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Mi chiamo Giupy e sono un neurone in fuga che da poco si fregia del titolo di "dottore". Dopo aver vagato per Italia, Giappone, Francia, Belgio e Colorado, la patria degli orsi volanti, sono approdata nella piovosa Bochum. Il blog racconta storie di Germania, di universita', di corsi di Tedesco, di nostalgia del bidet, della lotta per trovare cibo senza glutine e ovviamente di loro, i pensatori Tedeschi che tanto ho letto (e solo talvolta maledetto) per arrivare qui.
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martedì 12 agosto 2014

La tribu' dei Colli Rossi

Sono finalmente tornata a Boulder. Per farlo, sarei potuta andare direttamente da Milano a Denver, ma questo sarebbe stato semplice e noioso. Cosi' prima sono stata a Londra, poi mi sono fatta una conferenza a Canterbury, poi me ne sono andata ad un matrimonio sperduto tra le montagne del Colorado. Il tutto in una settimana.

Va da se' che avrei quindi tante cose da raccontare. Per esempio l'amore che provo per Londra e l'accento British che non capisco, e l'amore che provano invece gli Inglesi per la moquette che mettono ovunque, dai gabinetti alle metropolitane. Oppure quant'e' carina Canterbury con la sua cattedrale e le vie del centro che danno proprio l'impressione di vivere in un libro. O anche quanto e' stato bello partecipare ad un American Wedding, che era in una cabin circondata dai lama e per la prima volta nella mia vita non ho trovato un matrimonio ne' noioso ne' troppo lungo ne' insopportabile (ok, ok, io ho un generale problema con i matrimoni. Il mio pero' sara' bellissimo, anche se non ho ancora deciso se voglio una cerimonia nudista, se voglio far vestire tutti da personaggi di Game of Thrones oppure da Pirati dei Caraibi).

La cosa pero' su cui mi vorrei soffermare e' il cultural shock che mi sono provocata da sola. Ovvero, il passare da Londra, cuore di civilta', schiacciata in metro alla rush hour, al niente in meno di 24 ore. E quando dico niente intendo posti come questo



Ora, io odio lamentarmi. Pero' io a quattro anni vivevo a New York e sono cresciuta con l'idea che sarei andata a vivere in una grande citta'. In un posto pieno di musei e negozi e bar e concerti. In uno di quei posti dove se non stai attento la gente ti calpesta. Per intenderci, i tre mesi piu' belli della mia vita li ho passati a Tokyo, e li tutte le mattine un impiegato delle ferrovie in guanti bianchi ci spingeva nel vagone della metro come fossimo sardine. Poi, visto che la vita e' ironica, sono finita in Colorado. Ma, dal momento che guardo il bicchiere mezzo pieno e che dentro di me vive una sociologa disoccupata ma sempre attiva, cerco di tenermi occupata osservando la curiosa popolazione locale di questi posti sperduti: i REDNECKS

Mentre a Boulder l'abitante tipico e' un fricchettone che guida un suv e possiede un cane, la popolazione delle zone sperdute del Colorado e', seppur ugualmente amichevole, certamente diversa. Come ci spiega Wikipedia, Redneck e' un termine spesso dispregiativo da usare soprattutto per gli abitanti degli stati del sud che, lavorando la terra, si scottano il collo. Tuttavia, mi prendo la libera licenza di usarlo per classificare anche la popolazione della piccola cittadina di montagna che ho avuto modo di studiare etnigraficamente con osservazione partecipata.

Per intenderci, il posto dove stavo era questo, e si trovava a QUARANTA MINUTI da Steamboat Springs, che e' uno sputo di citta' a QUATTRO ORE da altri posti civilizzati. No surprise che qui la gente si sposi tra consanguinei che neanche nelle valli lombarde a inizio secolo.


Che, se guardate bene, in mezzo c'e' scritto "Saloon". Proprio come nella Signora del West. Proprio lei, la mitica dottoressa Quinn di Colorado Springs. Il luogo dove alloggiavo mi dava l'impressione di essere un po' un grande snodo di vita sociale del posto. Anche all'interno era proprio un saloon, ma sempre farcito da grande nazionalismo. Ed era meraviglioso, perche' c'erano tutti questi uomini con in testa cappelli da cowboys, baffoni e stivali che facevano il barbeque e ascoltavano musica country.


