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Mi chiamo Giupy e sono un neurone in fuga che da poco si fregia del titolo di "dottore". Dopo aver vagato per Italia, Giappone, Francia, Belgio e Colorado, la patria degli orsi volanti, sono approdata nella piovosa Bochum. Il blog racconta storie di Germania, di universita', di corsi di Tedesco, di nostalgia del bidet, della lotta per trovare cibo senza glutine e ovviamente di loro, i pensatori Tedeschi che tanto ho letto (e solo talvolta maledetto) per arrivare qui.
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domenica 18 maggio 2014

Bianco Natal...

Cio' che rende ancora piu' bello il tornare a casa, oltre all'essere orrendamente viziati dalla famiglia e il mangiare gelati il cui nome non ricorda quello di personaggi di Hanna e Barbera, e' il clima. Perche' si, ho lasciato Boulder con un ridente sole, e il DIECI DI MAGGIO HA NEVICATO. Il dieci di maggio. Sara' che sono un po' stronza, ma ho provato una gioia inappagabile a stare sul balcone a crogiolarmi al sole come una giovane lucertola e guardare gente postare sulla bacheca di facebook foto cosi':

WTF?

Il fatto che il tempo atmosferico del Colorado si sia fatto piu' canne dei suoi abitanti ha delle ripercussioni disastrose su quella piccola comunita' di hippie felici che lo abitano. I vestiti, per esempio. Io ho sempre avuto questa bella abitudine di fare il cambio degli armadi, ma il Coloradiano medio sa bene che potrebbe usare i sandali in una calda giornata d'inverno e aver bisogno degli stivali UGGS anche in primavera inoltrata. Pero' la gente tende a confondersi. Ricordo una volta a Gennaio che, per fare un po' di small talk con la vicina sul pianerottolo, avendola incrociata di ritorno da lezione, le ho detto "Hai visto, nevica!". Lei mi ha riposto "Oh, non mi sarei dovuta mettere le infradito".
Le INFRADITO. Questa cosa che io metto solo in piscina, di gomma, possibilmente un po' sbragate e sporche, a GENNAIO. Con la NEVE. E poi non ditemi che superare le differenze culturali e' facile e basta un po' di apertura mentale.

Molti Coloradiani risolvono il problema tempo atmosferico alla radice. Per dodici mesi l'anno si mettono bermuda, maglietta e sopra una felpa aperta con cappuccio, possibilmente con su un Bufalo. Non capisco perche' non una anche con l'orso che vola, che darebbe un great improvement a questo stile impeccabile e atermico.

I Coloradiani pero' sono felicissimi di avere la neve, perche' cosi' vanno a sciare, a fare snowboard o tubing, una disciplina per cui ti lanci dalle discese in un copertone smesso di camion. Io, che non faccio nulla di cio' e sono quindi una reietta, mi sono comunque perplessa davanti ad un cartello visto in universita':

Foto abilmente scattata da me stessa

Il cartello, posizionato davanti ad una rampa di scale, immagino stia a significare, grossomodo, che non puoi lanciarti giu' dagli scalini in attivita' poco astute per la tua salute e per l'integrita' delle tue ossa. Posso capire lo skateboeard, mezzo di locomozione preferito dei giovani animali che frequentano il campus (e no, non parliamo di orsi). Ma che sono gli altri due? Fino a prova contraria, a me sembrano uno slittino e uno snowboard.
Se hanno messo il cartello, ci dev'essere una ragione. Ovvero che QUALCUNO deve aver aspettato il ghiaccio e  provato a lanciarsi giu' dalle scale con uno slittino o uno snowboard. Il che, da 1 a Roberto Maroni, quanto vi sembra un'orrida idiozia?

Il che giustifica anche l'utilizzo, e l'esponenziale aumento durante la stagione invernali, di questi orpelli:

Anonima ragazza presa sul web 

Adesso, io non sono una sportiva ed e' gia' tanto che sappia andare sui pattini a rotelle, figuriamoci lo skateboard. Ma immaginiamo che tu ti sia rotto un paio di ossa e qualche legamento sciando/correndo sulla neve/buttadoti giu' da una rampa di scale con uno slittino, ti pare il caso di usare un monopattino al posto delle stampelle e di trascinarti cosi' in giro la gamba ingessata? Non so a voi, ma a me sembra orrendamente pericoloso e la vedo MOLTO probabile rompersi pure la gamba sana (o un braccio, per fare pendant).

