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Mi chiamo Giupy e sono un neurone in fuga che da poco si fregia del titolo di "dottore". Dopo aver vagato per Italia, Giappone, Francia, Belgio e Colorado, la patria degli orsi volanti, sono approdata nella piovosa Bochum. Il blog racconta storie di Germania, di universita', di corsi di Tedesco, di nostalgia del bidet, della lotta per trovare cibo senza glutine e ovviamente di loro, i pensatori Tedeschi che tanto ho letto (e solo talvolta maledetto) per arrivare qui.
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mercoledì 15 ottobre 2014

L'uomo del nuovo mondo

L'altro giorno sono andata in banca ad incassare un assegno. Chi di professione fa il dottorando puo' capire quanto sia bello ricevere dei soldi di tanto in tanto, e fare tesoro di questi rari momenti in cui il conto in banca sale. Con mio grande disappunto, la banca era chiusa per il COLUMBUS DAY.

Ora, io del Columbus Day non so nulla. Nel senso che ho il sentore che in luoghi remoti dove esiste una pizza degna di tale nome ci siano Italiani di ennesima generazione che amano ricordare la madrepatria mai vista mangiando finti cannoli e bevendo vino californiano. Ma tutto cio' qui in Colorado non succede. Gli unici Italiani che conosco sono persone che, come me, hanno deciso di lanciare i loro neuroni oltreoceano.

Perche' si, a San Francisco c'e' una statua di Cristoforo Colombo che ci mostra che era proprio un bel pischello. 

Ho scoperto l'esistenza del Columbus Day quando mi e' stato chiesto se considerassi Cristoforo Colombo il mio eroe nazionale. Al che io ho frugato nel mio cervello alla ricerca di una qualche forma di affetto verso questo personaggio storico nato ben prima dell'unita' d'Italia e che viaggiava su navi spagnole, e ho confessato che "NO". A dire il vero di Cristoforo Colombo non mi e' proprio mai fregato nulla, tant'e' che non ho saputo rispondere con molta passione alle velate accuse di "non bisognerebbe festeggiare il Columbus Day perche' Cristoforo Colombo era cattivo-cattivone con gli Indiani" (Come fosse stato solo lui ad averci questo vizietto di perpetrare genocidi, poi..). A me di festeggiare il Columbus Day non mi e' mai passato per la testa, e quando penso a Colombo mi viene in mente giusto l'edizione speciale rifatta da Topolino nel 92 (importante tappa della mia infanzia) e la canzone di Cristina D'Avena.

Non so voi, ma io quando ri-ascolto le canzoni di Cristina d'Avena provo sempre un po' di imbarazzo

Oltre al fatto che noi Italiani siamo tutti scambiati per sfegatati fan di Cristoforo Colombo, ci sono una barca di stereotipi su noi abitanti dello stivale. Io credo di essere una delusione per molte delle persone che mi conoscono: non gesticolo animatamente, non suono un mandolino, non grido dai balconi, non ho un paio di folti e spessi baffi neri, non mi chiamo Mario e sono quasi sicura che nessuno dei miei parenti faccia parte della mafia. Certo, mi do da fare anche io per essere un po' l'Italiana Tipica- mi lamento del cibo, mi lamento del tempo, spendo i soldi che non riesco a depositare in banca in vestiti - ma non arrivo mai comunque ai veri stereotipi.

Pubblicita' della Fiat

Questo video mostra un bel condensato di stereotipi italici visti dagli Americani. Ok, magari qualcosina di vero c'e' anche (che so, il caffe' espresso- by colei che oggi ci ha messo mezz'ora in piu' a tornare a casa per fermarsi nel supermercato con il Lavazza). Ma e' ancora abbastanza lusinghiero. Ci sono video che mostrano un'immagine MOLTO peggiore di questa, per esempio:


"Oh Mamma Mia, He's Italiano", grande capolavoro pop

L'artista in questione si chiama Elena e in realta' non e' Statunitense ma Romena- e qui non addentriamoci a parlare degli stereotipi delle donne dell'est, perche' ci sarebbe da scriverci pagine e pagine in relazione a questo video. L'italiano della canzone- uno neppure troppo bello oltretutto, ma si vede che non avevano un gran budget per gli attori- e' un bel personaggio. La canzone inizia dicendo che si chiama Toni e viene da Milano (grazie Elena per un po' di anagrafica). Elena poi dice che "he's gonna tell me a million lies" , perche' ovviamente tutti gli Italiani sono bugiardi. E, in effetti, Toni ci prova con lei il giorno in cui lei si sta sposando con un altro, e questo non si fa, Toni. Elena dice anche che, secondo sua mamma, "tutti gli Italiani sono macho". Ah si'? Ma sei sicura-sicura-sicura? Ad ogni modo, questa canzone mi fa ridere tantissimo e ringrazio la palestra per avermela fatta conoscere.