Non vi dico come mi hanno guardata quando, a colazione, ho chiesto un cappuccino with soy milk, a blueberry scone and a yogurt with granola. La cameriera mi ha lanciato lo stesso sguardo che si riserva ai malati di mente e mi ha spiegato che loro avevano eggs and bacon oppure fagioli e bacon. Cosi' ho scoperto cosa mangiano da queste parti e ho fatto colazione con del pane secco, da brava vegetariana. E ho anche scoperto come si spostano i Rednecks, ovvero con queste macchine


Oppure, direttamente a cavallo, sempre perche' la Signora del West rimane comunque in spirito


Osservando la popolazione locale, ho potuto anche capire molto su quelli che sono i loro valori, come l'amore per la natura, il senso di comunita' e la protezione dei propri cari. Queste foto lo spiegano abbastanza bene


Anche sull'educazione dei bambini ci sono cose interessanti da dire. Mentre le bambine di citta' vengono tirate su a diventare piccole principesse, con bambole dai vestiti di tulle e dalle scarpette con il tacco (e diventano come me, che piuttosto che fare la pipi' in un cespuglio non bevo per otto ore), qui anche Barbie insegna subito a pescare e procacciarsi da soli il cibo


Insomma, la morale del week end e' che ho imparato tante nuove cose su delle persone che sono molto diverse da me. E non vuol dire che queste persone siano migliori o peggiori. Vuol solo dire che io ho speso 80 pounds a Carnaby Street per un paio di scarpe con il tacco che tanto in Colorado non mettero' mai, mentre qui le persone che sopravvivono sono quelle che riesconono a fare 10 miglia di camminata in montagna senza stramazzare al suolo dopo i primi 10 minuti. Credo di essere inadatta a tutto questo e lo dico con serena lucidita', ma sono comunque contenta che il destino mi abbia portato a vivere in Colorado, cosi' posso vedere dei posti ed entrare in contatto con gente che non avrei mai visto altrimenti. E un giorno, quando me ne saro' tornata a Bruxelles o Londra o Parigi mostrero' le foto di come si vive in Colorado e tutti gli Europei snob e incapaci di pescare o camminare per piu' di tre metri senza un taxi che saranno a quel punto i miei migliori amici le guarderanno come una cosa strana ed esotica e curiosa. E io, che a quel punto girero' solo in tailleur ben stirato, sotto sotto saro' felice di aver passato dei week end in posti dove uscivo senza trucco e con le infradito, e nessuno mi giudicava strana per questo. 

Eh Michela, tu si che ne avevi di coraggio per venirtene fin qui da Boston.. 


martedì 23 aprile 2013

L'educazione americana

Visto che questo blog ha un certo spessore morale e culturale, invece di tediarvi con i miei esami iniziero' con una considerazione profonda:

Non ci sono piu' le mezzo stagioni.



E in questo susseguirsi di caldo-neve-caldo-neve che NON mi fa rimpiangere Bruxelles ma comunque mi fa impazzire, ho fatto una cosa molto americana: sono andata a vedere una partita di baseball!
In a nutshell, il baseball e' uno sport molto lungo e i giocatori non si muovono molto, e nemmeno si mazzano e picchiano a vicenda, quindi potrebbe risultare noioso. Oltretutto ogni stagione una squadra gioca qualcosa tipo 160 partite, e la vittoria del campionato si basa su un calcolo statistico che mi ricorda il mio corso di ricerca quantitativa. MA e' reso divertente dal fatto che lo stadio ricorda un po' lo STRUSCIO, ovvero ci sono negozi, bar, bancarelle, e tu invece di seguire la partita puoi prendere una birra e un hot dog (per essere American) e passeggiare cazzeggiando con gli amici.
Poi, sempre per rendere la partita piu' interessante, ogni volta che un giocatore batte mettono su una canzone da lui scelta. Diciamo che la squadra di Denver, pur avendo delle indiscutibili doti agonistiche, non brilla per la finezza nei gusti musicali; non che mi aspettassi Bach, ma le canzoni erano un concentrato delle peggiori tamarrate dell'ultimo decennio. Basti sapere che quando hanno fatto il primo punto hanno messo su i VENGABOYS.
La squadra di Denver si chiama Rockies, e non so perche' ma la cosa non mi stupisce. Qui ci sono due cose: bufali e montagne (tre, se contiamo gli orsi volanti), e TUTTO si chiama BUFALO o ROCCIA. Se mai mi prendero' un gatto e i puma non lo sbraneranno, lo chiamero' Bufalino Roccietto.
In ultimo, le squadre giocano due campionati, l'American League e la National League. La squadra vincitrice dell'una sfida la vincitrice dell'altra nella World Series.

