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Mi chiamo Giupy e sono un neurone in fuga che da poco si fregia del titolo di "dottore". Dopo aver vagato per Italia, Giappone, Francia, Belgio e Colorado, la patria degli orsi volanti, sono approdata nella piovosa Bochum. Il blog racconta storie di Germania, di universita', di corsi di Tedesco, di nostalgia del bidet, della lotta per trovare cibo senza glutine e ovviamente di loro, i pensatori Tedeschi che tanto ho letto (e solo talvolta maledetto) per arrivare qui.
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martedì 18 marzo 2014

Jelly Paddy

Normalmente gli Americani si sentono sempre Americani. Siano bianchi neri gialli rossi verdi sono sempre li a ribadire "Io sono Americano".

Tranno in un particolare giorno, ovvero St Patrick. In quel caso tutti, bianchi neri gialli rossi verdi (ma specie rossi) saltano su e gridano IO SONO IRLANDESE!
E non importa che siano protestanti atei musulmani o buddisti, festeggiare il caro Santo diventa un imperativo per tutti.

Grazie Paddy per la birra che ci dai

Festeggiare St Patrick e' un altro di quegli step che ho sentito di dover fare nel mio lungo e tortuoso percorso di integrazione americana. Cosi', sono andata ad una festa di Americani dove ho potuto sperimentare una serie di tradizioni autoctone.

Per prima cosa, le strade pullulavano di gente vestita di verde. Cappellini verdi, magliette verdi con il quadrifoglio, spilline verdi con su scritto "Kiss me I'm Irish". Esattamente come ad Halloween, non so per quale ragione molte delle ragazze uscivano senza pantaloni, in alcuni casi pure senza maglietta. Che smemorate.
In questo mi sono sentita un po' un outsider, perche' io non ho NULLA di verde. O meglio, non ho nulla che non sia viola. E in generale il verde non e' propriamente il mio colore. L'ultima volta che ho messo qualcosa di verde la mia collega mi ha chiesto se avevo appena vomitato. Tutto cio' a discapito delle mie origini padane (sia ben chiaro).

Andando in bus a casa del mio amico ho scoperto cose meravigliose, che non hanno a che fare con Paddy ma che e' giusto menzionare. La maggior parte delle strade invece di nomi hanno numeri (il che e' abbastanza comodo quando, come me, non hai senso dell'orientamento), MA alcune hanno dei nomi bellissimi. Tipo BARCELONA. o VIA APPIA.
Ora tutto cio' che voglio e' trovare il modo di andare ad abitare in Via Appia. Chissa' se sanno cos'e'.

Tornando a St Patrick, abbiamo mangiato le solite cose che si mangiano alle feste americane: patatine da pucciare in salse non identificate, verdure da pucciare in salse non identificate e cose non identificate da pucciare in salse non identificate. Pero', c'erano le deliziose cupcakes di Paddy, che sono i soliti dolci americani pieni di zucchero e burro, ma colorati per l'occasione di verde radioattivo.


Per la foto si ringrazia l'inconsapevole sito http://totallyloveit.com/st-patricks-day-cupcakes/

Tuttavia, tra le specialita' spiccava anche qualcosa di tradizionalmente irlandese, per ricordare le nostre origini. Si trattava del corn- beef, che essendo io vegetariana non ho mangiato, ma si presenta come una massa di filamenti di carne. Sara' che ho una fervente immaginazione, ma contiuavo a pensare alla scena di Sweeney Todd quando maciullano le persone. 
Assieme al corn beef c'era una zuppa fatta di cavolo e patate. Il commento del moroso dopo aver assaggiato corn beef e zuppa e' stato particolarmente esaustivo: "Posso sentire chiaramente la tristezza dei minatori irlandesi tornare a casa dopo una giornata in miniera".

Ovviamente, cio' che conta di piu' a St Patrick e' l'alcol (anche se noi tutti abbiamo festeggiato per devozione al santo). Abbiamo bevuto un set di birre DELIZIOSAMENTE BUONE per poi lanciarci sugli shot di Jameson. E poi, il protagonista indiscusso della serata: Il Jell-o alla vodka.