E, parlando di palestra, l'altro giorno due ragazze mi hanno fermato dopo la lezione di zumba per chiedermi se per caso fossi Brasiliana. E non avevo detto nulla quindi non potevano scambiare il mio accento per Portoghese. Cosi' sono tornata a casa cercando di autoconvincermi che a) Io non sono lo stereotipo dell'Italiana e, visto come sono rappresentati gli Italiani, cio' non e' un male e b) che ho evidentemente un perfetto sedere da Brasiliana. Grazie zumba. 

lunedì 13 gennaio 2014

Il bello di essere Europei

Follow- up dell'articolo precedente: la legalizzazione in Colorado ha portato diverse divertenti conseguenze e ha dato luogo a dei buffi aneddoti che non potevo evitare di citare.
Un esempio si puo' trovare in questo articolo. In sostanza, un sito satirico ha pubblicato per ridere la finta notizia che la marijuana legale avrebbe ucciso 37 persone in un solo giorno in Colorado. Purtroppo pero' il Popolo di Internet non e' intelligente. Dalla mia limitata esperienza di blogger wannabe, ho scoperto che ci sono TONNELLATE di persone la' fuori a cui e' data la grazia di una tastiera e di un wi-fi ma non purtroppo quella dell'ironia. Cosi', alcuni lettori non hanno capito la satira dietro l'articolo. E hanno scritto commenti tipo questo:

Just read there were 37 marijuana overdose deaths the first day of its legalization. Did you really think it wouldn't happen, Colorado?

Ora, non bisogna essere tossicomani all'ultimo stadio o agenti DEA per sapere che la marijuana NON uccide. Cioe', magari uccide lentamente i neuroni, ma non e' qualcosa di LETALE ed IMMEDIATO. Per quanto l'umanita' sia costituita per la maggior parte da imbecillli, davvero qualcuno pensa che la gente sarebbe COSI' STUPIDA da fumare marijuana se fosse cosi' pericolosa?

Un altro divertente fatto e' che, pare, NON TUTTO il Colorado sia diventato marijuana free. La citta' di Colorado Springs, che noi tutti ricordiamo per "La Signora del West", rinomato covo di conservatori, pare abbia rifiutato di legalizzare. Non ho fonti ufficiali per questa notizia che mi e' stata riportata da un testimone oculare, ma mi sembra quanto meno plausibile. 

Volete farmi credere che nel selvaggio west non passassero la vita a farsi le canne, a Colorado Springs?

Devo confessare che la legalizzazione della marijuana non ha portato grandi cambiamenti alla ridente cittadina di Boulder, dove la gente fumava gia' e continua a farlo con piu' gioia. Pero' il mondo ora sa che il Colorado e' un posto bellissimo (o di maledetti fattoni, a scelta). E' interessante a questo punto vedere cosa pensino degli Europei da questa parte dell'oceano.

Come ho spiegato in questo post, gli Europei sono spesso scambiati per omosessuali. Pero', da diversi discorsi che ho seguito, mi e' parso di capire che noi siamo considerati anche un po' sessualmente promiscui. Per supportare questa mia affermazione usero' delle fonti certe, ovvero dei telefilm. 


        
Grazie a Mad Men ho scoperto un sacco sulla pubblicita' 

Mad Men e' un telefim ambientato negli anni 60, ed e' triste deprimente orribile interessante vedere come certi stereotipi su donne, neri e gay non siano poi tanto cambiati in 50 anni. Quando il personaggio Europeo di turno dice di essere omosessuale, la gente cerca di superare lo shock dicendo che lui "e' Europeo, e li' funziona diversamente". Certo, erano gli anni 60. Le cose saranno cambiate. 