Americani, io vi voglio bene, ma c'e' una piccola cosa che dovete notare: si chiama WORLD series ma e' solo Americana. So che questo potrebbe scuotere qualcuno tra voi, ma l'America NON E' IL MONDO.

D'altronde, l'americacentrismo degli americani si fa vedere sempre nei momenti difficili. E, nello sgomento e la tristezza dell'attentato di Boston, notiamo una cosa che e' talmente stupida da far piangere anche di piu':

http://www.mzv.cz/washington/en/czech_u_s_relations/news/statement_of_the_ambassador_of_the_czech.html

Gia', numerose persone hanno deciso di dare il proprio sostanziale contributo mediatico alla lotta al terrorismo insultando sui social network la REPUBBLICA CECA (qualcuno pure la Cecoslovacchia, giusto perche' ci piace guardare indietro), tanto che il console ceco ha dovuto scrivere uno statement della serie 'sticazzi, noi non c'entriamo'. Oltre al fatto che, pure fossero stati gli attentatori Cechi, non sembra un buon motivo per bombardare Praga e insultare i suoi abitanti, ma REPUBBLICA CECA e' una parola che assomiglia molto poco a CECENIA. Giusto per fare un piccolo esempio, la Repubblica Ceca e' uno stato, la Cecenia no. Le due non confinano. Non hanno ne' la stessa lingua, ne' la stessa religione. La Cecenia e' stata protagonista di un sacco di maroni tra attentati vari, la Repubblica Ceca e' un posto pacifico dove gli italiani vanno in gita a rimorchiare bionde e bere birra. Lo so che qui in USA la gente non e' cresciuta con l'educazione di Giochi senza Frontiere, ma prima di aggiornare lo status di Facebook abbiamo tutti diritto ad una visitina a Wikipedia per evitare le figure di merda.

Certo, sicuramente la maggior parte degli Americani ha avuto un'educazione esemplare e sa TUTTO della Cecenia. Pero' statsera in DUE momenti diversi mi e' stato chiesto se sono Francese (e li mi sono un attimo annusata l'ascella per vedere se puzzavo, dato gli stereotipi che hanno qui sui nostri cugini d'Oltralpe, e visto anche che con me non avevo ne' un baschetto, ne' una baguette).
"No, non sono Francese, ma ci sei andato vicino!"
Sguardo vacuo, occhio da pesce
"Vengo da un Paese vicino alla Francia"
Sguardo vacuo "Un aiutino?"
"A sud della Francia" dico io esasperata.
Sguardo vacuo, occhio da pesce. "Boh.. che c'e' a sud della Francia?"

Niente, non stare a preoccuparti. Non c'e' nulla a sud della Francia, se non forse la Repubblica Ceca. Continua pure a guardare la World Series. E ad ascoltare i Vengaboys.




lunedì 22 ottobre 2012

Vivere con gli orsi

Io odio le persone che sparano giudizi senza conoscere le cose. Quelli che dicono "questo non mi piace", "quello e' stupido", "questo posto fa schifo" senza aver mai fatto delle esperienze, ma parlando solo per stereotipi, o sentito dire.
Cosi' io per esempio sfotto sempre gli Americani, ma lo faccio solo ora che ci vivo in mezzo.
E cosi', prima di fare un'intera giornata di camminata in montagna, finendo un intero percorso, non ho mai detto che non mi piaceva.
Ora che l'ho fatto pero' posso proclamarlo:

CAMMINARE IN MONTAGNA MI FA CAGARE

Per prima cosa si fa fatica, e si suda. E tutti sono piu' veloci di me, anche i bambini. Anche le donne incinte. Anche le donne con in braccio dei neonati (che poi, popolo mio limitrofo, ma ci state? Porti un NEONATO ad arrampicarti sulle rocce? Capisco che io saro' fighetta perche' i miei a tre mesi mi portavano in Liguria al mare e non in situazioni potenzialmente pericolose per la mia scatola cranica, ma vi sembra davvero che sia il caso di portarvelo in montagna? Ti diventera' anche Tarzan da grande, ma sei pronta ad avercelo sulla coscienza se ti cade?)
Secondo, la cosa bella di Boulder sono le montagne, quindi una volta che ci sei in cima intorno a te hai solo il desolato Midwest fatto di case tutte uguali, prati senza nulla, mucche, distese di quello che sembra la depressione fatta Paese. (un po' il contrario di Parigi insomma. Quando sali sulla Tour Eiffel finalmente vedi la citta' piu' bella del mondo senza piu' quell'asparago di metallo che le sta in mezzo).
Terzo, andare in montagna e' particolarmente stupido quando come me uno soffre di vertigini. Salire e' tremendo, la cima non arriva mai, mi sono resa conto di essere sportivamente uno schifo, ma SCENDERE, scendere e' traumatico. Saltare giu' dalle rocce.. no no, vi prego, non portatemi mai piu'.
Mille volte uno Starbucks e un giretto per i negozi di Pearl Street.