Il Jell-o sembra gelatina, ma non lo e'. E' proprio un marchio che si chiama Jell-o ed e' unico nel suo genere. Si presenta come una cosa viscida, tremula e dai colori improponibili, in questo caso verde brillante. E' prodotto con qualcosa che potrebbero essere scarti della lavorazione del corn beef oppure materia aliena. Grazie a wikipedia, scopriamo che il Jell-o e' il dolce preferito dai Mormoni, tanto da diventare lo snak nazionale dello Utah


(in sostanza, nel Mormonismo un profeta si e' messo a dire di aver incontrato l'Angelo Mormon e questo gli avrebbe detto di proibire un botto di cose, alcol, te, caffe', le spalle nude della donne, i polpacci delle donne, i vestiti sensati e il sesso prematrimoniale, MA si e' dimenticato di proibire sta monnezza delizia del Jell-o?) 

Comunque, ho scoperto che l'alcol mischiato al Jell-o e' una cosa popolarissima specie presso le confraternite, perche' ovviamente in questo modo puoi ingollare la vodka senza nemmeno sentirne il sapore - visto che e' mascherato dal delizioso sapore della gelatina- e berne molto di piu'. Continuo a pensare che non mi spiace del tutto aver fatto l'universita' in Italia. 

In tutto questo, la festa e' stata un sacco bella (merito anche di birra e Jell-o) e siamo tutti tornati a casa allegramente pieni di tatuaggi removibili di Paddy, di quelli che si applicano con l'acqua e che mi ricordano la mia infanzia quando li trovavo nel giornalino di Poochie.

Paddy mi piace di piu' in versione folletto che in versione santo

In tutto questo, oggi stavo parlando con un Americano di St Patrick. "Si, l'ho festeggiato" ho detto io 
"Anche se ovviamente non ho origini Irlandesi" e ho indicato i miei capelli da Mediterranea. 
"E gia'" ha detto lui "Perche' tu aspetti il Cinco de Mayo, no?".
Certo. Perche' se non sei Irlandese, mi sembra piuttosto ovvio che l'unica altra opzione sia essere Messicana...

In conclusione, il video che piu' mi ricorda l'irlanda (e non per gli shot di Jell-o alla vodka)


I MCR sono un po' l'ossessione di un periodo della mia giovinezza, oltre che la mia fonte di conoscenza dell'Irlanda


lunedì 23 settembre 2013

Ehi Proff!!!

A volte la gente mi immagina qui in mezzo ai monti, gobba sui libri, a sudare sette camicie leggendo Durkheim. Il che a volte e' vero e amo che la gente lo pensi, stavo meditando di comprarmi degli occhiali da hipster per essere piu' credibile.

Ma, la verita', e' che l'Universita' in Colorado non e' PROPRIO sempre come appare.


THE COOLEST CLASS EVER
Per esempio: una Universita' che (per sfiga) non e' la mia, ha aperto dei corsi di BREWERY... leggere per credere. Cos'e' la brewery? Ma e' l'arte di fare la birra! Oltretutto l'articolo spiega che il Colorado e' tra gli stati con un maggior numero di brewery a persona. Quindi questi giovani studenti si portano il luppolo, imparano a metterlo nei contenitori appositi.. voglio dire, questa e' vita! Altro che Platone ed Hegel, se pago 40 000 dollari l'anni di retta insegnatemi almeno a fare la birra!

(cio' che e' veramente assurdo, e' che molti degli studenti probabilmente non hanno 21 anni, quindi PRODUCONO la birra, ma non la bevono)

(In tutto cio', sento di dover ammettere che in terza elementare a scuola ci hanno fatto fare il vino ascoltando questa canzone qui sotto e poi l'abbiamo pure bevuto. Che va bene che in Italia non ti fustigano sulla pubblica piazza se bevi una birra e gazzosa a 15 anni in pizzeria, ma otto anni e' un po'... illegale, forse)

Riguardando questo video mi sono resa conto di quanto amassi Fiorello, e di quanto sia tutto mooooolto anni 90'.