In tutto cio', sono particolarmente grata al mondo per tutta una serie di cose. Perche' mi godo il maggio italiano e non il Bianco Natal di Boulder, perche' sono abbastanza intelligente da mettermi i sandali quando fa caldo e gli stivali quando nevica, e perche' non pratico nessuno sport pericoloso che potrebbe potenzialmente obbligarmi a trascinarmi una gamba su uno pseudomonopattino che neanche i peggio video estremi di MTV. E sono anche un po' contenta di essere stata una giuovine abbastanza sveglia da capire che lanciarmi giu' dalle scale non e' una buona idea, senza bisogno che ci mettessero un cartello.

 
Ho appena scoperto che Irene Grandi ha fatto questa canzone. Anche se il video e' girato a Berlino lo dedico al Colorado e a tutti i fortunelli che ancora ci stanno

martedì 23 aprile 2013

L'educazione americana

Visto che questo blog ha un certo spessore morale e culturale, invece di tediarvi con i miei esami iniziero' con una considerazione profonda:

Non ci sono piu' le mezzo stagioni.



E in questo susseguirsi di caldo-neve-caldo-neve che NON mi fa rimpiangere Bruxelles ma comunque mi fa impazzire, ho fatto una cosa molto americana: sono andata a vedere una partita di baseball!
In a nutshell, il baseball e' uno sport molto lungo e i giocatori non si muovono molto, e nemmeno si mazzano e picchiano a vicenda, quindi potrebbe risultare noioso. Oltretutto ogni stagione una squadra gioca qualcosa tipo 160 partite, e la vittoria del campionato si basa su un calcolo statistico che mi ricorda il mio corso di ricerca quantitativa. MA e' reso divertente dal fatto che lo stadio ricorda un po' lo STRUSCIO, ovvero ci sono negozi, bar, bancarelle, e tu invece di seguire la partita puoi prendere una birra e un hot dog (per essere American) e passeggiare cazzeggiando con gli amici.
Poi, sempre per rendere la partita piu' interessante, ogni volta che un giocatore batte mettono su una canzone da lui scelta. Diciamo che la squadra di Denver, pur avendo delle indiscutibili doti agonistiche, non brilla per la finezza nei gusti musicali; non che mi aspettassi Bach, ma le canzoni erano un concentrato delle peggiori tamarrate dell'ultimo decennio. Basti sapere che quando hanno fatto il primo punto hanno messo su i VENGABOYS.
La squadra di Denver si chiama Rockies, e non so perche' ma la cosa non mi stupisce. Qui ci sono due cose: bufali e montagne (tre, se contiamo gli orsi volanti), e TUTTO si chiama BUFALO o ROCCIA. Se mai mi prendero' un gatto e i puma non lo sbraneranno, lo chiamero' Bufalino Roccietto.
In ultimo, le squadre giocano due campionati, l'American League e la National League. La squadra vincitrice dell'una sfida la vincitrice dell'altra nella World Series.

Americani, io vi voglio bene, ma c'e' una piccola cosa che dovete notare: si chiama WORLD series ma e' solo Americana. So che questo potrebbe scuotere qualcuno tra voi, ma l'America NON E' IL MONDO.