D'altronde, sono riuscita a rubare trovare degli interessanti volantini che sento il bisogno di condividere qui sul mio blog:


Dentro questi simpatici volantini dai colori spenti un po' retro', troviamo tante belle informazioni su come sopravvivere in questo posto (e io che alle volte, ingenuamente, penso che il mio problema numero uno siano gli esami)

"Colorado is a Bear Country!" (e che culo!)
"Colorado Bears have people problems!" (davvero? e le Colorado People di problemi non ne hanno?)
"Bears don't know they're doing anything wrong" (ok questo lo terro' sicuramente a mente quando un orso mi attacchera'. Lui pensera' di farlo per il mio bene)
"We recommend not feeding birds during the months when bears are active" (gia' perche' altrimenti ti arriva l'orso a mangiare i semini. Mi vedo gia' la scena: 'Titti titti bel canarino, vieni qui che ti do... GROAAAARRRRRRRRR!)
"Bird feeders kill bears" (o meglio: bird feeders attract bears and bears kill me. Poi anche l'orso verra' ucciso, ma questo non sara' piu' un mio problema).
C'e' anche una tabella che si chiama "Bear calorie counter". E questo mi sembra sensato, se io fossi un orso come minimo vorrei un volantino che mi spiega come mantenere la linea. Non penso proprio che sui bidoni della spazzatura la gente scriva le calorie come sul vasetto dello yogurt.

E poi passiamo ai leoni di montagna, altrimenti conosciuti come puma (le mie conoscenze naturalistiche si stanno ampliando, si vede che grazie a questo Phd imparo un sacco di cose)

"What to do if you live in a Lion country" (Non so, cambiare casa? Cosi', a pelo, mi sembra un po' l'idea migliore.. mi sembra che nella vecchia Europa il problema principale siano le zanzare..)
"Recreating in Lion country" (Ma che ci sara' mai da recreating in un posto con dei leoni di montagna?)
"Lions are most commonly found in areas with plentiful deer populations" (Il fatto che DAVANTI a casa mia viva una famiglia di Bambi ora come ora non mi fa sentire contentissima..)
"Make lots of noise if you come and go during the times when mountain lions are more active" (Scusare abitanti di Boulder, ma continuero' a cantare a voce straziantemente alta tutte le peggio canzoni passate da Sanremo per potermi salvare)
"DON'T FEED ANY WILDLIFE!" (Ma secondo voi io sono proprio tanto-tanto-tanto scema?)
"Keep pets under control" (non so perche' ma in giro non vedo mai gatti..)
"Bike, hike and ski in groups" (Oh, quindi quando io stavo arrancando verso la vetta e strisciando giu' dalla montagna e ho detto ai miei amici di lasciarmi li a morire sola in mezzo ai leoni di montagna, non era tutto sommato un'esagerazione..)
"Do not approach a lion" ("Ehi bel leone, ti va un drink?")

E soprattutto, le regole da seguire quando incontri un orso o un leone!
"STAY CALM" (MA sticazzi anche!!!)
"make enough eye contact so that it knows you have seen it" (cosi' lui ti uccidera', ma lo fara' sapendo che praticamente ormai vi siete conosciuti)
"Stop or back away slowly. Running may stimulate a instinct to attack" (tranqui, visto quanto sono lenta pigra e fuori forma la vedo dura che io riesca anche a correre)
"Do all you can to appear larger" (lo sapevo che in questo Paese i ciccioni hanno sempre dei vantaggi)
"If it behaves aggressively, yell loudly" (ho come l'impressione che griderei comunque, ma grazie del consiglio)
"If attacked, fight back" (E GIA'! Mi vedo proprio in un corpo a corpo con un orso o un leone! Ad ogni modo certamente seguiro' questa massima, affinche' sulla mia tomba non possano incidere "Giupy, pessima alpinista, morta nel fiore degli anni senza combattere").

Insomma, considerando quanto schifo mi fa la montagna e i pericoli che ci sono, direi che il mio prossimo svago sara' giusto la salsa.
Soprattutto perche' morire in montagna con addosso delle scarpe da ginnastica blu elettrico e uno zaino rosso che non si abbina alla giacca sarebbe un po' troppo triste.
Lo so, lo so, non mi verranno le gambe perfette e il sedere di marmo delle ragazze che vanno a scalare montagne tutti i giorni, ma tutto sommato l'unica cosa che conta e' autoconvincersi di essere sexy.