UN GIORNO CI SARO' ANCHE IO
Parte del mio dottorato e' la faticosa scalata verso la cattedra. Che no, non e' quella fisica di 'Oh capitano mio capitano', ma e' piuttosto una metafora per descrivere che vengo schiavizzata formata da dei professori a cui faccio da assistente per imparare un giorno a fare lezione tutta da sola (e allora si che saranno cazzi).
Questo fa si che io abbia, piu' o meno, degli studenti. Che mi vedono un po' come la figura intermedia tra il compagno di banco secchione a cui rubare gli appunti barattandoli con un mohito e Sua Divinita' Il Professore. Ora, io potrei fare un blog intero su quello che mi chiedono gli alunni, ma non lo faccio, perche' tutto sommato ho avuto 18 anni anche io (e pochissimo tempo fa, oltretutto!) e probabilmente anche io facevo domande sceme naive perche' mi preoccupavo di non sapere abbastanza per l'esame.

Quindi, almeno sul blog, avro' pieta' di loro. Vorrei pero' riportare un aneddoto che mi ha fatto capire quanto ancora l'America continua a basirmi e lo fara' probabilmente sempre.
Uno dei miei compiti in quanto schiava  assistente e' quello di raccogliere i certificati medici. Che so, se ti sei rotto un braccio o sei sordo e ti ha morso un cane e non puoi prendere appunti li prendero' io per te. Se hai un qualche non identificato disturbo e hai bisogno di fare l'esame in isolamento (forse e' la misantropia?) te lo faccio fare. Cose cosi'.
Arriva una ragazza, una delle prime lezioni. Bella, altissima, vestita come tutti qui, ovvero pantaloncino di spugna a mutanda, canotta e infradito.
Lei: "Ho qui un certificato, questi giorni non ci posso essere a lezione e tu mi devi prendere gli appunti"
Io (preoccupata) : "Oh bella bambina, che succede? Problemi di salute?" 
guardo il certificato, e lo fisso per un po' perplessa
Lei: "no, e' che io gioco a CALCIO".
Al che io ho avuto una reazione sbagliata. Che e' stato di sghignazzare sguaiatamente, chiamarla interiormente con appellativi come "braccia rubate all'agricoltura" e dirle che poteva anche attaccarsi al proverbiale tram.
Nessuno rideva attorno a me.
Perche' in America, se fai uno sport a livello semi professionale, puoi anche saltare le lezioni.

Adesso lo so.


Professor Keating, ma pure a te ti saltavano le lezioni per gli allenamenti di calcio?

I WILL SURVIVE
Se sei uno dei miei alunni che e' fluent in italiano e legge questo blog, sappi che io vi voglio molto bene, e anche che non ho nessun diritto di prendermi gioco di nessuno.
Perche' io non sono molto sveglia. Oggi ho fatto la classica figura dell'Italiana sbarcata ieri con la valigia di cartone e spago nell'andare a rifornirmi di scantron test. Io non sapevo cosa fosse uno scantron test. Non avevo idea di che uso ne dovessi fare. Quando la signora mi ha chiesto se mi servissero le keys, ho fatto questa faccia:

Stanis e' basito, per chi non lo sapesse

In realta', erano semplicemente i fogli tipo quelli della patente per le risposte multiple. Sorry, vengo da uno di quei Paesi del terzo mondo dove si fanno le domande aperte e gli esami orali. Queste cose sconosciute al popolo americano.

Ma, nonostante la mia inadeguatezza, spero riusciro' a sopravvivere al semestre.
O mi faro' spostare ad insegnare al corso di Brewery 1020. 



lunedì 1 aprile 2013

La' dove guidare e' divertente

La grande tristezza della mia vita e' che, per quel problema che hanno gli americani con le ovette di cioccolato, ho dovuto passare una Pasqua senza uovo. Ma ho comunque avuto una settimana di vacanza e ho scoperto alcune cose meravigliose del Colorado, di quelle che ti fanno dimenticare che a Pasquetta hai lezione.

Prima cosa, guidare in America e' BELLO. O almeno lo e' guidare qui. Le strade sono immense, i parcheggi fanno si che pure un'impedita cronica  una ragazza poco usa all'auto possa entrare con un solo elegante colpo di servosterzo e, in linea con la cultura hippy-adorabile del luogo le macchine ti fanno passare pure quando la precedenza ce l'hanno loro (specie dall'alto delle loro jeep tamarre a dieci portiere, la cui ruota e' piu' alta di te, mentre guardano con pieta' e simpatia la Silver Honda a due posti semielettrica con cambio manuale che hai noleggiato con il tuo misero stipendio da dottoranda).
Poi, il Colorado e' GRANDE. Puoi girare per delle intere mezz'ore e non incontrare nessuno, non vedere niente, solo questo


Qualcosa insomma che c'azzecca poco con quel grumo di paesuncoli strade ipercoop ed edicole con fuori 'La Padania' che caratterizza uguali tratti di strada nella mia amata Brianza tra Como e Milano.
Qui e' il posto perfetto per vivere se odi il resto degli esseri umani.