D'altronde, l'americacentrismo degli americani si fa vedere sempre nei momenti difficili. E, nello sgomento e la tristezza dell'attentato di Boston, notiamo una cosa che e' talmente stupida da far piangere anche di piu':

http://www.mzv.cz/washington/en/czech_u_s_relations/news/statement_of_the_ambassador_of_the_czech.html

Gia', numerose persone hanno deciso di dare il proprio sostanziale contributo mediatico alla lotta al terrorismo insultando sui social network la REPUBBLICA CECA (qualcuno pure la Cecoslovacchia, giusto perche' ci piace guardare indietro), tanto che il console ceco ha dovuto scrivere uno statement della serie 'sticazzi, noi non c'entriamo'. Oltre al fatto che, pure fossero stati gli attentatori Cechi, non sembra un buon motivo per bombardare Praga e insultare i suoi abitanti, ma REPUBBLICA CECA e' una parola che assomiglia molto poco a CECENIA. Giusto per fare un piccolo esempio, la Repubblica Ceca e' uno stato, la Cecenia no. Le due non confinano. Non hanno ne' la stessa lingua, ne' la stessa religione. La Cecenia e' stata protagonista di un sacco di maroni tra attentati vari, la Repubblica Ceca e' un posto pacifico dove gli italiani vanno in gita a rimorchiare bionde e bere birra. Lo so che qui in USA la gente non e' cresciuta con l'educazione di Giochi senza Frontiere, ma prima di aggiornare lo status di Facebook abbiamo tutti diritto ad una visitina a Wikipedia per evitare le figure di merda.

Certo, sicuramente la maggior parte degli Americani ha avuto un'educazione esemplare e sa TUTTO della Cecenia. Pero' statsera in DUE momenti diversi mi e' stato chiesto se sono Francese (e li mi sono un attimo annusata l'ascella per vedere se puzzavo, dato gli stereotipi che hanno qui sui nostri cugini d'Oltralpe, e visto anche che con me non avevo ne' un baschetto, ne' una baguette).
"No, non sono Francese, ma ci sei andato vicino!"
Sguardo vacuo, occhio da pesce
"Vengo da un Paese vicino alla Francia"
Sguardo vacuo "Un aiutino?"
"A sud della Francia" dico io esasperata.
Sguardo vacuo, occhio da pesce. "Boh.. che c'e' a sud della Francia?"

Niente, non stare a preoccuparti. Non c'e' nulla a sud della Francia, se non forse la Repubblica Ceca. Continua pure a guardare la World Series. E ad ascoltare i Vengaboys.




lunedì 11 marzo 2013

prendi un uomo, fallo ghiacciare

Ed ecco che arriva quel momento. Quello in cui, passati mesi dal tuo arrivo sul suolo americano, pensi che dopo orsi che volano, gente che corre nuda con zucche in testa, dolcetti al bacon e carte di compleanno con su Romney ormai hai visto tutto. Che tutto sommato questi Americani hanno finito di stupirti.

Baggianate. Gli Americani si superano sempre, e io sento di adorarli.

Sono recentemente stata al Frozen Dead Guy Days. Avete presente quei bei programmi che guardavamo negli anni novanta in cui i Giapponesi facevano ogni tipo di cazzata azione pazzerella, dal rompersi le lattine in testa al buttarsi in mezzo alla lava bollente?
Chiedete scusa mentalmente al popolo nipponico per aver avuto la presunzione di pensare che fossero gli unici con questi problemucci e sciroppatevi questo video:


Corse con le bare, bowling con il tacchino, contest della maglietta ghiacciata (avete capito bene, ormai la maglietta bagnata e' old fashion), gente che sguazza nei laghetti a meno quindici.. esatto, la fiera totale e globale del trash.
Che, se ci mettiamo capannoni semiriscaldati con musica live e fricchettoni che ballano tra gli effluvi di sostanze ormai quasi legali in queste lande, la discoteca piu' piccola del mondo in mezzo alla neve e un paesino di montagna da duemila anime che ricorda molto la 'Signora del West' modello neo-hippie (con tanto di negozi etnici e ristorante nepalese), be'.. lo scenario e' perfetto.