Non riesco a mettere qui il video, che trovate al link https://www.youtube.com/watch?v=sV25INqdM4c

In "It's always sunny in Philadelphia", Danny trova un coinquilino europeo. Ed e' eccitatissimo all'idea perche' sa che questi Europei promiscui organizzano party con ragazze semisvestite e lascive. E non sono piu' gli anni 60. Certo, il telefilm e' molto ironico, ma si rifa' a stereotipi generalmente veri. 

Ora, non so quale sia l'esperienza di altri Italiani in America, ma a me diversa gente ha fatto discorsi tipo "Ah be ma voi in Europa siete piu' sessualmente aperti". Ah si? Noi che smettiamo di portare le mutande ascellari della nonna il giorno che le Americane imparano il twerking? Noi che la domenica in TV abbiamo il Papa mentre qui hanno i programmi MTV "16 and pregnant"?
Ho come l'impressione che alcuni Americani si immagino l'Europa come una grande strada di Amsterdam costellata di vetrine. Che da Lisbona a Nicosia, da Oslo a La Valletta tutto sia uguale, uniforme e sessualmente libero. Il che e' sicuramente un affascinante pensiero, ma non so quanto rispecchi la realta'. Mi vedo il povero Americano sbarcare in Europa pieno di speranze e scoprire che i film porno sono girati negli studi televisivi e non per le strade di Roma.

Ma, nel caso del Colorado, il suddetto Americano puo' senz'altro tornare indietro e consolarsi in altro modo. A meno che non sia tanto sciocco da vivere a Colorado Springs. 

domenica 14 aprile 2013

L' importanza di essere politicamente scorretti

Recentemente la mia Universita' ha deciso di impiegare i soldi spillati agli undergraduate non solo per permettermi di gozzovigliare tutti i mesi con il mio stipendio pretendendo di essere su facebook per via della mia ricerca sui social network  di diventare in futuro una brillante accademica, ma anche per organizzare un divertente Festival Internazionale.

Immagine politicamente scorretta trovata su google su come gli Americani vedono gli altri popoli


Il Festival Internazionale e' la dove la popstoria incontra la popgeografia, in un brulicare di costumi tipici che nessuno a casa propria metterebbe mai, di false amicizie laddove la gente si odia e cibi tipici tutti rigorosamente fatti da cuochi americani e, quindi, cattivi. Lo stand italiano aveva il peggior risotto di sempre, peggiore pure di quello che ho lasciato sul fuoco un'ora perche' mi ero addormentata. Avremmo fatto piu' bella figura con una pizza Pepperoni di Pizza Hut (nefandezza sulla quale, forse, un giorno faro'un post).

Ovviamente il Festival Internazionale e' un'occasione che una persona come me, sempre pronta a sfottere gli altri popoli deridendone usi e costumi , fine sociologa aperta al multiculturalismo, non poteva perdersi.
(Piccolo appunto: so per esperienza che il Popolo di Internet non ha senso dell'umorismo, ma ha un mucchio di tempo da buttare via- quasi piú di me- per rompere le palle alla gente che non conosce, possibilmente con un'identitá fittizia. Ora, se anche voi fate parte del Popolo di Internet e bruciate dalla voglia di scrivermi messaggi minatori e insulti personali perché non sono rispettosa nei confronti di Americani, Belgi, Arabi, Uzbeki o quantaltro, sappiate che il mio blog é IRONICO. Non sono ASSOLUTAMENTE razzista e penso che tutti i popoli abbiano uguale dignitá, cosí come penso che in ogni Paese ci siano cose brutte e lati belli. Tranne in Belgio, dove proprio non c'é nulla di buono.. )

Fatta questa premessa, passiamo al Festival. C' erano banchetti un po'di ogni Paese fatti da studenti sparsi in due sale, e palchetti dove la gente si esibiva suonando il Mariachi o accennando due mosse alla Karate Kid. Qualcuno ha pure straziato una qualche canzone in qualche lingua incomprensibile. In tutto ció, ogni banchetto aveva un cibo tipico. I Native American (che, BTW, non sarebbero proprio INTERNAZIONALI, ma piuttosto molto local... ) avevano per esempio lo stufato di Bufalo, nel caso ci si chiedesse che fine ha fatto l'ultimo Ralphie. Gli iraniani avevano un'insalata iraniana, gli Indiani delle palle dolci e appiccicose, i Centramericani una sbobba dolciastra non ben identificata, i Sauditi il Saudi Champagne, rigorosamente analcolico perche' si sa, nel campus ci si puo' esibire con delle sciabole, ma per favore non servite alcol. Perfino gli Inglesi avevano del cibo, che non ho provato perché chiamare cibo ció che mangiano oltremanica mi sembra offensivo nei confronti del cibo vero perché ero sfortunatamente piena.

