con la cultura per scoprire qualcosa in piu' sulle tradizioni messicane.

Locandina di uno dei miei film preferiti. Contrariamente a cio' che succede di solito, non mi piace SOLO perche' c'e' Johnny Depp. Mi piace ANCHE perche' ci sono Antonio Banderas e Enrique Iglesias. Consiglio caldamente di guardarlo a tutti i miei lettori 

Di fatto, il Cinco de Mayo a Denver e' un posto recintato (perche' si sa, qui pullula di attentatori e devono sorvegliare tutto) dove la gente beve un sacco di margarita, quindi nulla di diverso dagli altri posti degli Stati Uniti. Ci sono bancarelle, tortillas e altro cibo TexMex non identificato e due concerti. Uno era un po' il Primo Maggio messicano, con la banda del Mariachi che si scatenava nelle migliori esecuzioni delle canzoni che noi tutti ascoltiamo alle fiere di paese, e l'altro invece era per gli Americans , con tutta la peggio musica dance degli ultimi anni.

La menzione d'onore pero' va alle competizioni. Ho sentito dire ce ne fossero di bellissime tipo quella del peperoncino piu' piccante, ma ho assistito solo ad una, che probabilmente era la migliore: la corsa dei Chiwawa. Ora, purtroppo il Chiwawa e' un cane insulso. Io amo tutti gli esseri viventi del pianeta. i gatti, gli scoiattoli, gli uccellini, i Belgi,  gli orsi (ok, se mi attaccano non moltissimo), ma proprio i Chiwawa non li reggo. Certo, io capisco che il Chiwawa non abbia chiesto di nascere tale (un po' come io non ho chiesto di laurearmi nell'Italia della crisi), e quindi non e' colpa sua l'essere un cane con la faccia da topo e la simpatia di un gatto attaccato ai maroni qualcosa di poco simpatico. MA si potrebbe risolvere questo scherzo della natura facendo accoppiare il Chiwawa con altri cani veri e disperdendo questa razza nata per sbaglio. Invece no. La gente che non si capacita di aver dovuto riporre in cantina le bambole passata la puberta' sente il bisogno di invenstire soldi in una pantegana con gli occhi della Carfagna per poterlo vestire da fatina e metterlo nella borsa Luis Vuitton costata piu' della mia scholarship mensile. E qui si creano mostri.



La foto e' totalmente random. Nessuno pensi che io odi Paris Hilton. D'altronde come si puo' odiare un paio di braccia strappate a McDonald's che ha avuto quel tanto di culo da nascere nipote di un miliardario e poi ha sputtanato i suoi soldi per fingere di essere un'attrice, fingere di essere una pornostar, fingere di essere una stilista, fingere di essere una cantante,  fingere di essere bella e comprarsi un sacco di Chiwawa di merda che vivono meglio di molti bambini? 

Come qualcuno sapra', Chiwawa e' una localita' in Messico. Io non ci sono mai stata, ma non ne ho una gran bella immagine se produce questi cani. Pero' pare che i Chiwawa ai Messicani piacciano tantissimo. La corsa dei Chiwawa si teneva su una pista in miniatura, da una parte stava questo branco di topi e dall'altra i rispettivi padroni. Al via, i padroni si mettevano a chiamare a gran voce i Chiwawa e questi in teoria si sarebbero dovuti mettere a correre per raggiungerli. In realta' questi mezzi cani si annusavano a vicenda dove non batte, si inseguivano la coda, cercavano la fuga, giocavano a ramino, facevano di TUTTO tranne che cagare i rispettivi padroni. E qui li capisco pure. Gia' sei un cane insulso, in piu' ti capita la disgrazia di essere adottato da una cicciona che ti infiocchetta in vestiti rosa che sotto sotto vorrebbe mettersi lei, ti deturpa della tua dignita' di canide portandoti in una borsa, ti mette un nome di merda tipo 'Trilli' o 'Fiocco di Neve'.. cioe', pure io sarei un sacco incazzata. E il peggio e' che il Chiwawa non puo' nemmeno ribellarsi a tutto questo perche' i suoi denti e le sue unghie non farebbero paura nemmeno a Sid il Bradipo. E quando i cani cercano almeno di opporsi al sistema rifiutandosi di correre, venivano spinti a forza fino al traguardo. Il modo migliore di togliere ogni briciolo di autsostima ad un cane che, quando distribuivano la dignita', era distratto.