Poi, esistono dei paesini del Colorado che se Calvino li avesse visitati avrebbe fatto di sicuro un secondo tomo delle 'Citta' Invisibili'. Per esempio:

Golden e' il paese tipico del west, con le case di legno da Dr Quinn, il museo di Buffalo Bill e la sua tomba, case che ti ricordano i ranch. Hanno pure gli hamburger al bufalo. Infatti all'entrata della citta' c''e la scritta 'Welcome to golden, where the west lives!". Come quasi tutto il Colorado, Golden ha delle belle statue (che spesso celebrano la- obesa - fauna locale)

Sono un orso stanco. Non rompetemi le balle. 


il Buffalo Bill Museum ci spiega pero' che l'amore smodato per gli orsi e il buon gusto hanno radici lontane nel tempo qui. Ecco che si teneva in casa il buon Bill (e prima di insultare gli Americani, sappiate che e' fabbricato in Svizzera e l'ha comprato in Italia):

Mi chiedo perche'non ne ho uno anche io.. 

Black Hawk e Central City sono posti che immagino essere nati per soddisfare i bisogni del sabato sera dei mandriani della corsa all'oro. Black Hawk e' un tamarro agglomerato di casino'. Central City, invece, oltre ad avere un nome fantasioso, ha delle casine dell'ottocento che danno l'impressione di essere un grazioso paesino. Anche se, quando sono entrata in un bar per un bagno e un caffe', ho scoperto che dentro era tappezzato di slot machines e sporadici vecchi che si giocavano la pensione puzzando di birra. Ho provato un altro bar. Poi un altro. Ho capito che non c'era molto altro a Central City. E' una citta' interamente fatta di casino'.

Loveland e' la citta' dell'amore, quella dove la gente spedisce le cartoline di San Valentino perche' vengano rispedite con il suo timbro. Un trionfo insomma di quel kitsch americano che noi tutti adoriamo.


Pronti per l'elezione di Miss Valentine.. 

Pure i pompieri hanno un cuore in questo posto 

Pero', Loveland e' pure la citta' dell'arte, e ha un parco pieno di statue bellissime. Non basterebbero 5 blog per postarle tutte, ma faro' una selezione di quelle piu' significative:

L'alce che mostra il suo lato migliore

See u later alligator! (and see u later pure ai bambini, se ce la fanno..)

Legalizazion.. 

Bambino e dinosauro, natura morta 

Oink?

Fort Collins invece e' la citta' della birra, con molti pub che ti imbottigliano le creazioni locali. Il che e' un po' l'ideale quando non ti piace la birra e devi guidare. Pero' e' anche la citta' del toffee, e quello e' una delizia per il palato! (non per i denti. Credo di dover aspettare la dentiera per togliermelo dai molari). Anche Fort Collins ha comunque una vibrante comunita' artistica:

Quando l'ippica incontra i Piatti Blu di Danimarca

Per concludere in bellezza, vediamo assieme alcuni dei divieti che sono scritti in un cartello nella piazza di Fort Collins (che, inaspettatamente per una citta' americana, ha una piazza):

No bathing, swimming, dishwashing, or otherwise using the water features of the Plaza Oh no! E io dove lavo i miei piatti sporchi se non nell'acqua della fontana pubblica? Dove sguazzo quando voglio fare 'la Dolce Vita' dei poracci?
No climbing, sitting or standing on any sculpture In effetti, visto che belle sono, e' giusto preservare le statue. Anche se un'arrampicata sul cavallo di qui sopra mi tentava..
No depositing of any bodily wastes on the Plaza except in receptacle designed and intended for such use ma fatemi capire una cosa.. questi receptacle disegnati per accogliere rifiuti organici sono forse quelli che noi mortali chiamiamo GABINETTI?

In tutto cio', continuo a considerare impossibile non voler bene a questo posto e i suoi abitanti. Rinuncerei anche alle uova di Pasqua.