In questo mondo di pace gioia e cibo c'erano peró diverse POLITICAL ISSUES che i piú non hanno notato ma io, con l'occhio attenta di chi per un po' ha finto di essere esperta di Scienze Politiche, ho argutamente osservato.
La disposizione dei banchetti era quantomai curiosa.
In un angolo stava Israele.
In un altro angolo, l'Iran.
La Turchia stava in un'altra stanza.
Arabia Saudita e tutti gli altri Arabi nell'angolo piu' remoto e piú lontano da Israele. Vicino alla Cina e alla Russia. Pare proprio che volessero mettere in chiaro chi sono i Bad Guys. (Cosa sottolineata dalla grande assenza di entrambe le Coree, da cui e' giusto proteggersi: una potrebbe bombardarci e l'altra potrebbe produrre un secondo video di PSY).

Tra i grandi assenti pure Taiwan. La coerente politica estera USA.
Il Canada non c'era, ma non ditelo agli Americani. Loro sono ancora convinti che i Canadesi siano MOLTO DIVERSI, e scoprire che sono cosi' uguali da non essere nemmeno international sarebbe un colpo basso.
Poi, l'Iran esibiva con orgoglio sia la bandiera attuale che quella della Persia.
L'Africa aveva un unico banchetto con una vaga distinzione tra est e ovest. Giusto per aumentare gli stereotipi. Gia'che c'erano potevano scrivere 'Continente Nero' e ballare tutti assieme l'AlliGalli.
Pure gli Scandinavi erano tutti assieme. Here lives Santa.

Istraele non aveva nessun accenno di Palestina nel suo banchetto. E fin qui ok, probabilmente i Palestinesi hanno giá i problemi loro e non stanno a venir qui in America a veder gli orsi volare. MA questi, giusto per mettere le cose in chiaro, hanno esposto le magliette di Birthright Istrael. L'attivista che e'in me voleva farsi prestare una kefiah dai Sauditi e passare davanti canticchiando lo slogan 'Palestina libera'.
Poi peró ho deciso di boicottarli in maniera sottile, ovvero prendendo cibo da TUTTI i banchetti MA NON quello di Israele. Sono convinta che gli Israeliani se ne siano accorti e, addolorati, stiano meditando sulle proprie scelte politiche. Cosí come sono convintissima che il mio non comprare avocadi prodotti da Isreaele per piú di un anno abbia dato un contributo sostanziale alla causa palestinese.

Ma la vergogna massima, il premio 'Shame on You' della giornata é stato da me attribuito agli Spagnoli, che hanno messo su il banchetto della CATALOGNA, non della Spagna. Festival Internazionale o Festival del Provincialismo? Noi stiamo andando verso una GRANDE EUROPA, e voi vi fate la vostra regione e basta?
Pure noi eravamo tutti Lombardi, ma non abbiamo fatto il banchetto della PADANIA. (E, politica a parte, quanto triste sarebbe stato uno stand senza foto prodotti e brochures di tutto ció che sta sotto il Po? Quanto sarebbe triste un banchetto con la faccia di Bossi?).

Insomma, una cosa ingiusta e sbagliata un po' come la tizia che mi ha raccontato di essere andata in vacanza in Italia e la cosa che piú l'ha colpita sono state le donnine che si spogliano sulla TV nazionale (e qui vi giuro che NON SO di che programma stesse parlando, o se era drogata di acidi).
Meno male che i Giapponesi hanno tirato su tutto facendo un balletto da Boy Band molto simile a questo:


La Yamatologa che é in me, dopo essersi chiesta come mai questo popolo non é ancora estinto, ha ringraziato le divinitá Izanagi e Izanami per aver creato il Giappone. E ci fossero stati i Coreani, avremmo visto di molto meglio....

In conclusione, é stata una giornata molto carina all'insegna del multiculturalismo e ho apprezzato poter vedere quanti popoli diversi studiano nella mia Universitá e poter imparare cose nuove sulle diverse culture.
Potevo scrivere questa cosa all'inizio del post e farlo tutto con questo tono, ma se fosse stato politicamente corretto avrebbe fatto molto meno ridere e non saresti stati a leggere fin qui. True story.