La cosa triste e' che ai Messicani la corsa di Chiwawa piaceva tantissimo, urlavano e facevano foto tutti contenti. Invece, nonostante la banda del Mariachi si sgolasse gridando "Bailamos! Bailamos" a ballare c'ero solo io, e un paio di ragazzini con sombreri e scarpe a punta pitonate improbabili. Tutti gli altri, uomini con ampi baffi e ragazzine con l'intonaco in faccia, piu' un paio di trans, se ne stavano composti e un po' depressi a guardare il concerto, e a cercare di acchiappare i gadgets lanciati dal palco. Ma voglio dire, tutti questi stereotipi che abbiamo sui Latini, questa voglia di movida, dov'e'? Dev'essere proprio triste essere un Messicano in America se erano tutti cosi' mogi. Oppure erano tutti giu' perche' pensavano al fatto che Napoleone e' morto.

In tutto questo, beccatevi un video orrendo. Guardarlo tutto e' pesante, ma dopo questo post ci voleva:



lunedì 15 ottobre 2012

Ragazza Fortunata

Sono appena stata a sentire Richard Dawkins, nella mia universita', e questo mi ha messo di buon umore, tanto che non ho voglia di sputare la mia abituale dose di veleno contro il popolo che mi ospita e mi da da mangiare. Scrivero' magari un post a parte su questo, ma ora concentriamoci invece su qualcosa di molto italiano:


Ebbene si, presa da un eccesso di italianita', pizza e mandolini, sono andata al concerto di Jovanotti a Denver.
Non so se qualcuno dei miei lettori sia fan di Jovanotti e sia andato a sentirlo in Italia, ma quello che posso assicurare e' che ieri sembrava un incontro tra pochi intimi piuttosto che un concerto. Ho come l'impressione che al Filaforum di Assago non ti capita di stare cosi' vicino a Jovanotti da potergli toccare le scarpe (e, se fossi scurrile e perversa, potrei pure scrivere 'guardargli il pacco').
Sicuramente non succede di poter chiedere a Jovanotti di cantare le canzoni che tu vuoi e di avere un dialogo con lui sul caffe' americano da sotto al palco. Ci mancava poco che venisse alla nostra spaghettata del dopoconcerto. 

Ad ogni modo, alcune delle persone cattive e orribili che conosco (che chiameremo Franco, giusto per mantenere l'anonimato) mi hanno sfottuta, ma mi sono davvero divertita!
E' stato un po' come tornare alle medie perche' ha fatto un sacco di canzoni vecchie, e senza troppo pensare a tutti gli anni che sono passati (e che sembrano passati solo per me e non per lui e questo non me lo spiego molto), mi sono trovata a pensare che 'Ragazzo Fortunato' e' proprio una canzone che parla di me. Perche' tutto sommato non e' che mi sia riuscito bene proprio tutto quello che ho cominciato ma ho avuto un bel numero di botte di culo nella vita.

Ora potrei continuare su questa linea e raccontare di com'era vestito Jovanotti, cos'ha detto, cos'ha cantato, chi c'era nella sua band, quanto mi sono commossa ad ascoltare 'bella' etc etc, ma la verita' e' che poi questo blog diventerebbe troppo serio e non voglio ritrovarmi spammata di commenti di gente che dice 'a me piace' 'a me no' 'a me piaceva quando cantava la canzone sulla moto'. Insomma se siete fan di Jovanotti andate a vederlo, possibilmente in America, se non siete fan vi vorro' bene uguale. 

