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Mi chiamo Giupy e sono un neurone in fuga che da poco si fregia del titolo di "dottore". Dopo aver vagato per Italia, Giappone, Francia, Belgio e Colorado, la patria degli orsi volanti, sono approdata nella piovosa Bochum. Il blog racconta storie di Germania, di universita', di corsi di Tedesco, di nostalgia del bidet, della lotta per trovare cibo senza glutine e ovviamente di loro, i pensatori Tedeschi che tanto ho letto (e solo talvolta maledetto) per arrivare qui.
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martedì 26 giugno 2012

Poteva andare peggio. Potevano essere squali.



Cosa spinge una fanciulla in tempo di crisi con un lavoro più o meno dignitoso e soprattutto a tempo indeterminato a mollare tutto e fare un PHD, ovvero condannarsi alla povertà e alla schiavitù accademica perpetua, aspettando con un filo di speranza che un professore venga sradicato dal suo scranno per osare chiedere un posto fisso?

La stupidità, insinueranno i miei piccoli lettori.

Invece no. La verità è che il dottorato è un ottimo modo per non lavorare, e mi pare che siano tutti d’accordo sul fatto che non lavorare sia meglio che lavorare, specie se ti pagano lo stesso.

Più nel dettaglio, mi sono ritrovata un po’ di mesi fa in un momento un po’ down della mia vita, uno di quelli in cui si trovano tutti più o meno dalla laurea fino ai 40-45 anni (molta gente si ostina a chiamare questo periodo grigio “età adulta”).
Uno di quei momenti insomma dove mia madre immaginava fossi il braccio destro di Barroso, lasciavo credere agli amici- tramite gli status di facebook- di adorare ogni centimetro della mia scoppiettante vita nel cuore dell’Europa fatta di viaggi e cibo gratis, ma le cose erano un po’ diverse. 
Non vedevo il sole da un anno, e il mio colorito era quello verde e malato delle lucertole o dei cantanti rock drogati;
prendevo uno stipendio minimo lavorando per dei medici che oltre ad aumentare la mia ipocondria mi facevano sentire utile ed intelligente come un ciuffo di muschio, e si facevano amare cosi’ tanto che sputavo nei loro caffè;
vivevo in una casa infestata dai topi e da francesi, in una zona in centro talmente pittoresca da assomigliare a Tortuga, un po' per i tagliagole e un po' per gli alcolisti;
le mie colleghe avevano la stessa vitalità dei tizi in coma per cui teoricamente facevo lobby e la gente random che incontravo negli aperitivi dopolavoro si dilettava a parlarmi dei tre argomenti più noiosi della terra: il lavoro del policy officer, il lavoro del project officer, e quanto erano bravi nel fare questi lavori;
 il mio moroso era lontano, e gli amici che trovavo dopo un po’ di mesi se ne andavano a fare i policy officer in posti fighissimi che avrebbero volentieri usato il mio CV come carta per asciugare l’umidità filtrata dai muri (non dico cartigenica per mantenere la mia dignità).
Ciò che mi tirava su il morale, se non altro, erano i Belgi.

Ho messo cosi’ il mio Neurone al lavoro per trovare delle soluzioni e migliorare la mia vita. Lui ha suggerito:

-          Imparare a suonare il piano e diventare una pianista in un bordello di Caracas
-          Fondare una nuova religione dove io sono la Dea Suprema e dominare uno stuolo di fedeli che berrebbero volentieri succo d’arancia avvelenato per me
-          Sfruttare le mie abilità di pasticcere e il mio amore per Johnny Depp per diventare la nuova Willy Wonka
-          Utilizzare le doti qui sopra per sposare Johnny Depp, installarmi nel sud della Francia e comprare dei regalini al mio moroso per farmi perdonare
-          Trovare qualcuno interessato a pubblicare e leggere le mie storie con cantanti Visual come protagonisti e diventare il nuovo idolo delle folle grazie all’invenzione della J-letteratura
-          Andarmene in California a fare un Phd e passare le mie giornate a fare surf
-          Scoprire che il mio nonno trovatello era in realtà figlio di una famiglia molto ricca, riesumare la salma, fare un esame del DNA e impossessarmi della villa sul lago che mi spetta
-          Farmi assumere come Pirate Cultural Advisor dall’Unione Europea (sappiate che questa posizione esiste davvero) e andare a fare amicizia con quei simpatici Pirati Somali- ARRRR!
-          Scappare in Giappone, mettermi una mascherina per rendermi irriconoscibile e combattere i nemici della Luna con lo pseudonimo di SuperGiupy
-          Tornare in Italia e cercare lavoro (ahahaha questa era proprio stupida!)

A parte l’ultimo, molti di questi progetti mi sembravano sensati ed equilibrati. D’altronde, ognuno richiedeva un certo impegno e un po’ di fatica, cosi’ ho deciso di tentarne uno solo.

Ha vinto l’opzione Phd in California.

Poi pero’ mi hanno preso in Colorado, quindi invece che passare le giornate a fare surf e sfuggire agli squali, probabilmente le passero’ a sfuggire dagli orsi. C’est la vie.