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Mi chiamo Giupy e sono un neurone in fuga che da poco si fregia del titolo di "dottore". Dopo aver vagato per Italia, Giappone, Francia, Belgio e Colorado, la patria degli orsi volanti, sono approdata nella piovosa Bochum. Il blog racconta storie di Germania, di universita', di corsi di Tedesco, di nostalgia del bidet, della lotta per trovare cibo senza glutine e ovviamente di loro, i pensatori Tedeschi che tanto ho letto (e solo talvolta maledetto) per arrivare qui.

giovedì 19 luglio 2012

Piacere, House.

Alle volte non è facile spiegare alla gente quello che farò come Phd Candidate, e perché mi pagheranno per farlo. Specie in questa terra benedetta dal cielo che è la Brianza.




Sfido il caldo estivo brianzolo per uscire con un’amica a prendere un gelato. Ci sediamo sulle panchine a parlare di come tutte le ragazze sono terribilmente in tiro e noi no.

Arrivano due tizi. Metterei subito in chiaro che siamo morosate ma poi ci penso e mi dico che è sociologicamente interessante parlare con gente che non passa da italiano a francese a inglese solo per tirarsela e che riesce a non mettere la parola “policy” in ogni discorso. Insomma, dopo Bruxelles mi serve conoscere gente normale, con vite normali e senza papà diplomatico e madre genio della finanza. Mi serve di conoscere persone vere, che sono quelli che mandano avanti l’Italia e il nostro amato Nord-Est.

“Ragazze sapete dov’è lo Spazio, figa?” dice quello più spigliato dei due, che evidentemente è pure Mr Finezza.
“Lo spazio cioè quella discoteca orrenda dove andavamo al liceo? Credo abbia chiuso”
Lui brontola tra sé un paio di bestemmie che non riporto per pudore. Lui si che sa conquistare una donna.
“No perché c’avevo uno per un lavoro…”. L’amico fa si si con la testa in modo meccanico, si vede che non capisce bene e che ci mette un po’ ad afferrare i concetti, allora fa parlare l’amico intelligente.
“Cioè, io faccio l’elettricista, e sono in proprio, ho fatto un sacco di lavori pure in Bicocca, c’ho i miei operai, che non lavorano un cazzo ma mi spalmano la crema solare ah ah” torna all’attacco “Mi chiamo Davide e ho 26 anni”.
Forse lui si aspettava che noi ci meravigliassimo per il suo essere un piccolo imprenditore, figura di sommo spicco in Brianza, invece mi ha solo fatto riflettere sul fatto che quest’uomo ha 26 anni e un’attività sua, mentre io arriverò a 40 anni prima di avere un lavoro e comunque non guadagnerò mai come un piccolo imprenditore.
“Cosa fate?” chiede. Lascio parlare la mia amica e glisso, non mi va di stare a dire che sto per iniziare un dottorato. Dico che non faccio nulla, che poi è un po’ lo stesso.
Ci chiedono un  di noi. Diciamo che siamo gemelle e ci credono subito.
Diciamo che abbiamo studiato a Venezia e non ci credono, non gli sembra possibile (e non è che gli ho raccontato che sto per andare a vivere in un posto dove gli orsi volano)
Diciamo che a Venezia ci sono i segnali sui canali per le gondole e loro ridono sguaiati pensando che li prendiamo per il culo.
“Dai diteci una parola in Veneziano!” questa strana lingua esotica.
“Be… ‘vai in mona’?”
“No ma quello è Bergamasco!” e poi qualcuno dice ancora che in Italia non è vero che non sappiamo le lingue.
Il piccolo e geniale imprenditore torna all’attacco con me e chiede: “Ma se hai studiato perché non trovi lavoro?”
Questa è una domanda che si potrebbe rivolgere a metà dei laureati a pieni voti italiani e scatenerebbe scene di pianto.
“In realtà a settembre inizio a studiare”
“Studiare?? Come studiare? A 27 anni? Ma già l’hai fatta l’univeristà no?”
“Si, ma faccio un dottorato”
“Ah, come Dottor Aus”
“No no io non sono un medico, studio e basta”
“Quindi fai la mantenuta?” curioso modo di vedere gli studenti, condiviso da molti italiani temo.
“No mi pagano”
“Che???? Ti pagano per studiare??? Ma io quando studiavo ero io che pagavo!”
“Ma io sono molto intelligente”
“Ma cazzo che sei, Ainstain? Ma le fai le operazioni chirurgiche?”
“No no ma io non sono un medico”
“E che fai tutto il giorno?”
“Penso”
“Ma anche io penso! Anche il mio amico pensa ma nessuno ci paga per farlo!”
“Ma io sono molto intelligente”
“E pensi e basta?”
“Leggo libri, scrivo articoli…”
“Cioè leggi un libro e ci fai un articolo?”
“Non un libro solo, leggo per esempio venti libri e poi li sintetizzo in un libro” lasciamo stare ricerche qualitative e quantitative va.
“VENTI LIBRI? In un giorno? Ma che sei?”
“No no non in un giorno”
“Si ma venti libri sono un sacco! Devi proprio essere intelligente! Devi essere una che si ricorda tutto! Adesso ti faccio un test per vedere se sei intelligente! Come mi chiamo io?”
“Davide”
“Si giusto.. e il mio amico?”
“Non si è presentato”
“Ah non te lo ricordi vedi!”
“Veramente non mi sono presentato” dice l’amico, che ha lo stesso sguardo astuto di un pesce rosso ed è ancora li a chiedersi se io e la mia amica siamo gemelle.
“Allora ti faccio un altro test” continua Piccolo Imprenditore “ti dico una parola difficile e tu te la devi ricordare fino a domani”
“Va bene”
“La parola difficile è….(rullo di tamburi) MOZZICONE!”. Sarebbe meraviglioso se gli esami di dottorato consistessero nell’imparare parole cosi’ difficili. E io che mi sono dovuta fare il GRE.
“Va bene”
“Domani mi devi mandare un sms con questa parola”
“Ok”
“Ti lascio il mio numero”
“Non c’è bisogno. Io sono cosi’ intelligente che già lo so. Domani a quest’ora avrai il tuo sms”.
Per un secondo Piccolo Imprenditore sembra cascarci. L’amico ci crede ciecamente e si complimenta per quanto sono intelligente.

Se ne vanno augurandomi buona fortuna a fare Greis Anatomi.



Chissà se, quando mi troverò a parlare con un Orso, lui capirà che non sono un medico. 



1 commento:

  1. L'orso sicuramente afferrerà molti più concetti di lui, sarà meno fastidioso e non userà la parola "figa" come intercalare.
    Il contraltare però, è che se non gli sei simpatica finirai nel suo stomaco in men che non si dica. Ma questi sono dettagli......

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