Tuttavia, il fatto di ubriacarsi/ dipingersi la faccia da teschio/ ballare con una pipetta in mano e roba 'organica e locale' in tasca non e' di per se la cosa piu' stupida di questa giornata. C'e' la storia del PERCHE' fanno tutto questo che e' ancora piu' meravigliosa. Ora ve la racconto (o, se non vi fidate di me, la trovate qui assieme ad un sacco di bellissime foto dell'evento)

Il protagonista di questa storia e' un simpatico Norvegese (e io l'ho sempre detto che gli Scandinavi sono strani, da quando ho fatto domanda di Phd a Bergen e mi hanno- fortunatamente- rifiutata. Non ho mai condiviso la loro passione per il baccala' surgelato). Il tizio si chiamava Bredo e ora lo chiamano con simpatia Granpa Bredo, visto che in teoria avrebbe 109 anni. Questo perche' nell'89, come succede un po' a tutti, e' schioppato. La famiglia POTEVA cremarlo, o seppellirlo, organizzargli un funerale, vestirsi di nero e piangere, o fregarsene e spartirsi l'eredita' ma... NO.
Si sono detti: perche' non IBERNARLO? Cosi' magari un giorno lo riportano in vita
(chissa' poi che bello a vedersi dopo vent'anni in un frigorifero).
(chissa' che bello pure aprire il freezer per prendere il ghiaccio per il Martini e trovarti tuo nonno che te lo porge gentilmente)

Al che Bredo viene ibernato in California e poi portato in Colorado. E qui quello che penso e': ma come cavolo fai a tenere un CADAVERE in ibernazione senza avere problemi? Io faccio fatica a tener congelati gli spinaci che dimentico sempre il freezer aperto.
In effetti, i famigliari hanno avuto qualche problemino. Prima di tutto, essendo Norvegesi, il visto e' scaduto. E questo mi sembra logico, io vengo deportata se bevo un Spritz sul balcone, questi sono stati ANNI a sorvegliare uno stoccafisso gigante con un visto illegale.
Poi, c'e' quella cosetta per cui in teoria non ti puoi tenere tuo nonno in frigo. Ho come il sospetto che non puoi nemmeno impagliarlo e fingere che sia ancora vivo per spaventare i vicini oppure renderlo uno scheletro e usare i suoi femori per bussare alle porte ad Halloween. Non so bene come si chiami questa legge.. buon senso?
MA il potere dei media arriva ovunque, e visto che nella cittadina di Nederland il vecchietto surgelato faceva notizia, hanno deciso non solo di sbattersene delle convenzioni e tenerselo, ma pure di renderlo la celebrita' nazionale.

(E dopo il bambino che piscia come simbolo di Bruxelles, il nonno in ghiaccio come eroe locale. Ma voi scrittori, poeti, artisti, politici e martiri di guerra no?)
(E qui torniamo un attimo al popolo nipponico con una citazione colta che deriva dal mio - inutilissimo - titolo di Yamatologa. In Giappone c'erano degli scoppiati che andavano a morire nelle caverne e si mummificavano, i Miira. In teoria dovrebbero rinascere come Miroku, il Buddha del futuro. Perfetto stereotipo orientalista: in Giappone la spiritualita', in America il consumismo. La stupidita' non cambia..)

Insomma, e' una storia meravigliosa sotto tutti i punti di vista. Io spero sinceramente che Bredo torni in vita. cosi' anche lui, come tutti gli altri, potra' buttarsi nei laghi ghiacciati e lanciare tacchini surgelati in giro.

E smettiamola di dire che gli Americani sono stupidi. Lo sono terribilmente, ma se non ci fossero ci toccherebbe inventarli.

Dal sito Frozen Dead Guy Days

domenica 7 ottobre 2012

American date

Ho passato piu' di un mese dal mio arrivo a Boulder a spiattellare in faccia alla gente QUANTO il clima qui sia meraviglioso, QUANTO io sia contenta di non stare piu' a Bruxelles e QUANTO io creda nella legge del karma, che fa si che se hai passato due anni nella pioggia e schizofrenia climatica, allora ti meriti un posto dove il sole sia li' 300 giorni all'anno.

L'altro giorno ero in giardino in maglietta, a studiare sotto il sole, con gli scoiattoli che mi camminavano attorno (storia vera) e gli uccellini che mi intrecciavano i capelli con dei fiori profumati (storia un po' meno vera).
Il giorno seguente, sono uscita con cappotto, sciarpa di lana, guanti, maglia di lana, cappello, calze pesanti. Nevicava. NEVICAVA.
Avendo io una fervida fantasia, ed essendo una studentessa di Scienze delle Religioni, non ho potuto fare a meno di immaginarmi una sorta di Olimpo di divinita' lassu' che ha proprio voglia di prendermi per il culo. Che ridono di gusto indicandomi.
Ora almeno e' tornato il sole.
(ma il riscaldamento globale, dove cavolo e'??)