Parlero' invece di un'altra cosa: Diego Garcia.
Conoscete Diego Garcia? No? Be' la cosa non mi stupisce tantissimo. Immagino che una persona molto famosa non venga chiamata a fare da spalla in un teatro da 200 persone ad un artista straniero sconosciuto ai locali.

Potrei lanciarmi in una costruttiva critica sulla musica e la voce di Diego Garcia, ma sinceramente preferisco fare commenti sulla sua immagine e sulla sua pettinatura. Mi sembra molto piu' maturo.

Diego si e' presentato sul palco con un ciuffo anni ottanta che ricordava molto Beverly Hills. Ma quando dico molto immagino che Brandon abbia una causa in tribunale per il diritto d'autore.
Diego oltretutto aveva dei pantaloni anni settanta molto aderenti. E quando dico aderenti intendo molto. Moltissimo. Secondo me Diego non avra' mai dei figli. Non so perche' Diego non cantasse in falsetto.

Diego si e' presentato con una chitarra e con un tipo che lo accompagnava con un'altra chitarra. Visto il nome latineggiante mi aspettavo un po' di movida, invece la musica di Diego era un po' quella che mettono alle 4 di notte nelle discoteche per farti andare a casa e iniziare a tirar su cocci di vetro e vomito. Il povero Diego deve essersi accorto che noi eravamo tutti li per Jovanotti e non per lui, quindi ha iniziato con una leccata di culo:

"Io adoro l'Italia!! Forza Italia!!!" (E li un attimo di risentimento. Credo che tutte le schiene presenti siano state attraversate da un brivido nel pensare a quel periodo storico in cui Jovanotti cantava 'Serenata Rap' e 'Forza Italia' non era solo lo slogan dei mondiali. Lasciaci dimenticare, Diego, siamo tutti emigrati per un motivo...)

Poi Diego entusiasta si mette a spiegare che fara' delle canzoni nuove. Non che sarebbe cambiato molto, ma cerchiamo di dargli supporto. Diego e' felicissimo e commenta.

"It is like having sex for the first time"
pausa
"Drunk"
pausa
"With a tree"
....

Vista l'assenza di commenti e le nostre espressioni (O_O) Diego ha deciso di fare amicizia con una bionda in prima fila. Ha iniziato a ciacolare con lei e a chiederle come si chiamava e da dove veniva.

"Aviano, Pordenone" risponde questa.

Diego e' disorientato. Si aspettava probabilmente Roma o Milano, e ha passato dei preziosi secondi della sua esistenza a frugare nel suo cervello per cercare qualcosa da dire su Aviano, Pordenone. Si e' fortunatamente risparmiato altre battute molto imbarazzanti sulle sue abitudini alcolico-florofile. 
Cosi', desolato nei suoi pantaloni strettissimi, e' tornato al microfono a cantare una canzone che 'A Jovanotti piace tantissimo'. Tutti a sentire la parola 'Jovanotti' si sono elettrizzati e anche Diego e' stato contento. 

Insomma, e' stato proprio un bel concerto. 
Tornando in macchina con amici di amici ho scoperto che questi da quando stanno a Boulder hanno visto tantissimi orsi, ma non sono pericolosi, non preoccupiamoci, spaventiamoci piuttosto per i Mountain Lions e i Rattlesnakes.
Speriamo che la mia proverbiale fortuna mi aiuti anche in questa situazione, per quanto Dawkins mi abbia appena insegnato a non credere al destino o alla sfiga.

Pensiamo positivo. 







venerdì 20 luglio 2012

Il fascino discreto della disoccupazione

Non bastavano gli orsi volanti nel campus dove vivrò io.



Non bastavano gli incendi a Colorado Springs



No. Non bastava tutto ciò.
Ci voleva anche il PAZZO VESTITO DA BATMAN che fa una strage a Denver.
http://www.repubblica.it/esteri/2012/07/20/news/sparatoria_prima_batman-39383116/?rss

E indoviniamo che faceva il killer?
IL DOTTORANDO ALLA UNIVERSITY OF COLORADO!

Voglio tornare ad essere una disoccupata qualunque...