If you're sexy and you know it say YEAH!







martedì 4 settembre 2012

E infatti io da grande volevo diventare come Licia Colo'

Annuncio con gioia e felicità che sono sopravvissuta ad una camminata in montagna! A stento, certo, pensando più volte di morire, perchè io sono la persona meno atletica del mondo, con meno capacità di movimento e assolutamente orgogliosa di quei muscoli verdi e flaccidi che mi circondano l'addome- ricordiamo che un giorno pensavo di avere un tumore e invece era un addominale.

(C'era una volta una bambina che odiava stare in un paesino vicino alle Alpi e le faceva cagare andare nel bosco vicino a casa, a fare fatica, con tutti quegli animali orrendi come le scolopendre, e tutti i giorni diceva al suo papà "ma perchè cazzo non posso vivere a Milano cosi' me ne vado a San Babila a comprare le cose della Onyx e a guardare le riprese di MTV? Io da grande starò in una metropoli come NEW YORK". Per la legge del contrappasso, indovinate dov'è finita questa bambina? Ok, dai che lo sapete...)

Mentre arrancavo flaccidamente verso la cima della montagna- mai raggiunta, ovviamente- mi accorgo che dei sentieri sono chiusi. MOLTI sentieri sono chiusi. Indovinate un po' perchè?



Una mamma orsa e i suoi due piccolini pare abbiano colonizzato la zona!! La signora che al momento mi tiene in casa dice di averli visti su un albero una volta e di aver temuto per la vita del suo cane. Io avrei pensato più che altro alla mia, ma è bello essere cinofili.

Quando abitavo a Venezia ricordo che non bisognava assolutamente mettere fuori il pattume la sera oppure i ratti andavano a mangiarlo. Anche qui ci sono salatissime multe per chi lascia i sacchi dello sporco fuori tutta notte. Ma non per i ratti, per animali un po' più grandicelli. Infatti un paio di settimane fa nella mia via una casa aveva lasciato fuori il pattume e la mattina dopo era completamente aperto, e dai resti organici sembrava chiaro fosse un orso. Vorrei sottolineare la frase nella mia via.

Tra gli amanti del pulito pare ci siano anche i procioni. L'altra sera ho sentito degli urli come di babbuino impazzito oppure di vecchia squartata, invece la signora mi ha spiegato che sono i procioni che vanno ad aprire i cassonetti dello sporco, mangiano, ed educatamente li richiudono. (E qui io mi chiedo: viviamo con le porte e le finestre sempre aperte. I cassonetti sono proprio vicino all'entrata. E se un ORSO decidesse di seguire il suo amico procione???)

L'altro giorno stavo guardando la tele quando ho sentito un odore disgustoso. Ho subito guardato con aria di rimprovero il cane dicendo "che bestia schifosa che sei!", ma poi ho capito che era una puzzola in giardino! Da quel giorno la puzzola è scesa di molto nella classifica degli animali meglio tollerati.

Arrancando disperatamente verso la montagna per camminare ho anche visto un colibri'! Sono rimasta affascinata a guardarlo perchè pensavo stesse solo in climi tropicali. Poi ho pensato a fonti culturali importanti- il film Pochaontas della Disney- e mi è sovvenuto che uno dei piccoli amici della protagonista era proprio un colibri'!

Nella mia stanza ho degli scarafaggi piccolini con cui mi piace giocare. Se li colpisci con la scopa diventano delle palline e li puoi usare per fare una sorta di golf.
Lo so cosa pensate. Sto iniziando a farmi degli amici ma la sera sono ancora abbastanza sola, e per via del fuso non trovo mai nessuno su skype. L'importante è tenersi occupati.


Gli scoiattoli che stanno nel campus, in compenso, sono nella stagione degli amori e corrono all'impazzata muovendo la coda come ossessi. L'altro giorno ho preso un infarto trovandomene uno che saltava fuori dall'immondizia.

Vi terro' aggiornata sui tre orsi. Mi spiace un sacco non essere bionda, prima di tutto perchè sarei uguale a tutte le ragazze del campus e non dovrei più sentirmi un'outsider, poi perchè potrei fingere limitate capacità intellettuali ed esserne giustificata, e in ultimo perchè adorerei essere ricordata per l'eternità come Ricciolidoro.