D'altronde, essendo io anche una studentessa di Scienze Sociali in erba, cerco di ignorare le glaciazioni e i disgeli intorno a me per osservare il bizzarro popolo che ha la fortuna di ospitarmi.
Il tema di oggi e' quello dei date, ovvero l'uscire assieme, i rapporti uomo-donna (o anche uomo-uomo, donna-donna etc etc, essendo che il mio e' un blog LGBTQ friendly, al contrario del Midwest).

Non so voi, ma ho sempre avuto l'impressione che gli Americani passassero la loro adolescenza a infrattarsi in giro con chiunque passi, ad abbassarsi i pantaloni al primo angolo e che all'universita' tutto cio' tocchi il suo apice in grandi feste dalla dubbia moralita' tra muscolosi giocatori di football e discinte cheerleader bionde. Almeno questo ci insegnano i bei film e bei telefilm che l'America importa da noi e che sicuramente contribuiscono ad elevare la cultura del Belpaese



Appena arrivata in US, mi ritrovo in mano un prezioso volantino nientemeno che della Campus Bible Fellowship, chiamato Biblical Principles for Dating. L'ho subito preso perche' essendo io una persona senza moralita' potessi usarlo per ridere al telefono con il mio moroso ovviamente mi interessava molto.
Questo utilissimo opuscolo da un sacco di spunti interessanti per capire i date tra gli Americani. Per esempio:
Do not date or even flirt with someone who doesn't share your commitment to Christ
Premarital sex is never right
God hates divorce
A good husband will be the head of the household and will take the lead in spiritual things (evviva evviva la parita' dei sessi! Appena ho letto questa frase ho avuto l'impulso di dar fuoco al mio reggiseno)

Quindi, insomma, quello che impariamo da Gossip Girl o The OC sono tutte sciocchezze!

Poi pero' all'orientamento per gli studenti stranieri mi danno un opuscolo che si chiama piu' o meno "come sopravvivere in questo luogo senza fare troppe figure di merda", e che spiega interessanti cose sui date:
The level of commitment in a relationship can vary greatly, as it is common for Americans to date several people at the same time
(several people? vabbe' il libertinaggio ma oltre alle sciocche questioni morali dove trovano questi il tempo, la voglia e la memoria nei messaggi del cell per uscire con several people??)
Traditionally it is common for male to ask a female on a date and either pay for or split the bill
(quindi insomma portiamoci dietro dei soldi che potrebbe capitarci una crosta. D'altronde non posso lamentarmi dopo l'affermazione femminista di poco sopra. Oltretutto complimenti per il 'male' and 'female'.. mi aspettavo si lanciassero nella descrizione dei rituali di accoppiamento nel paragrafo successivo)
Never touch or make another individual unconfortable with unwanted sexual advances
(se solo avessi letto questa cosa prima di salutare tutti i compagni di corso con i classici due bacini e farmi guardare come fossi un alieno dai facili costumi..)

Come si situa quindi lo studente americano, tra i 'several dates' e i 'biblical dates?'

Purtroppo, non ho una vera risposta a tutto cio', e deep down spero anche di non averla mai.
Pero' parlando con una ragazza americana mi ha detto che una ragazza su 4 al college viene violentata, e la maggior parte del tempo succede quando e' ubriaca e gli amici si approfittano di lei.
Voglio dire, con amici cosi', chi ha mai bisogno di nemici?

Grazie, grazie, graze Olimpo di divinita' lassu', per avermi concesso un moroso , grazie per far si che io NON debba mettermi a fare dei date con gli Americani. Non che abbia qualcosa contro di loro, ovvio, ma non saprei se presentarmi all'appuntamento con un rosario o aspettandomi 5 o 6 altre fidanzate che compaiono all'orizzonte.